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Riassunto esame Società e media digitali, prof. Carlo, libro consigliato Sociologia dei media digitali, Bennato Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Società e media digitali, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente Carlo, Sociologia dei media digitali, Bennato. Gli argomenti trattati sono: dal broadcasting al socialcasting, i networked publics, rimediazione e mediatizzazione, cmc, goffman, macrosistemi tecnici, infrastrutture e piattaforme, cssn, manifesto cluetrain,... Vedi di più

Esame di Società e media digitali dal corso del docente Prof. S. Carlo

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ha portato ad alcune precisazioni sulle modalità con cui il sistema prende forma, soprattutto per ciò che concerne il tipo di

relazioni che si instaura con il resto del mondo sociale.

Un altro tema a cui avevamo accennato è quello del Sistema inteso come Infrastruttura: i macrosistemi tecnici sono in

grado di innestarsi sopra, o sostituire sistemi tecnici già esistenti oppure in fase di declino (es. la ferrovia si è sviluppata

seguendo la rete stradale).

Un macrosistema tecnico, una volta che si è istituzionalizzato –nella fase di consolidamento- si trasforma in una vera e

propria infrastruttura sulla quale iniziano ad innestarsi le attività sociale più tipiche, fino a diventare un elemento

imprescindibile del panorama tecnologico quotidiano.

Un altro elemento importante dei macrosistemi tecnici è la ristrutturazione dello spazio-tempo. Essi sono costrutti sociali e

perciò sono in grado di omogeneizzare lo spazio-tempo sociale attraverso l’imposizione di una velocità di comunicazione

che si trasforma in un elemento di riferimento per tutti i flussi che percorrono gli spazi di comunicazione sociale. Il tempo

viene ristrutturato attraverso un processo di standardizzazione dei riferimenti temporali a livello sovranazionale. La

standardizzazione serve a realizzare l’ideologia del controllo tipica dell’età dell’informazione.

Quindi abbiamo visto come i Social Media sono degli importanti macrosistemi tecnici che diventano delle vere e proprie

infrastrutture; ora dobbiamo chiederci: perché le tecnologie del web partecipativo sono considerate piattaforme?

Il termine piattaforma ha 4 diversi significati:

- computazionale - figurato

- architettonico - politico

In parole povere è uno strumento che facilita la realizzazione di qualcosa. Spesso infatti, il termine piattaforma viene

usato non come riferimento alla struttura del software, ma come strumento abilitante, cioè che rende possibile

comunicare, interagire o vendere. È un servizio rivolto agli utilizzatori comuni, che divengono istituzioni mediali grazie alle

opportunità offerte dagli intermediari culturali (Youtube).

Questi ultimi si presentano a 3 tipi diversi di audience: utilizzatori finali, investitori pubblicitari e produttori di contenuti

professionali.

Sono chiamati piattaforme appunto perché vogliono mantenere una neutralità rispetto all’eterogeneità delle audience

verso cui si rivolgono.

I social media possono essere considerati piattaforme in un’accezione debole, ovvero in quanto tecnologie abilitanti, ma

bisogna essere consapevoli che l’accezione forte del concetto, ovvero strumenti per democratizzare la produzione di

contenuti (Media Mainstream) è una strategia discorsiva di legittimazione di queste tecnologie all’interno di uno specifico

contesto politico ed economico.

2. Strumenti. Le infrastrutture della collaborazione su internet

Dobbiamo trovare una definizione per descrivere le tecnologie internet che in questi ultimi anni hanno modificato il

panorama della rete.

Due dei termini utilizzati per descrivere le tecnologie web protagoniste di questo cambiamento sono Web 2.0 e Social

Media.

Questi due termini sono nati negli anno ’90 e cercano di fondere la componente tecnologica con la dimensione

socioeconomica a cui fanno riferimento. Di qui a poco la nascente Network Society si sarebbe trasformata nella

Information Society.

Il termine Social Informatics (SI) fa riferimento all’insieme di ricerche il cui scopo è lo studio degli aspetti sociali delle Ict

e della computerizzazione.

