Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

LA COMPRENSIONE DELL’INTENZIONE

Libet, 1985 - https://www.youtube.com/watch?v=OjCt-L0Ph5o –

L’attivazione cerebrale precede il momento in cui il soggetto dice di essere

intenzionato ad agire. Non abbiamo libertà decisionale? Il cervello decide

prima che noi ne siamo consapevoli?

In F6 troviamo il centro di decisione per iniziare un atto motorio o un

movimento – in MIP la preparazione di un movimento di raggiungimento –

in LIP di un movimento saccadico.

Una atto motorio può appartenere ad azioni con differenti scopi finali,

ovvero con diverse intenzioni.

Fogassi nel 2005, ripreso poi nel 2010 da Bonini, ha strutturato un disegno

sperimentale in cui erano presenti due condizioni diverse: la scimmia doveva

o afferrare per portare alla bocca (mangiare) o afferrare por portare in un

contenitore (spostare). Sono stati trovati neuroni che rispondono solo

all’una o all’altra intenzione = i neuroni specchio scaricano in base all’atto

successivo all’afferramento = gli atti motori vengono inseriti all’interno di

SEQUENZE MOTORIE dotate di scopo. Questa specificità è stata riscontrata

anche quando la scimmia osservava lo sperimentatore compiere le stesse

catene di atti.

Come confermato da Chersi, nel 2011, nel lobo parietale inferiore esistono

catene neuronali per le azioni intenzionali. Tali catene funzionano su un

SISTEMA DI FACILITAZIONE per il quale la codifica di un atto motorio

predispone il circuito neurale per la codifica del successivo previsto dalla

sequenza intenzionale in cui è inserito. Tale sequenza viene ’’scelta’’ in base

alle INFORMAZIONI CONTESTUALI, come evidenziato dallo studio di Fogassi

visto sopra. Queste informazioni azionano un MECCANISMO DI SELEZIONE

localizzato nella CORTECCIA PREFRONTALE VENTRALE (area deputata ai

processi di integrazione).

TEORIE SULLA COMPRENSIONE DEL

COMPORTAMENTO ALTRUI

Analizzando le risposte neuronali nella condizione di osservazione,

sempre facendo riferimento allo studio di Fogassi (2005) si può affermare

che i NEURONI SPECCHIO DELLE AREE PFG ED F5 PREDICONO

L’INTENZIONE DELL’AGENTE OSSERVATO.

Nell’area PFG il 77.8% dei neuroni mostra una risposta selettiva per lo

scopo dell’azione; nell’area F5 il 69.5% dei neuroni mostrano una

risposta selettiva per lo scopo dell’azione osservata. È stata evidenziata

anche una CORRISPONDENZA VISUOMOTORIA tra questi neuroni

specchio delle due aree citate, corrispondenza in termini di intenzioni.

Nella condizione di osservazione la catena neuronale per la sequenza

intenzionale selezionata viene attivata come per la condizione

dell’esecuzione, l’unica differenza è la mancanza dell’output motorio. 7

Come abbiamo visto nell’uomo è presente un meccanismo di matching

analogo a quello trovato nella scimmia, ma con apprezzabili differenze:

È più esteso

• Codifica atti motori anche intransitivi

• Seleziona sia il tipo di atto sia la sequenza dei movimenti che lo

• compongono (analisi temporale della sequenza)

Si attiva anche quando l’azione è mimata

Il ruolo primario rimane comunque la COMPRENSIONE DEL SIGNIFICATO

DELL’AZIONE ALTRUI. Anche per l’uomo questa comprensione è basata

unicamente sul VOCABOLARIO DI ATTI e sulla CONOSCENZA MOTORIA

propria del soggetto (quello che ci permette di agire). Inoltre, come nella

scimmia, anche nell’uomo la comprensione investe catene di atti =

codifica il significato dell’atto in base alle azioni in cui potrà essere

immerso (=contesto).

Iacoboni, nel 2005, ha ulteriormente verificato l’interazione tra azione,

intenzione e contesto nella codifica del sistema specchio. Nella situazione

contesto l’attivazione prevalente venne riscontrata nelle aree premotorie.

