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Società di persone

Appunti sulle società di persone: costituzione, scioglimento, amministrazione e tutto ciò che c'è da sapere su snc, ss, sas basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale docente Prof. P. Scienze giuridiche

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atti conservativi sulla quota a questi spettante nella liquidazione. Gli utili non sono più soldi della società, perchè vengono distribuiti tra i soci.

Nelle società di persone, sulla quota di patrimonio del socio si possono fare atti conservativi (ad esempio divieto di vendita ad altri), però ci

sono i limiti, appunto, conservativi. Il creditore personale può fare altro? Sì, ma dipende dai tipi. Nella ss, se gli altri beni del debitore sono

insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditore può chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore. Quindi non si può

aggredire il patrimonio della società, ma può essere chiesta la liquidazione della quota. Liquidare = trasformare in denaro. Se a un socio

viene liquidata la quota, questo sarà non più socio.

Nelle snc regolari e sas regolari, la possibilità di cheidere la liquidazione viene esclusa finchè dura la società: il creditore vede che la

società è ritenuta meritevole di tutela, quindi gli è impedito di impoverirla chiedendo la liquidazione della quota, perchè quella parte di

patrimonio serve a mandare avanti la società. Al momento della scadenza della società, ci sarà la quota di liquidazione che il creditore potrà

prendere. Ma se la società decide di andare avanti, il creditore potrà opporsi alla proroga della società. L’articolo 2307 tratta la proproga della

società.

Articolo 2307: Proroga della società

Il creditore particolare del socio può fare opposizione alla proroga della società, entro tre mesi dall'iscrizione della deliberazione di proroga

nel registro delle imprese.

Se l'opposizione è accolta, la società deve, entro tre mesi dalla notificazione della sentenza, liquidare la quota del socio debitore

dell'opponente.

In caso di proroga tacita ciascun socio può sempre recedere dalla società, dando preavviso a norma dell'articolo 2285, e il creditore

particolare del socio può chiedere la liquidazione della quota del suo debitore a norma dell'articolo 2270.

Se la proroga è espressa (scritta nel registro delle imprese), il creditore ha un tempo limitato per dire che vuole la qua parte. Passati quei tre

mesi, il creditore non potrà più opporsi e la società continuerà. Qualora la proroga sia tacita, non iscritta nel registro delle imprese, la

fattispecie torna ad essere quella precedente: il creditore può chiedere la liquidazione a norma dell’articolo 2270 (art. Della società semplice,

che parla del “Creditore particolare del socio”).

Diritti e doveri dei soci

Obblighi: il primo obbligo dei soci è il conferimento. C’è bisogno di questo conferimento che può essere di diversa natura. C’è poi il divieto di

uso personale dei beni sociali, che può essere derogato. Il divieto più importante che riguarda tutte le società è quello dell’esecuzione

secondo buona fede oggettiva (art.1375 cc) del contratto sociale.

Articolo 1375:

Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede.

Il contratto deve quindi essere eseguito secondo correttezza e buona fede: le parti, nell’esecuzione di questo contratto, devono evitare

comportamenti abusivi a danno degli altri soggetti, delle altre parti. Sulla base di questo articolo, dagli anni 90, esiste una giurisprudenza

che sanziona l’abuso di maggioranza.

Abuso di maggioranza: la maggioranza non può agire con l’intento di danneggiare o pregiudicare la minoranza. Anche nel caso in cui la

società rimanga neutrale davanti a questa azione (esempio di società con due soci: il socio di maggioranza è anche amministratore e come

tale viene remunerato, e quando bisogna distribuire gli utili che la società fa, il socio di maggioranza vota per rifinanziare la società. Se non

distribuisco ai soci, il socio di maggioranza viene remunerato come amministratore, mentre il socio di minoranza vede crescere la sua quota

di partecipazione, ma non ha utili). Questo è un caso di violazione del principio di buona fede. Nella snc c’è per tutti i soci un duplice divieto:

non possono esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società e non possono partecipare come soci

illimitatamente responsabili ad un’altra società corrente. Divieto non di carattere assoluto (possibili autorizzazioni implicite o esplicite).

Sanzioni: risarcimento dei danni ed esclusione facoltativa (il socio esce).

