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Sistema Nervoso Centrale: Anatomia

Riassunto schematico della composizione anatomica del sistema nervoso centrale basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cavaletti dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, Facoltà di Medicina e Chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia e istologia docente Prof. G. Cavaletti

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È contenuto nelle fosse cerebellari della fossa cranica posteriore, assicura sinergia ai movimenti

muscolari mediando gli impulsi provenienti dalla corteccia motoria.

Strato superficiale di sostanza grigia o corteccia contenuta in pieghe orizzontali o folia e corpo

centrale di sostanza bianca contiene quattro paia di nuclei.

Presenta tre paia di peduncoli che lo connettono alle tre porzioni del tronco encefalico.

È delimitato superiormente dal TENTORIO, un sepimento di dura madre che delimita la fine della

fossa cranica posteriore, mentre la superficie inferiore presenta un solco profondo al centro.

La parte centrale è detta verme mentre quelle laterali emisferi.

Sul piano orizzontale è diviso in tre lobi:

• FLOCCULONODULARE formato da:

FLOCCULIammassi di forma irregolare posti su ciascun

 lato

NODULO estremità superiore faccia inferiore

• ANTERIORE sulla faccia superiore, al di sopra della scissura primaria

• POSTERIORE superficie rimanente delle porzioni superiore ed inferiore

La porzione delle tonsille cerebellari è importante dal punto di vista clinico poiché uno slittamento

del cervelletto verso il basso può portare ad un loro schiacciamento contro le pareti del forame

magno e il bulbo, ha rapporto con l’arteria cerebellare posteroinferiore che qui compie una curva

caratteristica punto di repere angiografico.

In sezione si riconoscono tre strati:

• Molecolare regione sinaptica con dendriti delle cellule del Purkinje

• Cellule di Purkinje una sola fila di corpi cellulari, hanno l’arborizzazione dendritica

perpendicolare all’asse del folium, quindi ciascuna fibra parallela può contrarre sinapsi con

più cellule. Sono gli unici assoni efferenti della corteccia.

• Cellule granulo interneuroni fittamente stipati, si estendono fino al molecolare. Gli assoni

presentano ramificazioni note come fibre parallele (nello strato molecolare decorrono

parallelamente all’asse longitudinale del folium)

Tutti i neuroni che arrivano alla corteccia portano un segnale eccitatorio ed emettono collaterali

che prendono contatto con i neuroni dei nuclei. I restanti neuroni cerebellari contraggono sinapsi

inibitorie che permettono di regolare i segnali eccitatori afferenti tramite circuiti intracorticali. Le

fibre parallele possono attivare le cellule del Golgi che inibiscono le cellule granulo oppure le

cellule dei canestri che facendo sinapsi con le cellule del Purkinje creano potenziali inibitori.

Le quattro paia di nuclei della sostanza bianca sono dette (in senso mediolaterale):

• Nucleo del fastigio proietta al tronco tramite i peduncoli cerebellari inferiori

• Nucleo globoso

• Nucleo emboliforme

• Nucleo dentato forma di una lamina di sostanza grigia pieghettata con l’ilo rivolto

medialmente

Le afferenze ai nuclei arrivano da:

• sorgenti esterne (soprattutto collaterali di fibre dirette alla corteccia, di tipo eccitatorio):

• fibre pontocerebellari

• fibre spinocerebellari

• fibre olivari

• fibre dai nuclei reticolari precerebellari

• cellule del Purkinje della corteccia (di tipo inibitorio)

Le informazioni elaborate nei nuclei centrali sono perfezionate dai segnali inibitori provenienti dalla

corteccia.

La sostanza bianca cerebellare forma una ramificazione detta ARBOR VITAE CEREBELLI.

