Umberto Zoppis
Sistemi di gestione
per la qualità
Prof.ssa: Vera Lavelli
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Umberto Zoppis
SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA
ESAME:
Domande brevi (definizioni) 4-5 conoscenza
1 domanda estesa professionalità, domanda di ragionamento
QUALITA
Qual è il significato di qualità?
La qualità è nata dalla ISO international standard organization, rielabora delle norme per
esigenze commerciali ovvero per favorire i rapporti commerciali. L’esigenza di standardizzazione
ha riguardato anche i vocaboli.
“La qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti.” “Grado in
cui un insieme di caratteristiche intrinseche di un oggetto (bene o servizio) soddisfa i requisiti di un
soggetto.”
La qualità dipende dal soggetto e dall’oggetto e quindi dalla relazione tra i due.
UNI EN ISO 9000: UNI è l’ente italiano di normazione, mentre EN è l’ente di normazione europeo,
ISO elabora le norme a livello internazionale. Se sono presenti tutte e tre le sigle significa che le
norme sono state adottate da tutti e tre gli enti. Sono norme in quanto volontari e per questo non
sono leggi. Le aziende dunque non sono obbligate a seguire queste norme, ma hanno molti vantaggi
a seguirle in quanto facilitano lo scambio e la comunicazione commerciale.
PRIMO CONCETTO
La parola qualità è sempre relativa e non è sinonimo di eccellenza, anche se in italiano queste due
parole vengono usate come due sinonimi. La qualità deve essere sempre relazionata al soggetto.
Un’azienda non deve soddisfare un modello di qualità assoluto ma deve soddisfare la qualità di un
soggetto (il consumatore è uno dei soggetti da soddisfare). Il soggetto non è unico, ma è una
pluralità di parti interessate, in queste parti sono sempre comprese:
Chi utilizza il bene
Chi paga per il bene
L’autorità pubblica di controllo
Chi produce il bene
La società civile
Le future generazioni
SECONDO CONCETTO
La qualità ha due livelli di definizione: per i consumatori/clienti la qualità è espressa in termini di
requisiti (la dolcezza di un prodotto). Per il tecnico la qualità è espressa in termini di caratteristiche
intrinseche o standard di prodotto (la dolcezza deve essere descritta come la concentrazione di
zucchero). Il tecnico deve soddisfare la qualità con parametri oggettivi i requisiti soggettivi del
cliente, ovvero tradurre i requisiti. 2
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Definizione di qualità? [domanda d’esame]
La risposta è molto complessa, ma grazie alla norma UNI EN ISO 9000:2000 è stata data una
definizione di qualità: è il “Grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i
requisiti” e definisce il requisito come “esigenza o aspettativa dell’utilizzatore (chiamato anche
cliente) che può essere espressa o implicita”. Queste 2 definizioni richiedono delle precisazioni.
La definizione di qualità può così essere riscritta: le caratteristiche intrinseche di un oggetto (bene
o servizio) gli consentono di svolgere funzioni o prestazioni che soddisfano ciò che è richiesto da un
soggetto e la misura in cui tali bisogni e aspettative vengono soddisfatti è, per definizione, il livello
di qualità del prodotto o servizio. La distinzione tra caratteristiche e prestazioni è molto importante.
Le caratteristiche sono dati oggettivi, cioè attribuibili all’oggetto, e quindi non cambiano
cambiando l’osservatore (es. forma, peso, dimensione, struttura e composizione). Le prestazioni
sono invece dei dati soggettivi, cioè che dipendono dal soggetto e dalla situazione (es. dati
sensoriali, nutrizionali, estetici).
La qualità è sempre relativa:
La norma sostiene che il prodotto deve soddisfare un soggetto, che non comprende solo l’acquirente
diretto. Per esempio, nel caso della ristorazione classica bisogna soddisfare chi mangia in mensa,
ma anche l’azienda che fornisce il servizio per avere un guadagno economico e raggiungere
eventualmente obiettivi etici, e chi effettua i controlli. Il soggetto non è quindi unico, ma è una
pluralità di parti interessate, comprendenti chi usa il bene, chi paga il bene (che non sempre
coincide con chi lo usa), l’Autorità pubblica di controllo, chi produce il bene e, con una visione più
allargata, la società civile e le future generazioni. La qualità cioè, non si riferisce in assoluto, ma in
relazione allo scopo che si persegue. Il primo concetto dunque, è che la qualità è sempre relativa e
per questo non è sinonimo di eccellenza come spesso si afferma (“eccellenza” = qualità di chi o di
ciò che è eccellente).
