Prof. Arcidiacono 2017-2018
DISPENSA DI SOCIOLOGIA DEI CONSUMI
Teorie sul consumo
- Consumatore sovrano: isolato, ha potere, autonomo, razionale,
perfettamente informato, protagonista delle sue scelte
- Consumatore produttore: coordinato, ha potere, costruttore autonomo di
significato, consumo come comunicazione coerente, creativo,
demercificazione
- Consumatore alienato: isolato e subordinato, schiavo del mercato,
subordinato alla produzione, vittima delle sue scelte, compulsivo,
irrazionale, manipolato, il consumo allontana dalla vita sociale
- Consumatore acquisitivo: coordinato, subordinato, scalabilità della
gerarchia sociale, ambizioso e invidioso, contano le mode, è selettivo,
complice dell’offerta
Economia e consumi
- Economisti classici: Smith: il fine ultimo dell’economia è il consumo;
Ricardo: nessuno produce se non allo scopo di consumare e di vendere;
parlano dell’importanza del consumo ma di fatto lo subordinano alla
produzione
- Marginalisti (Menger, Jevons, Walras, Marshall, Pareto ecc.): fine ‘800,
sovranità del consumatore: è la domanda, sono i bisogni del consumatore
a creare l’offerta, è concetto più teorico che sostanziale, fondamenti della
sovranità:
Processo di scelta atomizzato
Preferenze statiche e coerenti
No asimmetrie informative e di potere, no costi di transazione,
totale trasparenza
Razionalità (homo oeconomicus): l’individuo considera tutte le
alternative e le ordina secondo le sue preferenze in modo da avere
massima utilità, compara le scelte tenendo conto anche delle
possibili conseguenze, sceglie;
legge della domanda, rapporto inversamente proporzionale tra
prezzo e quantità;
legge dell’utilità marginale decrescente: maggiore è la quantità di
un bene posseduto minore è la quantità di denaro che si è disposti
a pagare per ottenerne un’unità aggiuntiva;
legge dei rendimenti decrescenti: un fattore di produzione è un
imperfetto sostituto di un altro
limite: reddito disponibile
1. Walras: teoria dell’equilibrio economico: prezzi e salari lasciati al libero
gioco di mercato giungono in una posizione di equilibrio, dal momento
che ogni individuo sceglie in modo razionale le soluzioni più
soddisfacenti, la somma degli equilibri crea un equilibrio economico
generale senza l’intervento di alcuna forza esterna
2. Pareto: l’utilità può essere misurata solo in senso ordinale; razionalità è
adeguatezza dei mezzi per raggiungere un determinato obiettivo, ma
l’individuo spesso agisce senza razionalità, in modo non logico;
ofemilità: giudizio della collettività sul vantaggio che beneficia
l’individuo con il godimento del bene
utilità: giudizio dato dall’individuo che gode del bene
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azioni logiche: coincidenza valutazione personale e collettiva
dell’utilità del prodotto, piena coincidenza tra utilità e ofemilità
(economia)
azioni non logiche: le persone tengono conto solo di parametri
soggettivi (sociologia e psicologia, intervengono variabili come la
ricerca del consenso e dell’approvazione sociale)
derivazioni: giustificazioni razionali ai comportamenti irrazionali
residui: istinto e sentimento che intervengono nel processo di
scelta
- Keynes: centralità del consumo; legge psicologica fondamentale: il
consumatore se ha incertezza circa il futuro preferisce in parte
risparmiare, cosa che non è razionale;
il PIL dipende dalla domanda aggregata, data dalla somma di:
investimenti pubblici G e privati I e dai consumi, più questi sono alti più
una nazione è prospera, se diminuiscono gli investimenti privati occorre
aumentare i consumi C o gli investimenti pubblici I,
il consumo aumenta all’aumentare del reddito seppure in misura meno
che proporzionale, per cui per raggiungere l’equilibrio servono anche gli
investimenti pubblici; le sue teorie vengono usate dal governo degli Usa
per rispondere alla grande depressione del ’29, il consumo viene
percepito come un fatto etico per uscire dalla crisi, nasce in questo modo
per risposta politica, sociale e culturale la società dei consumi.