Differenza tra responsabilità per le obbligazioni della scietà ed il risarcimento dei danni: un soggetto si fa prestare da un amico il motorino e

scende una scalinata, rompendo il motirino per imperizia. Questo è un risarcimento per danno fatto, per una condotta. Nel caso della

responsabilità illimitata per i debiti della società non centra ciò che ho fatto, ma è la mia posizione che mi fa diventare illimitatamente

responsabile in quanto socio (il padre di Tizio paga per lui). La responsabilità di posizione lo è per fatto che sono un socio, mentre quella per

condotta riguarda un mio comportamento, quindi richiede un elemento soggettivo, quali rilevanti possono essere il dolo (ho rotto il motorino

intenzionalmente) o la colpa.

Distinzione tra diritti amministrativi e diritti patrimoniali dei soci.

Diritti patrimoniali: diritti relativi agli utili e alla quota di liquidazione. Utili e quote di liquidazione sono due facce della stessa medaglia. Utile

inteso come remunerazione dell’investimento. Nella società di persone, la distribuzione di questi è affidata all’autonomia privata: decisione

dei soci di regolare come vogliono il loro investimento. Limitazione nel divieto di patto leonino: uno o più soci sono esclusi dalla

partecipazione agli utili o alle perdite. Inizialmente era un divieto collegato a ragioni etiche. Se i risultati della società mi vengono preclusi c’è

qualcosa che non va. Se nulla dispone l’atto costitutivo, trovano applicazione i criteri legali di ripartizione: la partecipazione è proporzionale

ai conferimenti (chi più ha dato più riceve). Se il valore dei conferimenti non è determinato le partecipazioni si presumono uguali. I criteri

sono dettati dal legislatore per tutti i casi per cui le parti non hanno disciplinato la materia (magari perchè non hanno scritto un atto

costitutivo).

Diritti amministrativi: nelle società di persone sono maggiori e divisi a seconda che uno sia socio amministratore o non amministratore. La

regola è l’autonomia privata ed il legislatore si preoccupa di dettare un regime residuale che si applichi e permetta il funzionamento della

società anche nei casi in cui i soci nulla abbiano deciso. Il regime di amministrazione della società quale sarà? Chi saranno gli

amministratori? Tutti i soci saranno amministratori se nulla viene stabilito. Questo, però, è il criterio residuale. Tutti i soci amministrano, ma

come fanno? Se tutti gli amministratori potessero fare da soli (amministrazione congiuntiva), potrebbero fare operazioni non troppo

condivise. Agli altri amministratori, quindi, do il diritto di fare opposizione, quindi di trasferire la base di decisione su tutti i soci: se Tizio

decide di fare un atto e Caio non è d’accordo, prima che questo atto venga compiuto Caio potrà fare opposizione, e la decisione verrà

rimessa ai soci.

Terzo comma articolo 2257:

La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sull'opposizione [2261, 2266].

Tutto ciò porta a delle conseguenze: il criterio di decisione non è nè all’unanimità, ne “per teste”, ma si fa riferimento alla quota di

partecipazione agli utili: chi più rischia avrà più potere decisionale perchè avrà più interessi. Non decide sull’operazione, ma sull’opposizione.

Cosa cambia? Se decidessi sull’operazione, deciderei su cosa fare o cosa non fare, mentre se decido sull’opposizione, ad esempio respingo

l’opposizione, non significa che i soci vogliano che l’operazione venga fatta, ma che l’opposizione non va bene. Quindi c’è una fascia di

discrezionalità appartenente agli amministratori.

Riprendiamo i concetti visti prima

Amministrazione congiuntiva: si avrà una maggiore ponderazione, ma avremo un rallentamento eccessivo dell’azione amministrativa.

Questa modalità richiede una collaborazione tra i soci, quindi il legislatore la mette come opzionale. Gli amministratori non possono fare da

soli, a meno che ci sia un caso particolare di urgenza (in questo caso decisione legittima e vincolante per la società).

Amministrazione collegiale: ha dentro di sè, strutturalmente, una caratterizzazione di procedimento, quindi c’è non solo una manifestazione

delle volontà, ma un procedimento di manifestazione di queste volontà. Una decisione collegiale, per esempio, è diversa da un referendum,

dove tutti dicono (magari non nello stesso momento), mentre la struttura collegiale richiede una serie ordinata di passaggi. Nelle società di

rappresentanza,

persone sono rare queste organizzazioni perchè hanno un costo. Per la spetta a tutti i soci amministratori, con tutte le

stesse modalità previste per l’amministrazione. Opponibilità ai terzi dei limiti del potere di rappresentanza regolarmente resi pubblici nel

registro delle imprese. Nelle snc irregolari che dice: chi agisce si presume che abbia la rappresentanza.

