Controllo dei Processi Industriali - LS
Sistemi di controllo industriale:
Sequential Functional Chart
Ing. Luca Gentili
DEIS - Università di Bologna
Tel. 051-2093875
E-mail: lgentili@deis.unibo.it
http://www.lar.deis.unibo.it/people/lgentili
Revisionato il 18/10/2004
Revisionato il 18/10/2004
Sommario
Sequential Functional Chart
Storia del linguaggio
Struttura del linguaggio
Elementi di base:
Stato
Î Azioni
Î Transizioni
Î Condizioni
Î
Strutture di programmazione “classiche”
Parallelismo
Î Sincronizzazione
Î Semafori
Î
Esempi
Ing. Luca Gentili – Controllo dei Processi Industriali SFC 2
SFC: elementi di base
GRAFCET
Linguaggio di programmazione innovativo ed efficace per la
scrittura di algoritmi per il controllo logico/sequenziale.
Nel 1975 in Francia fu istituita una commissione per
formalizzare un mezzo di descrizione per i sistemi complessi di
automazione industriale
Sistemi ad eventi discreti
Î Spazio di stato discreto
z Evoluzione dipendente dal verificarsi di condizioni particolari (eventi)
z
Tecniche in voga allora
Equazioni descrittive per automi a stati finiti
Î Rappresentazioni circuitali
Î Grafi di evoluzione dello stato
Î Descrizioni testuali
Î Sistemi di varia natura
Î
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SFC: elementi di base
GRAFCET
Allora le descrizioni dei sistemi erano
Voluminose
Î Ambigue
Î Imprecise
Î Incomplete
Î Difficile descrizione delle azioni concorrenti
Î
Risultato delle commissione fu GRAFCET
Adottato dal Comitato Elettronico Internazionale nel 1988
(standard internazionale 848)
Incluso con il nome di SFC tra i linguaggi dello standard
IEEE61131-3
GRAFCET costituiva una semplificazione delle reti di Petri,
strumento grafico più generale per la rappresentazione e
l’analisi di sistemi ad eventi discreti
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SFC: elementi di base
Sequential Functional Chart
Semplice esempio: timbratrice automatica
1 nessun comando
attesa pezzo
pezzo presente
esecuzione 2 pistone avanti
timbratura
timbratura o.k. pistone indietro
evacuazione 3 evacuazione pezzo
pezzo
timbro su
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SFC: elementi di base
Sequential Functional Chart
SFC fornisce una potente tecnica grafica per descrivere il
comportamento logico/sequenziale di un programma di
controllo
Programmare un sistema di automazione industriale coincide con il
Î descriverne il comportamento desiderato
Aiuta nello scrivere le specifiche desiderate del sistema
Î Si evitano ambiguità
z Vengono evidenziate le specifiche non chiaramente definite
z
Formalismo gerarchicamente superiore agli altri linguaggi
Progettazione di controllo sequenziale
Î Gli altri linguaggi, a discrezione del progettista, servono per
Î implementare il controllo
Descrizione e progettazione del ciclo operativo di macchine ed
impianti
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SFC: elementi di base
Sequential Functional Chart
Assimilabile ad un diagramma degli stati
Indipendente dalla tecnologia utilizzata per l’implementazione
Formalismo astratto
Î
Ottimo per un approccio alla progettazione di tipo top/down
Semplifica la rappresentazione stimolando la scomposizione in
Î sottoproblemi
In ogni situazione operativa solo un sottoinsieme delle informazioni è
Î indispensabile per il controllo
Utile in fase di debugging
Se il sistema si blocca in uno stato si possono immediatamente isolare i
Î possibili malfunzionamenti
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SFC: elementi di base
Elementi base
STATO (fase, tappa, passo, step)
L’evoluzione temporale del funzionamento di un impianto complesso è
Î descrivibile mediante una successione di situazioni operative più
semplici (fasi)
Condizione invariante del sistema, modificabile solo dall’occorrenza di
Î un determinato evento: tale evento genera una transizione che porta il
sistema in una nuova fase
Condizione operativa alla quale è associato un ben preciso algoritmo di
Î controllo (azioni)
In un determinato istante una fase può essere
Î Attiva
z Inattiva
z
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SFC: elementi di base
Elementi base
Transizione
Possibilità di evoluzione da uno Stato ad un altro
Î Non tutti gli stati ammettono una transizione tra di loro
z
Ad ogni transizione deve essere associata una condizione che deve
Î essere verificata affinché la transizione avvenga
Condizioni (di transizione)
Eventi che determinano il passaggio da uno stato all’altro
Î Espresse tramite funzioni booleane
Î
Archi orientati
Collegano tra loro le varie fasi stabilendone la sequenza
Î Interrotti dalle barrette delle transizioni
Î Solitamente le sequenze sono verso il basso (frecce consigliate per
Î aumentare la leggibilità del grafo)
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SFC: elementi di base
Elementi base
Due fasi non possono essere connesse direttamente: vi deve
essere una transizione tra di loro
Due transizioni non possono essere connesse direttamente: vi
deve essere una fase tra di loro identificatore univoco
stato iniziale n azioni
transizione condizione
stato azioni
m
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SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
pistone pneumatico
testata di timbratura
oggetto da timbrare
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SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
attesa pezzo nessuna azione
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SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
pezzo presente 2
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SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
esecuzione 2 pistone avanti
timbratura
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SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
2
timbratura o.k. 3
Ing. Luca Gentili – Controllo dei Processi Industriali SFC 15
SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
2 pistone indietro
evacuazione 3 evacuazione pezzo
pezzo
Ing. Luca Gentili – Controllo dei Processi Industriali SFC 16
SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1
2
3
timbro su
Ing. Luca Gentili – Controllo dei Processi Industriali SFC 17
SFC: elementi di base
Elementi base: un semplice esempio
Esempio - timbratrice automatica
tre stati
Î 1 nessun comando
attesa pezzo
pezzo presente
esecuzione 2 pistone avanti
timbratura
timbratura o.k. pistone indietro
evacuazione 3 evacuazione pezzo
pezzo
timbro su
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SFC: regole di evoluzione
Regole di evoluzione
Inizializzazione
Occorre definire gli stati attivi all’avviamento (stati iniziali)
Î Stati iniziali possono essere più di uno
Î Due quadretti uno dentro l’altro
z Possono non essere i primi stati di uno schema
z
Abilitazione delle transizioni
Una transizione è detta abilitata se tutte le fasi a monte di essa sono
Î attive
Una transizione non abilitata non viene testata
z
Una transizione diventa attiva (superabile) se è abilitata e la condizione
Î ad essa associata risulta essere vera
La transizione attiva determina il cambio di stato
Î Il controllo relativo agli stati precedenti viene interrotto e viene
z attivato quello relativo agli stati successivi
Ing. Luca Gentili – Controllo dei Proce
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