Sistemi sociali comparati
Prof. Chiesi
Libro utilizzato: La società europea, Cavalli – Martinelli
Parte 1. Come comparare i sistemi sociali, tecniche
Definizione di sistema
Connessione di elementi in un tutto organico. Esistono diversi tipi di sistemi: sociali, meccanici, naturali, artificiali...
Definizione scientifica di "sistema"
Von Bertalanffy voleva trovare una regola che inglobasse tutti i diversi tipi di sistema, secondo cui un qualsiasi "insieme organizzato di relazioni tra oggetti" è retto dallo stesso tipo di regole a prescindere dall’ambito in cui si realizza. Secondo lui, quindi, una famiglia e uno scaldabagno hanno lo stesso tipo di regole. Un po’ è vero, dato che il corpo umano, per esempio, regola la temperatura in un modo simile al boiler. Pensando agli stati nazionali, però, è ovvio che gli oggetti da prendere in considerazione sono moltissimi, quindi la regola di Von B. non è giustissima.
Concetti collegati
- Reazione: Il sistema reagisce a un evento nei confronti dei suoi esponenti e di elementi esterni.
- Ambiente: Un sistema è sempre dipendente da ambiente esterno.
- Complementarietà: Funzioni che si interrompono vengono assolte da altri elementi.
Indeterminatezza del concetto di sistema
Il desiderio di Von B. di trovare una regola generale obbliga all’astrazione, non si può andare nello specifico nella scelta di oggetti e relazioni. Questa scelta dipende dall’osservatore degli oggetti e non dagli oggetti stessi. Si tratta di una scelta di delimitazione spazio-temporale dell’osservatore: deve essere qualcuno che pone dei limiti entro i quali operare per definire un sistema. Perché uno stato sia riconosciuto come tale occorre qualcuno che fissi i confini geografici, gli dia un nome, ecc. La teoria dei sistemi è quindi observer dependent. L’osservatore può essere esterno oppure interno (come avviene per lo stato). Se l’osservatore è interno, ovvero l’osservatore è il sistema stesso, sarà il sistema stesso ad autodefinirsi. Si tratta quindi di un sistema di chiusura autoreferenziale.
I sistemi sono un modo di guardare le cose, non esistono in natura. Ciò che conta è quindi chi osserva qualcosa, sempre che sia un insieme di oggetti in relazione fra loro. Definire un sistema è quindi intersoggettivo.
Il concetto di sistema sociale
È stato sviluppato da sociologi. Parsons, sociologo americano, ha scritto The Social System e dà questa definizione: due persone in relazione creano il sistema sociale. Creano regole di interazione, creano le proprie aspettative e azioni, interpretando quelle altrui. Ci sono aspettative reciproche. La società è organizzata per far fronte alla violazione delle aspettative. Se queste vengono violate il sistema sociale è messo in pericolo, esistono però delle regole che devono riportare tutto alla normalità. Queste regole vanno oltre l’interazione.
Il problema della prevedibilità reciproca
Il problema della prevedibilità reciproca viene affrontato con scambio di premi e sanzioni in un quadro di norme e valori condivisi. Il sistema sociale funziona se le aspettative vengono rispettate, altrimenti si disfa. Ognuno aggiusta le proprie aspettative in base a quelle altrui. La prevedibilità reciproca viene affrontata con lo scambio di premi (se ci si comporta secondo le aspettative) o sanzioni (se non lo si fa). Deve essere presente negoziazione quindi; più gli attori condividono le stesse norme e stessi valori, come indicazioni, norme interiorizzate, cose che secondo qualcuno è giusto o non fare, più questo scambio è facilitato. Se vengono condivisi diventano qualcosa di collettivo e vengono quindi istituzionalizzati. Quando le norme e i valori non sono più condivisi se ne devono cercare altri, anche con conflitto. Se il cambiamento è troppo traumatico il sistema sociale può crollare.
Confini del sistema sociale
Le aspettative reciproche, i valori e le norme condivise definiscono i confini del sistema rispetto all’ambiente. Ciò che è fuori dal sistema è quindi un sistema esterno; ci sono norme formali che possono essere rispettate, come pagare una multa, se vengono infrante. Esistono norme non scritte, che se vengono infrante portano invece a emarginazione, come il non lavarsi…
Cambiamenti nei sistemi sociali
I sistemi sociali cambiano se cambiano norme e valori. I sistemi sociali sono formati da individui, a loro volta sistemi biologici. Questo li rende diversi dagli altri e crea il problema delle esigenze, in passato invece della prevalenza delle esigenze di sopravvivenza del sistema sociale sugli individui.
