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Studiare la comunicazione

Apocalittici e integrati. Nello studio dei media, esiste una spaccatura tra quelli che si definiscono e gli apocalittici. I primi sono coloro che evidenziano soprattutto i pericoli e gli aspetti negativi dei media, che in quanto "comunicazioni di massa" hanno un basso livello per potersi rivolgere a un pubblico indifferenziato, passivo e spesso disimpegnato nelle scelte. Gli integrati, invece, pur non accettando passivamente ogni aspetto dei media, ne riconoscono l'importanza dovuta al fatto che su di essi si fonda gran parte della comunicazione umana, potere che cresce insieme allo svilupparsi di nuove tecnologie; l'accessibilità a queste fonti garantisce un livello maggiore di conoscenza rispetto al passato.

Lasswell nel 1948 elaborò una definizione di comunicazione considerando i seguenti parametri: chi emette un messaggio (mittente), a chi lo si invia (destinatario), cosa si trasmette (messaggio), dove (mezzo), effetti. In realtà questo è solo uno schema estremamente semplificato, infatti bisogna considerare gli individui come attori sociali e fruitori mediali, e i prodotti non solo come spontanea creazione di artisti liberi, ma il risultato di particolari procedure creative vincolate alle richieste di mercato. Da ciò si evince che gli individui non sono referenti passivi nel processo comunicativo ma soggetti attivi nella trasformazione dei messaggi ricevuti a seconda delle proprie aspettative. La fruizione di un qualsiasi prodotto mediale è infatti l'incontro tra un lettore e un testo.

Il processo di comunicazione

La comunicazione è l'atto per cui un attore comunica con (almeno) un altro attore. Poiché la comunicazione avvenga, inoltre, è necessario che si conoscano gli obiettivi, i referenti e i codici. Ne deriva che la comunicazione è un atto razionale, dove per razionalità si intende il miglior adeguamento delle risorse del soggetto per il raggiungimento di uno scopo in una particolare circostanza (dire le cose giuste nel modo più adatto, nel momento opportuno). Essa è comunque limitata perché limitate sono le abilità cognitive e le capacità di reagire alle difficoltà poste dalla situazione.

Il concetto di razionalità è legato a quello di interesse-coinvolgimento, che riguarda le motivazioni individuali. Esse sono generate dalla biografia dell'attore e dagli scopi che vuole raggiungere. Poiché l'interesse può essere momentaneo, è necessario che esso si trasformi in coinvolgimento, e per far ciò deve toccare le motivazioni non superficiali dell'attore. Più precisamente si parla di "razionalità composta" poiché riguarda la negoziazione delle strategie comunicative del mittente e del destinatario. Comunicare allora non è un semplice scambio di informazioni ma una costruzione negoziata di significati in base all'identità degli attori sociali, alle loro motivazioni, al contesto, alla situazione comunicativa.

Comunicazione interpersonale

La comunicazione umana distingue i messaggi in analogici e digitali. Quelli analogici riguardano quei segnali che contengono già una rappresentazione del significato cui si riferiscono (come icone, ma anche lo strusciare di un gatto sono segnali analogici); quelli digitali o numerici rimandano a un sistema simbolico codificato la cui relazione col significato è arbitraria (linguaggio). Gli esseri umani sono l'unica specie che riesce a comunicare attraverso entrambi. Come si è detto, i messaggi digitali riguardano la produzione di parole tramite un sistema di segni arbitrario e convenzionale, l'alfabeto. I messaggi analogici, invece, sono prodotti dall'uomo in diversi modi: attraverso gli atteggiamenti posturali, la mimica facciale, la gestualità, la gestione della distanza dagli altri (prossemica), i segni paralinguistici (tono e modulazione della voce).

Assiomi della scuola di Palo Alto

  • Non si può non comunicare: Poiché l'atto del comunicare è un comportamento, ed è impossibile non avere comportamenti.
  • Piano del contenuto e piano della relazione: In ogni comunicazione interpersonale è sempre possibile distinguere il piano del contenuto e il piano della relazione. Il piano del contenuto riguarda i contenuti manifesti della conversazione, trasmessi tramite il canale verbale e il codice simbolico. Il piano della relazione veicola invece i significati relazionali, che permettono di comprendere meglio i contenuti ricevuti.