La qualità ha due livelli di definizione: uno per il consumatore e uno per il tecnico:
La loro distinzione divide il mondo dei tecnici da quello dei consumatori. Nel linguaggio dei tecnici
si parla di caratteristiche, riferendosi ad una qualità oggettiva, mentre rivolgersi ai consumatori
parlando di caratteristiche può essere problematico (es. “un vino contiene 140 mg/litro di sostanze
fenoliche”, qual è la percezione del cliente?), poiché essi si esprimono in termini di prestazioni,
riferendosi ad un qualità soggettiva. In altri termini, la qualità è soggettiva quando dipende dal
soggetto e dalla situazione e si esprime in termini di prestazioni (es. desidero un prodotto dolce),
mentre la qualità oggettiva è quella usata dal tecnico, che traduce la richiesta in dati misurabili
oggettivi (es. determinare la concentrazione di saccarosio che si deve aggiungere al prodotto).
REQUISITI
La norma definisce il requisito come “esigenza o aspettativa che può essere espressa o implicita”.
Con “esigenza” si intende ciò che fa bene al soggetto e con “aspettativa” quello che il soggetto
desidera. Le esigenze/aspettative espresse sono quelle comunicabili(es. proprietà sensoriali,
richiesta di un prodotto a basso prezzo, genuino, a lunga conservazione, facile da usare, di cui si
conosce l’origine o l’impatto ambientale), mentre quelle implicite sono quelle in genere non
direttamente percepibili dal consumatore, che sono date per scontato, e corrispondono a sicurezza e
legittimità. Si chiamano cogenti i requisiti definiti per legge. 3
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I requisiti fondamentali della qualità degli alimenti sono organizzati in un modello analitico della
qualità alimentare, che che è suddiviso in 4 livelli: requisiti di prodotto “in sé”, requisiti di servizio
del binomio prodotto-confezione, requisiti di garanzia e requisiti del sistema prodotto mercato (vedi
schema sotto).
1. Al primo livello si trovano le caratteristiche di genuinità e qualità biologica, che rientrano
nei requisiti del prodotto in “sé”.
La genuinità di un alimento di riferisce ai requisiti di sicurezza e ai requisiti merceologici:
l’individuabilità del prodotto:
➢ Requisiti di sicurezza: in generale, la sicurezza è l’assenza o limiti massimi
tollerabili di fattori di rischio e la non conformità ai requisiti di sicurezza costituisce
un reato e un rischio per la salute del consumatore;
➢ Requisiti merceologici: riguardano gli elementi che contribuiscono alla definizione
del prodotto e il cliente chiede che siano rispettati affinché il prodotto corrisponda
alla classe merceologica riportata in etichetta. Tali elementi possono comprendere la
definizione delle materie prime, della ricetta, di alcune fasi caratterizzanti del
processo e le caratteristiche del prodotto. I requisiti merceologici sono definiti da
leggi e norme e la non conformità a tali requisiti costituisce una frode e quindi un
reato;
L’insieme dei requisiti nutrizionali e sensoriali si chiama qualità biologica. Tali requisiti
rappresentano l’obbiettivo essenziale dell’alimentazione, che è, allo stesso tempo, quello di nutrire e
quello di piacere:
➢ Requisiti nutrizionali: sono molto importanti poiché il cibo serve a soddisfare le
esigenze nutrizionali;
➢ Requisiti sensoriali: sono lo strumento più diretto di giudizio del consumatore sulla
qualità del prodotto tra prodotto e consumatore.
2. Al secondo livello si trovano i requisiti di servizio del binomio prodotto-confezione, ossia i
requisiti estetici e di funzionalità della confezione, che costituiscono l’oggetto della
commercializzazione. Essi si suddividono in comodità della confezione/del prodotto,
comunicazione (in etichetta) e presentazione della confezione:
➢ Comodità/convenience: se riferiti alla confezione comprendono: facilità di apertura
e chiusura, di trasporto e di conservazione del prodotto; se riferiti al prodotto, in
questa classe rientrano i prodotti di convenience;
➢ Comunicazione: sono le informazioni in genere riportate in etichetta per l’uso e per
la conservazione del prodotto;
➢ Presentazione: è l’estetica della confezione e del prodotto.