- Wiliamson: teoria dei costi di transazione: il consumatore ha una
razionalità limitata, non è in grado di valutare tutte le alternative e la
controparte è opportunista, i costi di transazione ci sono a causa di
questa razionalità limitata
Oltre la razionalità individuale:
- Simon:
razionalità limitata: l’individuo decide volta per volta, trascurando
gli effetti che tale decisione possa avere su molti altri aspetti della
vita presente e futura, non esiste una sola funzione di utilità che
possa essere espressione di tutte le decisioni possibili
dell’individuo, questo comportamento consente la sopravvivenza in
un mondo complesso anche se le azioni non sono logiche, è un
modello di comportamento usato per decisioni poco importanti
razionalità intuitiva: euristiche di giudizio semplificate, il
consumatore dà valore a un attributo piuttosto che ad un altro,
sceglie in modo semplificato, il pensiero si fonda su intuizioni,
contano le esperienze passate, riveste importanza il fattore
emozione che stabilisce una priorità tra i problemi dell’individuo
razionalità come adattamento evolutivo: solo quegli individui che si
si adattano, che si comportano razionalmente, riusciranno a
sopravvivere
È la stabilità delle istituzioni che permette di prevedere le conseguenze
dei differenti comportamenti e aiuta gli individui ad agire razionalmente
- March, Olsen: razionalità a posteriori: il consumatore dà veste razionale
al suo comportamento emotivo dopo averlo compiuto, dando spiegazioni
plausibili, perché il processo decisionale è come un garbage can, in cui
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sono gettate alla rinfusa tutte le variabili interne ed esterne all’individuo,
per cui il comportamento dell’individuo è spesso dettato dal caso o da
fattori contingenti, da questo garbage can gli individui ricavano un ordine
logico che dà razionalità al comportamento
- Weick: sensemaking: attribuzione di senso al fare, costruisce intorno a
fattori di scelta una giustificazione di scelta
- Katona: psicologo sociale della Gestalt, ripropone la psicologia
economica, ovvero l’analisi psicologica dei processi economici; sua è la
distinzione micro/macroeconomia; esistono delle variabili interposte, non
immediatamente visibili: l’abitudine, la motivazione, l’organizzazione,
l’atteggiamento, tutte di stampo psicologico, che incidono sul
comportamento economico degli individui;
-ambiente oggettivo dove si verificano gli eventi
-ambiente soggettivo/comportamentistico, ciò che ciascun individuo
vede, sente, percepisce soggettivamente, che determina il
comportamento che porrà in atto;
il comportamento del consumatore è anche influenzato dal gruppo di
appartenenza o di riferimento che forniscono i modelli di comportamento;
un aumento del reddito comporta un aumento più che proporzionale dei
consumi e spesso l’aumento dei consumi precede l’aumento del reddito,
quando vi sia la sola aspettativa dell’aumento e l’individuo subisca il
fascino di modelli di consumo più costosi;
irrazionalità dei comportamenti di consumo a causa della ripetitività: i
consumatori sono irrazionali perché i comportamenti di consumo sono
routinari, abitudinari, se non messi in discussione a causa di fattori
esogeni, sono razionali quando devono comportarsi in modo innovativo,
quando la mancanza di esperienza rende imprevedibile e incerta la
situazione; la soddisfazione di bisogni presenti determina lo spendere, la
soddisfazione di bisogni futuri di risparmiare, da qui l’importanza della
prospettiva temporale nella valutazione delle decisioni economiche
(principio dell’immediatezza)
- Kanhemann, Thaler: cognitive bias e nudge theory: la mente umana è
cognitivamente progettata per non essere razionale, è progettata sulla
dimensione emotiva; studi: prendono i consumatori e li mettono in
situazioni di simulazione d’acquisto, davanti a due prodotti che
presentano lo stesso prezzo i consumatori scelgono il prodotto con la
scritta sconto; quando le informazioni sono troppe e ci sono troppe
alternative i consumatori regrediscono nel processo di scelta, aspettano
perché hanno paura di non fare la scelta giusta, hanno paura di pentirsi
dell’acquisto
Oltre il vincolo di bilancio (reddito disponibile):
- Duesemberry: i bisogni degli individui possono essere soddisfatti da un
certo numero di beni qualitativamente diversi ma esiste una scala di
