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Società Per Azioni - Diritto commerciale

Appunti di Diritto commerciale sulla società per azioni basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale docente Prof. P. Scienze giuridiche

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nullità della spa. A parte questi casi, se la società è iscritta significa che esiste, e non è nulla.

II. Questa nullità non è come quelle “normali”, ex tunc, dal momento dell’atto, ma è una nullità ex nunc, quindi non

preigudica quello che succede prima, nel periodo intermedio tra l’atto è la pronuncia del giudice.

III. Prima devono essere soddisfatti i creditori sociali, poi i soci.

IV. La nullità non solo non ha effetto per il passato, ma anche per il futuro la società non svanisce, ma proprio perchè quello

che viene prima vale, c’è bisogno di un processo di liquidazione. Così si dispone in modo ordinato dei rapporti che si erano

creati dopo l’iscrizione.

V. La nullità può essere sanata. Esempio problema dell’illiceità dell’oggetto sociale: posso modificare l’oggetto sociale

modificando l’atto costitutivo, tramite l’assemblea straordinaria, che funziona a maggioranza. In questo caso ho un atto nullo

che per essere modificato non ha più bisogno di tutte le parti, ma della maggioranza.

Atto costitutivo

Articolo 2328: Atto costitutivo

La società può essere costituita per contratto o per atto unilaterale.

L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico [14, 1350, n. 13 2463, 2498,2504, 2699] e deve indicare: 1) il

cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato (2) di costituzione, il domicilio o la sede, la

cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi;

2) la denominazione [[[n2414]], n. 1] e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

3) l'attività che costituisce l'oggetto sociale [2361, 2369, 2414, n. 1, 2437, 2445,2484, n. 2];

4) l'ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato;

5) il numero e l'eventuale valore nominale [2446] delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e

circolazione;

6) il valore attribuito ai crediti [2255] e beni conferiti in natura [2342, 2343, 2643, n. 10];

7) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti [2433];

8) i benefici eventualmente accordati ai promotori [2333, 2335, n. 3], 2337, 2348] o ai soci fondatori [2340, 2341];

9) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la

rappresentanza della società [2380 bis];

10) il numero dei componenti il collegio sindacale [2397, 2400];

11) la nomina dei primi amministratori e sindaci ovvero dei componenti del consiglio di sorveglianza e, quando previsto, del

soggetto al quale è demandato il controllo contabile;

12) l'importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società;

13) la durata della società [2484, n. 1] ovvero, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque

non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere.

Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, costituisce

parte integrante dell'atto costitutivo. In caso di contrasto tra le clausole dell'atto costitutivo e quelle dello statuto prevalgono

le seconde.

L’atto costitutivo si compone di varie parti: parte storica, parte effimera e parte duratura.

Parte storica: indica il cognome e il nome dei primi soci, oltre alll’importo globale approssimativo per la costituzione.

Parte effimera: nomi degli amministratori, del collegio sindacale e dell’organo di controllo. E’ una parte che è destinata a

cambiare, non è una parte duratura. L’importante è che ci sia un amministratore, non è importante chi sia.

Parte duratura: capitale sottoscritto e versato, azioni. Parti il cui cambiamento richiede una modifica statutaria, cioè quelle

parti del contratto sociale che caratterizza la società e il cui cambiamento deve essere riportato e deve intervenire mediante

una modificazione dell’atto costitutivo. Atto costitutivo: normalmente contiene le parti iniziali come i nomi dei soci. Statuto:

contiene le regole di funzionamento. La legge ci dice quale dei due prevale, nel comma III dell’articolo 2328: prevale lo

statuto.

Modifiche statutarie: procedimento, pubblicità ed effetti

I soci, attraverso lo statuto, regolano i rapporti: numero amministratori, potere decisionale, e molte altre cose che si trovano

qua dentro.

Principio maggioritario: non è come nelle società di persone una scelta da fare, ma la base, il regime residuale. Le

modificazioni statutarie avvengono attraverso l’assemblea: maggioranza delle quote di capitale (maggioranza plutocratica).

Principio maggioritario plutocratico.

Deroghe alla competenza dell’assemblea straordinaria: ci sono dei casi per cui le modifiche possono essere attribuite ad altri

organi e non all’assemblea, tendenzialmente agli amministratori. Frase di un amministratore delegato che sentiva i soci che si

lamentavano per insufficienti dividendi: "Il mio compito non è arricchire voi, ma far andare i battelli sul Reno”.

