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Sistema locomotore

Appunti di anatomia sul sistema locomotore basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Medicina e Chirurgia, del Corso di laurea in infermieristica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia docente Prof. P. Biologia

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articolano i denti. La faccia esterna presenta medialmente la sinfisi

mentale che poi forma la pretuberanza mentoniera.

L’articolazione temporomandibolare è una diartrosi condiloidea tra il

condilo della mandibola e la fossa mandibolare dell’osso temporale. Fra i

due capi articolari ce un disco cartilagineo che divide l’articolazione in

due parti non comunicanti, la funzione del disco è di rendere concordanti

le superfici articolari.

Osso ioide

 osso impari mediano. Localizzato nel collo in un piano

 passante per il margine inferiore della mandibola. Ha un corpo con due

prolungamenti posteriori che sono le grandi corna che continuano con le

piccole corna che si dirigono verso l’alto.

Muscoli della testa: si dividono in muscoli che determinano i movimenti della

mandibola (muscoli masticatori) e muscoli implicati nei movimenti dei

tegumenti facciali (muscoli mimici).

Muscoli masticatori sono il temporale, massetere e pterigoideo

 esterno ed interno e sono tutti pari.

-Muscolo temporale: forma triangolare con apice rivolto verso il basso. I

suoi fasci originano dalla linea temporale inferiore e si dirigono in basso

convergendo in un robusto tendine. È un muscolo prevalentemente

elevatore

-Muscolo massetere: copre in parte il ramo della mandibola e muscolo

buccinatore. Origina in alto dall’arcata zigomatica e si inserisce

inferiormente sulla faccia esterna dell’angolo mandibolare. Contraendosi

eleva la mandibola

-Muscolo pterigoideo esterno: si porta dal cranio alla mandibola,

composto da due fasci superiore e inferiore con due origini separate in

un'unica inserzione. Ha un’azione di contrazione simultanea dei due

muscoli che provocano protrusione della mandibola mentre se è solo di

un muscolo il movimento laterale verso il lato opposto.

-Muscolo pterigoideo interno: è un muscolo masticatorio di forma

rettangolare ed è un muscolo elevatore della mandibola. Localizzato sulla

faccia mediale del ramo mandibolare.

Muscoli mimici danno espressione al volto

 

-Muscolo epicranico: costituito da 3 porzioni con anteriormente il muscolo

frontale che contraendosi muove in avanti il cuoio capelluto, nella

porzione intermedia ce una lamina fibrosa quadrangolare che ricopre la

volta e le pareti laterali del cranio e posteriormente il muscolo occipitale

che sposta indietro il cuoio capelluto. Dai suoi margini laterale originano i

muscoli auricolari anterosuperiori che determinano piccoli spostamenti

del padiglione auricolare.

-Muscoli estrinseci del padiglione auricolare: ridotti nell’uomo sono il

muscolo auricolare antero-superiore e posteriore. Determinano piccoli

spostamenti del padiglione auricolare.

-Muscoli delle palpebre: comprendono il muscolo orbicolare dell’occhio

posto intorno alla rima palpebrale e determina la sua chiusura, convoglia

le lacrime verso l’angolo interno del sacco congiuntivale e dilata il sacco

lacrimale mentre il muscolo corrugatore del sopracciglio è una sottile

lamina carnosa e contraendosi porta medialmente e in basso la cute del

sopracciglio.

-Muscoli del naso: comprendono il muscolo nasale e quello dilatatore

delle narici. Il muscolo nasale con la sua contrazione comprime la parete

laterale del naso e restringe la narice e il vestibolo della narice mentre il

muscolo dilatatore delle narici con la sua espansione provoca

allargamento della narice e il suo vestibolo.

TRONCO

È una regione formata dal collo, dal torace, addome, pelvi e peritoneo.

COLONNA VERTEBRALE

L’insieme delle vertebre costituisce la colonna vertebrale, suddivisa in 4

differenti porzioni: cervicale, toracica, lombare e sacrococcigea. Sono presenti

alcune curve fisiologiche, due a concavità posteriore (lordosi cervicale e

lombare) e due a convessità posteriore (cifosi dorsale e sacrale).

La colonna vertebrale è costituita dalla sovrapposizione di 33-34 ossa brevi, le

vertebre.

Il corpo è di forma approssimativamente cilindrica con una faccia superiore e

inferiore. I corpi vertebrali si articolano l’uno con l’altro per mezzo di sinfisi

(interposizione di dischi fibrocartilaginei) per ammortizzare le forze di carico.

L’arco è la porzione posteriore delle vertebre che completa il foro vertebrale

dove si distinguono due peduncoli, due masse apofisarie, due lamine e un

processo spinoso.

