Società borghese e movimento operaio
La borghesia europea
Fine della rivoluzione: Le istituzioni rappresentative furono cancellate o soffocate dal ritorno dell'assolutismo. Un forte conservatorismo e la staticità delle strutture portarono a un processo di profondo mutamento della società, coinvolgendo ceti borghesi e classi proletarie.
Tra il 1848 e il 1868 circa, si assistette alla crescita e affermazione della borghesia europea, portatrice e depositaria di elementi di novità e trasformazione in ambito economico, scientifico e non solo. Essa cercò di far valere la sua influenza e le sue idee-guida: merito individuale, libera iniziativa, concorrenza e innovazione tecnica.
Borghesia: Comprendeva un'ampia gamma di figure e posizioni sociali:
- Artigiani e contadini - piccoli proprietari, spesso confusi con i proletari
- Ceti emergenti legati allo sviluppo dell'industria e del trasporto
- Borghesia tradizionale, con proventi dalla terra, professioni e gradi medio-alti della burocrazia statale
- Ceto medio o piccola borghesia
- Grandi magnati, desiderosi di conformarsi all'aristocrazia
La borghesia rappresentava una fascia ristretta della popolazione: nel Regno Unito, ad esempio, solo il 20% apparteneva alla borghesia, mentre gli strati urbani superiori (esclusi ceto medio e borghesia agraria) costituivano appena il 2%.
Il loro stile di vita si distingueva particolarmente per l'abbigliamento e l'arredamento, caratterizzati da solidità, funzionalità e decorazioni come addobbi, quadri e soprammobili, che traducevano il successo e la ricchezza in simboli visibili e tangibili.
Valori tradizionali includevano austerità, moderazione e risparmio, con una forte componente moralistica e puritana, sostenuta dalla struttura patriarcale della famiglia (con l'autorità del capofamiglia e la subordinazione della donna, custode del focolare domestico).
Vi era una contraddizione tra il rigore morale sessuale e familiare e la moderazione, così come tra la credenza in una società aperta e la necessità di un retroterra sicuro. La costruzione e difesa della rispettabilità erano cruciali in un mondo dominato dalla competizione, con il continuo rischio di sostituzione.
Non tutti, però, applicavano questi valori con rigore, e la povertà era vista come un peccato o il risultato di colpe ataviche, in contrasto con valori borghesi come il risparmio. Questo spiegava la diffusione nella povertà di fenomeni come alcolismo, delinquenza e prostituzione.
Ottimismo borghese e cultura positiva
La fede borghese nel progresso dell'umanità si basava sullo sviluppo economico e le conquiste della scienza. Il positivismo, sviluppatosi tra il 1850 e il 1870, si fondava sulla crescita della chimica (Pasteur), della fisica (Maxwell) e della biologia (Mendel), che ponevano le scienze in posizione di preminenza nella cultura.
Questa mentalità diffusa e questo metodo generale di ricerca e interpretazione si tradussero in un indirizzo filosofico, dove la conoscenza scientifica era considerata l'unica valida e il metodo scientifico veniva applicato allo studio di ogni campo dell'attività umana.
Auguste Comte fu il fondatore del positivismo, promuovendo la "scienza della società", ossia la moderna sociologia. Herbert Spencer interpretò l'evoluzione con un approccio evoluzionistico, popolare nel mondo anglosassone.
Charles Darwin, con "L'origine delle specie" (1859), introdusse la teoria dell'evoluzione e della selezione naturale, influenzando la filosofia e le convinzioni delle classi colte e della cultura popolare. Questo portò alla liberazione dal soprannaturale, che contraddiceva la religione, e a diverse letture, tra cui una chiave ottimistica che vedeva la possibilità di progresso infinito e il diritto del più forte (darwinismo sociale).
Gli esiti furono molto diversi: Comte era un conservatore che sosteneva un sistema politico autoritario e gerarchico, mentre Spencer era progressista, simile a John Stuart Mill. L'ideologia borghese in ascesa nutriva una forte fiducia nell'umanità e nel controllo della natura tramite la scienza.
Lo sviluppo economico
Dopo la crisi del 1846-1847, ci fu una forte espansione con aumento di prezzi, salari e profitti, che favorì tutti i settori economici, incluso quello agricolo, meno dinamico.
Le ferrovie offrirono nuove possibilità di trasporto merci più veloce, e l'industria visse un boom tra il 1850 e il 1873, con lo sviluppo dei settori siderurgico e meccanico, specialmente in paesi di industrializzazione più recente come Francia e Germania. Ci fu un aumento quantitativo e qualitativo, con la diffusione delle innovazioni della rivoluzione industriale inglese, come la macchina a vapore, filatoi, telai meccanici e il carbon coke come combustibile minerale.
Ci fu un forte impulso all'espansione delle dimensioni delle imprese e alla formazione di società per azioni, in un clima di euforia fiduciosa. Tuttavia, si verificarono due crisi: 1856-1857 e 1866-1867, le prime crisi cicliche del capitalismo moderno, caratterizzate da crisi di sovrapproduzione.
Motivi del boom economico:
- Rimozione di vincoli giuridici: eliminazione delle regolamentazioni dell'esercizio di mestieri, leggi che proibivano il prestito a interesse, pene mitigate per condannati per debiti; perfezionamento dei brevetti; diffusione dell'uso della carta-moneta e degli assegni.
- Trionfo del libero scambio: trattati commerciali per la riduzione delle tariffe doganali che portarono alla scomparsa di aziende meno attrezzate per reggere la concorrenza, causando la modernizzazione dell'apparato.
- Disponibilità di materie prime: sfruttamento di nuovi giacimenti come Pas de Calais in Francia o il bacino della Ruhr in Germania.
- Capitale e banche: nel 1848, la scoperta di nuovi giacimenti d'oro in California portò a un aumento della circolazione monetaria, abbassamento dei tassi di interesse e espansione del credito. Le banche promuovevano lo sviluppo e incanalavano i capitali, con la Francia e la Germania che vedevano la nascita di banche di investimento (o banche d'affari) che sostenevano iniziative di ampio respiro con finanziamenti a lunga durata. In Francia, le banche di credito mobiliare e, in Germania, le banche miste gestivano sia la raccolta del risparmio che il credito.