3. Al terzo livello si trovano i requisiti di garanzia, che sono la rintracciabilità di filiera e la
certificazione di prodotto. Con essi il problema della qualità si allarga dal prodotto al
sistema produttivo. È stato chiarito da studi di sociologia e psicologia che la fiducia del
consumatore non è basata su un rapporto tra il consumatore e il prodotto, bensì tra il
consumatore e il suo interlocutore, che rappresenta il sistema produttivo (es. negoziante,
agricoltore). La mancanza di fiducia che si crea per esempio di fronte alla diffusione di 4
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notizie di un rischio o di una frode è dovuta alla mancanza di comunicazione tra sistema
produttivo e consumatore e alla scarsa trasparenza del sistema produttivo. Per questo, negli
ultimi anni si è sempre più fatto ricorso a sistemi di tracciabilità e di certificazione della
filiera come a strumenti di rassicurazione del cliente (saranno argomento chiave del corso);
4. Al quarto livello si trovano i requisiti del sistema prodotto-mercato. La preferenza del
consumatore non dipende soltanto da ciò che è il prodotto o dal “chi”, dal “come” e dal
“dove” è stato prodotto, ma ci sono altri elementi attribuibili al sistema commerciale aventi
un ruolo determinante. Essi comprendono il rapporto tra prezzo e qualità, la disponibilità del
bene al momento giusto, nel posto giusto e nella quantità desiderata. Questi elementi
influenzano la scelta del cliente in maniera differente a seconda delle sue specifiche esigenze
e alle diverse occasioni di consumo (un conto è fornire un prodotto per consumatori
famigliari e un altro è offrirlo per la ristorazione). Valutano consumatore, destinazione e
occasione di consumo, la disponibilità nel tempo e nel luogo (logistica) e il prezzo;
5. Esiste anche la qualità etica, che è un requisito trasversale poiché riguarda il prodotto in sé,
il consumatore e il mercato e comprende requisiti colturali, religiosi, ambientali e del
contesto produttivo sostenibilità.
TERZO REQUISITO
La qualità è un “grado”…: la qualità di un prodotto o servizio è riconducibile a un indice
misurabile. La qualità per la norma ISO deve essere misurata (quantità di qualità). Come si fa a
misurare la qualità? attraverso le qualità intrinseche del prodotto reale rispetto alla qualità del
prodotto ideale.
Il prodotto è soddisfacente se:
Il prodotto corrisponde alle specifiche
Il prodotto corrisponde alle esigenze del consumatore
La qualità secondo la norma ISO 9000:
1) La qualità di un prodotto e di un servizio non si definisce in termini assoluti ma in relazione
ai soggetti che rappresentano le parti interessate
2) La qualità ha due livelli di definizione
a. Prestazioni: sono dati soggettivi, cioè dipendono dall’interazione con il soggetto
b. Caratteristiche: sono dati oggettivi, cioè propri dell’oggetto
3) Manca martedì
COME VIENE GARANTITA LA QUALITA?
Il cliente puo essere il consumatore finale (utilizza il bene per se stesso) oppure l’operatore
commerciale (utilizza il bene per rimetterlo sul mercato) pero la richiesta di garanzia è diversa dalle
due tipologie di cliente. L’operatore commerciale richiede una garanzia di qualità piu alta, in quanto
una società ha una responsabilità civile e penale (ragiona in negativo, paura di essere denunciato e
danni economici e di immagine). Nel caso in cui ci fosse una pasta contaminata da una farina
difettosa, il primo responsabile che ne risponde è l’ultimo operatore commerciale quindi l’industria
della pasta a sua volta l’industria puo rifarsi sul mulino, se riesce.
La qualità viene garantita nel seguente modo: 5
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1) Verifica del prodotto attraverso una verifica sull’output responsabile di laboratorio
2) Dopo gli anni ’80 si è adottato un sistema di controllo della qualità HACCP quality control
attraverso verifiche sul processo produttivo il responsabile ora non è solo il responsabile
di laboratorio ma anche il responsabile di produzione. Questo metodo ha lo scopo di limitare
i danni.