Mimica facciale

La faccia è il più importante canale della nostra espressività, tramite segnali volontari e involontari. I ricercatori ne hanno distinto tre aree: la regione frontale, la parte mediana (naso-occhi), la parte inferiore (bocca-mascella). Comunque, anche prima della mimica facciale, già la conformazione stessa dei lineamenti rappresenta un insieme di segnali efficaci in quanto involontari. Alla base vi è la sensibilità degli esseri umani verso i tratti infantili. Il fatto che questo tipo di lineamenti susciti tenerezza e simpatia è stato efficacemente utilizzato dai disegnatori della Walt Disney. Tornando alla mimica facciale, è molto importante il linguaggio degli sguardi.

Ad esempio, durante un rapporto amoroso, i contatti oculari sono frequenti e prolungati, mentre gli occhi sono più brillanti e le pupille dilatate grazie a una serie di ormoni. Uno sguardo in avanti, aperto e stabile veicola un'immagine di sicurezza, al contrario uno sfuggente e rivolto verso il basso veicola insicurezza, così come la capacità o meno di tenere lo sguardo fisso negli occhi dell'interlocutore.

Atteggiamenti posturali

Il modo con cui gli individui si muovono e occupano lo spazio costituisce un insieme di segnali analogici attraverso cui essi manifestano la propria personalità e i propri stati d'animo. Gli elementi che consentono di assumere la postura eretta sono la dislocazione del peso lungo i vari tratti della colonna vertebrale e degli arti inferiori, e la maggiore o minore apertura della postura assunta in relazione alla posizione delle braccia. Per cui, i soggetti che riescono a distribuire correttamente il peso sulle gambe sono percepiti come individui sicuri di sé e aperti al mondo esterno, all'opposto, tenere la testa piegata verso il basso veicola una sorta di insicurezza e introversione.

Gestualità

La gestualità ha una forte connessione con il linguaggio verbale. La si può distinguere in base alla velocità e all'ampiezza dei gesti. I movimenti lenti ed ampi rimandano un'impressione di sicurezza e capacità di controllo; quelli rapidi e piccoli suggeriscono invece un'immagine di vivacità ma anche di inquietudine. In generale, ci sono due tipi di gesti: quelli spontanei delle mani e delle braccia, il cui significato è legato agli stati emozionali interni, e quelli che hanno un significato codificato sul piano culturale (come il segno V che sta per vittoria).

Prossemica

È l'insieme di regole in base alle quali gli individui gestiscono lo spazio che li circonda quando si trovano insieme agli altri. Lo spazio prossemico all'interno del quale si muovono gli individui è costituito da sfere concentriche virtuali aventi come centro il corpo.

  • Spazio intimo: La prima, più vicina, riguarda lo spazio intimo (50 cm). Essa è carica di valenze affettive e psicologiche, e solo le persone a noi più vicine possono accedervi senza che ciò possa essere considerato una minaccia.
  • Sfera personale: La seconda è la sfera personale che segue lo spazio intimo e finisce a circa un metro di distanza dal proprio corpo. Possono accedervi le persone che hanno confidenza con noi ma non quanto quelli della sfera intima.
  • Sfera sociale: La terza è la sfera sociale all'interno della quale teniamo le persone con cui non abbiamo rapporti affettivi (colleghi, conoscenti).
  • Zona pubblica: La quarta è la zona pubblica che è la distanza oltre la quale un soggetto parlante tende a tenere un pubblico relativamente numeroso (insegnante in aula, conferenza).

Per delimitare lo spazio, spesso utilizziamo dei marcatori, degli oggetti quali la penna o un foglio sul banco, il cappotto al cinema, ecc.

Segnali paralinguistici

Sono tutte le componenti della produzione vocale che danno forma al nostro modo di parlare: tono, ritmo, pause. Indice di insicurezza è parlare molto velocemente. Ogni occasione relazionale prevede un uso adeguato dei segni paralinguistici.

Agire comunicativo

La scena è data dal contesto e dalla situazione. Per contesto si intende lo spazio concreto in cui si svolge l'evento comunicativo. Per situazione si intende l'insieme di elementi e significati sociali, relazionali e psicologici che agiscono sull'evento comunicativo, ovvero tutte le informazioni riguardanti il significato degli eventi in cui siamo coinvolti. È quella che Lotman definisce "semiosfera". Ed è proprio il contesto situazionale a suggerire ai partecipanti il ruolo sociale e psicologico da adottare. Ciascuno di noi possiede, avendolo acquisito per esperienza, un repertorio di situazioni possibili nelle quali potrà venirsi a trovare a saprà utilizzare lo stile comportamentale e comunicativo adatto a ciascuna di esse.