Gli individui devono agire per il bene del sistema sociale, lasciando spazio alle esigenze del sistema. Esiste sempre conflitto fra esigenze individuali e sociali. Oggi però si crede che il sistema sociale sia al servizio dell’individuo. Esiste sempre il problema della compatibilità di esigenze individuali e del sistema. Il sistema che funziona meglio è quello che mantiene meglio l’equilibrio.
Esiste anche il problema dell’approvazione e del controllo del sistema da parte degli individui. Nel sistema sociale esiste una gerarchia, chi ha il potere e definisce le norme del sistema, ma anche questi capi hanno esigenze, per questo possono ottenere svantaggi personali a discapito degli individui. Il fatto che lo stato sociali sia al servizio degli individui è una concezione recente. Può quindi nascere conflitto fra chi comanda e chi è suddito, che può portare a crollo o a cambiamento. Esiste anche problema di competizione tra individui nell’ambito dello stesso sistema sociale.
Competizione nel sistema sociale
Oggi i sistemi sociali operano nel mondo del mercato, che impone competizione, concorrenza. Lo sviluppo economico del sistema sociale è legato alle regole di mercato. Nel mercato sociale gli individui devono collaborare, ma sul mercato devono competere, quindi si crea un conflitto. Il mercato è efficiente, ma per pochi che hanno successo, molti infatti falliscono. Il mercato crea quindi grandi diseguaglianze, che se diventano troppe portano a crollo del sistema sociale. Esiste quindi un delicato equilibrio fra esigenza di efficienza (mercato efficiente per competizione) e di equità (che deve essere garantita dallo stato). Lo stato ridistribuisce le ricchezze per ridurre le diseguaglianze del mercato.
Produzione di beni collettivi
Esiste il problema della produzione di beni collettivi attraverso la partecipazione degli individui al sistema. I singoli individui vogliono ottenere molto con il minimo sforzo. Questo avviene quando gli altri fanno quello che devono fare, ma la società è utile per favorire i beni collettivi, quelli che sono a vantaggio di tutti, anche non tutti hanno lavorato per ottenerli. I beni privati non hanno problemi di produzione (vengono prodotti e comprati, stop), ma i beni collettivi (come tasse) li hanno, perché si tende sempre a spendere di più per i beni privati, che hanno un uso personale. L’ideale sarebbe che solo gli altri lavorassero e pagassero per i beni collettivi. Per questo lo stato mette le tasse, ecc.
Il mercato si basa su un interesse individuale, quindi non produce beni collettivi, che sono però fondamentali. Quindi i sistemi biologici, che formano quelli sociali, hanno i loro interessi (o esigenze, che possono entrare in conflitto con quelli del sistema). Il sistema sociale però è in grado di imporsi obbligando i suoi membri a comportarsi in modo da rispettare anche le esigenze del sistema sociale.
Requisiti del sistema sociale per garantire la sua sopravvivenza
- Conservare i propri confini e assicurare scambi con l’esterno. I sistemi sociali, come tutti i sistemi, devono avere relazione con l’ambiente esterno.
- Garantire interazione fra le parti con uso del linguaggio. In un sistema sociale l’interazione fra individui avviene attraverso il linguaggio, di tutti i tipi.
- Formare motivazioni e identità alle persone, far sì che le persone scelgano di far parte di un sistema sociale, altrimenti la abbandonerebbero. Anche il formare l’identità salda l’individuo ad un sistema. Solo attraverso i veri sistemi sociali di appartenenza si ha identità.
Funzioni principali di un sistema
Sono 5, utili per capire il funzionamento di un sistema.
- Adattamento: Teoria per la quale sopravvive chi si adatta meglio all’ambiente. Anche i sistemi sociali devono adattarsi o finiscono per crollare. Per la funzione adattiva si ha l’economia.