Chi sono gli amministratori? Quanti sono? Se nell’atto costitutivo non sono previsti amministratori, abbiamo detto che l’amministrazione

spetta a tutti i soci, sennò è possibile che la nomina degli amministratori avvenga nell’atto costitutivo o in un atto separato. Se mettiamo i

nomi degli amministratori nell’atto costitutivo stiamo dicendo che è importante che gli amministratori siano quelli, perchè lo mettiamo nel

documento che regola le basi della nostra società, mentre se i nomi li mettessimo nell’atto separato sarebbero meno rilevanti.

Revoca degli amministratori

Questo si vede in particolare dal regime di revoca: il discorso della revoca ha un regime diverso a seconda che la nomina sia nell’atto

costitutivo o in un atto separato. Nell’atto costitutivo la regola della revoca richiederà l’unanimità e ci sarà bisogno anche della giusta causa.

Nel caso di nomina per atto separato si potrà fare una revoca anche in assenza di giusta causa, salvo il diritto al risarcimento del danno. Se

il nome dell’amministratore sta in un atto separato, si presuppone che il ragionamento sia “l’importante è che ci sia un amministratore che

tenga in ordine, non c’è l’amministratore sia proprio Tizio o Caio”.

Terzo comma articolo 2259:

La revoca per giusta causa può in ogni caso essere chiesta giudizialmente da ciascun socio.

A prescindere da unanimità, maggioranza ecc, è comunque possibile che ciascun socio chieda la revoca dell’amministratore, anche

l’accomandante, purchè ci sia giusta causa.

Se si è tutti d’accordo la giusta causa assume grande rilevanza: con l’accordo di tutti si cambia l’atto costitutivo indicando il nuovo

amministratore.

Il rapporto di amministrazione, benchè fondato sulle regole del mandato, non è più un rapporto di mandato: gli amministratori non sono

mandatari, ma appunto amministratori, quindi hanno una serie di obblighi loro propri e diversi da quelli di un semplice mandatario.

Problema: dentro le società di persone possono esserci delle persone giuridiche (ad esempio società srl socia di una snc). E’ possibile che

queste persone giuridiche siano amministratori? La risposta non viene data dal legislatore, ma una volta ammessa la partecipazione dei soci

persone giuridiche questa risposta è forzata se pensiamo ad una società con soltanto persone giuridiche: la snc è partecipata da Tizio srl,

Caio srl e Sempronio srl, e tutti questi sono soci e quindi amministratori.

Possono esserci soggetti che non partecipano all’amministrazione, che hanno tuttavia una serie di diitti perchè la loro posizione è

abbastanza a rischio (non è rilevante quello che succede alla società per le loro finanze), quindi viene data loro una serie di diritti, che va

progressivamente a scomparire nei tipi maggiori. C’è ancora nella srl, mentre non c’è più nella spa. Questi diritti sono:

Avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali: posso andare da un amministratore a chiedere cosa sta

 succedendo;

Consultare i documenti relativi all’amministrazione;

 Ottenere il rendiconto per gli affari per cui è costituita la società sono stati compiuti.

Questi diritti spettano anche a quelli che partecipano all’amministrazione, dato che essendo amministratori non hanno neanche bisogno di

avere tali diritti, ma possono svolgere direttamente queste operazioni.

Posizione diversa nel caso di accomandanti, perchè questi hanno il problema della responsabilità illimitata che è meno marcato, quindi il

legislatore dice che, avendo responsabilità limitata, un socio non deve poter fare la qualunque dentro la società giovandosi della

responsabilità limitata. Quindi possono concludere singoli affari in base alla procura speciale e prestare la loro opera sotto la direzione degli

amministratori. Se il contratto sociale lo consente, possono anche fare autorizzazioni e fornire pareri.

Nella sas irregolare, la responsabilità personale scatta anche per le ipotesi di immistione lecita della sas regolare, quindi nessuna immistione

verrà ammessa: il legislatore, nella sas irregolare, non vuole nessun tipo di confusione. Anche se abbiamo una procura speciale, questo ci

esporrebbe ad una responsabilità illimitata e personale. Una Sas irregolare non è molto sensata, dato che avendo già fatto una sas ed

avendo già deciso le parti, dovrebbe essere spontaneo andare al registro delle imprese ad iscrivere la sas, che di certo non sarà mai il tipo

che regola la società di fatto.

Diverso è il discorso della società di fatto (quella senza atto costitutivo), che è regolata dal tipo società semplice (in caso di attività agricola) o

dal tipo società in nome collettivo (in tutti gli altri casi).

Articolo 2262: Utili

Salvo patto contrario ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l'approvazione

del rendiconto [2261, 2265, 2270, 2303, 2350, 2433].