Ogni situazione comunicativa è un'esperienza coinvolgente e situata. È coinvolgente poiché interessa l'individuo nella sua totalità culturale e psicologica, ed è situata perché si svolge sempre all'interno di uno spazio di significazione preesistente. I soggetti impegnati in una comunicazione si propongono da una parte di trasmettere informazioni, dall'altra di suggerire definizioni della situazione, del proprio ruolo all'interno di essa, e di quello degli altri individui impegnati nello scambio comunicativo. Poiché ciascun individuo porta una propria prospettiva sul mondo, ogni comunicazione interpersonale è un processo in cui gli attori, oltre a scambiarsi informazioni, negoziano definizioni del mondo.

Teorie della comunicazione

  • Teoria sistemica (Watzlawick): Gli attori di uno scambio comunicativo possono assumere una posizione simmetrica o complementare. Si ha una relazione simmetrica quando entrambi i soggetti rispecchiano il modello relazionale proposto dall'altro, minimizzandone le differenze. Si ha una relazione complementare quando uno dei due si trova in posizione di superiorità (one-up) o di inferiorità (one-down).
  • Analisi transazionale (Eric Berne): Ogni rapporto comunicativo può essere ricondotto a tre "stadi dell'Io": l'Io genitore, l'Io Adulto e l'Io bambino.
  • Modello drammaturgico: Riguarda le strategie usate dagli individui impegnati nelle comunicazioni faccia a faccia nel gestire strategicamente la rappresentazione o facciata che l'individuo vuole mostrare di sé. Secondo G., tale facciata è data sia dai tratti fisici ed espressivi, sia dai comportamenti assunti in una data occasione. Quindi gli obiettivi sono perseguiti sia attraverso le espressioni assunte intenzionalmente (linguaggio verbale, piano del contenuto), sia tramite quelle lasciate trasparire (comunicazione analogica, piano della relazione). Gli individui sono costantemente impegnati a recitare una parte all'interno di un gioco relazionale che può essere pensato come una vera e propria rappresentazione teatrale (metafora drammaturgica).

La natura sociale del linguaggio

Il linguaggio è il più importante sistema di comunicazione umana, il principale strumento simbolico attraverso cui si costituisce e si trasmette il significato. Esso è quindi sia un processo cognitivo in quanto ci permette di comprendere la realtà che ci circonda, sia un'attività che ci permette di interagire con gli altri. I concetti, pur avendo una natura simbolica astratta, divengono oggettivazioni poiché tramite il linguaggio vengono trasformati in cose; ne deriva che il linguaggio è lo strumento con cui noi costruiamo il mondo intorno a noi. Dal punto di vista linguistico, esso è analizzato da un punto di vista fonetico, uno sintattico, uno semantico ed uno pragmatico.

Secondo l'approccio strutturalista di Saussure, il linguaggio non è individuale ma una rappresentazione collettiva, distinta in langue (insieme di regole astratte comuni a tutti i parlanti una data lingua) e parole (realizzazione concreta della langue).

Secondo l'approccio innatista di Chomsky, caratteristiche generali del linguaggio sono presenti nell'uomo già al momento della nascita, ma le lingue devono essere apprese. Per cui possedere un linguaggio significa possedere un sistema di regole a livello molto astratto (competenza linguistica), e metterle in pratica nel momento dell'esecuzione. La differenza tra langue e parole e competenza ed esecuzione sta nel fatto che mentre la langue è data da una convenzione sociale, la competenza è innata. Ciò che manca nell'innatismo è la presenza di un contesto sociale.

Esso invece ha una grande importanza perché il linguaggio, così come tutti gli altri processi mentali, ha un fondamento sociale. Esso inoltre riveste un ruolo importante anche nei processi che portano allo sviluppo dell'identità. Secondo l'ipotesi della relatività linguistica di Sapir-Whorf, il linguaggio determina forme di pensiero, motivazioni, modelli culturali e infine le strutture sociali.