preferenze condivisa dal gruppo di appartenenza o dall’intera società, il
consumo è un fenomeno sociale, dove le scelte individuali sono
ampiamente influenzate dai comportamenti degli altri, la soddisfazione
dipende anche dal confronto con il consumo dei vicini, quando il consumo
dei vicini aumenta, l’individuo cerca di aumentare le proprie spese per far
rimanere invariato il proprio soddisfacimento Prof. Arcidiacono 2017-2018
effetto dimostrativo, non importa il reddito preso da solo ma il
gruppo sociale di riferimento, l’individuo auspica i modelli di
consumo di un certo gruppo sociale, vuole dimostrare di consumare
come il gruppo di riferimento, lo stimolo a modificare il proprio
livello di vita deriva dalle variazioni intervenute nei modelli di
consumo degli individui con cui si intrattengono rapporti sociali
effetto di trascinamento, se il reddito diminuisce il consumatore
non varia subito il suo consumo perché si riferisce a un certo
gruppo sociale, solo dopo un certo periodo di tempo ridurrà il
consumo, il consumatore cerca di rimanere al livello di consumo più
alto raggiunto;
la diffusione dei modelli di consumo può avvenire anche per linee
orizzontali, cioè tra gruppi sociali posti allo stesso livello per ricchezza
e considerazione sociale, i comportamenti di ostentazione di ricchezza
sono rivolti verso i membri della propria classe sociale
- Becchetti: voto col portafoglio: consumatore/elettore dove la cabina
elettorale è il supermercato, acquistando si decide a quale movimento
politico si aderisce, sono i valori con cui il soggetto si identifica a
determinare le sue scelte
- Modigliani: piani temporali: contano le aspettative di reddito e di vita
delle persone piuttosto che il reddito reale, nel lungo periodo il rapporto
reddito consumo resta grossomodo costante, il consumo è risultato di
scelte individuali che tengono conto di piani temporali a lungo termine di
consumo e di risparmio
- Becker: bilanci tempo: le scelte dipendono dal tempo che si ha a
disposizione, nella valutazione del costo non c’è solo il prezzo e le
modello di Hotelling:
caratteristiche oggettive del bene; es è meglio
aprire dove ci sono gli altri competitors perché il consumatore va dove
c’è tanta offerta per ottimizzare il tempo
- Sen: capabilities: il benessere di un individuo non è dato
automaticamente dal suo livello di reddito ma dalla capability a esso
associata, dalla capacità di mobilitare risorse utili per ottenere beni e
servizi necessari alla sua soddisfazione; se il soggetto ha la capacità di
poter sopperire alla mancanza di reddito non soffrirà la povertà (es. neet
mantenuti dai genitori)
Critiche della sociologia all’economia:
L’economia:
-guarda a una società con scarsità di risorse e non a una società affluente
come quelle contemporanee
-non tiene conto del ruolo degli altri attori sociali oltre all’individuo
-non va oltre il concetto di scelta
-considera solo il bisogno come fattore determinante il consumo e non i
desideri, i capricci, i sogni
-considera le preferenze statiche, quando invece esse sono volatili (es. moda)
-considera prezzo e quantità inversamente proporzionali quando invece esiste
la selezione avversa
-non considera il comportamento routinario che non è razionale
-trascura i rapporti di potere/subordinazione rispetto all’offerta
Psicologia e consumi Prof. Arcidiacono 2017-2018
- Comportamentismo: schema comportamentale stimolo-risposta mediato
Pavlov,
dal rinforzo, esperimento sui cani: i cani secernono saliva quando
sentono il suono del campanello che preannuncia l’arrivo del cibo, la
risposta è condizionata ad uno stimolo neutro associato allo stimolo
originale, l’effetto si chiama riflesso condizionato, oggetto di studio della
psicologia sono i comportamenti osservabili, la mente non può essere
indagata perché non osservabile, il comportamento del consumatore è
concepito come un insieme di risposte ad una serie di stimoli ambientali,
gli studi si riferiscono all’efficacia dei vari stimoli commerciali e alle
prescrizioni relative all’utilizzo degli stessi, possibilità di condizionare e
manipolare il comportamento individuale attraverso un opportuno utilizzo
degli stimoli esterni, non studia le cause dei comportamenti, è stato
attenuato dal paradigma stimolo-interpretazione-risposta
Skinner: rinforzi: collanti dell’apprendimento, l’esperienza è il più potente