È lo studio interdisciplinare della progettazione dell’uso e della conseguenze delle Ict che prendono in considerazione la

loro interazione con contesti istituzionali e culturali. È una vera e propria disciplina, nonché uno dei primi tentativi di

cercare di far dislogare la componente informatica con quella sociale.

Lo scopo della SI è quello di progettare un sistema informatizzato compatibile con specifici contesti sociali, ricorrendo a

tecniche di ricerca qualitative (es. focus groups). Inoltre vuole superare la frammentazione disciplinare nello studio dei

sistemi informatici che ha caratterizzato il campo a partire dagli anni ’80.

Le Ict interagiscono con il contesto istituzionale e culturale; bisogna superare la metafora semplicistica delle Ict come

strumenti e considerare le tecnologie come configurazioni di elementi tecnici e di componenti sociali piuttosto che sistemi.

Inoltre il processo di progettazione informatico va considerato come un processo di progettazione sociale, quindi bisogna

rimodellare continuamente il sistema informativo per soddisfare le esigenze degli utenti finali.

La progettazione -in quanto attività sociale- porta ad incorporare nel sistema assunti e valori determinando così la

tipologia di relazioni sociali che verranno ad instaurarsi. Le scelte fatte in fase di progettazione non sono mai solo

tecniche, ma hanno delle specifiche conseguenze sociali.

Inoltre le Ict provocano una ristrutturazione dei rapporti sociali, che può andare dalla riconfigurazione delle forme di

potere alla creazione di nuove modalità di relazione sociale.

Il forte orientamento della Si a studiare le Ict in connessione con strutture organizzative, dimostra l’attenzione che la SI

mostra nei confronti dei processi di lavoro, che rivela il tentativo di diventare disciplina di riferimento professionale. 6

Anche Wellman contribuisce a dimostrare come stava cambiando l’atmosfera relativa al rapporto tra informatica e

tecnologie, infatti scrive un saggio sull’isomorfismo tra reti sociali e reti di computer, parlando di Computer supported

social networks (CSSNS).

Quando si parla di Social Networks si fa riferimento alla Social Network Analysis (SNA), una metodologia di ricerca

secondo cui fenomeni sociali possono essere descritti come un insieme di relazioni che intercorrono tra attori,

rappresentate attraverso grafi che descrivono le proprietà sociali del gruppo studiato. Quando le reti di computer

collegano le persone così come le macchine, allora diventano reti social, che chiameremo reti sociali computer assistite

(CSSNS). Wellman quindi è il primo ad interpretare le reti di computer come reti sociali.

Egli distingue 3 tipi di CSSNS: le comunità virtuali, le reti di computer per il lavoro di gruppo (cscw) e i telelavoro.

Le comunità si possono spostare da luoghi semi-pubblici (es. bar) a luoghi privati (es. casa), i rapporti sociali si basano

sempre più spesso su interessi condivisi e sempre meno sulla comune appartenenza sociale.

Cambia anche il modo di concepire il rapporto tra impresa e mondo sociale: un tentativo in questa direzione è quello

apportato dal Manifesto Cluetrain, un progetto che tenta di modificare la concezione che le aziende hanno di internet. I

mercati sono conversazioni, quindi le aziende che vogliono uscire dalle paludi della New Economy devono ripensare

completamente sia i propri processi comunicativi che l’uso che viene fatto di internet, considerando il proprio pubblico non

come un target di consumatori, ma come persone vere e proprie; al tempo stesso internet deve essere concepito non più

come un canale di comunicazione alla stregua dei media, ma come un mezzo di relazione sociale, tanto che oggi la

dimensione informatica e quella sociale sono sempre più difficili da separare.

Oggi l’idea di un diverso patto sociale tra imprese e consumatori ha preso ormai fortemente piede.

Un concetto collegato ai servizi del web 2.0 è quello di Social Software, ovvero l’uso di un software per il supporto di

gruppi interagenti anche in caso di interazione offline. Vi sono stati diversi seminari riguardo a questo argomento,

chiamati appunto Social Software Summit con l’obiettivo di far incontrare il mondo delle imprese software e delle Ict che si

riconoscevano in un modo diverso di approcciare le questioni inerenti alla progettazione del software e allo sviluppo di

modelli di business. Al contrario delle tecnologie per la connettività sociale studiate dalla Cmc che prendevano spunto da

un tema specifico, il social software procede invece mettendo insieme le persone tra loro e solo dopo le aggrega intorno

ad un tema specifico.

