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Soggetto, struttura sociale e attribuzione di significati

Il potere di attribuzione di significati da parte del soggetto supera qualunque residuo di rispecchiamento delle strutture sociali (i ruoli, le classi). Non possiamo non citare Tenbruck: “La realtà non è una collezione di dati sensoriali, ma un universo di oggetti dotati di senso”. Quindi è proprio l'originale capacità di creare significati a fare dell'uomo un essere culturale, tanto che tutte le società umane costituiscono anche fenomeni culturali. D’altra parte, con la modernità, si cercano nuovi riferimenti simbolici in quanto dobbiamo colmare un vuoto nell'universo delle regole, che il declino delle istituzioni ha provocato.

La comunicazione come spirito del tempo

Lo sviluppo della comunicazione ha portato la ricerca ad essere condizionata dal clima dei tempi quindi sono state diffuse etichette tipo “comunicazione di massa”, contro quella più corretta “comunicazione sociale”. Si è dunque separato lo sviluppo della comunicazione dei processi sociali che avvenivano (processi di modernizzazione e secolarizzazione).

Successo e legittimazione dei media

Mauro Wolf ci insegna che i nuovi media, diventati la tecnologia che ci caratterizza, sono investiti di grande potere di influenza, infatti la vita contemporanea è completamente saturata dalla comunicazione.

I classici come provocazione all'epoca della modernità

I classici di solito vengono accusati di essere troppo teorici, incapaci di raccontare i tempi odierni. Ciò è in parte vero se si assume che c'è stato un riorientamento circa il modo in cui il soggetto si approvvigiona di messaggi e tecnologie, e il modo in cui esso interagisce con questi. In effetti c'è stato un cambio vistoso del ruolo dei bisogni del soggetto. Oggi entrano in crisi i ruoli, l’architettura e l’ordine sociale in cui il contesto fluido va a creare interessi, sottogruppi, modi orientamenti collettivi mutevoli.

Ipertrofia della comunicazione e società della scelta

La nostra è stata definita la società della scelta perché quando la società del lavoro si è diffusa, e quando poi la società del benessere ha raggiunto il suo apice, c'è stata un'espansione di media e tecnologia, un cambiamento epocale. Oggi quindi esiste un cliché per cui la moltiplicazione delle piattaforme delle tecnologie è automaticamente assunta come qualcosa di buono, di valore. Quindi per esempio un’agenzia che si presentasse come nuova otterrebbe un aumento automatico di fiducia connesso alla novità e alle tecnologie che si presume essa usi.

  • Le precedenti tecnologie vengono rifiutate in quanto vecchie;
  • Viene posto l'accento su ciò che si usa, ma non so come lo si usa.

C'è quindi disinteresse su come i contenuti sociali da diffondere sono elaborati, ponendo quindi attenzione solo alla quantità della diffusione.

Il capitale sociale come promotore di relazioni

Il capitale sociale degli individui non è oggi un bene tutelato. Esso è veramente un bene quando tutti i soggetti concorrenti hanno un ruolo creativo propositivo (cioè sono orientati alla costituzione di relazioni durevoli e capaci nel tempo di dare profitti materiali e simbolici). Inoltre il capitale sociale è un bene quando i soggetti hanno cura delle relazioni, non solo per una valenza opportunistica o strumentale. Lo scambio sociale avviene per di più in un luogo pubblico che dovrebbe permettere liberamente queste interazioni. Nel mondo dell'informazione la presenza di gruppi di potere e dell'apparato politico inquinano l'ambiente, orientando ogni cosa verso il loro interesse anziché verso il bene di una grande quantità di attori sociali coinvolti.

Il declino del generalismo e mix vecchi e nuovi media

Cosa c'è oggi di nuovo nei fenomeni e nelle pratiche della comunicazione?

