Classificazione degli ortaggi
La cosa più semplice è la classificazione basata sul nome scientifico. Gli ortaggi possono essere suddivisi in due gruppi: microtermi e macrotermi. La classificazione più importante si basa sulla temperatura, e non sull'umidità relativa o la radiazione. L'umidità relativa e il vento possono cambiare, quelle stabili nel tempo sono temperatura e pioggia. La classificazione deve essere stabile, e la cosa più semplice è la temperatura e pioggia.
Importanza della temperatura
La pioggia però è rilevante solo per le colture in pieno campo, quindi il parametro più importante è la temperatura, sia in pieno campo che in serra. In orticoltura abbiamo sia il pieno campo che le serre, per quanto riguarda la floricoltura più del 90% è in serra e quindi il parametro più importante resta la temperatura.
Altri criteri di classificazione
Ovviamente ci sono anche altri tipi di classificazione: basandoci ad esempio sul tipo di organo che viene utilizzato a fini commerciali. Ad esempio, il pomodoro è un ortaggio da frutto, la lattuga invece è un ortaggio da foglia. Possiamo basarci anche sulla salinità e sulle caratteristiche del suolo, ma per facilitare il tutto la classificazione di base è la temperatura.
Sistemi floricoli
Vedremo anche sistemi floricoli, perché anche nella floricoltura non tutti i fiori sono classificati nella stessa categoria: la rosa è un fiore reciso, la petunia o la gazania sono bedding plant, cioè colture che svolgono il loro ciclo per metà in serra e per metà nel giardino o in ogni modo all'aperto.
Propagazione delle specie ortofloricole
Vedremo la propagazione delle specie ortofloricole, parleremo delle colture protette e del bilancio delle serre. Parleremo delle colture fuori suolo, dove non si usa suolo, ma substrato inerte come supporto per la pianta, con gestione della soluzione nutritiva.
Innesto
Un altro capitolo importante sarà sull'innesto, completamente diverso da quello in arboricoltura. I principali ortaggi innestati sono:
- Solanacee: pomodoro innestato su melanzana, melanzana selvatica o pomodoro stesso; melanzana idem. Peperone innestato solo su peperone (Capsicum annuum).
- Cucurbitacee: cetriolo innestato su Cucurbita maxima, moscata o interspecifico; melone innestato su melone (Cucumis melo), anguria innestata su lagenaria o interspecifico maxima x moscata; cetriolo su Cucurbita maxima.
L'innesto è utilizzato per by-passare molti stress abiotici come siccità e salinità. Zucchino è importante nelle cucurbitacee ma non utilizzato nell'innesto perché è una pianta molto vigorosa.
Biostimolanti
Biostimolanti sono sostanze o microrganismi che possono incrementare la performance della pianta, incrementando l'efficienza d'uso dei nutrienti e mitigare gli stress abiotici, ma non hanno nessun effetto sugli stress biotici. Ad esempio, estratti di alghe.
Scenario di riferimento
Come possiamo intervenire per incrementare la resa con la qualità del prodotto? In due maniere, ovvero con i fattori pre-raccolta e post raccolta.
- Pre raccolta: concimazione, irrigazione, controllo ambientale, gestione della soluzione nutritiva nel caso dell'idroponica. In idroponica, quando si hanno costi elevati, suolo rovinato, si by-passano questi problemi perché la regola d'oro è che il suolo è solo da supporto per le piante (perlite, vermiculite) e questo è un pre-fattore agronomico molto importante perché con la cessione della soluzione nutritiva possiamo modulare come vogliamo; ad esempio, come sul pomodoro Pachino aggiungono un po' di sale per aumentare il grado Brix, anche con il sistema floating system, specialmente in Veneto, sistemi semplici e statici e basso costo, abbiamo delle vasche enormi all'interno delle serre, solo con ortaggi da foglia.
Il vantaggio in questi sistemi è che non abbiamo evapotraspirazione, ma solo traspirazione perché è tutta coperta, il grande vantaggio è quello di poter gestire la soluzione nutritiva; ad esempio, se ci sono 2000 ppm di nitrati, in 5-6 giorni possiamo dare solo acqua e diminuirà la salinità migliorando la qualità del prodotto, ciò che non può essere fatto nel terreno poiché abbiamo l'effetto buffer. Inoltre, in fuori suolo possiamo applicare un leggero stress positivo, con leggero decremento produttivo ma con un aumento della qualità del prodotto, ciò non può essere fatto sul suolo. Il fatto più importante in pre raccolta è il fattore genetico.
La resa del pomodoro è 50 t/ha, ma in certi casi anche oltre. La patata, normalmente è considerata un borderline, cioè è un ortaggio ma qualche volta è considerata una coltura erbacea di pieno campo; anche la fragola è considerata un ortaggio ma i frutticoltori non sono d'accordo.
Valore delle produzioni
Valore delle produzioni: cereali 823 euro/ha, coltivazioni legnose 2.928 euro/ha, ortaggi 7.629 euro/ha, florovivaismo 104.348 euro/ha. Si può anche aumentare l'investimento, ad esempio In Olanda il ciclo del pomodoro dura 11 mesi, potrebbero anche portarlo a 12 mesi, ma l'ultimo mese lo usano per pulire la serra e ripartire, qui come maxifort l'investimento è più grande per l'utilizzo di portainnesti vigorosi multifort. In Olanda è tutto controllato, perché la radiazione è un fattore limitante e quindi c'è l'introduzione di lampade con un aumento dell'investimento. Questo non tanto per gli ortaggi perché il costo sul mercato non è molto elevato, ma per la floricoltura.
Colture protette
La superficie delle colture in piena aria dedicata all'orticoltura è quasi costante ed in leggero calo, mentre quelle delle colture protette c'è un incremento delle superfici investite. Innanzitutto, la resa è più alta perché la densità d'impianto è maggiore, ma la cosa importante è che con le colture protette si può produrre tutto l'anno, e perché importante è che ci sono diversi materiali di copertura (policarbonato), maggior controllo delle patologie per i cambiamenti climatici che sono difficili da controllare in pieno campo.
Per fare agricoltura non c'è bisogno di elevate conoscenze, ne servono di medie per l'orticoltura, invece per la floricoltura sono necessarie elevate conoscenze, soprattutto se si tratta di fuori suolo. Nel fuori suolo è più difficile gestire una soluzione nutritiva a ciclo chiuso oltre che quella aperta (conoscenza approfondita di fondamenti chimici).