Il mondo delle nuove tecnologie web non ha solo una componente tecnologica, ma anche una profonda componente

sociale; queste osservazioni verranno riprese da coloro i quali si riconosceranno nell’etichetta di Web 2.0.

Il termine ‘web 2.0’ prende spunto da una conferenza tenutasi in California nel 2004, alla quale partecipò colui che e

coniò il termine, ovvero Tim O’Reilly.

Le idee alla base del suo Web 2.0 sono diverse, ma i concetti chiave sono fondamentalmente due:

• Architettura della partecipazione = il web 2.0 promuove il coinvolgimento del maggior numero di utenti possibile.

All’aumentare del numero di utenti di un servizio aumenta il valore del servizio stesso (es. diffusione del fax). Inoltre

l’architettura è politica, quindi può avere precise conseguenza sociali. Secondo Winner gli artefatti tecnologici

incorporano precise forme id relazione sociale rappresentate da relazioni di potere in due modi distinti: in primo

luogo lo sviluppo di particolari artefatti diventa una maniera per stabilizzare un tema all’interno di una comunità

particolare; in secondo luogo esistono particolari artefatti che sono intrinsecamente politici nel senso che sembrano

richiedere particolari tipi di relazioni politiche. Ciò che chiamiamo tecnologie sono modi di mettere ordine nel nostro

mondo, alla stregua di atti legislativi o idee politiche, così il fatto di scegliere tecnologie poco flessibili vuol dire

scegliere particolari forme politiche.

Ormai l’idea che la tecnologia sia una forma di azione sociale è qualcosa di acquisito nello studio dei fenomeni

tecnologici.

Connessi al concetto di Architettura della partecipazione ci sono i seguenti concetti:

- Web come piattaforma (internet come strumento per erogare servizi software)

- Tecnologie come beta perpetuo (tecnologie in costante cambiamento)

- Hackerabilità

- Remixabilità (riutilizzare parti di software senza violare il copyright)

• Intelligenza collettiva = le tecnologie permettono di aggregare l’intelligenza distribuita in diversi individui.

Le componenti dell’intelligenza collettiva sono 3:

- Collaborazione (le persone decidono autonomamente di far parte del progetto)

- Coordinamento (bisogna distribuire i compiti in modo non gerarchico)

- Tecnologia (consente di aggregare le intelligenze individuali)

Un altro termine usato per descrivere il nuovo mondo dei servizi web a partecipazione dell’utente che però non ha

incontrato particolare successo è quello di ‘Social Computing’, ovvero una struttura sociale in cui la tecnologie dà potere

alle comunità e non alle istituzioni.

I costi delle tecnologie informatiche si sono ridotti e sono divenute molto più accessibili alle masse .

Queste idee sono state ulteriormente sviluppate dando origine al concetto di ‘Onda Anomala’: essa è un trend sociale in

base al quale le persone usano le tecnologie per procurarsi ciò di cui hanno bisogno le une delle altre, invece che dalle

istituzioni tradizionali come le grandi imprese.

Il termine ‘Social Media’ invece, rafforza la nuova componente comunicativa dei servizi internet, ponendoli in continuità

con lo sviluppo dei media digitali e meno con il settore delle Ict. Questi servizi sono visti sempre più come media e

sempre meno come semplici tecnologie informatiche. 7

Ad ogni modo, nonostante la parola stia sostituendo progressivamente il termine ‘Web 2.0’, social media non estende la

portata semantica del concetto se non nella sua accezione: i nuovi servizi non sono da intendersi come piattaforme

informatiche, ma come mezzi di comunicazione.

C’è un altro motivo interessante che rende l’etichetta social media più appetibile di quella di web 2.0; infatti la

connotazione 2.0 sta ad indicare una nuova fase tecnologica, ovvero un prodotto software che si distingue dal prodotto

precedente proprio perché ci sono state delle migliorie tecnologiche. Il passaggio dal web 1.0 al web 2.0 non indica un

passaggio tecnologico ma progettuale: le tecnologie sono rimaste pressochè uguali, ma è cambiato il modo in cui esse

sono utilizzate.

