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Sistema urinario

Appunti di anatomia umana sul sistema urinario basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Gagliano dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea in biotecnologie mediche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia umana docente Prof. N. Gagliano

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Guardando il rene da una

proiezione anteromediale, si

vede la faccia mediale e

compare anche una porzione

nuova un po’ dilatata, detta

BACINETTO RENALE, che si

forma per confluenza di

strutture più piccole, detti

CALICI RENALI, e poi si vede

l’uretere che proseguirà fino ad

arrivare alla vescica. Se rimuovo

un pezzetto del parenchima

superficiale posso vedere cosa

si trova all’interno dell’ilo

dell’organo. Qui si collocano le

parti prossimali delle vie urinali,

quindi calici minori che

confluiscono nei calici maggiori,

che a loro volta confluiscono nel bacinetto renale e da qua origina l’uretere. Se poi vado più in

profondità con un piano frontale vedo sempre questo organo parenchimatoso, il suo ilo, dove si

vede anche che questi organi delle vie urinarie sono organi cavi, si vede anche che nell’ilo si porta

anche parte del grasso perirenale e si vede anche che l’organo è costituito da due porzioni diverse

con una diversa colorazione, perché avremo una porzione superficiale che è diversa da quella più

profonda, ovvero la midollare. Quindi anche a occhio nudo si vede che il rene ha una CORTICALE e

una MIDOLLARE. La porzione superficiale (corticale) è rosa e si vedono porzioni dello stesso colore

che vanno in profondità e si estendono nella midollare, queste porzioni che vanno in profondità e

si estendono nella midollare sono dette COLONNE MIDOLLARI. La midollare è caratterizzata da

porzioni di parenchima di forma e sezione triangolare con l’apice rivolto verso il basso, verso l’ilo

del rene e queste porzioni triangolari si chiamano PIRAMIDI RENALI. Quindi il rene è un organo

parenchimatoso, ha una corticale e una midollare e nella midollare ci sono le piramidi renali, ma ci

sono anche delle porzioni che sono le COLONNE RENALI che hanno la stessa struttura della corticale.

Le colonne renali sono porzioni di parenchima della corticale che si approfondano fino nella

midollare disponendosi fra le piramidi renali. In un rene ci sono circa 8-10 piramidi renali. Il rene ha

una propria capsula di rivestimento, che è una capsula connettivale.

Conformazione interna:

- Corticale

- Midollare con le piramidi renali

- Colonne renali che separano le piramidi renali

L’apice delle piramidi renali entra in rapporto con delle strutture cave che sono i CALICI MINORI. Il

calice minore va ad appoggiarsi, ad inserirsi sull’apice della piramide che si chiama PAPILLA RENALE,

dove sono presenti dei forellini che fanno gocciolare l’urina prodotta dal rene all’interno delle vie

urinarie. Quindi l’urina verrà raccolta dai calici minori, poi passa nei calici maggiori, che fluiscono

nella pelvi del bacinetto renale e poi l’urina se ne va all’interno dell’uretere.

In questa figura si vedono dei tratteggi

rossi e blu che rappresentano i vasi

sanguigni. I vasi sanguigni sono

colocalizzati, ovvero le arterie e le vene

hanno lo stesso percorso e stesso nome.

I rami arteriosi provengono dall’arteria

renale, mentre le vene poi confluiranno

via via in vene più grandi e andranno a

confluire nelle due vene renali.

Dall’arteria renale si formano rami che si

ramificano ulteriormente fino ad

arrivare a dei rami molto piccoli, che

sono collocati nella corticale del rene.

Questa ramificazione arteriosa è

fondamentale per la conformazione del

rene, perché determina la struttura del

rene. Quindi la struttura del rene è data

da questi rami arteriosi che scorrono nel

parenchima di questo organo.

Il parenchima del rene contiene circa un

milione di unità funzionali, che sono i

NEFRONI. Prendo un pezzetto di parenchima

che contiene midollare e corticale e si possono

osservare i nefroni, che sono le unità

strutturali del rene, e sono costituiti dalla

porzione iniziale dilatata a calice, che accoglie

un gomitolo di capillari, e questa porzione

inziale si chiama CORPUSCOLO RENALE, ed è

qui che avviene l’ultrafiltrazione del sangue. Da

questa ultrafiltrazione di sangue si produce un

volume di liquido che è l’urina, che non è

ancora l’urina definitiva, ma questo liquido

percorrerà il TUBULO RENALE, che può essere

scomposto in segmenti diversi, all’interno di

questi segmenti avvengono diversi processi, 

quello più rilevante è il riassorbimento dell’acqua in modo che alla fine del suo percorso, questo

ultrafiltrato, raggiunga un volume tale per cui nell’arco della giornata noi produciamo circa 1 litro e

mezzo di urina. Quindi i nefroni sono composti da corpuscolo renale e tubulo renale. Questo tubulo

renale convoglia il contenuto nei DOTTI COLLETTORI, che si estendono fino a raggiungere l’apice

della piramide, la papilla, dove ci sono dei forellini mediante i quali l’urina passa nelle vie urinarie. I

nefroni sono in stretto rapporto con i vasi sanguigni. Perché i vasi sanguigni a un certo punto si

ramificano generando una rete di capillari detta GLOMERULO RENALE, che è contenuto nella

porzione iniziale del nefrone.