Diritto di recesso

Articolo 2437: Diritto di recesso

Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni (1), i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti:

a) la modifica della clausola dell'oggetto sociale [2328, n. 3], quando consente un cambiamento significativo dell'attività

della società;

b) la trasformazione della società;

c) il trasferimento della sede sociale all'estero [1373];

d) la revoca dello stato di liquidazione;

e) l'eliminazione di una o più cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto; f) la modifica dei criteri

di determinazione del valore dell'azione in caso di recesso;

g) le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all'approvazione delle

deliberazioni riguardanti:

a) la proroga del termine;

b) l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari.

Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato il socio può

recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può prevedere un termine maggiore, non superiore ad un

anno.

Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.

Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.

È nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l'esercizio del diritto di recesso nelle ipotesi previste dal primo

comma del presente articolo.

Cambiare il nome dei soci non richiede una modifica dell’atto costitutivo, dato che alla società basta che ci siano i soldi, non

interessa chi siano i soci. Differenza tra vendita e recesso. La vendita necessita anche di un compratore, mentre con il recesso

posso chiedere alla società il rimborso del mio investimento. Non posso liberamente recedere, perchè ciò andrebbe a scapito

della società e di coloro che contrattano con lei.

Con il recesso dobbiamo tutelare il nostro socio che deve poter uscire (ad esempio, se abbassiamo il costo dell’uscita

abbassiamo anche il costo dell’entrata). Dall’altra parte c’è il problema del continuo ingresso e della continua uscita libera

dei soci. Il recesso è regolato in modo molto puntuale: ci sono cause di recesso inderogabili, derogabili e statutarie (che i soci

possono decidere di inserire). Per evitare che il capitale sociale venga messo sotto tensione, nelle spa, le clausole di recesso

sono più rigide.

Articolo 2437-bis: Termini e modalità di esercizio (del diritto di recesso)

Il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro quindici giorni dall'iscrizione nel

registro delle imprese della delibera che lo legittima, con l'indicazione delle generalità del socio recedente, del domicilio per

le comunicazioni inerenti al procedimento, del numero e della categoria delle azioni per le quali il diritto di recesso viene

esercitato. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro trenta giorni dalla sua

conoscenza da parte del socio.

Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede

sociale.

Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se, entro novanta giorni, la società revoca la

delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.

La società può tenere dentro il socio revocando la delibera che legittima il diritto di recesso.

Articolo 2437-ter: Criteri di determinazione del valore delle azioni

Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso.

Il valore di liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto

incaricato della revisione legale dei conti, tenuto conto della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive

reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato delle azioni.

Il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati è determinato facendo esclusivo riferimento alla media

aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la pubblicazione ovvero ricezione dell'avviso di convocazione

dell'assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso. Lo statuto della società con azioni quotate in mercati regolamentati

può prevedere che il valore di liquidazione sia determinato secondo i criteri indicati dai commi 2 e 4 del presente articolo,

fermo restando che in ogni caso tale valore non può essere inferiore al valore che sarebbe dovuto in applicazione del criterio

indicato dal primo periodo del presente comma.

Lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando gli elementi dell'attivo e del

passivo del bilancio che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti dal bilancio, unitamente ai criteri di rettifica,

nonché altri elementi suscettibili di valutazione patrimoniale da tenere in considerazione.

I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore di cui al secondo comma del presente articolo nei quindici

giorni precedenti alla data fissata per l'assemblea; ciascun socio ha diritto di prenderne visione e di ottenerne copia a proprie

spese.

In caso di contestazione da proporre contestualmente alla dichiarazione di recesso il valore di liquidazione è determinato

entro novanta giorni dall'esercizio del diritto di recesso tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che

provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell'articolo 1349.

Se il prezzo al quale il socio vende le azioni è molto basso, il diritto di recesso non vale niente. Il problema sorge quando non

c’è un valore di mercato delle azioni. Il legislatore impone di dire prima quale sarà la quota di recesso (prima della delibera

al socio viene detto quanto gli sarà dato in caso di recesso).

Statuto e patti parasociali

Paciscenti: coloro che hanno stipulato il patto. L’accordo, quindi, riguarda solo loro, solo coloro che hanno fatto questo patto

parasociale (che alcuni soci stipulano tra di loro per le più disparate finalità). Un patto parasociale, quindi, è un accordo che

determinati soci stipulano tra di loro, con il quale regolano diversi profili della propria partecipazione nella spa.