Ma quali sono questi media orientati alla partecipazione?

Ce ne sono moltissimi, tanto che non è possibile farne un elenco, così è meglio concentrarsi sulle principali famiglie di

media, ovvero su una tassonomia di riferimento che comunque deve essere presa solo come esemplificazione allo scopo

di orientare fra le diverse tecnologie web esistenti; le chiameremo famiglie di social media perché sono piattaforme

spesso molto diverse fra loro ma che condividono lo stesso obiettivo comunicativo. Quelle che illustreremo sono: blog,

wiki, social network sites e altre piattaforme.

Le dinamiche sociali della tecnologia: diffusione, addomesticamento, mobilità

I social media sono estremamente diffusi tra gli utenti internet, ma per comprendere il modo in cui essi vengono adottati

dobbiamo fare riferimento a due modelli sociologici che aiutano a descrivere questi fenomeni ovvero: il diffusionismo e

l’addomesticamento.

• La teoria della diffusione  è un processo che fa sì che un’innovazione si diffonda. La diffusione è come

un contagio sociale basato sulla condivisione.

Gli elementi principali del modello sono 4:

 - innovazione = idea percepita come nuova

- canali di comunicazione = rendono possibile la propagazione dell’innovazione

- tempo = responsabile dei processi con cui le innovazioni prendono piede

- sistema sociale = organizzazione volta a raggiungere un obiettivo comune tramite problem solving

Il processo decisionale di adozione dell’innovazione ha 5 fasi:

 - Conoscenza (ci si pongono delle domande)

- Persuasione (sviluppo di un atteggiamento positivo o negativo)

- Decisione (scelta)

- Implementazione (l’innovazione viene messa in pratica)

- Conferma (adozione)

L’innovazione a sua volta avrà della caratteristiche:

 - Vantaggio relativo (grado di miglioramento che apporta)

- Compatibilità (congruenza dell’innovazione con i valori preesistenti)

- Complessità (inversamente proporzionale al tasso di adozione)

- Sperimentabilità (possibilità di collaudare l’innovazione)

- Osservabilità (grado di visibilità dell’innovazione)

A seconda di come si diffonde, inoltre, è possibile distinguere 5 diverse categorie di innovatori:

- Gli innovatori (giovani, status elevato, ricchi)

- Gli anticipatori (usano le innovazioni non appena appaiono sul mercato)

- La maggioranza iniziale (la usano solo quando i propri pari l’hanno adottata)

- La maggioranza tardiva (più resistenti, status sociale basso)

- I ritardatari (status basso, isolati, la adottano solo quando è molto diffusa)

La teoria della diffusione spiega le prime fasi dell’ingresso dell’innovazione nel contesto sociale, mentre non

affronta la questione di quali siano le strategie attraverso le quali essa entra a far parte della vita quotidiana

dei suoi utilizzatori; non dice nulla sul processo di istituzionalizzazione, che è invece l’ambito privilegiato

della Teoria dell’Addomesticamento della tecnologia.

• La Teoria dell’Addomesticamento  si occupa di spiegare l’uso sociale delle Ict intese come tecnologie

e media la tempo stesso, ovvero delle forme con cui una tecnologia entra a far parte della vita quotidiana

della famiglia.

Alla base della teoria dell’Addomesticamento ci sono il concetti di economia morale della casa e il modello

dell’addomesticamento.

L’Economia morale della casa = la casa è un’economia morale per un motivo interno e per un motivo

 esterno.

Per quanto riguarda il motivo interno, la casa è un luogo osmotico di scambio con il mondo esterno sia

di prodotti che di significati, che rende la famiglia appartenente ad una specifica stratificazione sociale.

Il motivo esterno invece è rappresentato dai membri della famiglia che mettono in atto una serie di

attività di consumo e produzione che avvengono sia dentro che fuori il contesto domestico definite

economia pubblica.