3) Sistemi di gestione per la qualità attraverso verifiche sul processo produttivo e sui processi
di supporto processi di supporto sono i processi laterali che pero hanno un impatto sulla
qualita e sul prodotto. rappresentante della direzione
4) Sistemi integrali di gestione: verifiche sul processo produttivo e sui processi di supporto
rappresentante della direzione. Per integrato si intende il personale, gli animali da
produzione o l’ambiente
La richiesta di garanzia riguarda:
Il prodotto
Il sistema produttivo: processo produttivo e processi di supporto
il cliente commerciale del prodotto non si limita solo a fissare i termini di un contratto di
acquisto in base alle quantità, al prezzo, ai tempi di consegna e alle caratteristiche del
prodotto.
Il cliente commerciale pretende di conoscere e approvare il sistema produttivo del fornitore
per essere sicuro che la qualità del prodotto acquistato non sia soggetto a variazioni e
incertezze, ma sia garantita da un processo ben controllato
Come si possono avere garanzie sul prodotto e sul sistema produttivo? Attraverso due schemi che
possono essere usati entrambi
Verifica di 1 parte: consiste nell’azienda fornitrice
Verifica di 2 parte: consiste nel cliente, la verifica avviene per ispezione nell’azienda
fornitrice. Il cliente fa delle verifiche dirette al fornitore. I vantaggi sono: maggiore qualità.
Gli svantaggi sono: maggiori costi per questo vengono effettuate solamente da grandi
aziende. Gli svantaggi del fornitore sono: un’ispezione non è piacevole, si ha una perdita di
tempo e quindi di maggiori costi soprattutto quando si hanno piu clienti. In alternativa si è
sviluppata la:
Certificazione di 3 parte: ci sono tre soggetti: fornitore, cliente e organismo di certificazione.
Quest’ultimo fa delle ispezioni al fornitore rilasciando un certificato, con esso il fornitore da
garanzia al cliente. Il fornitore paga l’organismo di certificazione in quanto è lui che riceve
il certificato.
Questo sistema è basato su:
Standardizzazione dei metodi di gestione della qualità: qui si colloca il ruolo di enti
o di normazione volontaria UNI, EN, ISO) che hanno emesso le norme della serie UNI
EN ISO 9000.
Certificazione di conformità dei sistemi di gestione aziendale: qui di colloca il ruolo
o degli organismi di certificazione, che verificano la conformità dei sistemi di gestione
aziendale alla norma, operando secondo norme standardizzate. Ovviamente non
possono effettuare consulenze o avere altri legami, devono essere indipendenti, ma
chi verifica ciò?
Accreditamento degli organismi di certificazione: qui si colloca il ruolo degli enti di
o ACCREDITAMENTO che accreditano gli organismi di certificazione, operando 6
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secondo norme standardizzate. In Italia ACCREDIA, essa è diretta da associazioni
che rappresentano tutte le parti.
Azienda agroalimentare: prendendo in considerazione un termometro, ovvero un sistema di
controllo critico, l’azienda decide di spedisce il termometro al centro si taratura (SIT) esso è
accreditato in quanto è riconosciuto da altri centri in quanto è presente un mutuo riconoscimento.
Talvolta l’azienda ha da certificare una specifica di prodotto (certificare che la salmonella è
assente), l’azienda ha tre possibilità. Essa potrebbe fare un’analisi interna oppure affidare l’analisi
ad un laboratorio esterno accreditato da Accredia o Sinal oppure affidare l’analisi ad un laboratorio
non accreditato. L’azienda a quale delle tre opzioni sceglie? In base a quello che vuole il cliente e in
base a quello che si analizza si sceglie, ovviamente un laboratorio accreditato è più costoso ma è il
metodo più preciso, un cliente molto esigente richiede questo metodo. Un cliente meno esigente
invece può richiedere che l’analisi si esegua internamente al laboratorio del fornitore oppure da un
laboratorio non accreditato.
Per determinati prodotti come per i prodotti biologici, DOP, STG, la garanzia non è fatta su una
specifica o solo sul prodotto ma sull’interno processo di produzione. Inoltre, il controllore deve
essere una terza parte indipendente. In questo caso l’organismo di certificazione deve essere
certificato da Sincert [vedere schema da azienda (prodotto)]. Dietro a questi prodotti c’è un
regolamento europeo, se l’az
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