Ciò è giustificato dalla presenza di oggetti afferrabili (tazze) che attivano i

neuroni canonici per la codifica delle affordances. Molto interessante

l’analisi delle attivazioni per sottrazione durante la condizione intenzione

(bere vs. mettere a posto): l’attivazione si colloca nella porzione dorsale

del settore posteriore del GIRO FRONTALE INFERIORE, ovvero nel cuore

del sistema specchio frontale = il sistema specchio è in gradi di codificare

non solo l’atto osservato, ma anche l’intenzione con cui esso è compiuto

→ l’OSSERVATORE ANTICIPA I POSSIBILI ATTI SUCCESSIVI ai quali l’atto

osservato è concatenato.

È inoltre utile puntualizzare che l’intenzione ‘afferrare per bere’ determina

un’attivazione magiore del sistema specchio rispetto a ‘afferrare per

mettere a posto’. Tale risultato è in accordo con le evidenze di Fogassi,

2005, fatto sulla scimmia. In Fogassi anche quando l’informazione

contestuale (presenza del contenitore) indicava l’intenzione ‘afferrare per

spostare’ si attivava anche la catena del ‘afferrare per mangiare’, anche se

transitivamente → è l’atto più naturale (sovrarappresentanto in

corteccia?), la strategia più consona al repertorio base (quando prendo

una tazza è più facile che io debba bere).

LA COMPRENSIONE DELLE INTENZIONI ALTRUI POGGIA

SULL’AUTOMATICA SELEZIONE DI QUELLE STRATEGIE DI AZIONE CHE,

IN BASE AL NOSTRO PATRIMONIO MOTORIO, RISULTANO DI VOLTA IN

VOLTA PIÙ COMPATIBILI CON LO SCENARIO OSSERVATO.

Brass, nel 2007, ha condotto uno studio sulla comprensione dell’azione

che comparava azioni plausibili e implausibili. A livello teorico il

significato e l’intenzione dell’azione può essere compreso:

Simulando l’azione = sistema di matching

• Attraverso un processo inferenziale = interpretazione (coinvolge aree

• prive di neuroni specchio → CORTECCIA ANTERIORE FRONTO-

MEDIALE (aMFC) → si attiva maggiormente quando l’azione è 8

implausibile.

È quindi possibile delineare un circuito per la MENTALIZZAZIONE

(inferenziale) e confrontarlo con il circuito specchio:

Circonvoluzione

sopramarginale (area 40 di B)

Corteccia

prefrontale

mediale

anteriore PF PFG

(aMPC) Giro frontale Giunzione

inferiore temporo-

(area 44 di B parietale (TPJ)

= area di

Broca)

Fogassi e Caggiano, nel 2013, hanno testato il sistema specchio

all’osservazione di azioni ripetute. A differenza dei neuroni normali che

vanno incontro ad abituazione, portando a una soppressione della scarica, i

neuroni specchio manifestano un incremento nella potenza della scarica

(mentre i MEP manifestano comunque sppressione)

SISTEMA SPECCHIO E AUTISMO

Oberman, nello studio del 2005, condotto con EEG e registrazione del ritmo

mu, che normalmente è soppresso quando è attivo il sistema specchio. Nei

soggetti autistici il ritmo mu è soppresso nella condizione di esecuzione, il

che significa che funziona correttamente, ma nella condizione di

osservazione no. Questa disfunzione è risultata non essere correlata all’età =

non aumenta né diminuisce.

Questo studio dimostra, per via inferenziale, conoscendo i deficit cognitivi

del disturbo dello spettro autistico (IMITAZIONE, LINGUAGGIO, TEORIA

DELLA MENTE ED EMPATIA) che il sistema specchio è implicato nei

meccanismi neurali che regolano queste funzioni cognitive.

Depretto, nel 2006, ha condotto uno studio comparato su soggetti autistici e

a sviluppo tipico sulla comprensione e riconoscimento delle emozioni. È

risultato che i soggetti autistici non presentano attività specchio nel giro

frontale inferiore, attività che, oltretutto, è inversamente proporzionale alla

gravità dei sintomi relativi alla socialità (= più funziona il sistema specchio

meno gravi sono i deficit di comunicazione e di comprensione delle emozioni

altrui).

Cattaneo, nel 2007, ha riprodotto l’esperimento di Fogassi (2005) con

soggetti umani con disturbo dello spettro autistico. I soggetti autistici non

mostrano una differenza di attivazione tra le condizioni ‘afferrare per

mangiare’ e ‘afferrare per spostare’ = mostrano un deficit nell’organizzazione

della sequenza motoria e nella comprensione dell’intenzione dell’agente in

base alle informazioni contestuali (il perché. Capiscono lo scopo dell’atto,

ovvero il cosa). 9

PLASTICITÀ E SISTEMA SPECCHIO

Grazie al PROCESSO DI SENSIBILIZZAZIONE A LUNGO TERMINE si

formano nuove sinapsi.