La casa è un modello osmotico di scambio con il mondo esterno sia di prodotti che di significati che

rende la famiglia appartenente ad una specifica stratificazione sociale ma con delle peculiarità che la

definiscono come unica. 8

Il modello dell’addomesticamento = descrive il processo attraverso cui un prodotto esce dall’universo

 delle merci dell’economia industriale per entrare a far parte del mondo dei significati dell’economia

morale della casa. Le fasi sono 4:

- Appropriazione

- Oggettificazione

- Incorporazione

- Conversione

Le prime due fasi riguardano la costruzione sociale dello spazio domestico, mentre l’incorporazione e

la conversione riguardano l’organizzazione del tempo.

Questa teoria serve a spiegare il processi di istituzionalizzazione della vita quotidiana dei social media

.

• La mobilità  è una componente interessante dell’uso dei social media. I concetti legati alla

mobilità sono due:

Apparatgeist = le tecnologie della comunicazione personale esprimono un legame culturale; i cellulari

 collegano aspetti individuali e collettivi. L’apparatgeis potrebbe essere diffuso in tutte le culture perché

non esistono universali culturali che guidano all’uso di tali tecnologie.

Smart Mobs = sono particolari forme di comportamento collettivo organizzate in modo non gerarchico

 ma rese possibili dal coordinamento attuato tramite cellulari (es. Battaglia di Seattle)

Quindi qual è la continuità tra Social Media e Tecnologie Mobili?

I social media diventano lo strumento per la creazione di un legame sociale che viene ad essere stabilito sul web, ma la

cui potenza può esprimersi anche nel mondo fuori dal web grazie al contatto perpetuo delle tecnologie mobili. In pratica i

social media sono la mente di un sistema sociale a culturale in cui le tecnologie della comunicazione mobile sono il

braccio.

Blog: la dimensione dialogica

I blog sono siti internet il cui contenuto è organizzato cronologicamente in post, con la possibilità di inserire dei commenti

da parte del lettore, che spesso innescano un meccanismo di botta e risposta. La miscela di componente tecnologica,

netiquette e dinamiche relazionali ne fa dei veri e propri archetipi della comunicazione del web partecipativo. I tre

elementi strutturali del blogging sono:

- Regole (schemi per l’azione sociale)

- Relazioni (sociali o ipertestuali)

- Codice (tecnologia sottesa al blog

La rete dei blogger è una costante discussione in cui è valorizzata la dimensione dialogica perciò viene anche chiamata

Big Conversation

Due sono le principali categorie di blog:

- I diari online = sono la rilettura in chiave web del classico diario personale. Il contenuto è organizzato cronologicamente

e i blogger sono principalmente persone sotto i 28 anni, prevalentemente donne, studenti e impiegati, che percepiscono

la blogosfera come un luogo di incontro in cui collocarsi all’interno di una comunità che percepiscono come propria.

- I blog informativi (o newsblog) = sono una specie di giornalismo online, ma se il giornalismo è quell’attività professionale

che trasforma gli eventi in notizie attraverso dinamiche di newsmaking, i blog hanno una propria autonomia e un ruolo

preciso dovuto in parte alla modalità di circolazione e consumo che l’informazione ha in rete. La caratteristica

comunicativa del web è la scrittura personale, con opinioni esplicite e ricca di esperienze vissute, elementi narrativi che

possono essere declinati sia in chiave intimistica e diaristica, sia in chiave pubblica e informativa.

Wiki: gli spazi di collaborazione

I wiki sono gli strumenti che meglio esprimono l’idea di partecipazione e collaborazione che caratterizza il web 2.0.

Un wiki non è solo un sito per l’editing collaborativo, ma uno spazio sociotecnico caratterizzato da specifiche regole di

appartenenza ed uso sociale.

Hanno lo scopo di creare siti in cui chiunque sia registrato può contribuire alla produzione di un contenuto; hanno le

pagine di commento, le sandbox (spazi per la sperimentazione) e l’archivio delle modifiche.

Wikipedia è l’espressione di una community di editor che lavorano in maniera decentrata grazie alle opportunità che la

piattaforma rende possibili. I modelli di comportamento che stanno alla base della partecipazione dei wikipediani sono più

simili alla comunità open source piuttosto che a quelli alla base del volontariato: si considerano membri di una tribù in

quanto la loro percezione è quella di appartenenza comunitaria.