Articolo 2341-bis: Patti parasociali

I patti, in qualunque forma stipulati, che al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società:

a) hanno per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle società per azioni o nelle società che le controllano;

b) pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano;

c) hanno per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali società, non possono avere

durata superiore a cinque anni e si intendono stipulati per questa durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore;

i patti sono rinnovabili alla scadenza.

Qualora il patto non preveda un termine di durata, ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso di centottanta

giorni.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai patti strumentali ad accordi di collaborazione nella produzione o nello

scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all'accordo.

Articolo 2341-ter: Pubblicità dei patti parasociali

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti parasociali devono essere comunicati alla società e

dichiarati in apertura di ogni assemblea. La dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere depositato

presso l'ufficio del registro delle imprese. In caso di mancanza della dichiarazione prevista dal comma precedente i

possessori delle azioni cui si riferisce il patto parasociale non possono esercitare il diritto di voto e le deliberazioni

assembleari adottate con il loro voto determinante sono impugnabili a norma dell'articolo 2377.

I patti fatti che hanno a che fare con il governo della società e la circolazione delle partecipazioni non riguardano solo il

socio(come dovrebbe essere), quindi sono regolati: il patto deve avere durata massima di cinque anni, e, se non ci sono

termini, viene reso revocabile con un preavviso.

Il patto parasociale, soprattutto che coinvolga partecipazioni importanti (ad esempio il 31,4% di Mediobanca è molto più del

necessario per avere la maggioranza in assemblea), ha un grande potere.

Ipotesi: nel patto parasociale, fatto da sei persone, si decide la maggioranza. Alfa è una società che delibera a maggioranza

(50% + 1). Sei persone, che hanno il 70% delle azioni, fanno un patto, e all’interno del patto si decide a maggioranza: ci si

divide in due parti per la scelta dell’amministratore, quindi si decide a maggioranza. Ad esempio, il 40% decidono chi sono

gli amministratori. Quindi, all’interno del patto, viene deliberato il nuovo amministratore con il 40% favorevoli e circa il

30% contrari. Nonostante solo il 40% abbia scelto di votare Tizio come amministratore, in assemblea risulterà che tutti quelli

che hanno preso parte al patto (70% delle azioni) vogliano Tizio come amministratore, quando in realtà solamente poco più

della metà di essi l’ha votato.

Siamo la maggioranza dentro al patto, che è la maggioranza all’esterno. I patti devono essere conosciuti, e non devono

vincolare in eterno. Il patto parasociale può riguardare anche tutti i soci (dove normalmente tutela la minoranza).

Articolo 2327: Ammontare minimo del capitale

La società per azioni deve costituirsi con un capitale non inferiore a cinquantamila euro.

Nel 2014, il capitale sociale minimo passa da 120.000 € a 50.000 €. In termini numerici, il capitale sociale costituisce parte

del passivo. Quindi, se le mie attività scendono, la prima serie di poste ad essere intaccata è il patrimonio netto (composto da

capitale sociale e riserve, ed eventualmente utili). Esiste una disciplina per aggiornare il capitale sociale in presenza di

perdite.

Il fatto che io, socio, sono il primo ad essere colpito dalle perdite, mi trasforma in un residual claimant.

“La società è un centro di contratti” (con soci, amministratori, creditori ecc..). Il contratto con i soci è un contratto che li

mette come percettori di utili e di perdita marginale, mentre gli altri solo di utili. Il socio ha quindi maggiori interessi per far

sì che la società vada bene.

Spesso, gli amministratori vengono pagati in stock option, quindi ricevono gli incentivi del socio, quindi anche a loro

interessa che la società vada bene: avranno più interesse a fare un buon lavoro.

Problema della corretta valutazione dei conferimenti

Articolo 2342: Conferimenti

Se nell'atto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento deve farsi in danaro. Alla sottoscrizione dell'atto

costitutivo deve essere versato presso una banca almeno il venticinque per cento dei conferimenti in danaro o, nel caso di

costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare.

Per i conferimenti di beni in natura e di crediti si osservano le disposizioni degli articoli 2254 e 2255. Le azioni

corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione.

Se viene meno la pluralità dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere effettuati entro novanta giorni.

Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia dei mercati e degli intermediari finanziari
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BestEconomy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Scienze giuridiche Prof.

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