Sistemi organizzativi ingegneria meccanica - 1° anno
La rivoluzione industriale
La prima Rivoluzione Industriale si sviluppa in Inghilterra nella seconda metà del 1700. È caratterizzata dal fatto che l’industria, sviluppandosi nelle sue componenti tecnologiche, economiche e sociali, concentra in luoghi limitati grandi quantitativi di energie, macchine e uomini con densità mai fino a quel momento conosciuta e sconvolge gli assetti sociali e politici e la stessa vita dei singoli e delle famiglie. Consiste praticamente nel passaggio dal sistema artigianale al sistema industriale.
Sistema artigianale e sistema industriale
Sistema artigianale (mestieri) è caratterizzato da:
- Progetto del singolo
- Capacità del singolo
- Esecuzione del singolo
Sistema industriale è caratterizzato da:
- Progetto del singolo
- Capacità del tecnico
- Esecuzione dell’operaio
È la Rivoluzione Industriale che fa veramente nascere i problemi organizzativi (in particolare quelli produttivi) come sono conosciuti oggi.
Evoluzione dell’organizzazione
Il periodo di riferimento si colloca tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XX secolo. Molti sono stati gli economisti, studiosi, tecnici che hanno contribuito a studiare il fenomeno, a svilupparlo, a criticarlo e a consolidarlo, fra i principali ricordiamo: Watt, Owen, Smith, Taylor, Fayol, Marx.
Almeno in un primo periodo gli studi organizzativi veri e propri sono stati un po’ trascurati, anche perché il sistema produttivo è stato talmente rivoluzionato, rispetto al passato, con l’introduzione dell’energia a vapore, delle nuove macchine e della costrizione sull’uomo. Solo dopo il 1870 si avranno quegli approfondimenti organizzativi che hanno portato ai grossi cambiamenti aziendali. Infatti dalla prima rivoluzione industriale sino a tale data, un mercato continuamente in espansione aveva accentrato l’interesse sui problemi produttivi (quantità), in quanto sembrava non esserci limite alla capacità di assorbimento delle merci prodotte da parte del mercato.
Dopo il 1870, però, il volume di beni prodotto non trova più un adeguato assorbimento nella domanda del mercato, e comincia quindi a manifestarsi gradualmente l’interesse alla riduzione dei costi, al loro controllo e alla loro distribuzione, perché il notevole sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione mettono i produttori di tutto il mondo in concorrenza, favorendo altresì l’apertura di nuovi mercati. Di conseguenza si fa strada la necessità di un’organizzazione aziendale più efficiente, e vengono alla luce tutte le deficienze delle industrie fondate senza metodo in periodi di forte espansione economica.
Adam Smith – Economista scozzese (1723 – 1790)
Ha introdotto il concetto di divisione del lavoro quale strumento indispensabile per:
- Incrementare la produttività
- Aumentare la qualità del prodotto (costanza delle caratteristiche)
- Ridurre i tempi di addestramento della manodopera
Secondo questo concetto, il lancio in produzione di un prodotto può avvenire solo dopo un’attenta analisi:
- Della tipologia delle singole operazioni
- Della capacità del singolo operaio
- Della specializzazione del singolo operaio
Taylor: economista americano (1856 – 1915)
Ha sviluppato la teoria dell’organizzazione industriale, introducendo metodi scientifici nello svolgimento delle attività produttive attraverso la razionale suddivisione del lavoro in funzioni e fasi specifiche. I capisaldi della sua teoria sono:
- Lo sviluppo delle conoscenze su basi scientifiche
- La selezione scientifica della manodopera (mdo)
- La preparazione della manodopera
- La stretta collaborazione tra dirigenti e manodopera
La teoria di Taylor (da cui chiamata “taylorismo”) è stata per molti decenni la base dell’organizzazione in azienda, e da questa hanno avuto stimolo altre forme organizzative molto più specialistiche e più adatte alla realtà dei giorni nostri.