Wikipedia nel corso della sua storia è stata sottoposta a diverse controversie, una di queste è la contrapposizione tra

inclusionisti e delezionisti: i primi sostenevano che bisognava accettare qualunque tipo di contributo, mentre e secondi

sostenevano la necessità di un maggior rigore per aumentare la qualità delle voci, inserendo procedure gerarchiche

nell’accettazione di un contenuto ed aumentando così il potere degli amministratori.

Ci sono 4 diversi modelli che emergono dall’editing collaborativo:

Coppia vandalismo/riparazione = cancellazione indiscriminata di ampie porzioni di testo e relativo intervento di

 riparazione da parte della community (es. inserimento di insulti o volgarità)

Negoziazione = (due gruppi che modificano una pagine si alternano nella creazione di una voce)

 Autorialità = (alcuni pensano che la collaborazione sia una cosa buona e altri no)

 9

Stabilità del contenuto = (i testi che persistono di più sono quelli più autorevoli)

Quindi quali sono i risultati di questo lavoro collettivo? Qual è la qualità della voci di wikipedia?

La rivista Nature ha condotto uno studio nel quale sono state valutate diverse fonti provenienti dall’Enciclopedia

Britannica e da Wikipedia.

I membri della comunità scientifica dovevano valutare due voci sullo stesso argomento prese da Wikipedia e

dall’Enciclopedia Britannica senza sapere quale fosse presa da una e quale dall’altra. Il risultato è stato ch non si sono

riscontrate particolari differenze sulla credibilità di Wikipedia.

Essa nel complesso ha delle voci piuttosto omogenee.

Quindi i Wiki sono un interessante strumento per la produzione collaborativa di contenuti la cui qualità dipende da un lato

dalle regole di implementazione dell’infrastruttura e dall’altro dalle regole dagli obiettivi e dalla norme che regolano lo

sviluppo della community.

Social Networks sites: la componente relazionale

I Social Network Sites (o sns) sono dei servizi web che consentono agli individui la costruzione di un profilo pubblico o

semi-pubblico in un sistema circoscritto, permettendo di organizzare una lista di utenti con cui instaurare un legame

mediante una connessione e di vedere e sfogliare la lista delle proprie connessioni.

Il primo social network è stato Six Degrees, inventato nel 1997, mentre il primo ad avere successo è stato Friendster nel

2002.

Nel 2004 è nato Facebook per connettere gli studenti dell’Università di Hardward che è poi stato diffuso a tutti.

Il punto di partenza dei Sns è la pagina del profilo che funge da identità digitale e attraverso cui si creano contatti sociali

con amici, conoscenti ed estranei.

È stato dimostrato che la pratica di social searching, ovvero la ricerca di ulteriori informazioni su persone che già si

conoscono è maggiore rispetto al social browsing, cioè l’uso di facebook per costruire nuove relazioni.

Rispetto ad altri spazi sociali, Facebook tende a far instaurare relazioni con persone che già si conoscono nella vita

quotidiana; è un medium per la comunicazione informale e spesso appiattisce le relazioni amicali mescolandole tra loro,

provocando qualche preoccupazione per la privacy.

Il profilo non è una semplice raccolta di informazioni ma un vero e proprio punto di partenza che serve a definire il proprio

ruolo rispetto al gruppo dei pari.

Il capitale sociale è la rete dei contatti sociali disponibili per un individuo; i sns aumentano il capitale sociale perché

consentono la gestione della propria rete amicale esemplificando anche il processo di costruzione dei rapporti sociali.

Il capitale sociale è un predittore dell’uso dei social network perché se io posseggo una vasta rete sociale userò di più tali

strumenti per ricostruire tale rete secondo le opportunità concesse dalla piattaforma. In pratica modelli di comportamento

sociale preesistenti prendono forma nei social media anche quando la tecnologia consentirebbe di modificare

radicalmente tali modelli.

Un tema classico che riguarda i social network è la privacy.

In questo ambito vi è un paradosso in quanto gli adolescenti tendono a rivelare informazioni su di sé per aumentare il

livello di intimità delle relazioni sociali ma al tempo stesso vorrebbero avere un maggiore controllo sulle informazioni

inserite.

La privacy non è un diritto inalienabile ma è un privilegio che va protetto socialmente e strutturalmente perché possa

esistere.