Il rendiconto della parte degli utili è considerato una specie di bilancio, quindi si parla di approvazione rendiconto come approvazione di

bilancio di esercizio.

Casi di scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio

Il nostro socio abbandona la società. Le cause di scioglimento del singolo rapporto sociale sono identificate nella morte del socio, nella sua

esclusione o nel recesso.

Differenza tra le tre cause: lasciando a parte la morte, analizziamo le altre due. Mentre a scegliere ed attuare il diritto di recesso provvede il

socio che abbandona la società, l’esclusione viene decisa dagli altri soci. Perchè non c’è la vendita? Dal punto di vista della società, cambia

il soggetto ma il rapporto rimane (modificazione soggettiva, ma per la società i costi sono nulli).

Quando un socio se ne va, la società dovrà liquidare il rappporto, quindi distribuire una parte del su patrimonio, quindi impoverirsi.

­ Morte del socio

Articolo 2284: Morte del socio

Salvo contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la quota agli eredi [2289, 2322], a

meno che preferiscano sciogliere la società [2272 n. 3] ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi acconsentano [2323, 2479].

Un criterio residuale e due alternativi scelti anche prima dell’atto costitutivo. Il criterio residuale riguarda la liquidazione della quota del socio

entro sei mesi, mentre i due alternativi sono quelli indicati di seguito. Per l’ultimo caso è necessario il consenso dell’erede per diventare

Clausole di consolidazione clausole di continuazione.

socio. Quali cause possono essere inserite nello statuto? (o liquidazione) o le Le prime

sono in realtà le scelte anticipate dei soci, tutti, di dire che in caso di morte di qualcuno la quota del socio viene liquidata, senza proporre agli

eredi di diventare soci: questa clausola è collegata allla valorizzazione della quota. La clausola di continuazione, facoltativa, vincola solo i

soci superstiti, che saranno obbligati, tenuti, a proporre agli eredi di entrare a far parte della società. La pratica ha inserito altre due clausole:

obbligatoria automatica di successione).

quella e quella (clausola La prima vincola gli eredi che sono obbligati ad entrare nella società. La

seconda prevede la continuazione come conseguenza automatica dell’accettazione dell’eredità. Problemi delle clausole: gli eredi potrebbero

non essere d’accordo, perchè la posizione di socio nelle società di persone non dà solo vantaggi, ma sottopone anche ad una sede di

obblighi, e poi il socio risponde di tutte le obbligazioni della società, a prescindere di quando siano sorte.

La giurisprudenza ha detto che la clausola vale perchè il socio può comunque, anche in caso di clausola automatica, non accettare l’eredità

o accettarla con beneficio di inventario, che consentirà al socio di mantenere separati attivo e debiti delll’asse ereditario dal suo patrimonio.

Differenza ta clausola obbligatoria ed automatica: riguarda la posizione degli eredi. Da una parte sono già socio, mentre dall’altra sono

obbligato a diventarlo. Differenza: io posso sempre decidere di non adempiere un obbligo (anche se ci sarà un risarcimento del danno o

altro).

Recesso:

Articolo 2285: Recesso del socio

Ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci [1373, 2292].

Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa [2289].

Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi [24].

Può essere ad nutum, quindi un recesso consentito a discrezionalità del socio. Valido con preavviso di tre mesi solo per società contratte a

tempo indeterminato o per le società che abbiano una durata supperiore alla vita dei soci. Nel caso di giusta causa, invece, l’uscita è

immediata: gli altri soci hanno avuto comportamenti pregiuzievoli alla conservazione del rapporto di reciproca fiducia. Sono previste anche

altre cause di recesso, che nella stipulazione del contratto la categoria dei soci non amministratori avrà più interesse ad inserire, per poter

dire “se fai questa cosa, io posso andarmene”.

Perchè, nel caso di tempo indeterminato il diritto di recesso c’è mentre nelle società a tempo detemrinato il diritto di recesso non può essere

a discrezione del socio? Al legislatore non piacciono, quando si parla di soldi, le obbligazioni a tempo indeterminato, perchè l’idea rimane

che la ricchezza si deve muovere e non vanno bloccati gli investimenti.

Esclusione:

Articolo 2286: Esclusione

L'esclusione di un socio può avere luogo per gravi inadempienze [24, 1455] delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto

sociale [2253], nonché per l'interdizione [414], l'inabilitazione [415] del socio o per la sua condanna ad una pena che importa l'interdizione,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia dei mercati e degli intermediari finanziari
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BestEconomy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Scienze giuridiche Prof.

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