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LEZIONE 17/02

SISTEMA INFORMATIVO (SI)

Con ‘sistema’ intendiamo un insieme di componenti cui scopo è trasformare un input in output.

➢ Riferendoci dunque al ‘sistema informativo’ ci riferiamo a un insieme di componenti finalizzate a

ottenere come output la produzione e la gestione dell’informazione.

Tuttavia, ci concentreremo su un sistema informativo in particolare, ovvero quello aziendale. Quest’ultimo

consiste in un insieme di 5 componenti fondamentali, quali: dati, strumenti, applicazioni, persone e

processi. Questi elementi consentono all’azienda di produrre e gestire informazioni utili a svolgere propria

attività e prendere decisioni.

Ogni azienda/organizzazione necessita di queste informazioni, dunque ciascuna ha al suo interno uno o più

sistemi informativi che svolgono la funzione di produrle.

• Dati: elemento alla base del SI per produrre informazioni

• Strumenti/applicazioni: mezzi con cui raccolte informazioni

• Persone: per gestire SI (all’interno) + fruitori servizio informativo (coloro che ottengono risultato SI)

• Processi: regole che determinano come informazione debba essere prodotta e trattata

Da quanto tempo esistono i SI?

Il concetto di ‘sistema informativo’ non é nato con la tecnologia (sebbene questa sia una componente

fondamentale nel loro funzionamento) ma si é sviluppato molto prima, ovvero con la formazione delle

prime organizzazioni.

Esempi sistemi informativi - TRENORD

informazione prodotta da suo SI = orari treni

Dati: dati riguardanti tutti aggiornamenti su treni (guasti, cambio orari, tempi di percorrenza,…)

Strumenti/applicazioni: software che mette insieme dati e display che le mostra a passeggeri

Persone: chi vi lavora + passeggeri/utenti

Processi: regole (es) che gestiscono arrivo dei treni (quanto tempo uno dall’altro,…)

➢ Trenord è una di quelle organizzazioni che possiede più SI, ognuno dedicato ad un campo specifico,

quali ad esempio la contabilità, il transito dei treni, la logistica, etc.

ICT: COSA SONO LE TECNOLOGIE?

Tecnologia = analisi/discussione di una tecnica o abilità.

➢ Definizione moderna: Insieme delle abilità in uno specifico settore (agricole, trasporti, alimentari,..)

ICT = INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY (tecnologie dell’informazione e della comunicazione)

Con questo acronimo ci riferiamo agli strumenti e alle applicazioni che facilitano l’elaborazione, la

memorizzazione e la trasmissione di dati e informazioni. (Es. Smartphone, app, Wi-Fi..)

Possiamo classificare le ICT in 3 parti, le quali formano l’infrastruttura dei SI:

1) Hardware

2) Software

3) Reti di comunicazione

Oggigiorno è evidente come le ICT siano diventate gli strumenti e le applicazioni più utilizzate all’interno dei

SI moderni. Perché? Perché permettono di elaborare i dati in maniera più rapida, sicura ed efficace

(EFFICACIA) , ovvero in grado di produrre esiti ottimali e di maggior qualità.

Inoltre, le ICT permettono di avere una maggiore EFFICIENZA, ovvero risparmio di tempo, risorse

(umane/finanziarie) e riduzione della possibilità di commettere errori.

➔ La progettazione dei SI in un contesto aziendale deve essere accurata in quanto il fine ultimo è avere

informazioni corrette, non parziali ma integre, così da prendere decisioni ottimali.

Naturalmente, le persone che interagiscono con questi sistemi devono avere le giuste abilità per svolgere questo

tipo di attività.

DATI, INFORMAZIONE E CONOSCENZA

DATI: I dati sono elementi grezzi, che di per sé, e per chi li ottiene,

non hanno significato (es. numero, lettera, …)

INFORMAZIONE: É il risultato di una qualsiasi elaborazione di uno o più

dati (es. somma, associazione di dati, contestualizzazione di un dato,…).

Possiamo dunque dire che si ottiene l’informazione selezionando dati e

organizzandoli in un insieme coerente, dotato di significato. UTILE a chi la

riceve, ma non sufficiente.

> il SI prende i dati trasformandoli in informazioni, indirizzandole

alle aziende così che possano svolgere loro funzione.

CONOSCENZA: passaggio intermedio tra l’informazione e il prendere una

decisione (elemento mancante a computer). In questa fase vi è la

combinazione delle informazioni tra loro. Si ottiene così un’informazione

contestualizzata e utilizzabile per raggiungere obbiettivi definiti.

DECISIONE: Azioni derivanti dall’uso della conoscenza.