Altre forme di Social Media: Youtube, Twitter, Friendfeed

Blog, Wiki e social media sono le applicazioni più diffuse del web partecipativo, tuttavia ci sono altri servizi mashup che

mescolano servizi web diversi tra loro ottenendone di nuovi.

Un esempio è Youtube, nato nel 2005, che ha dato vita al genere del videosharing, ovvero alla condivisione.

In Youtube è possibile studiare informaticamente il numero di visualizzazioni, commenti e altri indicatori.

Pur non essendo in maniera stringente un Sns Youtube ha caratteristiche piuttosto simili ai social network in quanto

l’espressione della preferenza, la possibilità di inserire commenti, la possibilità di taggare contenuti lo rendono un luogo in

cui è possibile esprimere una relazione attraverso reazioni al video.

La reputazione degli utenti è fortemente connessa alla qualità dei video pubblicati: una metrica di riferimento può essere il

numero di iscrizioni ad un canale. Al circolazione dei video sulla piattaforma non avviene solo per motivi strutturali ma

anche per motivi di relazione sociale, così come accade nei Sns propriamente detti. Alcuni dicono che i video che

circolano su Youtube siano di scarsa qualità, altri ritengono invece che si possono trovare contenuti originali e creativi.

Una buona parte dei video presenti sono Ugc e la maggioranza sono videoblog, ovvero video personali registrati con una

webcam dal computer.

Gli uomini postano più spesso delle donne ma queste ultime hanno in media un numero di visualizzazioni di 40 volte

superiore.

Per quanto riguarda la privacy possiamo avere contenuti pubblicamente privati (l’utente carica il video ponendo dei limiti

d’accesso) o privatamente pubblici ( il grafo di persone è esteso ma viene mantenuto riserbo sulle informazioni personali).

Youtube è ormai diventano un vero e proprio linguaggio video che spesso si mescola con le pratiche produttive

tradizionali per dare vita ad interessanti ibridi comunicativi.

Un’altra interessante piattaforma è Twitter, un media in cui è possibile scambiarsi messaggi non più lunghi di 140

caratteri.

Se Youtube aveva inaugurato i servizi di videosharing, Twitter è l’archetipo dei microblogging, ovvero dei media che

prendono spunto dai blog (es. scrittura tramite post). 10

Twitter si può integrare molto facilmente con le altre tecnologie, radicalizzando la sua caratteristica di condivisione; in

pratica è uno strumento di social sharing che incrementa la circolazione dei contenuti web.

È un social network asimmetrico in quanto A segue B mente B può anche non seguire A. In pratica A è il follower di B,

mentre B è il following di A.

I Tweets possono essere resi visibili a tutti i propri follower oppure possono essere indirizzati ad uno specifico utente

(messaggio diretto).

Quindi gli influencer su Twitter possono essere definiti da 3 indicatori: il numero di retweet generati, il numero di citazioni

di un utente e il numero di follower.

Il Tranding Topic è la lista delle parole chiave e degli hashtag che raccolgono maggiore successo tra gli utenti in un certo

periodo di tempo.

Su Twitter circolano notizie esogene (veicolate dai mass media e riproposte su twitter) e notizie endogene (generate sulla

piattaforma).

Queste ultime crescono più lentamente ed hanno meccanismi di circolazione che ricordano le interpretazioni rituali della

comunicazione in cui è centrale la dimensione dialogica, al contrario di quelle esogene che hanno dei meccanismi di

diffusione che ricordano la teoria dell’agenda setting.

Per quanto riguarda i link che vengono condivisi, quelli veicolati dai media tendono ad avere un ciclo di vita piuttosto

breve diversamente dai link veicolati dai blogger (musica e video).

Twitter è un ottimo esempio di cultura fatica, in cui la strategia comunicativa principale consiste nell’uso di messaggi privi

di vero contenuto informativo ma che servono per attivare, prolungare, creare o ristabilire la comunicazione.

Youtube e Twitter non esauriscono le famiglie di social media ma pur nella loro eterogeneità mostrano alcuni dei dettami

tipici di quello che possiamo considerare essere il web 2.0 ovvero condivisione, connessione e relazione sociale.

