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TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• A esercita potere su B quando influenza B in maniera contraria agli

interessi di B. (Lukes 1974, 27).

• Per Lukes il concetto di potere coincide con la nozione di interesse.

Il potere politico non rappresenta gli interessi degli individui allo

stesso modo.

• Inoltre non significa che l’esistenza del consenso non passi per

l’esercizio di una forma sottile di potere. (Si in generale al potere dei

mass media che limitano la relativa autonomia individuale).

• Lukes approda a una concezione tridimensionale del potere.

• [...] L’affermazione che il potere può essere usato per manipolare gli

interessi e le preferenze degli individui divide Bachrach e Baratz da

Lukes . (Ham e Hill 1986, 99).

UN RIASSUNTO DELLE POSIZIONI

CONSIDERATE NELL’ANALISI

• La prima dimensione è quella relativa all’esercizio diretto del

potere sui conflitti osservabili. È la posizione pluralista di Dahl.

• La seconda dimensione è quella relativa all’esercizio del potere

nei conflitti evidenti che vengono dissimulati. È la posizione di

Bachrach e Baratz.

• La terza dimensione è quella relativa all’esercizio del potere nel

plasmare e dar forma alle preferenze per prevenire conflitti manifesti

o dissimulati. È la posizione di Lukes.

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• Parsons. Il potere come mezzo simbolico generalizzato di

interscambio.

• I tre problemi di Parsons:

• (1) La genericità del concetto di potere espresso dalla

tradizione hobbesiana. Chi ha l’autorizzazione di esercitarlo?

Parsons identifica nel sistema politico (La G di AGIL) la struttura

destinata a ricoprire la funzione del comando.

• (2) La gestione del conflitto e del consenso. Lo Stato funziona se

c’è un sistema normativo comune (I) che a sua volta è legittimato

dalla condivisione di valori comuni (L). Per questo non si genera la

deriva élitista prefigurata da Wright Mills. Gli individui partecipano al

mercato e possono confermare con il voto la classe politica.

• (3) Il potere come gioco a somma positiva. L’analogia fra potere

e denaro. (Il concetto di fiducia sistemica). Il funzionamento del

potere dipende dalla fiducia riposta negli obblighi che il sistema

politico impone e che sono finalizzati al bene comune. Da questa

logica si genera il consenso.

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• Luhmann

• = Parsons → Il potere è un mezzo di comunicazione.

• ≠ Parsons → Il potere si fonda sulla comunicazione non sui valori.

• Il potere è il codice di comunicazione del sistema politico finalizzato

alla trasmissione di decisioni vincolanti.

• Come ogni situazione comunicativa il potere implica contingenza

(possibilità di agire altrimenti) quindi incertezza (rischio, disordine,

disturbo, irritazione, noise sono tutti termini sistemici) sia per chi

esercita il potere sia per chi lo subisce.

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• FONDAMENTALE È CHE IL POTERE NON SI ASSEGNA A UNO

SOLO DEI DUE PARTNER MA È UNA COMUNICAZIONE

RIFLESSIVA.

• ENTRAMBI I PARTNER DETENGONO UN POTERE SPECIFICO.

• Per esempio lo Stato può imporre una decisione vincolante e un

cittadino la può trasgredire. In società questo accade continuamente

e configura una situazione di rischio.

• IL RISCHIO NON STA NELL’ABUSO EVENTUALE DI POTERE DA

PARTE DELLO STATO, MA DALL’EVENTUALITÀ CHE SI

PRESENTI UN DEFICIT DI POTERE NELLA SOCIETÀ

COMPLESSA. (Inflazione del potere mentre crescono aspettative).

• Dal punto di vista del sistema politico, il rischio si riduce (operazione

di riduzione di complessità) limitando la trasmissione di decisioni

processuali nel tentativo di riprodurre l’ordine sociale (order from

noise).

• Luhmann Vs. Habermas (che invece sostiene un progetto europeo

fondato sulla democrazia dialogica e sulla trasparenza delle

procedure).

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• Giddens

• Il potere come emancipazione. Il potere non è per forza

oppressivo, anzi, può servire agli individui per emanciparsi

dall’oppressione.

• Il potere rappresenta «la capacità di ottenere risultati. Se questi

siano connessi o meno a interessi puramente settoriali non è

pertinente alla sua definizione». (Giddens 1990, 257).

• La confusione tra potere e oppressione deriva dal considerare le

strutture separatamente dalle persone. Il potere non è solo nelle

mani dello Stato. In maniera analoga a Parsons, anche Giddens

privilegia una concezione diffusa del potere e lo considera un

mezzo per ottenere livelli maggiori di libertà personale (si pensi

all’esempio della relazione pura).

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• Giddens

• La teoria della strutturazione. Secondo questa teoria struttura e

azione si compenetrano.

• Lo scopo è quello di creare un paradigma non troppo volontaristico

(come nel caso dell’individualismo metodologico) né troppo

deterministico (come nel caso dello strutturalismo).

• Quindi annulla la distinzione fra azione e struttura compattandole

insieme. (Si veda l’esempio del codice stradale).

• L’agire produce la struttura sociale come abile realizzazione (skilled

performance) degli attori.

• La struttura diventa un codice linguistico (o una semantica) che

pone vincoli all’agire ma che lo rende possibile.

• Le strutture esistono nel momento in cui gli attori le mettono in

pratica. In questo modo l’impostazione ignora il condizionamento

strutturale.

TENTATIVI DI CONNESSIONE FRA

STRUTTURA E AZIONE

• In Parsons – come sottolinea Colozzi – il collegamento fra struttura

e agire è dato dalla condivisione dei valori comuni. L’attenzione è

rivolta alla società americana e non può confluire in una

universalizzazione del modello come paradigma sociale

complessivo.

• In Luhmann la concezione del potere è diffusa e sembra rovesciare

l’assunto moderno per cui tale funzione sia rivestita unicamente

dallo Stato (questa è solo una delle alternative possibili, in quanto le

strutture, come i processi comunicativi sono sottoposti a un livello

elevato di contingenza). Il potere diviene mera procedura, affrancata

da ogni riferimento valoriale o normativo.

• In Giddens, il tentativo di connettere struttura e agire senza

separarle analiticamente ma compattandole insieme genera una

conflazione centrale (Central conflaction). (Archer 1995).

IL REALISMO CRITICO

• Archer

• Il realismo critico (RC). Il RC non concorda né con l’empirismo né

con il costruzionismo.

• = empirismo (≠ costruzionismo) → sostiene che la realtà è

esterna e indipendente rispetto all’osservatore.

• ≠ empirismo → sostiene che non esistono solo oggetti fisici. Ci

sono anche oggetti sociali che hanno una realtà sui generis e che

non vanno indagati come gli oggetti fisici.

• ≠ empirismo → i poteri causali degli oggetti (o fatti, o fenomeni

sociali) non sono risonducibili al movimento delle palle del biliardo

ma si caricano di contingenza aggiuntiva (il concorso di cause è

dato dall’interazione fra struttura e azione).

• Il realismo critico considera I fatti sociali come proprietà emergenti

(cioè fenomeni che non sono riconducibili alla struttura o all’azione

o alla loro unione, ma alla loro relazione).

• La sociologia relazionale e la teoria morfogenetica condividono

la nozione di proprietà o effetto emergente.


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AUTORE

nadia_87

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DETTAGLI
Esame: Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Donati Pierpaolo.

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