- Differenziazione interna: Differenziazione individuale del sistema, che sono diversi o uguali. Gli individui potrebbero vivere in una società fatta da persone diverse, ma non diseguali (con lo stesso reddito, senza disparità). Nelle società nomadi ad esempio non esistono diseguaglianze, gli individui non possono essere nulla, se non il poco che possono sopportare. Con la scoperta dell’agricoltura si sviluppano le città, entrando a far parte di un sistema sociale. Da sedentarietà con la proprietà si arriva a diseguaglianza e questo crea a sua volta conflitto. I conflitti sono importanti e fanno parte dell’evoluzione della società.
- Riproduzione sociale: Il sistema deve riprodursi per i suoi membri, il sistema sopravvive sostituendo le persone che occupano le stesse posizioni. La struttura di un sistema sociale non è fatta dalle persone, ma dalle posizioni che questi occupano. Le posizioni vanno quindi sempre sostituite. Questo ha a che fare con le istituzioni, che permettono ai sistemi di cambiare i membri, secondo la stessa struttura. La riproduzione non è intesa solo come biologica, ma come la produzione di persone che possono coprire le varie posizioni, persone istruite.
- Attribuzione di senso: Ha due funzioni, per società e per individuo. Per poter funzionare dobbiamo poter rispondere a domande fondamentali che servono a dare identità (chi sono, a cosa servo?). La risposta a queste domande può essere data dalla cultura del sistema sociale di appartenenza. Questa funzione serve per soddisfare il bisogno di sapere e per far partecipare meglio un individuo al sistema sociale di cui fa parte. I valori, le norme e l’identità (data da norme e valori) servono appunto a tutto questo.
- Conseguimento degli scopi: Ha a che fare con la politica. Un sistema sociale viene portato verso uno scopo, ha uno scopo particolare o più di uno, che vengono perquisiti. Nella moderna democrazia lo scopo è il benessere dei cittadini, che oggi ha raggiunto livelli mai visti prima, grazie alla tecnologia. Se i cittadini non sono contenti infatti non votano per il governo.
Sistema adattivo: l’economia
Definizione formale: Lo studio di scelte ottimali nell’impiego di risorse scarse, per usi alternativi, allo scopo di massimizzare l’utilità dell’attore (postulato dell’homo oeconomicus). Questo postulato parte dal presupposto che l’attore sia razionale, in grado di massimizzare al meglio le sue risorse, ma in realtà l’attore non è così razionale.
Definizione sostanziale: I modi coordinati con cui gli individui coordinano le loro attività per soddisfare i loro bisogni. (di Karl Polanyi), due sono i modi di studiare economia: approccio prescrittivo, quindi definizione formale e approccio sostanziale, che osserva la realtà, come l’uomo agisce nella realtà, con le sue risorse. In questo approccio non si vuole massimizzare tutto, solo soddisfare i propri bisogni. L’economia formale passa da un attore isolato che decide da solo; in quella sostanziale prevale l’attività collaborativa, di coordinamento.
Dal punto di vista sostanziale la funzione adattiva soddisfa i bisogni, è stata risolta storicamente con vari tipi di economia:
- Ec. nomade di caccia e raccolta (attività predatoria);
- Ec. stanziale basata su orticoltura e pastorizia (scoperte e prime tecnologie produttive);
- Ec. agricola (invenzioni e creazione di surplus, divisione del lavoro e diseguaglianze), nascita della città;
- Ec. curtense dell’alto medioevo (modo di produzione feudale).
- Ec. di mercato, nascita del capitalismo, modernizzazione.
Marx crea capitalismo senza economia di mercato, perché produce diseguaglianza. Questo stadio viene seguito nella Russia sovietica dall’industrializzazione con economia pianificata – senza contare però i grandi costi sociali che comporta. Tutto questo crolla con il crollo del muro di Berlino.
- Le scorciatoie alla modernizzazione: le esperienze di economia socialista.
- Ec. mista, che prevede una diversa combinazione di ruolo assegnato al mercato e allo stato.
Mercato + Stato: il mercato è molto più efficiente nella creazione di ricchezza ma ha dei costi sociali, perché premia solo chi produce di più. Questo porta a scontri. A fianco del mercato c’è lo stato che riduce le diseguaglianze del mercato senza abolirlo, perché da solo non potrebbe produrre ricchezza. Il motore dell’economia è quindi quello di soddisfare i propri bisogni. Il sistema sociale è un’organizzazione che permette agli individui di soddisfare i loro bisogni, sono microfondati, si considerano i comportamenti degli individui. L’economia è basata su decisioni individuali (micro), ma i suoi effetti sono macro. Se i sistemi sono microfondati serve una teoria per spiegare quali sono i bisogni degli individui teoria dei bisogni (Maslow): afferma che per provare bisogni di ordine superiore l’uomo deve soddisfare quelli di base secondo la scala seguente:
- Bisogni di sopravvivenza immediata: si è dominati da questi anche se non vengono soddisfatti (mettersi al sicuro, bere, mangiare…). Questi bisogni possono essere risolti con economia, cooperazione; per soddisfarli bisogna far parte di un sistema.
