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Prima lezione di comunicazione

Senza la profondità delle teorie, l'ambizione di cogliere il rapporto tra media e tecnologie si avvia presto alla frustrazione, cedendo alle mode o alla moltiplicazione di dati e parole nel teatrino del dibattito pubblico, mentre solo la sapienza del passato ci può far capire cosa dice la comunicazione della società italiana contemporanea.

Capitolo 1

Quel che resta della tradizione

Il declino di fiducia nella modernità e nella secolarizzazione ha messo in discussione il potenziale empowerment dell'homo communicans. Il capitale sociale come promotore di relazioni è il risultato di strategie di investimento, intenzionale o no, orientate alla costituzione e riproduzione di relazioni sociali durevoli, capaci nel tempo di procurare profitti materiali e simbolici.

Declino del generalismo e mix vecchi/nuovi media

Cosa c'è di nuovo nei fenomeni e nelle pratiche della comunicazione oggi? L'aumento di qualità dei media ha comportato un progressivo declino del generalismo. I nostri studi concordano sul fatto che i media di massa capaci di esercitare un impatto omogeneo sulle persone stiano declinando. Mezzi tradizionali come giornali, televisione, radio sono ormai avviati verso un graduale declino di rilevanza.

In secondo luogo, si delineano rotture e continuità tra media vecchi e nuovi. La compenetrazione tra vecchi e nuovi media esorcizza ogni tentazione di nuovismo e ci dice chiaramente che studiare comunicazione non significa concentrare lo sguardo sulle nuove tecnologie. Vecchi e nuovi media si presentano come piattaforme sostanzialmente condivise.

Democratizzazione della comunicazione e socializzazione delle conoscenze

I due aspetti che più chiaramente si segnalano come positivi consistono nell'evidente aumento dell'accessibilità e nella riduzione dei costi comunicativi.

Mediatizzazione della cultura

Con mediatizzazione della cultura, Thompson voleva definire un processo chiamato a riassumere il ruolo svolto dai media tradizionali e interattivi nella produzione di innumerevoli forme simboliche che hanno profondamente cambiato i modelli di comunicazione e interazione.

Over information: la dinamica informazione-conoscenza

L'over information è un processo in cui vi è eccesso di informazioni, derivato dall'ampliamento esponenziale delle fonti alle quali un singolo individuo può far riferimento.

Capitolo 2

Un approccio complesso

Quando parliamo di comunicazione parliamo di un insieme vastissimo di fenomeni, anche molto diversi fra loro per origine e struttura. Mentre le teorie della comunicazione si ponevano l'obiettivo di sciogliere la loro "eccentricità" in un corpus unico, il resto della scienza contemporanea imboccava il cammino inverso, frammentandosi per tallonare una realtà sempre più complessa.

Comunicazione come strumento per la politica

Alla comunicazione, impostata sul concetto di neutralità, viene aggiunta una quota di potere diversificante e interessante, rendendo sempre più evidente che la comunicazione non si limita a trasferire i significati, ma agisce, e pesantemente, sul "contenuto".

La prima guerra mondiale: tra senso di crisi e propaganda

La prima guerra mondiale rappresenta uno spartiacque importante poiché contribuisce a definire il ruolo della comunicazione nella società moderna su almeno due versanti. Da un lato infatti l'"inutile strage", lascia emergere quel senso di crisi, che scaglierà molti dei suoi strali avvelenati proprio contro la comunicazione che intanto sta scoprendo la sua irresistibile vocazione al networking. Dall'altro lato, la mobilitazione del fronte interno e l'esigenza di alimentare costantemente le proprie ragioni attraverso un massiccio impiego della propaganda, innerveranno un tessuto tecnico e produttivo che farà germogliare le forme di comunicazione più moderne.

Harold Dwight Lasswell e la propaganda

Proprio dall'analisi della propaganda si fa generalmente iniziare la storia della scienza della comunicazione. Harold Dwight Lasswell, uno dei padri fondatori degli studi mediologici, impressionato dall'impiego copioso della propaganda durante il conflitto, trova nell'analisi del linguaggio, e della comunicazione in generale, la chiave di volta per la comprensione del comportamento politico. Negli Stati Uniti, in modo particolare, ha destato scalpore l'intenso lavoro del Comitato Creel, che è riuscito in pochi mesi a trasformare l'orientamento pacifista di una popolazione nel più bellicoso spirito antitedesco. Il comitato ha operato un massiccio trasferimento nella sfera politica delle tecniche pubblicitarie.

Walter Lippmann, Edward Bernays, John Dewey: la ricerca del consenso e la formazione dell'opinione pubblica

Lippman sottolinea che "ciò che l'individuo fa si fonda non su una conoscenza diretta e certa, ma su immagini che egli forma o che gli vengono date". Egli si rende conto che il nodo centrale da sciogliere nella società delle grandi comunicazioni è il distacco che separa i cittadini dai centri decisionali.

I media di massa possono svolgere un ruolo preponderante nella formazione, ma anche nella manipolazione, della collettività nella società di massa. Se le scelte politiche dipendono da un rapporto diretto tra esecutivo e opinione pubblica, diventa sempre più importante l'esistenza di un'informazione accurata che non si compiaccia dei pregiudizi o delle paure diffuse.

Occorre offrire ai cittadini un'informazione più vicina alla realtà per ottenere una corretta formazione dell'opinione pubblica, che deve quindi essere affidata al lavoro degli esperti. John Dewey si rende conto della difficoltà per il pubblico a essere consapevole e informato nella democrazia di massa: perfino gli elettori hanno scarso interesse per i fatti su cui sono chiamati a votare. Questa indifferenza non va accollata in toto ai cittadini, bensì anche a fattori oggettivi come la complessità sociale e la pluralità di impegni quotidiani che li assorbe. Secondo Dewey il compito fondamentale di un regime democratico è quello di trasformare l'uomo comune in cittadino informato.

Lasswell è del parere che una democrazia, un governo guidato dal popolo, non possa sostenersi senza una élite specializzata nel controllo (management) e nella formazione dell'opinione pubblica attraverso la propaganda.

Gustave Le Bon e Edward Alsworth Ross: teorie dell'azione collettiva

Da Le Bon proviene la convinzione che negli Stati moderni la maggior parte degli individui sia incapace di dirigere autonomamente la propria vita. Egli restaura dunque la capacità delle masse di credere in un'autorità indiscutibile e sposta il baricentro della politica dalla discussione pubblica, verso la piazza, in cui l'artista monologa e plasma il materiale umano, lo ipnotizza in un sogno comune.

John B. Watson: verso l'ingegneria del consenso

Secondo Watson chiunque può farsi strada nella vita grazie a una formazione adeguata, impegno e perseveranza.

Payne Fund Studies

Nell'estate del 1928 il reverendo Short, si accorge...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fatelli Giovambattista.
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