Metodologia e tecniche della ricerca sociale
Il mondo delle scienze è diviso in due grandi categorie: scienze naturali (esatte) e scienze umane. Ne consegue che vi sono anche due metodi di studio diversi per ciascuna scienza, anche se vi sono pensieri contrastanti al riguardo. Ad esempio, i pluristi sostengono che il metodo scientifico è uno e tutti vi devono aderire. In realtà però, chi studia i fenomeni naturali ha a che fare con eventi che si ripetono nel tempo e che a uguale sollecitazione danno sempre uguale risultato.
I fenomeni che invece avvengono nel mondo delle scienze umane, quindi tra soggetti, non sono sempre uguali e possono variare di volta in volta. Quando si fa una ricerca sociale, sarà valida oggi e qui, ma il suo risultato può variare col variare delle circostanze. Ciò però non significa che non vi siano delle regole da seguire; tali teorie non sono deterministiche come per le scienze esatte (A+B=C sempre), ma tendenzialmente danno delle certezze.
La ricerca sociale non ha come oggetto di studio la singola persona, ma analizza le interazioni tra i gruppi sociali, i valori di una comunità, magari confrontandoli con il passato ma rimanendo sempre nello stesso contesto, confrontandoli cioè con gruppi uguali (es. stessa età) ma di paesi diversi.
Interazione e discorsi sociali
Solitamente si interagisce in due modi:
- Facendo “discorsi da bar”, che rappresentano l’idea di senso comune, in cui si può dire di tutto e sono discorsi frutto di auto-convincimenti personali, che fanno parte della tradizione popolare e che possono essere veri o falsi.
- Diversi sono invece i ragionamenti di tipo scientifico, che devono essere veri e basati su dati scientifici. Ciò che si dice scientificamente può e deve essere provato, in modo che la ricerca sia spendibile per il bene della comunità.
Ricerca scientifica
Gli elementi che caratterizzano in maniera formale la ricerca scientifica sono due:
- Replicabilità: la ricerca scientifica è sempre replicabile; il risultato sarà uguale sempre a prescindere da chi svolge la ricerca. Ovvero falsificabilità, poiché parliamo di scienze non deterministiche è possibile trovare un risultato diverso che può replicare o falsificare il risultato di un’altra ricerca in base alla bravura del ricercatore.
- Tipologia degli strumenti: c.d. cassetta degli attrezzi. Il ricercatore deve utilizzare degli strumenti riconosciuti dalla comunità scientifica. Strumenti, regole, approcci scientificamente certi.
Per Cartesio il metodo scientifico è: “Regole certe e facili che, da chiunque esattamente osservate, gli renderanno impossibile prendere il falso per vero, senza consumare inutilmente alcuno sforzo della mente, ma aumentando sempre gradatamente il sapere, lo condurranno alla conoscenza vera di tutto ciò che sarà capace di conoscere” (Cartesio).
La scienza però non sempre procede per accumulazioni successive ma a volte può evolversi a balzi come dimostra il concetto di serendipity. Il metodo è un insieme di regole e principi che consentono di ordinare, sistemare, accrescere le nostre conoscenze in un determinato campo del sapere.
Il metodo scientifico
Il metodo scientifico:
- Economizza le forze
- Preserva dall’errore
- Consente la comunicazione e la condivisione delle ricerche scientifiche
Nelle idee di senso comune si tende a vedere la situazione dal proprio punto di vista, mentre quando si fa ricerca la prospettiva deve cambiare e comprendere l’insieme dei punti di vista possibili.
Paradigma scientifico
Il paradigma scientifico è un insieme di assunti, di concetti, di teorie e di strumenti per l'indagine scientifica relativi ad una specifica disciplina in un determinato periodo storico (Kuhn). Il paradigma scientifico cambia quando interviene qualcosa di nuovo che mette in discussione i ragionamenti precedenti. Kuhn ci fa capire come il cambio del paradigma avvenga da sempre nella storia della comunità e difficilmente in maniera graduata e per incrementazione, ma di solito avviene improvvisamente.
Al termine del percorso di ricerca si arriva a formulare una legge della quale fanno parte anche gli strumenti utilizzati.
I paradigmi sociologici
I paradigmi sociologici sono 3:
- La realtà (sociale) esiste? (Essenza)
- È conoscibile? (Conoscenza)
- Come può essere conosciuta? (Metodo)
A questi tre paradigmi l’approccio di risposta non è lo stesso. Vi sono correnti differenti che danno risposte diverse. Le correnti principali sono tre:
- Positivismo
- Postpositivismo
- Interpretativismo
Positivismo
Paradigma ontologico: Realismo ingenuo: la realtà sociale è reale e conoscibile (come se si trattasse di una cosa).
Postpositivismo
Paradigma ontologico: Realismo critico: la realtà sociale è reale ma conoscibile solo in maniera imperfetta e probabilistica.
Interpretativismo
Paradigma ontologico: Possiamo conoscere la realtà sociale solo interpretando. Il mondo conoscibile è quello dei significati attribuiti alle cose dagli individui. Queste realtà costruite variano nella forma e nel contenuto a seconda degli individui, gruppi, culture.