4. Valori. La dimensione etica della Network Society

L’onnipresenza della tecnologia fa si che essa interagisca con la delicata sfera dei valori individuali.

Si cercherà di sostenere una prospettiva di analisi chiamata Tecnoetica, che si presenta con 3 specifiche connotazioni:

l’idea che la tecnologia sia una forma di potere che porta con sé una specifica visione del mondo e che abbia un

profondissimo impatto antropologico.

La Tecnoetica è un settore interdisciplinare in cui si pone il problema dei valori o meglio di come essi vengano ad essere

rielaborati in una situazione che potremmo definire di rivoluzione tecnologica permanente.

Emerge la consapevolezza che la tecnologia non può più essere vista come un oggetto neutrale, ma porta con sé tutta

una serie di valori, idee e visioni del mondo con i quali non si può non fare i conti.

La tecnologia diventa anche strumento politico in quanto rappresenta la messa in opera di un preciso progetto politico

che veicola valori in maniera più o meno intenzionale. In pratica: scienza è potere, ma tecnologia è potenza.

La tecnologia e il problema dei valori

Jonas sostiene che il motivo per cui la tecnica moderna deve essere sottoposta alla riflessione etica è il suo essere una

forma di potere umano.

Inoltre la tecnica moderna rappresenta una rottura con la tecnica della società preindustriali per almeno 5 motivi:

• La tecnica è ambivalente negli effetti  quando la tecnica entra a far parte delle dinamiche sociali, non

necessariamente porta con sé conseguenza positive. La tecnologia non è né buona né cattiva, né neutrale. Non è

detto che essa non possa contribuire alla soluzione di problemi sociali senza avere in cambio un costo umano.

• Inevitabilità dell’applicazione  la tecnologia porta con sé inevitabilmente la sua applicazione

• Proporzioni globali dell’effetto della tecnica nello spazio e nel tempo  la tecnologia è in grado di trascendere i

limiti spazio-temporali

• Rottura dell’antropocentrismo  i tradizionali sistemi etici mettevano l’uomo al centro dell’universo, ma la

tecnologia con la sua capacità di trascendere il tempo e lo spazio necessita un ripensamento di questi valori.

• Problema metafisico  la potenza della tecnologia rappresenta una minaccia per la stessa sopravvivenza

dell’uomo sulla Terra. Il futuro potrebbe non avere bisogno di noi a causa dell’effetto congiunto sull’ecosistema di

tecnologie come la robotica, l’ingegneria meccanica e le nanotecnologie.

Quindi quali sono gli elementi da considerare nel rapporto tra etica e tecnologia? Cosa vuol dire analizzare il rapporto tra

etica e tecnologia?

Innanzitutto la tecnologia è frutto di valori, è veicolo di valori ed è una forza in grado di modificare i valori.

I valori sono degli oggetti culturali, cioè significati condivisi relativi alla sfera morale incorporati in una forma e frutto di uno

specifico sistema sociale e culturale.

• La tecnologia è frutto di valori  spesso i gruppi che contribuiscono alla progettazione della tecnologia fanno parte

della classe sociale che condivide simboli e valori dominanti di una società. Ad esempio il pc è figlio dell’ideologia

libertaria che stava prendendo piede nei campus californiani. Internet non è un progetto di ricerca che aveva lo

scopo di creare una rete globale per la comunicazione , ma è il risultato di un’idea visionaria di alcuni teorici che,

sfruttando l’ideologia della deterrenza tipica della guerra fredda, si garantirono mezzi e strumenti per dare vita ad

un nuovo modo di usare i computer.

La tecnologia ha un bisogno profondo di un’ideologia per legittimare sé stessa e poter entrare a far parte della

società. 11


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Riassunto per l'esame di Società e media digitali, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente Carlo, Sociologia dei media digitali, Bennato. Gli argomenti trattati sono: dal broadcasting al socialcasting, i networked publics, rimediazione e mediatizzazione, cmc, goffman, macrosistemi tecnici, infrastrutture e piattaforme, cssn, manifesto cluetrain, diffusione, addomesticamento, mobilità, blog, wiki, social network, dimensione etica, tecnoetica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione di massa pubblica e istituzionale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Società e media digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Carlo Simone.

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