Secondo Habermas, l'acquisizione della competenza linguistica è data dalla struttura di intersoggettività tra parlanti in grado di comprendersi reciprocamente. I parlanti, cioè, la acquisiscono interagendo quotidianamente con gli altri appartenenti alla stessa comunità. In questo senso si parla di competenza comunicativa, che si riferisce all'abilità di usare il linguaggio adattandolo alle diverse situazioni sociali. Ne deriva che:

  • Il linguaggio è lo strumento più importante della socializzazione.
  • La natura del linguaggio è profondamente radicata nel proprio contesto sociale.

Secondo la teoria degli atti linguistici di Austin, il linguaggio è un'azione, uno strumento dell'agire sociale. Esistono tre tipi di atti linguistici: l'atto locutorio (capacità del linguaggio di descrivere cose), l'atto perlocutorio (produzione di conseguenze nella situazione), l'atto illocutorio (promettere e affermare qualcosa). L'atto linguistico, oltre che azione, è anche passione, nel senso che se qualcuno compie un'azione ci sarà un ricevente a subirla.

Il linguaggio ha anche un aspetto negoziale, che presuppone un tacito accordo tra i parlanti, in base alla reciprocità delle aspettative (competenze interazionali), e un aspetto conflittuale. Quest'ultimo nasce ancora prima della produzione orale, generando la differenza tra l'animatore (colui che pronuncia l'enunciato), l'autore e il mandante. Esistono anche diversi tipi di ricevente: ratificati e non ratificati (astanti e origlianti). Talvolta il linguaggio può essere utilizzato per aumentare il proprio status sociale, o quale strumento di differenziazione sociale, in quanto indicatore di identità.

La conoscenza come processo cognitivo

La comunicazione non deve essere considerata solo come una trasmissione di informazioni, ma anche come un processo di costruzione di significati. In quanto tale, occorre riconoscerne la natura polisemia, generata dalle parti impegnate nel processo comunicativo. Essa è a fondamento della conoscenza, che è caratterizzata dal fatto di essere finalizzata, e di essere il rapporto tra ciò che un testo vuole significare e ciò che il ricevente interpreta in base alle sue esperienze precedenti o al suo interesse. Il coinvolgimento nasce sia dalle motivazioni del ricevente, dalla situazione e dal contesto culturale ma anche dalla capacità seduttiva del testo.

Alla base della conoscenza c'è la percezione di un segno, un'unità elementare di significato (UES). Segue la decodifica, in cui il decodificatore sceglie i tratti salienti di una particolare porzione di testo, e su di essi organizza il processo di decodifica. Affinché tale processo non si arresti subito occorre un forte coinvolgimento. In questo intervengono gli schemi, cioè le strutture cognitive che guidano l'organizzazione della conoscenza. Essi generalizzano l'osservazione e la collegano a conoscenze ed esperienze pregresse, per cui la lettura di un fatto è sempre collegata ad altre letture simili fatte nel passato.

Vi è anche il caso in cui si analizza una storia creata da un autore, in cui è proprio lui ad indirizzarne la lettura. In ogni caso, anche se gli schemi preesistono alla percezione di nuove situazioni, bisogna tener conto del fatto che essi vengono ristrutturati ogni volta dal soggetto, tramite inferenza, cioè confrontando il nuovo col già noto. Nulla toglie che ciò possa portare a una lettura fuorviante. Nonostante tutto, quello dell'inferenza è un meccanismo molto utilizzato perché i testi hanno una forte natura polisemia. Esse possono essere testuali ed extratestuali. Il confronto tra schemi e realtà può essere di tre tipi: nel primo, lo schema è adeguato alla situazione e vi è una facile lettura dell'evento; nel secondo lo schema è poco adatto alla situazione e ne coglie solo certi aspetti; nel terzo, lo schema è più potente del testo da interpretare. In ogni caso, ogni schema subisce sempre una ridefinizione in modo da esser più consono alla situazione. L'insieme di più schemi genera le rappresentazioni sociali, ovvero schemi più aperti.

La conoscenza: struttura e processi

La conoscenza riguarda tutte le informazioni possedute registrate nella memoria permanente. Esse possono essere ingenue o implicite (costruite sulla base della semplice osservazione quotidiana) o esperte o esplicite (riferite ad ambiti molto specifici). Conoscere non significa registrare meccanicamente.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Giacomarra Mario.
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