• Peduncolo cerebellare inferiore:

fibre afferenti:

o • complesso olivare inferiore controlaterale

• fascio spinocerebellare dorsale

• nervo e nuclei vestibolari

fibre efferenti:

o • nuclei vestibolari

• formazione reticolare ponte e bulbo

• Peduncolo cerebellare medio:

Fibre afferenti:

o • Fibre pontocerebellari dai nuclei pontini controlaterali

• Peduncolo cerebellare superiore:

Fibre afferenti:

o • Fascio spinocerebellare ventrale

• Fibre trigeminotalamiche

• Fibre tettocerebrali

• Fibre del locus coeruleus

Fibre efferenti:

o • Fibre cerebellotalamiche

• Fibre cerebellorubre

Per il cervelletto la suddivisione funzionale e quella filogenetica corrispondono:

• Archicerebello=vestibolocerebello lobo flocconodulare, afferenze da nervo e nuclei

vestibolari; nuclei del tetto. Funzioni:

Tono muscolare in risposta a stimoli vestibolari

o Mantenimento equilibrio

o Coordinazione movimenti oculari

o

• Paleocerebello=spinocerebello verme del lobo anteriore, zone paravermiane adiacenti;

riceve da fasci spinocerebellari e cuneocerebellari; nuclei globoso ed emboliforme.

Funzioni: Ricezione propriocettività ed esterocettività

o Ricezione informazioni visive ed acustiche

o Controllo tono muscolare

o Postura e locomozione

o

• Neocerebello=pontocerebello porzioni laterali dei due emisferi, verme superiore lobo

posteriore; afferenze da nuclei pontini controlaterali; nuclei dentati. Funzioni:

Collegamento con aree motorie corticali e midollo

o programmazione movimento

Regolazione fine della contrazione muscolare e del movimento

o

Efferenze del cervelletto:

• Dal verme: Motoneuroni muscoli estensori del tronco

• Dalla regione intermedia:

Motoneuroni con compito di controllo sinergia movimenti

• Dalla regione laterale:

Nucleo rosso e talamo

Il compito maggiore del cervelletto in toto è di integrare informazioni del senso dell’equilibrio,

somatosensitive dal midollo e di programmazione del movimento dalla corteccia per avere

efferenze alla corteccia motoria e al midollo per armonizzare i movimenti.

Lesioni cerebellari hanno come sintomo principale l’atassia del tronco o appendicolare che è in

ogni caso omolaterale alla lesione stessa visto che le fibre se si sono incrociate alla decussazione

delle piramidi si reincrociano nella sostanza bianca cerebellare. Altri sintomi sono difficoltà nella

stazione eretta e nel cammino, ipotono muscolare, movimento interciso, dismetria, disartria e

tremore.

DIENCEFALO

Forma la parte centrale o “core” del cervello. È visibile solo la parte ventrale poiché quella dorsale

è ricoperta dagli emisferi telencefalici. Viene suddiviso dal terzo ventricolo in due metà, la parete

mediale del diencefalo forma la parete laterale del ventricolo.

Limiti:

• Superiore: tetto III ventricolo

• Inferiore: piano tra chiasma ottico e margine superiore collicolo superiore

• Anteriore: margine anteriore chiasma ottico

• Posteriore: epifisi

• Laterale: parete laterale del talamo

Parte ventrale:

• Ipotalamo: Tra III ventricolo e subtalamo

 Controllo sistema vegetativo e attività endocrina

• Subtalamo: Passaggio tra mesencefalo e diencefalo

 Nucleo implicato in un importante circuito di controllo motorio

Parte dorsale:

• Talamo: Molti nuclei con molte connessioni

 Coinvolto in molteplici circuiti

• Epitalamo: Contiene l’epifisi

 Controllo autonomico e componenti vita emotiva

• Metatalamo: Due nuclei annessi al talamo ma separati da esso

TALAMO

È un importante centro di ritrasmissione degli impulsi che viaggiano verso la corteccia dove

avviene anche un’elaborazione.

