Estratto del documento

Realta’ - ambiente

Noi siamo costruiti socialmente. La socializzazione è un atto coercitivo della società che applica sull’individuo, con il fine di inserirlo e adattarlo ad essa, la quale non è il prodotto dell’uomo, ma numerosi sociologi sostengono l’inverso. La relazione individuo-società nasce dal distacco del bambino dal corpo materno, creando uno spazio (dal latino “spatium” “patere” essere aperti), funzionale all’infiltramento del sociale nell’individuo, ma deleterio per il rapporto con la figura materna. Entrare a far parte della società significa entrare nella non-vita, forzando il bambino ad intraprendere un dialogo con la madre = linguaggio che preannuncia il passaggio nella società. In questa nuova dimensione scompare il corpo, il quale era l’elemento naturale dell’unione, e ci si accosta al dualismo “avvicinamento-allontanamento” regolato da norme sociali: costruzione di una nuova identità ed eliminazione del vero sé (Piazzi).

Le forme sociali servono a sostituire il calore materno. Resnik, psichiatra moderno, afferma che comunicare implica riconoscere l’identità altrui attraverso una divisione e differenziazione = ALTERITÀ. L’individuo deve essere plasmato come un essere plastico e la società si impegna a legittimare questo processo attraverso teorie sociali.

Il distacco dalla madre

La prima forma di violenza viene subita dal distacco con la madre, introducendo il bambino nella società ed annullando la sua specificità biologica. L’integrazione dell’uomo nella realtà non è un processo spontaneo, ma forzato; questo infatti viene definito:

  • Vuoto
  • Generico
  • Privo di istinti
  • Privo di un ambiente naturale

L’antropologo Gehlen, nel XX secolo, propone tale definizione di uomo, sentendo di tutti i suoi possibili attributi, dove una motivazione valida potrebbe essere anche il periodo storico nel quale egli scrive, in quanto nel Novecento vi è una rottura di tutti i valori dell’uomo, che lo portano a dubitare anche del proprio essere. Egli afferma che l’essere umano si trova da subito in difficoltà, poiché carente e generico, dove l’unica sua soluzione è l’integrazione attraverso il linguaggio, mezzo simbolico per inserirsi.

Vi è una forte distinzione fra l’animale, che dipende solo ed esclusivamente da se stesso ed è fedele alla sua specificità, e l’uomo che è caratterizzato da un’immensa carenza (evidente è l’ESISTENZIALISMO). Quest’ultimo infatti può solo plasmarsi grazie alla società, che lo modella a suo piacimento. Nel momento in cui vi è l’entrata del linguaggio nell'esistenza umana, avviene un processo di astrazione, poiché aumenta in modo graduale la distanza fra la fisicità delle cose e l’uomo.

Il biologo Prodi sostiene un’interruzione del processo biologico dell’uomo, in cui l’uomo riusciva a conoscere gli oggetti tramite un’esperienza diretta, ma ora solo mediatica; ad esempio infatti nel mondo animale vi è l’incorporazione metabolica (esperienza diretta), assente nella maggior parte dei casi nella quotidianità umana. La realtà viene conosciuta solo attraverso l’altro, (dal lat. alius, alter- altro), e in sé possiede tutti i requisiti per la costruzione dell’uomo e la sua completa integrazione.

Le teorie di Durkheim e Parsons

È con Emile Durkheim, invece, che l’uomo sembra non essere solo generico e vuoto, ma al contrario afferma che egli possiede impulsi, per lo più violenti ed è con l’aiuto della società che questi possono essere placati. L’influenza freudiana in questo caso è notevolmente visibile, in quanto fu lo psicoanalista che nella sua seconda topica, a mettere in luce la prevalenza nell’antropos di istinti di morte ed egoismo. Durkheim afferma che l’uomo, a differenza dell’animale, dipende da cause sociali; il suo affidarsi ai simboli lo fanno sentire più grande di quello che è, andando oltre i suoi limiti = l’organismo è come si spiritualizzasse.

