Estratto del documento

I sistemi informativi

Definizione di sistema informativo

Un Sistema Informativo (SI) è un insieme di diversi componenti che consentono la produzione e la gestione dell'informazione. Un Sistema Informativo aziendale è un insieme di dati, strumenti e applicazioni, persone e processi che permettono a un'azienda di disporre delle informazioni necessarie allo svolgimento del proprio business. Negli ultimi anni, gli strumenti e applicazioni di cui si avvalgono i SI, sono sempre più riconducibili agli elementi che caratterizzano le ICT (information and communication technologies/tecnologie dell'informazione e comunicazione), ovvero questi tre elementi:

  • Hardware
  • Software
  • Reti

Dati e informazioni

I dati sono la materia prima che i SI elaborano per produrre informazioni. Da soli non hanno grande significato a meno che non subiscano un processo di elaborazione/interpretazione. Ad esempio il numero 28 è un dato, senza specifico contesto (elaborazione) non ha significato al destinatario (per esempio uno studente universitario). L'informazione invece è l'elaborazione effettiva del dato fornito. Ad esempio il dato "28", a cui viene conferito un interlocutore specifico (lo studente universitario), e un formato specifico (28/30). Il passaggio da dato ad informazione non è connesso solamente alla rielaborazione del dato, ma anche all'uso dei dati nei processi decisionali, operativi o di controllo in relazione alla loro rilevanza per un pubblico di riferimento. Pertanto, l'informazione presenta carattere di relatività, ovvero può essere informazione per un attore, dato da rielaborare per un altro attore. La conoscenza potremmo dire infatti che è l'ultimo stadio evolutivo del dato, tuttavia è difficile da definire nonostante esistano SI specifici orientati alla trasmissione della conoscenza.

Tecnologie dell'informazione

Con il termine tecnologia dell'informazione (IT, information technology), si fa riferimento a tutte quelle tecnologie che abilitano e supportano la gestione automatizzata dell'informazione, studiate nell'ambito di una specifica disciplina denominata informatica. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) sono l'insieme dei metodi e delle tecniche utilizzate nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni. L'acronimo ICT è anche rappresentativo del processo di "convergenza digitale", ovvero l'avvicinamento nell'ultimo decennio fra le tecnologie informatiche (IT) e le telecomunicazioni (TLC).

Tecnologia e strategia

I SI sono risorse per la competitività, usati per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti sia in termini di efficacia che di efficienza, assumendo valore strategico per l'azienda. In altre parole, le aziende cercano di massimizzare l'allineamento fra attività d'impresa e tecnologia informatica allineamento business/IT. Siccome un SI può influire negativamente sulle prestazioni di un'organizzazione, è necessario che a ogni implementazione di un SI, corrisponda un cambiamento organizzativo (delle risorse umane e dei processi aziendali) altrettanto significativo.

L'evoluzione delle architetture ICT

La prima fase (fine anni '50 - inizio anni '70), denominata batch, fa riferimento alle prime introduzioni nelle aziende dei sistemi di calcolo, i mainframe. La fase del real time (anni '70 - anni '80), è caratterizzata dalla possibilità di accesso ai grandi calcolatori anche da posizioni remote, grazie ai cosiddetti dumb terminal (terminals stupidi). La nascita dei personal computer (PC revolution, anni '80 - anni '90), rende possibile distribuire l'elaborazione delle informazioni all'interno delle organizzazioni. Infine, con cloud computing (oggi) si fa essenzialmente riferimento alla pervasività della rete Internet e alla possibilità offerta da quest'ultima di sviluppare architetture con nuove potenzialità in termini di connessioni intra e inter organizzative. Con il termine green computing si fa riferimento all'utilizzo delle risorse informatiche in maniera più efficiente in modo da ridurre l'impatto ambientale delle stesse.