L’estremità anteriore ristretta corrisponde al TUBERCOLO ANTERIORE (stretto rapporto con

caudato e fornice), mentre l’ampia propaggine posteriore è formata dal PULVINAR (corpi

genicolati inferiormente a questo).

Il talamo è circondato da sottili lamine di sostanza bianca:

• Strato zonale superficie dorsale

• Lamina midollare esterna lateralmente, divisa dalla

capsula interna da NUCLEO RETICOLARE DEL

TALAMO (sostanza grigia)

• Lamina midollare interna suddivide i nuclei talamici

• Radiazioni del talamo ispessimenti della sostanza

bianca peritalamica (maggiori contingenti di fibre)

In base alla funzione i nuclei talamici si dividono in:

• Nuclei di relay

Nuclei mediali

 Nuclei laterali (dorsali e ventrali)

 Nuclei anteriori

• Nuclei a proiezione diffusa

Intralaminari (nella lamina midollare interna)

 Della linea mediana (lungo superficie III ventricolo)

• Nuclei reticolari (privi di proiezione corticale, controllo interno input talamico)

Zona Incerta di Forel (espansione della formazione reticolare del tronco a

 livello diencefalico)

Tutte le vie che proiettano alla corteccia cerebrale contraggono prima sinapsi nel talamo tranne le

vie olfattive.

Ogni parte della corteccia riceve afferenze dal talamo, rapporto 1:1 tra proiezioni talamo-corticali e

cortico-talamiche.

IPOTALAMO

Presenta diversi raggruppamenti nucleari divisi da fasci di fibre.

Limiti:

• Anteriore: commissura anteriore e lamina terminale

• Superiore: solco ipotalamico

• Posteriore: posteriore ai corpi mammillari

• Laterale: capsula interna

• Inferiore: margine inferiore tuber cinereum

Non è una struttura ben circoscritta, la sostanza grigia è in continuità con il mesencefalo

posteriormente e con la regione basale del telencefalo anteriormente e lateralmente.

Ipotalamo e ipofisi utilizzano oltre alle sinapsi nervose anche fattori umorali come fonti di

informazione, infatti rispondono direttamente a variazioni fisico-chimiche nel sangue.

Principale centro di controllo del SNA e del sistema endocrino.

Riceve informazioni da:

• sensibilità somatica

• viscerale

• organi di senso

• centri elaborazione vita emotiva e memoria

Manda risposte a:

• tronco encefalico

• midollo spinale

• talamo

• corteccia

in entrambi i lati è diviso in due/zone zone:

• zona mediale e periventricolare molti nuclei divisi in 3 gruppi:

• anteriore o chiasmatico o sopraottico

nucleo preottico comportamento sessuale e

Riveste parete terzo ventricolo. Contiene materno. Più grande nell’uomo

nucleo arcuato e soprachiasmatico. nucleo soprachiasmatico “master

Neuroni neurosecernenti che controllano clock” riceve informazioni visive da

l’ipofisi retina e corpo genicolato laterale.

Generatore del ritmo sonno-veglia

(rapporto con epifisi)

sopraottico e paraventricolare

 portano alla neuroiposifi ADH e

ossitocina

• intermedio o tuberale

nucleo dorsomediale

 nucleo ventromediale regolazione

 attività viscerali

nucleo arcuato controllo adenoipofisi

 nucleo tuberomammillare nuclei

 tuberali mediali e laterali, ha

collegamenti diffusi

• posteriore o mammillare

nucleo posteriore dell’ipotalamo mal

 definito, in continuità con sost.

reticolare mesencefalica

corpo mammillare nucleo mediale e

 laterale

• zona laterale no nuclei ben distinti, collegamenti ampi e diffusi

La zona mediale e laterale sono divise dalle colonne del fornice.