tra i rinforzi perché fissa un certo tipo di comportamento, positivo, fissa
in modo definitivo l’apprendimento in quanto la gratificazione che segue
una certa azione determina un’esperienza positiva che cementa il
comportamento, negativo, è l’eliminazione di un comportamento
indesiderato
- Psicologia della Gestalt (forma): analisi della percezione: primo momento
che ci mette in comunicazione con l’esterno,
Wertheimer: esperimento di appendere un certo numero di luci a un filo,
queste appaiono distinte se viste da vicine ma da una certa distanza
appaiono come un singolo filo di luce, quando si percepisce un oggetto
non si ha a che fare con un insieme di sensazioni frammentarie che sono
analizzate e poi riunite in una sintesi, ma si è di fronte ad un’unità
strutturata
Kholer: esperimento con le scimmie antropomorfe per la risoluzione di un
semplice problema, di raggiungere il cibo appeso a un soffitto usando
delle casse e una canna, la scimmia ha l’insight e ci riesce, non bastano
gli stimoli per risolvere un problema ma c’è bisogno della capacità di
problem solving;
-campo percettivo: convinzioni e immagini che l’individuo ha di sé, delle
sue aspettative e possibilità economiche, informazioni di cui dispone
-campo psicologico: risultato dell’interazione tra la psiche dell’individuo e
il contesto sociale
- Cognitivismo: come funziona il comportamento dell’individuo, focus sulle
euristiche di giudizio, modalità attraverso cui le info esterne vengono
recepite, elaborate ed utilizzate dall’individuo; la mente processa di
continuo le info provenienti dall’esterno, producendo info che si
traducono in rappresentazioni di conoscenza dotate di significato; il focus
dell’analisi è sui fattori soggettivi quali: aspirazioni, desideri, curiosità;
per le decisioni di acquisto si deve tenere sia conto degli input informativi
provenienti dall’ambiente, sia della struttura cognitiva individuale, con
particolare riferimento al rischio percepito che si scompone in rischio
funzionale, dipendente dalle caratteristiche e dalla performance del
prodotto e rischio psico-sociologico, effetti determinati dalla decisione
sull’autostima e sulla considerazione sociale dell’individuo;
individuazione e analisi degli atteggiamenti, insieme organizzato e
relativamente stabile di conoscenze, convinzioni, sentimenti e
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orientamenti di valore dei singoli individui, che definiscono modelli
generali di comportamento strutturati in uno stile di vita.
Meccanismi con cui la mente processa la scelta:
Ancoraggio: un elemento polarizza l’attenzione del consumatore,
o funge da ancora nel processo decisionale (es. 10% di grassi in
meno, 9.99€, ecc.)
Contesto: in cui si qualifica l’offerta, fondamentale il visual
o merchandising (es. posizione sullo scaffale)
Status quo: lo stato attuale è preferito ad alternative mai
o sperimentate, davanti a troppe alternative il consumatore è
avverso al rischio e rimane nel suo status quo, non è infatti in
grado di processare tutte le informazioni
- Psicoanalisi freudiana: dimensione dell’inconscio sui bisogni e sui
comportamenti di acquisto dei consumatori, che si sviluppa durante
l’infanzia col rapporto coi genitori e si affianca all’ego (consapevolezza,
coscienza, logica) e al super-io (morale), indagini qualitative su campioni
ristretti di consumatori, ricerche motivazionali, per analizzare le ragioni
sottostanti il comportamento di consumo, con riferimento alle tensioni
psicologiche individuali e ai modi di soluzione delle stesse
- Psicologia relazionale: attenzione alle relazioni sociali esistenti, analisi
degli effetti della comunicazione sui rapporti interpersonali e sui
comportamenti individuali e di gruppo, i comportamenti di consumo
vengono studiati facendo riferimento al significato comunicazionale dei
prodotti che può essere interpretato solamente all’interno di un
particolare sistema di relazione tra individui, gli oggetti sono dei media
comunicativi, hanno un significato simbolico, si può applicare agli oggetti
e ai comportamenti di consumo le stesse funzioni del linguaggio verbale,
schema di Jakobson; nei processi di influenza del consumatore un ruolo
fondamentale ha la comunicazione interpersonale , la cui capacità di
convinzione supera quella della pubblicit&a
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