Karl Marx (1818 – 1883)
Ha contestato questa impostazione dell’attività lavorativa, in quanto la divisione del lavoro:
- Aumentava il dominio del capitale sul lavoro
- Aumentava la plusvalenza del prodotto a spese del lavoratore
- La mdo perde interesse nell’eseguire il lavoro affidatogli (non “vede” il prodotto finito)
- La mdo non applica né sviluppa la propria intelligenza / esperienza, a causa della semplicità e della ripetitività delle operazioni
Fayol
Evidenzia la necessità di introdurre in Azienda i livelli gerarchico-funzionali, individuandone 6:
- Tecnico
- Finanziario
- Sicurezza
- Contabilità
- Commerciale
- Amministrativo (pianificazione, organizzazione, personale)
Le principali conseguenze (positive per la gestione aziendale) che ne derivano, risultano essere le seguenti:
- Nasce la figura del manager
- Nasce la gerarchia per livelli
- Il “padrone” in molti casi è costretto (a fatica e suo malgrado) a cambiare ruolo (delega delle responsabilità ai managers)
- Nascono gli uffici che raggruppano attività analoghe
- Nasce la struttura organizzativa suddivisa in:
- Servizi di staff (funzionali in quanto di supporto alla produzione: amministrazione, acquisti, personale, etc.)
- Servizi di line (operativi: produzione e commerciale)
Mayo
È stato forse il primo che ha introdotto in azienda i concetti di motivazione e partecipazione. A seguito di numerose interviste effettuate ai dipendenti, dai dati raccolti è emerso che la produttività è direttamente proporzionale al “morale” del dipendente e che, quindi, è necessario soddisfare alcuni “bisogni” dello stesso, e precisamente:
- Il bisogno di riconoscimento
- Il bisogno di sicurezza
- Il senso di appartenenza
Ed inoltre è emerso che il comportamento del singolo, ad ogni livello, è condizionato nel bene e nel male da:
- Lavorare in gruppo
- Esistenza di gruppi informali (dentro e fuori l’azienda)
Inoltre un fattore chiave è la collaborazione tra i vari uffici, collaborazione che va:
- Studiata
- Programmata
- Sviluppata
Aspetti positivi e negativi
Difficoltà: come tutti i cambiamenti profondi, la rivoluzione industriale ha richiesto e provocato un deciso cambiamento di mentalità nei:
- Datori di lavoro
- Tecnici
- Manodopera (mdo)
Per adeguarsi ai futuri nuovi equilibri tra funzioni / compiti / responsabilità a cui sono chiamati a rispondere in Azienda.
Critiche:
- Aspetto sociale: l’impatto generato nel mondo del lavoro ha comportato il sorgere di diverse problematiche:
- Svuotamento delle capacità professionali della manodopera (mdo)
- Scarsa adattabilità della mdo (aumento del turnover)
- Ritmo meccanizzato e ripetitività del lavoro
- Raggruppamento delle capacità professionali e dei contenuti tecnici negli uffici (iniziale impreparazione a questo ruolo) svuotandone l’officina
- Necessità di controllo della mdo
Rimedi: sono stati introdotte delle modifiche organizzative in modo da ridurre e compensare le problematiche evidenziatesi, attraverso:
- Periodico cambio delle mansioni tra operai
- Allargamento delle mansioni degli operai
- Aumento dell’interazione sociale per ridurre la monotonia del lavoro
- Possibilità per la mdo di regolarsi autonomamente il ritmo del lavoro
Vantaggi: l’impostazione data dalla divisione del lavoro ha portato progressivamente nei decenni successivi una profonda e radicale evoluzione nei “sistemi produttivi” in senso lato, per arrivare poi, in molti settori, alla cosiddetta “produzione di serie”. I risultati più evidenti sono stati:
- L’evoluzione tecnologica (sviluppo tecnologico delle macchine utensili)
- L’evoluzione del mercato (sviluppo della concorrenza e delle esigenze del cliente)
- L’evoluzione economica (sviluppo di tecniche di controllo e riduzione dei costi)
- La nascita dell’organizzazione aziendale (procedure, documenti, …)
Lo sviluppo tecnologico
Lo sviluppo tecnologico delle Macchine Utensili (MU) è avvenuto attraverso tre fasi sostanziali:
- Prima fase: MU polivalenti e generiche (operaio lavora)
- Seconda fase: MU speciali monoscopo (una sola operazione, l’operaio alimenta la macchina)
- Terza fase: MU multiple (effettuano più operazioni – l’operaio alimenta la macchina)
Lo sviluppo tecnologico ha presentato nel tempo un elevato costo sociale in termini di:
- Assenteismo
- Malattie professionali
- Infortuni
- Mortalità
- Scioperi
- Conflitti interni
La catena di montaggio
Nasce presso gli Stabilimenti Ford (USA) nel 1908 la principale espressione per quell’epoca dell’organizzazione scientifica del lavoro. Si basa su alcuni concetti chiave:
- Portare il lavoro agli operai
- Studiare la disposizione degli utensili sul posto di lavoro
- Usare per il trasporto dei materiali dei carrelli su binari o rulli
- Predisporre rigorosamente l’alimentazione corretta del posto di lavoro
- Studiare scientificamente i metodi e la sincronia dei tempi del ciclo di lavoro
Con l’avvio della prima guerra mondiale gli studi e le realizzazioni relative all’organizzazione del lavoro hanno avuto un elevatissimo impulso per far fronte agli aumenti di produzione richiesti soprattutto dall’industria bellica e da quelle ad essa collegate.