Ci sono nefroni più lunghi e nefroni più corti. Perché alcuni si estendono solo in prossimità della

corticale, mentre altri scendono molto in profondità nella midollare. Questi nefroni hanno diversa

capacità di concentrare l’ultrafiltrato per produrre l’urina definitiva. I nefroni più corti si chiamano

NEFRONI CORTICALI; quelli più lunghi si chiamano NEFRONI IUXTA-MIDOLLARI.

In ogni caso, indipendentemente dalla tipologia di nefrone, la porzione iniziale dilatata,

corpuscolo renale che contiene il glomerulo, si trova sempre e solo nella corticale. Nella midollare

si trovano solo i tratti dei tubuli renali e i dotti collettori.

Per arrivare a formare il glomerulo renale, bisogna partire dall’arteria renale, che arriva al rene e si

ramifica in circa 5 ARTERIE SEGMENTALI, ognuna raggiunge la midollare e penetra nella midollare

del rene e qui inizia il suo percorso. Quindi l’arteria segmentale arriva, entra nel parenchima e sale

nella midollare circondando i lati della piramide renale, e in questo percorso prende il nome di

ARTERIA LOBARE O INTERLOBARE. Questa poi si piega ad arco e diventa ARTERIA ARCUATA O

ARCIFORME. Da questa arteria arcuata partono arterie più piccole, che salgono nella corticale e si

chiamano ARTERIE INTERLOBULARI. Le arterie inter-lobulari, nella corticale, danno origine a delle

piccole arterie, dette arteriole, che sono coinvolte nella formazione del gomitolo di capillari, ovvero

del glomerulo renale. Quindi dall’arteria inter-lobulare si origina una arteriola afferente, che forma

il gomitolo di capillari, da cui origina un’altra arteriola, detta arteriola efferente, che poi formerà il

letto capillare; da questo letto capillare, che circonda i vari segmenti del tubulo renale, si

formeranno delle vene che hanno lo stesso percorso delle arterie e lo stesso nome: quindi avremo

delle VENE INTERLOBULARI, che continuano nelle VENE ARCUATE, che poi scendono come VENE

INTERLOBARI che andranno poi a finire nella VENA RENALE. Fino ad adesso non abbiamo ancora

parlato delle arterie nella midollare, ma sono nella corticale abbiamo solo fatto salire le arterie

dall’arteria arcuata alla corticale, ma non abbiamo ancora mandato arterie nella midollare, perché

l’arteria interlobare sale diventa arcuata e andiamo in corticale. Come vascolarizziamo quindi la

midollare? La midollare viene vascolarizzata da arterie rettilinee che scendono e che originano dalle

arterie arcuate e si chiamano ARTERIE RETTE. Questo sistema che si va a

formare è fondamentale (vedi

schema immagine sopra dalle

arterie si passa attraverso il

glomerulo e il reticolo

peritubulare (letto capillare) si

passa nella circolazione venosa).

Primo perché a livello del

glomerulo, per una differenza di

pressione tra arteriola afferente

ed efferente, si ha la spinta

necessaria perché si formi

l’ultrafiltrato. Secondo perché il

letto capillare, in stretta

associazione con i componenti

del tubulo renale, serve per

mantenere o eliminare alcuni

componenti che dal tubulo

renale fuoriescono e vengono

riassorbiti nei vasi sanguigni

oppure no. Quindi c’è una

comunicazione perché i

materiali che fuoriescono dal tubulo renale possono rientrare nei vasi e viceversa. Quindi il letto

capillare andrà a circondare tutto il tubulo renale, sia la parte midollare a U che quella corticale più

arrotolata.

La ramificazione delle arterie all’interno del rene è importante perché va a formare i vari glomeruli

contenuti nel corpuscolo renale, e i corpuscoli renali si trovano solo nella corticale.

TUBULO RENALE

Osservando le immagini sopra si vedono la corticale e la midollare, si vedono i due nefroni: il nefrone

più corto è prevalentemente localizzato nella corticale, mentre il più lungo scende in profondità

nella midollare. In entrambi i casi la porzione iniziale del corpuscolo renale si trova sempre e solo

nella corticale, mentre il tubulo renale è costituito da vari tratti: avremo un primo tratto molto

arrotolato, convoluto, che si chiama TUBULO CONTORTO PROSSIMALE, poi abbiamo una porzione

rettilinea che scende e forma una U, che si chiama ANSA DI HENLE, che risale nuovamente, e forma

nuovamente una forma convoluta, che è il TUBULO CONTORTO DISTALE.

La porzione rettilinea che scende e forma l’Ansa di Henle è nella midollare, il corpuscolo renale si

trova solo nella corticale. I tratti convoluti del tubulo renale sono anch’essi nella corticale, quindi

sono sempre vicini al corpuscolo renale. Nella midollare troverò anche i dotti collettori.