Inoltre le MAPPE SENSORIMOTORIE CORTICALI mostrano significativi

livelli di plasticità

=> Studi su amputati: FENOMENO DELL’ARTO FANTASMA

Le aree della corteccia somatosensoriale ancora attive stringono

connessioni con l’area deafferentata dalla rescissione del nervo

(amputazione) facendo avvertire al soggetto SENSAZIONI TATTILI E

TERMICHE riferite all’arto fantasma in seguito alla stimolazione delle

AREE TOPOGRAFICAMENTE CONTIGUE nella rappresentazione corticale.

PECHÈ?

Ci sono CONNESSIONI TRANSCORTICALI già presenti, ma rese silenti

dalla normale attività funzionale, che possono emergere dopo la

destimolazione e rafforzarsi mediante un processo a feedback

Si formano NUOVE COLLATERALI ASSONICHE dalle cortecce

adiacenti = nuove sinapsi funzionali (sprounting)

Questi due processi interagiscono nell’insorgenza del fenomeno

dell’arto fantasma.

Oltre alla plasticità delle mappe bisogna prendere in considerazione

l’attivazione della RAPPRESENTAZIONE MOTORIA A LIVELLO PARIETALE

(atto motorio potenziale), la quale se non viene inibita genera la

sensazione del movimento.

=> i campi recettivi visivi dei neuroni bimodali della

CORTECCIA PARIETALE POSTERIORE (che codificano i movimenti della

mano) possono essere modificati da azioni che comportano

l’UTILIZZO DI STRUMENTI

Dopo l’utilizzo ripetuto i campi Quando l’animale smetteva di usare

recettivi visivi ancorati alla lo strumento, = lo teneva in mano

mano SI ESPANDONO FINO AD senza uno scopo, i campi recettivi di

INCLUEDERE LO SPAZIO RIDIMENSIONAVANO SULLA MANO

INTORNO ALLA MANO E ALLO MANO + STRUMENTO

STRUMENTO (nello studio un ||

rastrello per afferrare il cibo). Ampliamento dello spazio raggiungibile

=> la sostanza grigia aumenta in seguito all’allenamento con

uno strumento in: STS di destra, S2 di destra, solco intraparietale di

destra (con aumenti anche a sinistra ma meno significativi)

EFFETTI DELL’ESPERIENZA MOTORIA SULLA

PLASTICITÀ CORTICALE

=> la vista di atti eseguiti da altri comporta una

diversa attività cerebrale a seconda delle

COMPETENZE MOTORIE SPECIFICHE dell’osservatore

Danzatori classici Maestri di capoeira Non esperti

Attivazione Attivazione

maggiore quando maggiore quando

osservano passi di osservano passi di

danza classica capoeira

DOMANDA: questa attivazione maggiore è proprio

dovuta al fatto che l’azione osservata fa parte della

propria competenza motoria specifica o oppure,

semplicemente, perché ne hanno più esperienza visiva?

Per verificare questa ipotesi

Attivazione maggiore durante hanno testato i maestri di

l’osservazione di ballerini di capoeira in un compito di

capoeira dello stesso sesso osservazione che

dell’osservatore distingueva uomini e donne

La maggiore attivazione riscontrata nel promo esperimento non può

essere dovuta alla semplice stimolazione visiva poiché, nella capoeira,

uomini e donne eseguono passi diversi e, ballando in coppia, avrebbero

dovuto rispondere maggiormente per il sesso opposto (quello che

osservano più spesso durante la pratica).

È LA PRATICA MOTORIA A MODULARE L’ATTIVAZIONE DEL SISTEMA

SPECCHIO (PFG e SOLCO INTRAPARIETALE di sinistra)


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

13

PESO

653.75 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicobiologia e neuroscienze cognitive
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeDzEp1991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuroscienze delle relazioni sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Fogassi Leonardo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Neuroscienze delle relazioni sociali

Sistemi specchio e ontogenesi
Appunto
Sistemi specchio e Intersoggettività
Appunto
Psicologia Dinamica: da Freud a Bion
Appunto
Sviluppo e controllo del Linguaggio
Appunto