Il nuovo panorama organizzativo
Con il progressivo radicarsi dei concetti, a volte anche esasperati, alla base della Rivoluzione Industriale, sono emersi progressivamente, e in tempi successivi tra loro, diversi fatti nuovi:
- Una maggior distribuzione del peso produttivo in senso lato in quanto l’attività intellettuale non è più a carico dell’officina
- Una maggior regolarità della produzione e del prodotto finito:
- No iniziativa del singolo
- No invenzioni o arrangiamenti in fase produttiva
- La rilevanza dei concetti di:
- Standardizzazione
- Divisione compiti
- Specializzazione
- La nascita dell’ufficio tecnico (in senso ampio) che ha il compito di:
- Studiare preliminarmente le fasi operative e i metodi
- Standardizzare gli utensili, le operazioni e i movimenti
- Definire il cottimo con le relative tariffe
- Studiare sistemi di rilevazione dei tempi e di controllo
- L’introduzione della figura del capo intermedio per il:
- Controllo della produzione
- Controllo dei tempi
- Controllo dell’avanzamento
- Lo studio di forme organizzative aziendali per la necessità di:
- Valorizzare l’aspetto economico dei costi di produzione
- Sviluppare i trasporti e la comunicazione
- Controllo del personale
Fasi dello sviluppo dell'attività industriale
Questi anni, che sono stati testimoni di uno stravolgimento dell’attività manifatturiera e soprattutto dei suoi principi operativi, possono essere suddivisi in quattro fasi, ognuna con caratteristiche diverse in termini di oggetto, obiettivo e gestione:
- Prima fase: prodotto volumi produzione
- Seconda fase: processo costi efficienza produttiva
- Terza fase: mercato quote di efficacia finanza mercato
- Quarta fase: cliente customer qualità satisfaction
E in tre momenti critici:
- Primo sviluppo e affermazione dell’industria (progressiva riduzione delle attività artigianali)
- Produzione di massa (caratterizzato da bassa specializzazione e utilizza di manodopera femminile ed infantile)
- Sviluppo tecnologico ed elevata specializzazione (situazione moderna)
Le fasi di sviluppo dell’economia industriale, precedentemente illustrate, sono state così caratterizzate:
- Prima fase: domanda superiore all’offerta
- Mercato “pilotato” dal produttore
- Scarsa attenzione alla qualità
- Standardizzazione
- Prima regola: produrre
- Economie di scala
- Seconda fase:
- Ricerca della massima efficienza nelle singole attività
- Massimo coordinamento tra le attività produttive
- Migliorare l’efficienza aziendale
- Perfezionamento delle tecniche di controllo dei costi
- Terza fase:
- Domanda inferiore all’offerta
- Il mercato torna in mano al Cliente
- Aumenta il decentramento produttivo e la specializzazione
- Si allargano il dinamismo finanziario e societario
- Quarta fase:
- Domanda inferiore all’offerta
- Aumenta l’esigenza del Cliente
- Personalizzazione del prodotto
- Ricerca dell’eccellenza
Introduzione all’impresa
È un sistema complesso che deve trasformare gli obiettivi strategici in risultati (profitto), organizzando opportunamente le proprie risorse. È quindi un insieme di:
- Risorse umane
- Risorse tecniche
- Risorse finanziarie
Gestite nel senso più ampio del termine da una organizzazione con gradi di complessità molto diversi a seconda delle dimensioni dell’azienda. È un sistema “complesso” con lo scopo di:
- Perseguire gli obiettivi strategici prefissati
- Gestire al meglio le risorse affidate
- Utilizzando l’organizzazione
- Rispettando i limiti temporali previsti
È misurata dal grado di raggiungimento degli obiettivi: efficacia. È misurata sul miglior utilizzo delle risorse (no sprechi): efficienza. Il livello di efficienza e di efficacia attuato da un’azienda è il presupposto del successo della stessa e l’organizzazione ne è un fattore determinante.