Nel complesso il talamo va considerato come sistema unitario:

• Afferenze: Sensibilità somatica e viscerale

 Stimoli olfattivi e gustativi

 Informazioni da:

 Formazione reticolare

o Talamo

o Sistema limbico

o Corteccia cerebrale

o

• Efferenze: Formazione reticolare

 Nuclei viscerali tronco e midollo

 Talamo e corteccia cerebrale (giro del cingolo)

 Ipofisi

Funzioni:

• Controllo secrezione ipofisi

• Coordinazione e integrazione funzioni sistema vegetativo

• Regolazione ritmo sonno-veglia

• Controllo comportamento alimentare (nucleo ventro-mediale)

• Termoregolazione (regione preottica)

• Regolazione equilibrio idrico (liberazione vasopressina)

SUBTALAMO

Laterale all’ipotalamo, in continuazione con il tegmento del mesencefalo.

Nucleo subtalamico di Luys:

• rapporto con sostanza nera e nucleo rosso, giace sul lato mediale della capsula interna

• connessioni reciproche con nucleo pallido

• afferenze dalla corteccia frontale

• efferenze soprattutto al talamo

• importante circuito di controllo motorio

Zona incerta in continuazione con la sostanza reticolare del mesencefalo

EPITALAMO

Formato da:

• Nuclei delle abenule:

• Connessioni aree olfattive

• Proiezione a nuclei effettori viscerali

• Commessura posteriore (comprende commessura abenulare):

• Fibre per riflessi pupillari e movimenti oculari

• Ghiandola pineale:

• Unita dal peduncolo pineale

• Innervata dal nervo coronario

• Cellule caratteristiche pinealociti

• Secrezione melatonina per il ritmo sonno-veglia

METATALAMO

Corpo genicolato mediale stimoli uditivi, fibre efferenti si portano alla corteccia uditiva

Corpo genicolato laterale intercalato sulle vie ottiche, proietta all’area visiva primaria

TELENCEFALO

CORPO STRIATO

È una regione di sostanza grigia alla base degli emisferi telencefalici.

È formato da:

• Nucleo caudato

• Nucleo lenticolare:

• Putamen

• Globo pallido

Corpo striato, claustro e corpo amigdaloideo sono definiti gangli della base.

Il corpo striato si divide in:

• Neostriato:

Putamen

o Nucleo caudato

o • Testa

• Corpo

• Coda

• Paleostriato:

Globo pallido o pallido

o

Strutture vicine:

• Claustro: sostanza grigia sottile tra putamen e lobo dell’insula

• Amgdala: nel lobo temporale, parte dei sistemi olfattivo e limbico

In ambito clinico GANGLI DELLA BASE= corpo striato, nucleo subtalamico e sostanza nera;

questo poiché costituiscono unità funzionale.

Nucleo lenticolare: forma di un cuneo, simile ad una noce brasiliana. La parte più stretta è

occupata dal globo pallido che viene diviso da lamina di sostanza bianca in pallido esterno e

pallido interno. Il putamen occupa la parte laterale del nucleo e si estende oltre il pallido in tutte le

direzioni tranne che alla base. Tutto il nucleo è delimitato lateralmente dalla capsula esterna

(sostanza bianca) a cui segue il claustro (sostanza grigia sottile con funzioni da definire). La

capsula estrema separa claustro ed insula (area di corteccia nel solco laterale). La superficie

ventrale è adiacente a strutture della base del telencefalo come sostanza perforata anteriore,

fascio ottico e corpo amigdaloideo.

Nucleo caudato: fatto da testa, corpo e coda. La coda si dirige posteriormente per poi piegarsi e

tornare in avanti nel temporale arrivando all’amigdala, in pratica segue il contorno del ventricolo

laterale. Lungo la porzione mediale della coda decorrono la stria terminale (fascio di fibre che

origina dall’amigdala) e la vena talamostriata o vena terminale (drena nucleo caudato, talamo,

capsula interna e strutture vicine). La regione anteriore è costituita dal nucleo accumbens o striato

ventrale.