DIGITALE

L’aggettivo digitale deriva dall’inglese digit: ‘numerico’ = basato su numeri

➔ quando parliamo di formato digitale si parla di un formato numerico particolare, legato al linguaggio del

computer, ovvero il linguaggio binario (basato su presenza o meno di corrente elettrica).

o 0 : assenza di corrente elettrica

o 1: presenza di corrente elettrica

L’altro modo per interpretare linguaggio digitale sono i segnali analogici:

o rappresentato da valori continui, infiniti.

—> Es. tempo = rappresentato con orologi, un tempo analogico (lancette) i quali rappresentavano

continuità tempo. Oggigiorno invece è digitale, e ad ogni cambio minuti/ora cambia numero su

schermo/display.

o Sono paragonabili a un’onda è trasmettono un ampio spettro di informazioni

o Sono molto sensibili alle interferenze

➔ Dietro questo meccanismo c’é un software che elabora (es.) audio e li trasforma in 0 e 1, permettendo il

passaggio del contenuto da un dispositivo all’altro. Questo processo potrebbe comportare problemi

all’informazione in transito qualora il ricevente sia in possesso di un software meno efficiente rispetto a

quello del mittente.

Riassumendo in breve:

Oggigiorno la stragrande maggioranza dell’informazione prodotta dall’umanità (in passato largamente prodotta in

maniera analogica [es. carta-matita]) è gestiti in forma digitale. (Convergenza digitale)

Per capire il digitale, bisogna innanzitutto capire come è fatto il SISTEMA BINARIO (sistema basato su due simboli,

ovvero 0 e 1):

o Bit = più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare (uno 0 o un 1).

o Byte = meccanismo di decodifica inventato da programmatori affinché l’uomo riuscisse ad interagire con

computer in maniera più semplice. Consiste nel combinare tra loro 8 bit, associando ad ogni composizione

una lettera dell’alfabeto (es. 00000000 = A) — possibili 256 combinazioni —

[tabelle]

➢ Questo lavoro di decodifica è svolto da una tabella, la tabella ASCII (american standard code information

interchange), la quale classifica ciascun simbolo/lettera/numero con la corrispettiva combinazione di Bit.

(Tabella presente in ogni computer).

—> Questo metodo però trascura un problema: ci son diversi alfabeti/ideogrammi nel mondo (es. cinese, arabo) –

combinazioni non sufficienti a elaborare tutti simboli e lettere.

➢ In questo caso subentra la tabella Unicode, la quale utilizza 2 byte affiancati (16 bit) per ciascun carattere. In

questo modo si riescono ad ottenere 65.536 combinazioni (NB: processo svolto all’interno del sistema

operativo) — es. ciao = 8 byte ≠ tab. ASCII: 4 byte

[altre misure]

o Kilobyte (KB) = circa mille di byte

o Megabyte (MB) = circa un milione di byte

o Gigabyte (GB) = circa un miliardo di byte

o Terabyte (TB) = circa mille miliardi di byte

o Petabyte (PT) = circa un milione di miliardi di byte

o Exabyte (EB) = circa un miliardo di miliardi di byte

o Zettabyte (ZB) = circa mille miliardi di byte

o Yottabyte (YB) = circa un quadrilione di byte

Convergenza digitale

Negli ultimi anni si ha avuto la convergenza digitale, ovvero la trasformazione della realtà analogica in forma

digitale. Questo ha portato ad un’opportunità, ovvero al fatto che ogni elemento multimediale può essere

trasformato in formato digitale in modo da poter trasmettere a dispositivi di diversa natura.

EVOLUZIONI DEI SI E ICT

o fine anni 50’: già esistenti organizzazioni e sistemi informativi ma NO presente tecnologia

o Fine anno 60’: [prima fase] grandi organizzazioni hanno possibilità di introdurre in loro SI la tecnologia

= grandi mainframe, utilizzati come supporto alla produzione e per svolgere operazioni base.

o Fine anno 80’/inizio anni 90’: [seconda fase] tecnologia non più solo supporto alla produzione ma diventa

anche una risorsa business. Questo permette di apportare una riduzione di personale e dunque un risparmio

di risorse economiche.

o Da metà 2000: [terza fase utilizzo tecnologia] – tecnologia diventa anche ‘un’arma strategica’ = aziende

iniziano a competere tra loro proprio basandosi su tecnologia.