L’impresa è l’espressione di tre logiche:
- La logica tecnico-organizzativa che è la componente oggettiva dell’impresa e che si estrinseca nel know-how aziendale (in senso lato)
- La logica del dipendente che è la componente soggettiva dell’impresa e che si estrinseca nella struttura.
- La logica tecnico-organizzativa è votata al:
- Miglioramento tecnologico
- Incremento della produttività
- Aumento dell’efficienza
- Alla riduzione costi
La logica del dipendente è tesa a:
- Aumentare il salario
- Ridurre il lavoro
- Aumentare la partecipazione decisionale
- Incrementare la motivazione
- Migliorare la carriera
Queste due logiche sono spesso in antitesi e per calmierare queste posizioni antitetiche interviene la terza logica:
- Logica del Capo che ha il compito di:
- Raggiungere gli obiettivi e il profitto
- Preservare il gruppo
- Rispettare gli interessi individuali
L’azienda e l’ambiente esterno
Analizziamo il comportamento dell’Azienda, in termini di know-how, struttura e azioni conseguenti, di fronte al binomio mercato/ambiente esterno:
- Situazione mercato know-how azioni conseguenti e ambiente esterno e struttura
- Prevedibile stabile programmazione completa
- Programmazione accentrata
- Obiettivi ben definiti
- Attività decisionale accentrata
- In cambiamento elasticità impiego personale specializzato ma ripetitivo
- Controllata unità distinte di programmazione
- Maggior controllo del lavoro tempestività delle informazioni
- In cambiamenti massima unità operative più piccole
- Elasticità massima flessibilità tecnologica
- Maggior contatti diretti attività decisionale decentrata
- Riduzione dei controlli operativi
- Prevedibile stabile programmazione completa
È fondamentale la velocità di risposta dell’azienda alle variazioni dell’ambiente esterno e la sua flessibilità di adattamento. La tempestività nella raccolta delle informazioni e la rapidità delle decisioni sono un altro elemento chiave del successo. La capacità di “vedere” il futuro e di anticipare e/o “indirizzare” i bisogni del cliente, di “indovinare” l’evoluzione tecnologica e di battere sul tempo le azioni della concorrenza sono peculiari per raggiungere posizioni di eccellenza sul mercato.
Secondo Taylor, Fayol, Mayo, l’azienda era nata come un sistema chiuso, ma col passar del tempo l’ambiente esterno ha cominciato ad esercitare la sua azione “provocatrice”. Come già detto l’azienda è composta da:
- Struttura
- Know-how
- Organizzazione
- Risorse
- Decisioni
Le strategie, gli obiettivi e di conseguenza i comportamenti sono fortemente influenzati dai seguenti vincoli:
- Clienti
- Concorrenza
- Istituti di credito
- Fornitori
- Nuovi prodotti
- Nuovi mercati
- Tecnologie
- Normative
- Politica
- Guerre
- Nuovi valori di vita (tempo libero, …)
- Ecologia
- Borsa
Che agiscono sulla vita e sul successo o meno dell’azienda in modo determinante.
Scenario in cui opera l’azienda
Secondo C. Prahalad, uno studioso di problemi aziendali, da diversi decenni lo scenario in cui “vive” ogni azienda, subisce continue trasformazioni in tempi e con velocità diverse a seconda dei paesi, trasformazioni che anch’esse,
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