Paradigma epistemologico: L’obiettivo è spiegare. Siccome la realtà sociale c’è va spiegata per arrivare a delle leggi “naturali” immutabili.
Paradigma metodologico: Distacco netto fra osservatore e osservato. Uso di tecniche quantitative. Oggetto di studio sono le cose. Analisi per “variabili”.
In realtà è solo dall’integrazione fra i due approcci che si può ottenere un risultato certo (quali-quantitativa). Saranno le varie fasi della ricerca ad essere contraddistinte da un approccio o dall’altro.
Ricerca sociale
La ricerca sociale che sia pura o applicata si distingue in tre categorie:
- Ricerca esplorativa
- Numerose ricerche sono dedicate all’esplorazione di nuovi ambiti di studio. Solitamente si ricorre ad una ricerca esplorativa:
- Quando il ricercatore si dedica ad un nuovo interesse, o il fenomeno posto sotto osservazione è relativamente nuovo e poco noto.
- Per studiare se sia opportuno intraprendere, su un determinato argomento, uno studio più accurato ed approfondito.
- Per sviluppare e/o testare metodi e tecniche che debbano essere impiegati in disegni di ricerca più impegnativi.
- Numerose ricerche sono dedicate all’esplorazione di nuovi ambiti di studio. Solitamente si ricorre ad una ricerca esplorativa:
- Ricerca descrittiva
- Scopo di questo tipo di ricerche è rispondere al classico “WHAT?”. Descrivere un evento o un fenomeno è lo scopo della maggior parte degli studi scientifici e i criteri di osservazione del metodo scientifico rendono le sue descrizioni più accurate e precise di quelle casuali. La descrizione scientifica implica due aspetti estremamente rilevanti:
- Generalizzabilità
- Precisione e qualità
- Scopo di questo tipo di ricerche è rispondere al classico “WHAT?”. Descrivere un evento o un fenomeno è lo scopo della maggior parte degli studi scientifici e i criteri di osservazione del metodo scientifico rendono le sue descrizioni più accurate e precise di quelle casuali. La descrizione scientifica implica due aspetti estremamente rilevanti:
- Ricerca esplicativa
- Scopo di questo tipo di studi è rispondere alla domanda “WHY?”. Affrontare una spiegazione implica normalmente l’analisi di molti e differenti aspetti di una situazione o fenomeno; o più situazioni e/o fenomeni simultaneamente. Questa ricerca prova a spiegare il perché dei fenomeni facendo conoscere il nesso di causazione.
Il processo di ricerca comprende cinque fasi e segue un andamento circolare comune ad ogni tipo di ricerca. La fase della interpretazione dei risultati va fatta a partire dalle ipotesi di partenza. Strettamente connessa a questa fase è il processo di diffusione dei risultati, passaggio questo decisivo, legato alla spendibilità della ricerca. Il quinto passaggio è strettamente collegato anche alla prima fase, vi è infatti il c.d. circolo virtuoso, perché il risultato di una ricerca può rappresentare il punto di partenza per un’altra ricerca.
Nella ricerca sociale vi possono essere committenze diverse. La committenza può essere una auto-committenza, in cui il mandante è lo stesso ricercatore, o una committenza esterna. Se è un’auto-committenza, il ricercatore può seguire al 100% il suo percorso teorico, non c’è mediazione; se la committenza è terza, il mittente potrebbe essere interessato ad una parte del discorso e quindi il ricercatore dovrà mediare fra i motivi della committenza e il rispetto dei requisiti minimi di scientificità della ricerca.
Unità di analisi
Le unità di analisi possono essere:
- Individui
- Gruppi strutturati di individui (famiglie, sindacati, associazioni di volontariato, aziende, ...)
- Aggregati territoriali (comuni, province, regioni, stati)
- Testi scritti (storici, letterari, giornalistici)
- Prodotti culturali (foto, rappresentazioni teatrali o cinematografiche, programmi televisivi)
- Eventi (conflitti, elezioni, scioperi)
Linguaggio della scienza
Nelle scienze sociali si ha a che fare con i “concetti”, che sono multidimensionali (afferiscono a più dimensioni della vita) e complessi, e non vi è un modo oggettivo per misurarli. La prima cosa da fare è scomporre il concetto nelle parti concettuali delle quali è composto e a ciascuna dimensione concettuale si associano uno o più indicatori (es. velocità di laurea → n. anni). L’indicatore una volta misurato dà luogo a delle variabili. La variabile è la dimensione operativa dell’indicatore.
Più concetti permettono di fare dei ragionamenti, le c.d. preposizioni (valutazioni che il ricercatore fa rispetto alla natura del fenomeno che sta studiando). Sulla base di queste preposizioni vengono elaborate delle teorie (insieme di preposizioni fra loro legate in maniera organica). La teoria a cui si arriva può anche escludere le ipotesi da cui si era partiti.
Le variabili si distinguono almeno in due categorie:
- Quantitative
- Qualitative