Ventralmente al caudato si trova la sostanza innominata che contiene la parte ventrale del globo

pallido e i nuclei basali colinergici del prosencefalo.

Sostanza innominata: in senso ventrodorsale si trova tra sostanza perforata anteriore e nucleo

accumbens mentre mediolateralmente tra ipotalamo ed amigdala. Contiene assoni diretti in tutte le

direzioni, il pallido ventrale e i nuclei basali del prosencefalo (divisi in nucleo basale di Meynert,

nucleo della banda diagonale e area settale).

EMISFERI TELENCEFALICI

L’area della superficie è maggiore rispetto a quella che dovrebbe essere poiché gli emisferi sono

ricchi di giri o circonvoluzioni che determinano i solchi, questi sono il risultato dello sviluppo

dell’encefalo in età fetale che è molto più veloce di quello della scatola cranica.

Le scissure laterale e parieto-occipitale sono molto profonde ed utili per delimitare i lobi forntale,

parietale, insulare e occipitale.

Le scissure principali sono:

• Scissura laterale o di Silvio: origina sulla superficie inferiore dell’emisfero con la radice e

dopo essere passata tra i lobi frontale e parietale formando il ramo posteriore si divide nei

rami anteriore ed ascendente.

• Lobo insulare o insula: occupa il fondo della scissura laterale ed è nascosto in superficie.

• Scissura centrale o di Rolando: punto di repere per la corteccia sensimotoria

(somatosensitiva nel giro postcentrale e motoria nel giro precentrale)

• Scissura calcarina: origina sulla superficie mediale dell’emisfero sotto il limite posteriore

del corpo calloso, segue un andamento curvo sino al lobo occipitale. Importante riferimento

per la corteccia visiva che è localizzata in gran parte nelle pareti della stessa.

• Scissura parieto-occipitale: dalla scissura calcarina sino al margine superiore

dell’emisfero.

• Scissura interemisferica o fessura cerebrale longitudinale: separa i due emisferi. La

falce cerebrale si approfonda nella scissura. Il fondo è formato dal corpo calloso (maggiore

commessura cerebrale).

• Fessura cerebrale trasversa: separa gli emisferi dal tronco encefalico. Nella parte

posteriore si insinua il tentorio del cervelletto mentre la parte anteriore si trova tra corpo

calloso e diencefalo e contiene la tela corioidea (tessuto riccamente vascolarizzato in

continuità con il tessuto dei plessi corioidei dei ventricoli laterali e del terzo ventricolo che

secernono il liquor).

Ciascun emisfero è diviso in lobi:

• Lobo frontale: intera area anteriore alla scissura centrale e superiore alla scissura laterale.

La parte mediale del lobo circonda la parte anteriore del corpo calloso ed arriva fino ad una

linea tra scissura centrale e corpo calloso. La parte inferiore poggia sulla lamina orbitaria

dell’osso frontale.

• Lobo parietale: sulla superficie laterale i limiti sono le scissure laterale e centrale. Gli altri

limiti sono linee fittizie: una tra parieto-occipitale e preoccipitale e la seconda dal punto di

mezzo della prima alla scissura laterale.

• Lobo temporale: delimitato dalla scissura laterale e dalle due linee fittizie definite per il

parietale

• Lobo occipitale: la gran parte occupa la superficie mediale. Separato dai lobi parietale ed

occipitale dalla scissura parieto-occipitale.

La porzione della grande commessura cerebrale vicino e sulla linea mediana è detta tronco del

corpo calloso mentre le fibre di questa che si estendono nei centri degli emisferi formano la

radiazione del corpo calloso. Il tronco del corpo calloso è diviso in splenio (parte posteriore),

ginocchio e rostro (entrambi della parte anteriore, il primo si flette ventralmente per formare il

secondo).