  • Il graduale superamento dei media generalisti (tv, giornali, radio);
  • L'aumento della qualità che comporta il declino del generalismo;
  • Il graduale declino della capacità dei mezzi di comunicazione di esercitare uguale forza su tutte le tipologie di persone;
  • Per la tv è un cambiamento epocale, poiché è il mezzo su cui si è costruito il senso nazionale, la lingua italiana e che per anni ha rappresentato il carattere nazionale (comunque oggi è ancora essenziale per leggere la società italiana).
  • Rotture e continuità tra i media vecchi e nuovi;
  • Sembrava che la rete rappresentasse uno stacco netto con gli old media;
  • Sembrava che la rete fosse incompatibile con gli old media;
  • Invece c'è continuità tra old e new media, perché le persone raccontano con le stesse parole ma con mezzi nuovi.

Democratizzazione della comunicazione e socializzazione delle conoscenze

Oggi parliamo di democratizzazione delle conoscenze: essa consiste nell’allargamento delle chance (ma non significa che implichi un aumento di potere dei soggetti). Parliamo anche di socializzazione delle conoscenze: esso è l’aumento dell’accessibilità (abbassamento cioè delle barriere d'ingresso ai canali delle conoscenze) e la riduzione dei costi, nella prospettiva di un futuro tutto free. In ogni caso la mediatizzazione culturale non ha tradotto in realtà le sue promesse, ossia creare dei soggetti che sapessero analizzare meglio i fenomeni.

Mediatizzazione della cultura

Esso è un processo che riassume il ruolo dei media nella produzione di forme che hanno cambiato il mondo della comunicazione e delle interazioni. Va detto che in Italia l'interesse dei sociologi nei confronti della produzione e del consumo della cultura non è mai stato forte.

Over information: dinamica informazione-conoscenza

Over information: l’incremento di informazione è sempre stato importante, senza di esso nessuna innovazione sociale o rivoluzione sarebbe stata possibile. La nostra più che una società dell'informazione è una società della conoscenza:

  • Perché più che accumulare informazioni dobbiamo selezionarle;
  • Più che conservarle dobbiamo contestualizzarle;
  • Dobbiamo vivere la società della conoscenza più che diffonderla.

La comunicazione può dare un contributo solo se riesce a stimolare consapevolezza e capacità d'analisi critica.

Soggetto moderno e comunità mediate

L'attore moderno oggi ha libertà assoluta. Le interazioni sociali mediate dalle tecnologie creano gruppi troppo vasti per mantenere quella coesione tipica del gruppo tradizionale. Le persone si devono sforzare per mantenere la propria identità di gruppo perché prima erano date per scontate.

Connessione vs socializzazione

Dov'è stata debole la sociologia della comunicazione? Nel non far capire che esiste una indipendenza percepita che però non è reale, si è infatti sostituita la parola connessione con la parola socializzazione. Perché per quanto globale, planetario, istantaneo possa apparire il nostro modo di metterci in contatto (connessione), non vi è automaticamente interazione sociale. Anzi tanto più le connessioni aumentano, tanto più i legami sociali diventano fragili.

Citando Simmel: “Al crescere del numero dei legami interpersonali, saremo costretti a destinare loro quote della nostra attenzione, ma la nostra attenzione non è infinita, quindi queste quote diventano sempre più piccole al crescere del numero dei legami.”

Le relazioni personali e il legame di fiducia sono meno importanti, meno necessari per chi si muove nella moderna società delle connessioni in quanto essa premia chi sfugge ai legami sociali e vive nella rete. Ciò condanna alla solitudine e crea un ambiente sociale con bassi livelli di fiducia.

Approccio complesso

L’approccio scientifico alla comunicazione è un quadro teorico e instabile, senza una dottrina precisa. Del resto mentre la scienza della comunicazione voleva trovare una teoria unica, il resto delle scienze si fermentava per rispondere ad una realtà sempre più complessa.

Comunicazione come strumento per la politica

La circolazione delle idee è oggi enorme e sempre più veloce, ci fa capire che la

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher givemefive di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fatelli Giovambattista.
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