Uomo, essere duplice (“non è più padrone in casa propria” cfr Freud), è fatto di:

  • Istinto: fisicità
  • Sociale: relazione con la società. Se questa infatti non esistesse, ci sarebbe una completa anomia (dal gr. a + vomos- senza leggi)

Lo studioso riprende la concezione di Hobbes, homo homini lupus, secondo la quale l’uomo non è altro che un essere egoista che pensa solo a se stesso. Prosegue il pensiero di Durkheim, il sociologo americano Parsons che definisce l’uomo come un essere sia plastico (si modella tramite la socializzazione) sia sensitivo (tendenza naturale a dipendere dagli altri), infatti egli nasce in un ambiente naturale, il grembo della madre, ma poi viene trasportato al di fuori, in modo aggressivo.

Lo studioso sostiene la conservazione dell’ordine sociale, nel quale è necessario inserirsi, integrarsi per non essere il diverso, dove il fine più importante è la produzione di denaro, annullando l’essere in quanto tale (visione marxista, “alienazione è quel processo che nelle sue estranea un essere umano da ciò che fa fino al punto di non riconoscersi in se stesso”).

Le fasi della vita

Due opere “il sistema sociale” (1951) e “famiglia e socializzazione” (scritto con Robert Bails) mettono alla luce tre fasi della vita umana:

  • Bambino-grembo materno: contatto diretto, epidermico, sensoriale dove il bambino può esprimere se stesso, la sua vera fisis, in quanto la madre non è considerata un’alterità. La figura materna poi cambia, cominciando a trasmettere i valori della società, per plasmare il suo bambino.
  • Estinzione/inibizione: rimozione, spostamento dell’esperienza materna, in quella parte dell’uomo sconosciuta anche a se stesso, l'inconscio, con il fine di fare spazio nella società.
  • Sostituzione: le figure familiari vengono sostituite dalle strutture educative, nelle quali è presente un eccessivo affetto verso il bambino, con il solo scopo del rispetto delle regole.

“Altro generalizzato”: l’uomo deve quindi vivere in una società fatta di simboli (no specificità). Durkheim utilizza un’espressione che esprime perfettamente questa integrazione; “si è posseduti”; il senso di essere posseduti, viene proprio dalla società che non permette di mettere in luce l’uomo naturale, ma socializzato, costruito da una realtà consistente, perché ricca di simboli e segni.

Il corpo sociale

La realtà appare all’uomo, sottratto dal suo ambiente naturale, come armonioso e luogo “ordinato” nel quale sembra “naturale” sentirsi appartenenti, invece la vera armonia, kosmos vi era solo nel momento in cui era un tutt’uno con la madre. Questa naturalezza viene riacquisita solo in momenti in cui l’uomo può essere definito, “non cosciente” - innamoramento, musica, emozioni, schizofrenia.

Winnicott, psicologo infantile, può aggiungersi a questi studi, in quanto dichiara il conseguente conflitto dell’uomo-società, nato dalle numerosi restrizioni, obblighi, modelli che spesso non sono congruenti alla natura umana. A forza di reprimere l’io con l’intento di conformarli, si creano paradossalmente più diversità. Una soluzione possibile, che però non verrà mai attuata visti gli inconvenienti, sarebbe plasmare la società in ambiente materno, nel quale il “bambino” può essere se stesso, ma questo implicherebbe una moltitudine di esseri diversi, che non rispettano gli obblighi morali.

L’omologazione avviene tramite la funzione simbolica del linguaggio, che ad esempio nell’epoca dei totalitarismi erano essenziali per far sentire gli individui, parte di una stessa realtà e cacciare coloro che non ne facevano biologicamente parte. Nel momento in cui il bambino va a staccarsi si crea momentaneamente uno spazio che a mano a mano che l’essere umano si inserisce nella società, questo viene riempito da parole e cultura; è già quando si pronuncia la parola “mamma”, prima di quasi l’intero mondo infantile, si crea implicitamente una distanza fisica (assenza di incorporazione metabolica).

Il linguaggio e l'astrazione

Il logos, che rimuove la presenza delle persone, recepite come simboli, può essere:

  • Segno segnale (tautologia rafforzativa): non c’è una completa distanza, ad esempio il sentire il fischio del treno di Pirandello.
  • Segno simbolico: indica un’astrazione totale dall’oggetto, non vi è la sfera sensibile- passaggio idealizzato (esempio: mela di Newton).