Esempio evoluzione banca

Prima dell'avvento dei calcolatori, tutte le attività di trattamento e gestione delle informazioni (in una banca) venivano eseguite totalmente in maniera manuale. C'era una elaborazione "immediata" chiamata front office e una successiva elaborazione eseguita manualmente posticipata nel tempo, chiamata back office. I tempi richiesti impattano fortemente sul servizio alla clientela. L'avvento dei mainframe produsse un effetto notevole sulla seconda fase di attività manuali, in banca il settlement viene comunque posticipato a posteriori (e fatto in blocchi, motivo per cui in questa fase il termine batch è importante), ma con l'ausilio delle calcolatrici elettroniche vengono velocizzati i tempi.

Con l'avvento dei dumb terminal negli anni '70, ovvero monitor e tastiere che, grazie a una connessione di rete proprietaria, permettono il trattamento informatico dei dati in tempo reale (real time) direttamente dal front office. Questa (ma anche quella precedente del batch) è un'architettura centralizzata/mainframe based. L'impatto in termini organizzativi e temporali è dirompente, il back office perde di importanza e la clientela percepisce l'attuazione delle operazioni in tempo reale, ma si presenta comunque un vincolo: concentrare tutte le capacità elaborative di un'organizzazione in un unico punto. L'opportunità di superare tale vincolo si presenta a metà degli anni '80 con l'avvento dei personal computer (che sostituiscono i dumb terminal). Il beneficio è quello di un impulso alla produttività individuale di tutte le risorse umane di un'organizzazione. Questa architettura, che si chiama architettura client-server o architettura distribuita, comincia tuttavia a presentare una serie di effetti negativi in termini di costi complessivi di gestione dell'infrastruttura tecnologica, il cosiddetto Total Cost of Ownership, (TCO, sia il costo di software e hardware, che il costo di manutenzione della struttura).

Cloud computing e oltre

Dal punto di vista dell'utente finale, parlare di cloud computing significa essenzialmente parlare di una struttura dove i personal computer vengono sostituiti da macchine altrettanto "intelligenti". Secondo la definizione del NIST, il cloud computing "abilita, tramite la rete, l'accesso diffuso, agevole e on-demand a un insieme condiviso e configurabile di risorse di elaborazione che possono essere acquisite e predisposte rapidamente e con minimo sforzo di gestione o di interazione con il fornitore di servizi". Alla base del concetto di cloud vi è un modello di utility computing che vede le organizzazioni "noleggiare" risorse (capacità elaborativa, banda di rete o storage) da un fornitore esterno in base alle proprie necessità e pagando solo per l'utilizzo effettivo di queste risorse. Il cloud computing aiuta a trasformare le spese per l'infrastruttura IT da costi fissi a costi variabili.

Esistono diversi modelli di cloud computing, caratterizzati per livelli di servizi hardware e software gestiti in cloud dal fornitore:

  • IaaS (Infrastructure as a Service), il provider mette a disposizione solo le capacità di base di calcolo, storage e rete. Questo modello offre al cliente la massima flessibilità di scelta di piano ma il costo di software e aggiornamento di essi è a proprio carico;
  • PaaS (Platform as a Service), è un modello nel quale vengono situati i servizi di piattaforme online, grazie al quale un utente, di solito uno sviluppatore, può effettuare il deployment di applicazioni e servizi web che intende fornire. In questo caso, l'utilizzatore può sviluppare ed eseguire le proprie applicazioni attraverso gli strumenti forniti dal provider, il quale garantisce il corretto funzionamento dell'infrastruttura sottostante;
  • SaaS (Software as a Service), il cliente del servizio si limita ad utilizzare le applicazioni fornite mediante un'infrastruttura interamente in cloud (un esempio è Google Docs), il cliente si preoccupa solamente dell'applicazione, senza avere alcuna conoscenza o responsabilità per il funzionamento della piattaforma.

I provider di servizi cloud citati offrono un cloud pubblico, servizi che possono essere usati da chiunque e sono tariffati in base all'uso. Un cloud privato risiede internamente a un'organizzazione e può aiutarla a bilanciare domanda e fornitura di risorse di calcolo al cliente (che sta all'interno dell'organizzazione).