Analizzeremo evoluzione della tecnologia nei SI delle aziende seguendo due chiavi di lettura:

[Livello di management]

N.B:

o Sezioni verticali = funzioni azienda

o Sezioni orizzontali = livelli aziendali

Prendendo in considerazione le tre fasi di sviluppo della tecnologia prima presentate, possiamo fare le seguenti

osservazioni:

1) PRIMA FASE

TPS = sistemi di elaborazioni delle transizioni

Primi sistemi informativi automatizzati entrati in

organizzazioni (SI pensati x livelli bassi di piramide,

dunque per ruoli situati nell’operation level)

Es. SI classe supermercato/ SI sportelli banca

2) SECONDA FASE (anni 80’-90’)

OAS = sistemi di automazione di ufficio

SI che non aiutano più solo ‘operai’ alla base ma

anche impiegati (es. chi lavora in ufficio)

KWS = knowledge worker systems

Sono professionisti della conoscenza (es. architetti,

ingegneri,…), ovvero tutti coloro che applicano una

conoscenza specifica in loro lavoro. La tecnologia

che utilizzano è specifica per il loro lavoro, ad

esempio il cad, ovvero un software finalizzato alla

progettazione di (es.) una casa su computer.

3) TERZA FASE (METÀ 2000)

[SPIEGAZIONI DIFFERENZE TRA QUESTI TRE PRESENTE SU LIBRO MA NO IMPORTANTE X FREQUENTANTI]

DSS = decision support system = sistema di supporto decisionale

MIS = management information system = sistemi informativi per il management

ESS = executive support system = sistemi informativi a supporto dei livelli esecutivi

➔ Cos’hanno in comune? Il fatto che non servono più solo per automatizzare azioni impiegati ma servono anche

a supportare piani alti a prendere decisioni fornendogli le informazioni necessarie.

➔ Oggigiorno, tutti questi SI, nati in modi e periodi diversi, lavorano nella aziende in maniera integrata, creando

un insieme definito mediante l’acronimo ERP (Enterprise Resource Planning - sistema di pianificazione delle

risorse aziendali): esso è un sistema informativo integrato che mette insieme tutti SI dei vari livelli che sono

entrati a far parte dell’organizzazione aziendale nel corso del tempo. Permette dunque la gestione complessiva

di tutti i sottosistemi aziendali.

[esempio]

Nel 2015 McDonald (azienda basata sulla vendita in franchising, prese in considerazione di aprire un ristorante

vicino IULM. Il direttore marketing, che prende decisioni strategiche e commerciali per questa catena di

ristorazione, al fine di decidere se aprire questo nuovo punto vendita, necessita un SI che gli fornisca dati

riguardanti i punti vendita già aperti. Le informazioni di cui ha bisogno sono tantissime, ed è qui che entra in gioco

Il DSS: questo sistema supporta il direttore ‘riassumendo’ e selezionando i punti chiavi necessari a prendere la

decisione.

Alla fine, il direttore decise di non aprire il nuovo punto vendita considerando la stagionalità: sebbene fosse un

punto strategico dal punto di vista trasporti e fosse vicino a un’università, il locale non avrebbe fruttato grandi

guadagni durante il weekend e durante l’estate (periodi in cui studenti no vanno in Università).

LEZIONE 24/02

INFRASTRUTTURA DEI SISTEMI INFORMATIVI

L’infrastruttura dei SI è un’organizzazione moderna composta da Hardware, Software e Reti di comunicazione,

elementi che permettono di elaborare, archiviare e trasmettere i dati.

ELABORATORI

Quando parliamo di ICT, abbiamo a che fare con diverse tipologie di elaboratori. Essi sono macchine composti da

un insieme di hardware e software. Qui di seguito li classificheremo in base alle loro caratteristiche e alle tipologie

d’impiego (dal più al meno potente = in termini di elaborazione dati):

• Supercomputer : computer estremamente potente, solitamente utilizzato in un contesto di ricerca

scientifica/accademica. Anch’esso richiede grandi investimenti e spazio. Vengono utilizzati nel momento in

cui vi è il bisogno di elaborare un grande quantitativo di dati con modelli di analisi non noti a priori.

Cosa intendiamo con questo concetto? [es.] Per calcolare entrate e uscite estratto conto viene utilizzato un

modello di analisi conosciuto e basato su dati concreti (chiara elaborazione dei dati). Nel momento in cui

invece ci si trova davanti a situazioni quali [es.] i misteri dell’universo o lo studio dello sviluppo di malattie

come il COVID-19, dove non vi sono modelli di analisi certi e a priori, é necessario l’utilizzo di un

supercomputer, il quale é in grado di elaborare milioni e milioni di dati, utili e non, permettendo, grazie

anche all’uso di modelli statistici e matematici, di ottenere una risposta conclusiva.