È il sociologo italiano Giuliano Piazzi, che presenta queste due distinzioni del linguaggio, ed è con il secondo percorso, che l’individuo prende le distanze dalla concretezza; il mondo infatti è fatto di simboli e segni. (Paradossalmente ad esempio un albero acquista valore quando muore, quindi esce fuori dalla sua natura per diventare tavolo). Egli afferma che nel percorso dell’esistenza vi è un “sé non relazionale”, quello madre-bambino, e un “sé relazionale”; infatti l’uomo esiste anche senza una relazione (teoria portata avanti da Piazzi, in contrasto con quella di altri sociologi che affermano il contrario).

Il valore economico e il corpo

Michel Foucault in “sorvegliare e punire” mette in luce il passaggio dalla madre come ambiente che tutela il bambino, permettendo un’armonia fra corpo e mente, mentre nel momento di avvicinamento alla società si distrugge il kosmos, rimuovendo l’uomo inteso come fisicità. Si crea quello che lo studioso definisce reddito psichico: valore economico portato dal bambino, in quanto è diventato un mezzo per fare avere dei profitti, e rende felice la figura materna, la quale non è più un unico corpo con il bimbo. Di conseguenza è necessario che il corpo ritorni al suo fine naturale, ovvero un corpo d’amore come era quello fra bambino-madre.

Ora, come molti sociologi hanno sottolineato, il corpo è una mera fabbrica, (cfr il film “la fabbrica delle mogli” del 1975 prodotto da Bryan Forbes), con l’unico obiettivo di rivestire un determinato ruolo sociale, dal quale non si può sfuggire; nel caso in cui eccezionalmente l’individuo si sente estraneo in esso e volesse cambiare, questo verrebbe emarginato, allontanato dalla società per paura di diversificare gli altri individui. L’uomo non è un essere sociale, (cfr aristotele, animale politico), ma socializzato, e la realtà non un organismo, ma un oggetto morto, perché non riprodotta da nessuno, e siamo noi, essere organici, che portiamo avanti l’inorganicità sociale.

La società e la solidarietà

La società altro non è, che una relazione fra individui attraverso una solidarietà meccanica/solidarietà organica (entrambe diverse dalla solidarietà umana). La prima, meccanica, si riferisce alla società pre-borghese, feudale, dove l’importante era mantenere la disuguaglianza; mentre la seconda, organica, si afferma a partire dalla rivoluzione francese, dove la coscienza collettiva si ritira, per far spazio ad una individuale, definita anche come individuo possessivo. La libertà del corpo dell’individuo però crea una nuova concezione, ovvero il corpo come fabbrica, dando il via al processo dell’economia di mercato (corpo = strumento per produrre denaro- vendere forza lavoro).

Il corpo rimane fuori da questo condizionamento e continua a vivere secondo le sue caratteristiche e seguire i suoi istinti biologici, ma nel processo socializzazione viene completamente rimosso: il corpo perde la sua centralità e non è più un fine, ma solo un mezzo per arrivare allo scopo, il denaro. “Imparare ad esistere”, libro di Crespi, distingue il corpo dall'essere un corpo o avere. Tutto ciò che vediamo, è grazie al nostro corpo. Poi ci viene impartita una lezione, che noi ABBIAMO un corpo.

Parsons sostiene che il bambino entra in un sistema fin da subito in contesto di competizione, ovvero l'ambiente scolastico, che incita a superare gli altri, in modo spietato, dove prevalere è l'obiettivo essenziale per l’educazione. La competizione e il dover dare sempre il meglio, crea nell’uomo un disagio sociale, che a volte nel contesto in cui si trova, non riesce ad essere il migliore. Perfino l’arte, la musica, l’amore, esempi di natura dell’uomo devono essere tramutati in denaro. È il senso di agonia che porta l'individuo a voler suicidarsi, (suicidio anonimo) per liberarsi dalla pressione sociale.

La società evanescente

Piazzi: “società evanescente”: lascia dei vuoti nella società che condiziona l’uomo a sentire i suoi impulsi di suicidio; il senso di vuoto andrebbe colmato con la vita, ricreare lo stesso equilibrio corpo-mente, donato dalla madre; infatti il denaro non ha i valori, per far sentire l’individuo forte della sua esistenza. (si vive solo in funzione della società)

La solidarietà secondo Durkheim

Emile Durkheim ammette due forme di solidarietà, che hanno in comune solo l’inserimento all’interno della società, una meccanica (pre-borghese, con la presenza di valori, che tendono ad educare le persone, l’uomo esiste solo come parte integrante della collettività), ed una organica (borghese, dove non vi era più il sistema dei ceti, ma delle classi, ed era presente una forte crisi dei valori). È su quest’ultima che i numerosi studiosi si focalizzano, poiché l’individuo diviene proprietario di se stesso (Kant: “L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. ... È questo il motto dell'Illuminismo.), entrando in crisi la conoscenza collettiva; ma questo fa rendere conto all’uomo la sua finitezza e il suo senso di vuoto.