Sul lobo frontale troviamo il solco precentrale che decorre parallelamente alla scissura centrale

formando il giro precentrale su cui si trova la corteccia dell’area 4 di Broadmann (corteccia motoria

primaria), la restante parte del lobo è divisa dai solchi frontali superiore ed inferiore nei giri frontali

superiore, medio ed inferiore.

Sul lobo parietale si trova il solco postcentrale che corre parallelo a quelli centrale e precentrale

formando il giro postcentrale su cui si trovano le aree 1, 2 e 3 di Broadmann che formano la

corteccia sensitiva primaria, su questo lobo troviamo anche il solco intraparietale che divide il lobo

nelle circonvoluzioni superiore ed inferiore.

L’insula è circondata da una scissura circolare e divisa in due da un solco centrale.

Il lobo temporale è diviso in due nei giri temporali superiore, medio ed inferiore dai solchi temporali

superiore ed inferiore, sulla parte anteriore si trovano i giri temporali trasversi.

Il lobo occipitale presenta solchi e pieghe minori tranne in alcuni cervelli in cui troviamo il solco

lunato.

CORTECCIA CEREBRALE CITOARCHITETTONICA

Ciascun emisfero ha un mantello di sostanza grigia detto corteccia o palio.

Esistono tre tipi di corteccia secondo una divisione filogenetica:

• Paleocortex o mesocortex: 4-5 strati

o tipica del sistema olfattivo

o

• Archicortex o allocortex: 3 strati

o più antica

o formazione ippocampale

o

• Neocortex o isocortex: 6 strati

o gran parte della corteccia

o più recente

o

Le cellule principali della corteccia sono dette cellule piramidali e hanno un diametro verticale di

10-50 m, ogni cellula ha uno sviluppo dendritico apicale e laterale, gli assoni danno origine a

diversi collaterali prima di penetrare nella sostanza bianca

Altri tipi di cellule sono:

• Cellule piramidali giganti o cellule di Betz: 100 m di altezza. Solo corteccia motoria

primaria lobo frontale (area 4).

• Cellule fusiformi: strati profondi della corteccia, principali atipiche con corpo ellittico

• Neuroni di Von Encomo: cellule fusiformi dello strato 5 del cingolo anteriore, insulare

anteriore e orbitofrontale

• Neuroni di proiezione: impulsi a centri subcorticali come corpo striato, tronco encefalico,

midollo spinale e talamo

• Neuroni di associazione: connessioni con i neuroni di tutte le aree, in particolare i neuroni

commessurali hanno assoni che proiettano all’emisfero opposto attraverso il corpo calloso

o la commessura anteriore

• Cellule stellate: solo nel quarto strato della corteccia (granulare interno), sono cellule

eccitatorie e usano glutammato. Tutti gli altri tipi di neuroni utilizzano il GABA e sono

inibitori.

• Cellule dei canestri: assoni che si ramificano lateralmente e avvolgono i corpi cellulari delle

piramidali.

• Cellule di Retzius-Cajal: solo strato più superficiale della corteccia

• Cellule di Martinotti: solo strati più profondi

La isocortex si compone di 6 strati che iniziano ad essere distinguibili solo al 7 mese di vita

intrauterina nonostante il corredo di neuroni sia già completo alla diciottesima settimana. Lo

spessore della corteccia varia da 4,5 mm (area motoria primaria) a 1,5 mm (area visiva primaria)

ma in ogni caso la corteccia della sommità del giro è sempre più spessa di quella della base del

solco.

Gli strati sono:

1. Molecolare: principalmente rami terminali di dendriti e assoni. Aspetto punteggiato o

“molecolare” nelle sezioni colorate. La maggior parte dei rami dendritici origina dalle

piramidali mentre gli assoni provengono da tutte le aree corticali dello stesso emisfero,

dall’emisfero controlaterale, dal talamo e dalle cellule di Martinotti che dallo strato più

profondo mandano assoni in superficie.