• Mainframe : macchine di grandi dimensioni che richiedono investimenti importanti. Hanno un uso aziendale

dall’elevata capacità di elaborazione dei dati.

• Mini computer (o workstation): elaboratori con caratteristiche fisiche simili ai personal computer con ma

capacità di elaborazione dei dati migliore. Vengono utilizzati in contesti professionali dove, soprattutto in

termini di grafica, vi è una richiesta di elaborazione dati più efficace rispetto a quella che si può ottenere con

un personal computer.

• Microcomputer : grande famiglia di elaboratori che comprende tutti quelli ad uso personale (es. laptop o

device mobili ≈ telefono) o professionale (per attività amministrative/di segreteria).

Questi elaboratori consentono un’attività individuale (es. supporto studio), di intrattenimento (es. visione

film) e sostengono tutte le attività professionali che necessitano un’elaborazione di dati non troppo

complessa (es. segreteria o sportello banca).

• Microcontroller : elaboratori molto piccoli, i quali solitamente sono incorporati in altri oggetti (es.in

elettrodomestici). La loro funzione è gestire l’oggetto ed il suo funzionamento.

Principali operazioni svolte da un elaboratore

Qualsiasi sia l’elaboratore, per raggiungere gli obbiettivi di elaborare, archiviare e trasmettere, vi sono 5

operazioni base che ciascuno svolge. Per supportare queste 5 fasi entrano in gioco le due componenti costituenti

l’elaboratore: hardware e software.

▪ Input : questa fase consiste nell’immissione dei dati all’interno dell’elaboratore. Questi possono essere testi,

immagini, video o audio, purché siano in formato digitale ( = introdotti dati formati da 0 e 1).

I dispositivi hardware utili a questa operazione vengono chiamati “periferiche di input” (tastiera, mouse,

touchpad, scanner, microfono, webcam, fotocamera, lettori di codice a barre, RFID [radio frequency

IDentificarion – tecnologia che prevede l’uso di chip di forme e aspetti diversi su cui vengono memorizzati

dati relativi a un oggetto. Quando quest’ultimi passano sotto antenne in grado di leggere i dati contenuti nei

chip, le antenne introducono automaticamente i dati letti nel sistema informativo della macchina alla quale

sono collegate] )

▪ Elaborazione : questa fase viene supportata da diversi elementi, quali:

➢ CPU (Central Processing Unit – unità di elaborazione centrale ≈ microprocessore)

Elemento che consente agli elaboratori di elaborare i dati in 0 e 1. Difatti, esso è un chip (sottile

dispositivo solitamente di silicio) dove sono presenti una quantità di piccoli transistor, collegati tra loro

da circuiti, i quali sono in grado di elaborare impulsi 0 e 1. Più un CPU è capace di elaborare dati in lassi

temporali brevi, più è efficiente.

➢ MEMORIA RAM (Random Access Memory – memoria centrale/ primaria)

È una memoria di lavoro, finalizzata esclusivamente a supportare la fase di elaborazione. Proprio per

questo é temporanea: una volta terminata l’operazione di elaborazione dei dati la memoria si svuota.

Maggiore è la capacità della memoria ram (misurata in MB e GB), maggiore saranno le prestazioni

dell’elaboratore.

➢ MEMORIA ROM (Read Only Memory – memoria di sola lettura)

Anch’essa, come la memoria RAM, è una memoria centrale. Sebbene questa non intervenga

direttamente nella fase di elaborazione dei dati, possiamo ugualmente definirla primaria perché

contiene i programmi e le istruzioni utili all’elaboratore per svolgere le funzioni di base (es. avvio).

—> Oggigiorno anche aziende che non hanno grande disponibilità economica hanno possibilità di utilizzare

elaboratori con elevate capacità di elaborazione dei dati (determinata da CPU e RAM).

Come? Uno dei modi più usati oggigiorno è il cloud computing = accesso risorse informatiche ‘on demand’

(= quando si ha la necessità — a pagamento).

▪ Output : fase in cui vengono rilasciate dall’elaboratore le informazioni elaborate nelle operazioni precedenti.

Qui, le componenti hardware che entrano in gioco vengono definite ‘periferiche di output’ e comprendono

tutte quelle componenti che fungono da ausilio al rilascio dati. Tra queste troviamo stampanti, monitor,

casse acustiche, nonché lo schermo (quest’ultimo nasce come periferica di output ma oggigiorno, nella

versione touch, funge anche da periferica di input).

▪ Memorizzazione : Qui avviene il salvataggio definitivo di dati/informazioni in vari formati. in questa fase

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Anthea_Vittorelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sistemi informativi e trend digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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