- Bisogni di sicurezza: riguardano necessità e possibilità di restare coperti sul lungo termine, p.e. conservando del cibo per l’inverno (questi bisogni si manifestano solo dopo aver risolto i bisogni di sopravvivenza immediata).
- Bisogni di riconoscimento sociale: riguardano l’approvazione degli altri; tutti noi abbiamo amici e parenti, il bisogno di approvazione è importante (questi anche si manifestano dopo aver risolto i precedenti).
- Bisogni di autorealizzazione: riguardano il fare delle cose per sé stessi e non per cercare l’approvazione degli altri, come la beneficienza, che può però essere anche a riconoscimento sociale, altre volte invece solo per autorealizzazione. L’uomo per natura è insaziabile, una volta soddisfatto un bisogno se ne crea subito un altro. La scala dei bisogni di Maslow non è irreversibile, si può anche tornare indietro una volta raggiunta l’autorealizzazione.
Per Marx nel soddisfare i loro bisogni gli uomini erano in rapporto con la natura e in rapporto sociale reciproco (divisione del lavoro, dettato dallo sviluppo tecnologico e dalle forme di proprietà). Questo porta a specializzazione, che aumenta la produttività. Il lavoro è però frammentato, perché ognuno fa solo una cosa. Tutto quindi è concordato e crea rapporti sociali dettati appunto da tecnologie e da forme di proprietà (che per Marx doveva essere collettivo, se il lavoro era così doveva esserlo anche la proprietà).
Tipi di capitale nel sistema sociale
Esistono quattro tipi di capitale (risorse) nel sistema sociale:
- Capitale naturale: che può essere bosco, miniera, pascolo… sono risorse soggetto a esaurimento e non remunerabili (se non si dispone delle tecnologie adatte).
- Capitale economico: tutto ciò che viene prodotto, la sua fonte è il lavoro. Incorpora un dato livello di tecnologia, che ne determina la produttività.
- Capitale umano: concorre a progresso tecnologico e sviluppo scientifico; è ciò che abbiamo in testa, sono le nostre conoscenze, esperienze. Diverso dal capitale economico perché quello può essere venduto, ma viene poi perso da chi lo possiede, mentre il capitale umano può essere trasmesso ad altri, senza essere perso.
- Capitale sociale: studiato solo a partire dagli anni ’90. Agisce a livello micro e macro. A livello micro tutti possediamo capitale sociale, che possiamo sfruttare con le relazioni fiduciarie. Il capitale sociale può essere sfruttato solo da chi possiede relazioni fiduciarie (come per trovare lavoro con conoscenze) al posto di altri tipi di capitale. A livello macro è la fiducia nelle istituzioni, nel sistema quindi, e nelle regole del gioco. Il capitale sociale è caratterizzato da collaborazioni di individui.
Funzione adattiva e risorse
Parlando di funzione adattiva intendiamo come il sistema sociale ottiene risorse dall’ambiente esterno. Esiste poi però necessità di distribuire queste risorse, l’economia è quindi produzione e distribuzione. La produzione è dettata da vincoli delle opportunità e delle tecnologie. La distribuzione è dettata anche da fattori sociali, secondo criteri di equità determinati culturalmente. Una volta che un sistema ha risorse deve distribuirle fra tutti gli individui con tre forme di distribuzione: i meccanismi economici di distribuzione sono legati alle caratteristiche sociali:
- Reciprocità: tipico soprattutto della società antica. Chi ha bisogno di qualcosa lo chiede e lo riceve perché chi lo dà sa che potrà poi fare lo stesso. Non c’è proprietà privata. Per fare ciò bisogna però far parte della comunità.
- Redistribuzione: anche qui si tratta di società antiche. Qui serve un potere centrale, a livello politico. Egitto beni ricevuti da tutti i contadini e poi ridistribuiti. Al centro c’è...
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