Le aziende private e le organizzazioni pubbliche che danno un peso importante a ricerca e sviluppo devono affrontare un bisogno sempre più crescente di performance di calcolo. Per esempio, anche se i supercomputer hanno ormai raggiunto potenze di calcolo ottime, ci sono comunque calcoli che non sono in grado di fare: il grid computing serve a questo: la combinazione di potenza di calcolo di un gran numero di computer piccoli e indipendenti collegati alla rete in un sistema coeso, allo scopo di risolvere problemi che prima si potevano affrontare solo con i supercomputer. Siccome un computer più lento può rallentare l'intero sistema, c'è però bisogno che sia un grid dedicato, formato da computer omogenei, in tal modo il costo risulta minore a quello di un supercomputer e altrettanto efficiente.

Dal cloud all'economia collaborativa

Nelle prime tre fasi dell'evoluzione delle ICT, queste hanno impattato sulle relazioni tra back-end e front-end. Oggi col cloud computing cambia che con le ICT le organizzazioni possono far partecipare virtualmente alle proprie attività i clienti finali (check in aereo da casa) e gli stakeholders. Questo aspetto è sintetizzabile con il termine crowdsourcing, ovvero la capacità di un'organizzazione di esternalizzare (outsourcing) alla "massa" degli utenti una o più attività che prima venivano svolte da dipendenti (nel caso in cui si compri un biglietto aereo online, si diventa "dipendenti" dell'azienda, si fa il lavoro che prima veniva fatto per noi, anche se per noi ha beneficio di tempo e costo). In generale la definizione è: è lo sviluppo collettivo di un progetto grazie alla conoscenza apportata da numerose persone esterne all'entità che l'ha ideato.

Esistono tre tipi di crowdsourcing:

  • Sociale (che si fa per la fama/visibilità, per le relazioni ottenibili o per il prestigio);
  • Quello svolto a pagamento;
  • Quello inconsapevole.

Il crowdsourcing può essere dunque anche retribuito, come nel caso di Amazon, che ha creato un mercato di micro attività (Mechanical Turk), dove le persone possono svolgere "compiti per l'intelligenza umana" (HIT, Human Intelligence Task) richiesti da altre aziende. Strettamente collegato al crowdsourcing, l'innovazione aperta (o open innovation) crea reti di ricerca e sviluppo per sfruttare il potenziale dell'intelligenza collettiva, un concetto basato sul presupposto che gruppi di persone con diverse informazioni riescano ad accumulare una quantità di informazioni maggiore rispetto ad un singolo esperto. La produzione paritaria è infatti la produzione di beni o servizi da parte di comunità auto-organizzate.

Poiché sempre più spesso le persone condividono contenuti, beni e servizi fisici, molti sostengono che ci stiamo avviando verso un'economia della condivisione (sharing economy). Oggi, il concetto di crowdsourcing e quello di sharing economy, hanno dato origine al concetto più esteso di economia collaborativa, un sistema economico in cui risorse e servizi sono condivisi tra individui privati, gratuitamente o a pagamento, tipicamente per mezzo di Internet. Il crowdfunding invece è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere progetti o gli sforzi di persone e organizzazioni. Ne esistono di più tipi in base al metodo di "pagamento":

  • Reward
  • Donation
  • Asset
  • Lending

Domanda e offerta nella gig economy

Domanda (richiesta da parte delle aziende) Offerta (alle crowd) Esempio
Crowdsourcing Attività basate sulla conoscenza Conoscenza
Sharing economy Prodotti o servizi Airbnb, Uber
Gig economy Attività NON basate sulla conoscenza Lavoro Deliveroo
Crowdfunding Denaro Gofundme, Kickstarter

I principali trend digitali

Attualmente la rivoluzione digitale può essere vista come l'ennesima tappa di un processo di digitalizzazione abilitato dalle ICT. Questa evoluzione ha implicato un processo di convergenza digitale attraverso il quale le informazioni e la conoscenza (rese più esplicite in forma digitale), possono essere facilmente scambiate attraverso reti di comunicazione e device appositi. La rivoluzione digitale si basa su molti trend tecnologici tra di loro interdipendenti, tra cui: social media, cloud computing, Internet delle Cose, mobile, Big Data, intelligenza artificiale e robotica.