2. Strato granulare esterno: molte cellule piramidali piccole e interneuroni

3. Strato delle cellule piramidali medie e grandi o stato piramidale esterno: cellule piramidali di

grandezza crescente dal limite esterno a quello interno, hanno assoni che proiettano alle

altre aree corticali come fibre di associazione o di proiezione.

4. Strato granulare interno: composto totalmente da cellule stellate con piccolo numero di

interneuroni e cellule piramidali. Stria esterna di Baillarger.

5. Strato delle cellule piramidali giganti o piramidale interno: cellule piramidali più grandi di

quelle del terzo strato inframmezzate ad interneuroni. Le cellule proiettano a bersagli

subcorticali come lo striato, il tronco encefalico e il midollo spinale. Stria interna di

Baillarger.

6. Strato delle cellule polimorfe o fusiformi: oltre alle fusiformi sono presenti anche cellule

piramidali e interneuroni di varia foggia

Nelle colorazioni con la tecnica di Nissl o il metodo di Golgi si nota come gli assoni abbiano

andamento o radiale o tangenziale, i fasci radiali sono formati da assoni che arrivano o lasciano la

corteccia (corticipeti o corticifughi) mentre quelli tangenziali sono fatti da ramificazioni delle fibre

afferenti che contraggono sinapsi con diversi neuroni all’interno degli strati emettendo collaterali

prima di terminare. I due fasci tangenziali più visibili sono detti stria interna ed esterna di

Baillarger. Nell’area visiva primaria la stria esterna è visibile ad occhio nudo ed è detta stria del

Gennari.

Un’altra divisione dei neuroni è quella in

• Corticifughi: fibre proiettive, associative e commissurali, sono i:

Piramidali

 polimorfi

• Corticicoli: circuiti locali, sono i:

Granuli o neuroni stellati

o Cellule orizzontali di Cajal

o Cellule a canestro

o Cellule fusiformi

o Cellule di Martinotti

o

Diversi studi hanno dimostrato come la corteccia sia organizzate in colonne o moduli, delle unità

morfofunzionali verticali formate da 80-100 neuroni tra quelli di tutti gli strati che sono neuroni

migrati assieme; si riscontra un aumento delle sinapsi indotto da stimoli. I neuroni di una colonna

sono attivati tutti dallo stesso stimolo periferico e ripetono i circuiti neuronali di base.

ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE CORTECCIA

CORTECCIA SOMESTESICA

Area somestesica o somatosensitiva primaria: giro postcentrale nel lobo

parietale. Aree 1,2 e 3 di Broadmann. Si possono creare sensazioni simili a

quelle registrate dalla corteccia sensitiva anche stimolando elettricamente

l’area motoria, si può quindi dire che queste formino un’unica unità funzionale

detta corteccia sensorimotoria. La principale fonte di fibre afferenti è il nucleo

ventrale posteriore che è la sede della proiezione di tutte le fibre del lemnisco

mediale e dei fasci spinotalamico e trigeminotalamico. Su questa area la

sensibilità generale del corpo è rappresentata sull’emisfero controlaterale e

capovolta, inoltre l’area su cui è rappresentata una singola parte del corpo

non è proporzionata alla sua dimensione (omuncolo).

Area somestesica aggiuntiva: parete dorsale della scissura laterale. Parti

del corpo rappresentate bilateralmente anche se con prevalenza controlaterale, riceve afferenze

dai nuclei intralaminari e posteriori del talamo. Coinvolta nelle proprietà meno discriminative della

sensibilità.

Corteccia somestesica associativa: lobulo parietale superiore, sulla superficie laterale

dell’emisfero e sulla superficie mediale del precuneo. La maggior parte coincide con le aree 5 e 7

di Broadmann. Riceve afferenze dalla somestesica primaria e ha connessioni talamiche con

nucleo laterale posteriore e pulvinar. Consente di definire le caratteristiche di un oggetto tenuto in

mano e di riconoscerlo senza la vista.


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Nicosua

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nicosua di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Cavaletti Guido.

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