Nel rene si identificano dei LOBI RENALI, che sono porzioni di parenchima renale che comprendono

corticale e midollare. I lobi renali sono delimitati dalle due arterie inter-lobari, che salgono ai lati

delle piramidi renali.

Quando l’arteria inter-lobare arriva alla base della piramide (rivolta verso l’alto), forma l’arteria

arcuata, la quale sale nella corticale e forma l’arteria inter-lobulare. Il LOBULO RENALE è una

porzione di parenchima di sola corticale, ed è delimitata ai lati da un’arteria inter-lobulare, dalla

quale originano le varie arteriole afferenti che formano il glomerulo. Tutte le parti convolute

saranno i tubuli contorti prossimali e distali. Quindi il lobulo renale è

delimitato da due

arterie inter-lobulari e

contengono i corpuscoli

renali, una parte che si

chiama convoluta della

corticale perché

contiene tutte le

porzioni convolute del

tubulo renale, ma

contiene anche una

parte centrale un po’

diversa, che si chiama

RAGGIO MIDOLLARE.

Questa porzione centrale non è altro che la porzione rettilinea del tubulo renale, qua ci sono già i

dotti collettori che poi scendono. Quindi nel lobulo renale avremo i corpuscoli renali, la porzione

convoluta, ma un asse centrale, che si chiama raggio midollare, che contiene le porzioni rettilinee,

le anse di Henle, e contiene i dotti collettori che poi scenderanno fino alla papilla renale. Quindi il

concetto di lobo è riverito alla corticale più la midollare, mentre il concetto di lobulo è riferito solo

alla corticale. Il lobulo come si vede in figura è formato dalla parte convoluta (corpuscoli renali e

porzione convoluta) ai lati e il raggio midollare ai lati.

La punta della piramide, dove si trova la papilla renale,

viene abbracciata dal calice minore, organo cavo delle vie

urinarie; quindi qui dentro va a finire l’urina, che gocciola

dai forellini che sono collocati in questa zona. Ci sono i

dotti collettori, che prendono il nome di DOTTI DI BELLINI,

quelli di calibro maggiore, che arrivano fino alla papilla

renale. Poi l’urina entrerà nel lume e proseguirà fino a

destinazione. La parete del calice minore su un lato è più

spessa, sul lato che abbraccia la papilla renale è, invece,

molto sottile. Tutte le vie urinarie, la vescica, ma anche

l’uretere sono rivestiti da epitelio di transizione,

particolare tipo di epitelio composto. Dove c’è un epitelio

molto sottile ci sono anche i forellini che immettono

all’interno del calice minore. Quindi le due pareti del calice

minore sono diverse: quella che abbraccia la papilla renale

ha una parete più sottile e non c’è epitelio di transizione.

Il sangue arriva all’arteriola afferente con una certa pressione, entra nei capillari del glomerulo

renale e fuoriesce con l’arteriola efferente. Il calibro delle arteriole è diverso, ciò favorisce la

presenza di una pressione, che a sua volta favorisce la fuoriuscita di materiali dai capillari e questo

fluido, l’ultrafiltrato, si raccoglie nel calice che abbraccia il gomitolo di capillari. L’ultrafiltrato che si

forma qui entra nel primo tratto del tubulo renale, il tubulo contorto prossimale, per essere

modificato dal nefrone questo perché in una giornata, visto che ad ogni gittata cardiaca il 20%

del sangue passa di qui, se non avessimo il nefrone, produrremmo circa 200 litri di urina, che non

va bene. Quindi il nefrone serve a riassorbire soprattutto l’acqua ma anche altre componenti, in

modo tale da produrre in una giornata circa 1, 5 litri di urina. Quindi nel tubulo renale ci sono dei

dispositivi che permettono il riassorbimento e anche la secrezione di alcune sostanze.

Meccanismo di concentrazione controcorrente è il meccanismo che spiega com’è possibile

questa applicazione (sul lavoro dei nefroni…).

Noi parliamo del nefrone dal punto di vista strutturale anatomico, quindi non andiamo nel dettaglio

dei vari meccanismi.

NEFRONE

Dal punto di vista strutturale è formato da:

Il nefrone è formato dal corpuscolo renale più il tubulo renale. Tutto ciò che è viola nell’immagine

è il nefrone. La porzione dilatata è il corpuscolo renale a cui segue il primo tratto del tubulo renale,

che è il tubulo contorto prossimale, poi segue la porzione discendente di questo tratto rettilineo,

che si piega a U, ed è l’Ansa si Henle. Questa Ansa poi prosegue in un tratto ascendente, che si

continua nel tubulo contorto distale che verrà collegato da un tratto di collegamento (non è più

tubulo renale), detti tratti reunienti, ai dotti collettori; il dotto collettore poi raggiungerà la papilla

renale, dove poi l’urina verrà raccolta nelle vie urinarie.


PAGINE

14

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1.45 MB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in biotecnologie mediche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescaputti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gagliano Nicoletta.

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