Social media

Un trend consolidato ma sempre in sviluppo. Le aziende possono usare i social media per migliorare la relazione con i clienti o per sfruttare il concetto di crowdsourcing, e spingere le persone a partecipare all'innovazione.

Internet delle cose (IoT)

Rappresenta un'ampia varietà di oggetti (oggetti fisici, device...) dotati di chip o altre tecnologie, che attraverso la rete gli permettono di condividere autonomamente dati relativi al loro stato e/o alle condizioni dell'ambiente che li circonda. In particolare, l'applicazione di IoT alla produzione industriale si realizza utilizzando i cyber-physical system (CPS) che, attraverso sensori installati sui macchinari, fa in modo che la produzione possa "auto controllarsi". Ad un certo punto l'IoT evolverà verso l'Internet of Everything. L'evoluzione dell'IoT porterà alla definizione di un altro trend, i Big Data.

Tecnologia mobile

Negli ultimi decenni si è osservato un costante diffondersi di dispositivi mobili (smartphone e tablet in primis). La gestione dei device mobili utilizzati dai lavoratori (mobile device management) può essere fonte di preoccupazione (per motivi di sicurezza, compliance e aumento esigenze di supporto per i dispositivi) o può fornire molte opportunità alle aziende (quali collaborazione e produttività). Ci sono più modi di gestire i device dei dipendenti:

  • COBO (Corporate owned, business only);
  • COPE (Corporate owned, personally enabled);
  • BYOD (Bring your own device);
  • CYOD (Choose your own device).

Negli ultimi anni, lo sviluppo di nuove tecnologie ha consentito di far evolvere le reti cellulari, potenziando portata, velocità e i servizi connessi. In particolare è possibile individuare quattro generazioni di reti mobili:

  1. TACS, Total Access Cellular System. Anni '80: Un sistema di comunicazione di tipo analogico che consentiva solamente di veicolare il traffico di voce. Ridotta capacità di banda permette poche chiamate contemporanee dalla stessa base di utenza (stazione radio base).
  2. GSM, Global System for Mobile communication. Sistema di comunicazione digitale. Sistema basato sulla commutazione di circuito, prevede un canale riservato alla fonia, e uno al traffico di dati. Il processo di standardizzazione del sistema GSM è stato completato nel 1992, garantendo la piena compatibilità dei dispositivi mobili cellulari all'interno di una comunità di paesi aderenti grazie al concetto di roaming (un insieme di normative e di apparecchiature che permettono di mettere in comunicazione due o più reti distinte). I principali vantaggi (oltre a quello di poter integrare segnali di natura diversa in un'unica infrastruttura di rete) sono:
    • Migliore qualità di trasmissione;
    • Maggiore copertura in termini di utenze;
    • Maggiore riservatezza delle comunicazioni.
    Questa generazione di tecnologia mobile inoltre, introduce un'innovazione importante: le SIM card (Subscriber Identity Module), che garantiscono un livello di autonomia maggiore rispetto alla generazione precedente, e la completa mobilità del dispositivo. La SIM card, inizialmente concepita per usufruire del servizio vocale da parte del gestore prescelto, si è evoluta con l'inasprirsi del mercato dei gestori, e dunque con obiettivo di customer retention (fidelizzazione dei clienti). La SIM card si è prestata come piattaforma per offrire ai clienti servizi aggiuntivi, come gli SMS (Short Message Service), nati nel 1992.
  3. Tra la seconda e la terza generazione troviamo tre stadi evolutivi intermedi. HSCSD (High Speed Circuit Switched Data), implementato nel 1999, consente di estendere la velocità di trasmissione a un livello teorico di 57 kbps. GPRS (General Packet Radio Service), standardizzato, rendeva possibile la trasmissione di dati e voce tramite il metodo della commutazione di pacchetto. Questa tecnica consentì un'ottimizzazione delle capacità della rete e la...
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 1 Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi Informativi e Trend Digitali Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze matematiche e informatiche INF/01 Informatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinamaio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sistemi informativi e trend digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community