Entra in gioco la logica della vendita della forza lavoro, fornita dall’individuo, cominciando ad introdursi il sistema capitalistico; il denaro diventa il valore predominante, ed ad esempio l’arte, l’amore, la musica divengono solo mezzi per arrivare al fine ultimo, il denaro. In questa nuova ottica si assiste allo smarrimento dell’individuo, che mette in atto l’azione del suicidio, per porre fine ai suoi disagi; questo può essere egoistico (nessun inserimento nella società) e anomico (assenza di valori).

Parsons afferma che l’individuo impara a svolgere dei ruoli, (filosofia di Kierkegaard “aut aut”, essere morale, estetico, e religioso) rinunciando alla sua identità naturale, attraverso un’azione coercitiva, in una società non creata, ma pronta ad essere vissuta; questi però non ci caratterizzano ed implicano solo interscambiabilità umana: il ruolo è solo una maschera, quello che lo scrittore intendeva Personaggio, che era diverso da Persona.

Con lo smarrimento di sé, il ruolo diventa espressione di un falso sé, secondo Winnicott, e solo l’inconscio ha il materiale necessario per riscoprire se stessi; il bambino infatti non ha un inconscio, ma questo si crea con le problematicità con la società.

Individuo e società

Parsons e Durkheim (individuo formato da 4 parti)

  • Es: inconscio, dimensione organica dell’uomo, ancora non socializzata
  • Io/ego: interfaccia, parte superficiale in contatto sia con l’es, sia con il mondo esterno.
  • Super-io: attraverso esso la società entra nella nostra mente, sono le autorità che guidano l’io, come le istituzione scolastiche, leggi.
  • Identità: espressione della cultura, che entra dentro di noi, facendo propri alcuni valori esterni.

Mentre Piazzi ammette che ogni individuo nasce in una dimensione specifica, non collegata alla società, che è costretto ad abbandonare per il processo di integrazione; a differenza di Durkheim che tenta di spiegare che il bambino è un essere incompleto. Nel momento in cui il bambino viene spogliato dal suo essere naturale, si ricerca un senso nella societas; ma prendendo in considerazione la solidarietà organica, è necessario ricordare che la società borghese/capitalistica ha come unico valore il DENARO, quindi è presente un pericolo di anomia. L’individuo ha come unico scopo il successo economico, a cui non tutti possono raggiungere e quindi subentra il disagio sociale (cfr the death of salesman of Miller). La società capitalistica infatti non è adeguata a rispondere ai drammi esistenzialisti, anzi è considerata evanescente e piena di vuoti (Piazzi), e l’unico principio che vige è il valore di scambio, dove il denaro è equiparabile ad ogni cosa. I vuoti, che inevitabilmente vengono lasciati, potrebbero essere risolti con l'avvicinamento all’ambiente naturale e dalla vita stessa. Questi vuoti invece cercano di essere riempiti anche con sostanze chimiche o facendosi spazio, innalzandosi nelle classi sociali, ma questo non fa altro che aumentare le disuguaglianze.

La specificità deve essere assolutamente annullata, che nella società diventa diversità, ad esempio lo studioso Winnicott, racconta la storia di Hero, che aveva le dita unite, evento che non lo aveva tormentato fino il suo inserimento nella scuola, che lo hanno reso l’essere diverso. L’anima di ognuno muore in parallelo al soddisfacimento della società, vi è un intervento chirurgico, ovvero la socializzazione. La diversità non esiste in natura, ma emerge da un confronto con l’altro.

I problemi della società capitalista

Il valore di scambio annulla ogni oggetto della sua essenza, riducendolo in termini di denaro, anche gli uomini allo stesso modo vengono convertiti in merce in quest.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 1 Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Socializzazzione rapporto uomo-società Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora313 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Socializzazione e processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Stauder Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community