I peduncoli collegano corpo e arco e costituiscono limiti laterali del foro

vertebrale; le masse apofisarie presentano rilievi ossei che costituiscono

processi articolari che sono le apofisi; le lamine vertebrali si uniscono

medialmente per costituire il processo spinoso diretto posteriormente e

chiudono il foro vertebrale.

L’intera colonna vertebrale è attraversata dal canale vertebrale. Al suo interno

è presente il midollo spinale che nei primi anni di vita si estende per l’intera

lunghezza della colonna vertebrale.

Tra le vertebre si stabiliscono due tipi di articolazioni: una tra i corpi vertebrali e

l’altra tra i processi articolari. Le prime appartengono alle sinartrosi (sinfisi).

Oltre al disco intervertebrale i mezzi di unione sono rappresentati da legamenti

longitudinali. I processi articolari presentano superfici piane e tra di esse si

stabiliscono diartrosi del tipo artrodie che permettono lievi movimenti di

scorrimento.

Vertebre cervicali: sono le prime sette vertebre ed il loro corpo

 aumenta gradualmente di volume in direzione cranio caudale. Nei

processi trasversi è presente il foro trasverso da cui passano l’arteria e la

vena vertebrali.

Le prime due vertebre, atlante ed epistrofeo, e la settima presentano

caratteristiche peculiari. L’atlante è privo di corpo ed è costituito da due

archi e due masse apofisarie sulla cui faccia superiore si trova la cavità

glenoidea per l’articolazione con i condili dell’occipitale. Più lateralmente

si trovano i processi trasversi con il foro trasversario.

La seconda vertebra, l'epistrofeo è caratterizzata dal dente che si articola

con la faccetta articolare dell'arco anteriore dell'atlante. Ai lati del dente

ci sono le faccette articolari superiori. Il dente viene considerato come il

corpo dell'atlante.

La settima è una vertebra di transizione tra le vertebre cervicali e le

successive vertebre toraciche.

Vertebre toraciche: le 12 vertebre presentano faccette articolari

 corrispondenti. Hanno una forma approssimativamente cilindrica e

aumentano gradualmente di dimensioni procedendo verso il basso.

Vertebre lombari: sono 5, il corpo si presenta più voluminoso e il foro si

 riduce.

Osso sacro: Origina dalla fusione di 5 vertebre sacrali, presenta la forma di una

piramide quadrangolare appiattita e si articola lateralmente con le due ossa

dell'anca costituendo il vaccino insieme al coccige.

Coccige: è costituito dalla fusione di quattro o cinque segmenti ossei che

rimpiccioliscono man mano in direzione cranio caudale

Muscoli della colonna vertebrale sono gruppi muscolari vari posti nelle docce

vertebrali, si possono distinguere in tre gruppi

muscoli superficiali: detti anche spinodorsali, sono il muscolo splenio

 della testa, il muscolo splenio del collo e il muscolo sacrospinale.

muscoli intermedi: i muscoli del piano intermedio sono rappresentati dal

 solo muscolo trasverso spinale che si estende profondamente al muscolo

sacrospinale dal sacro alla nuca.

muscoli profondi: sono piccoli muscoli che dall'osso sacro all’epistrofeo

 collegano vertebre continue: i muscoli interspinosi, i muscoli

intertrasversari, muscoli suboccipitali.

Muscoli del collo: il collo è la regione del corpo posta tra la testa e il tronco. Il

suo scheletro è costituito dal tratto cervicale della colonna vertebrale che

presenta una lordosi, e dall'osso ioide posso ventralmente. I muscoli del collo

sono: I muscoli anteriori: sono i muscoli sopraioidei e sottoioidei.

 I muscoli laterali: sono il platisma, lo sternocleidomastoideo e gli scaleni.

 Il platisma origina dalla seconda costa e si dirige in alto, contraendosi

abbassa la mandibola e tende la cute del collo.

Il muscolo sternocleidomastoideo, bicipite, origina con il capo sternale e

clavicolare. Contraendosi flette e inclina lateralmente la testa, facendola

ruotare dal lato opposto e se prende punto fisso sulla testa agisce come

elevatore del torace.

I muscoli scaleni anteriori, medi e posteriori contribuiscono ad inclinare

lateralmente la colonna vertebrale ed elevale le prime due coste.

TORACE

Il torace è costituito anteriormente dallo sterno, lateralmente dalle coste e

posteriormente dal ventre delle vertebre toraciche.

Torace

Osso piatto impari, situato in posizione mediana nella parete anteriore del

torace che chiude anteriormente la gabbia toracica. Si estende dall’alto al

basso per circa 20 cm dalla 2° alla 9° vertebra toracica. È costituito da 3 parti

costituite dal manubrio, corpo e processo xifoideo.

Il manubrio forma la parte anteriore del mediastino superiore. il margine

inferiore è rivestito di cartilagine ialina e si articola con il margine superiore del

corpo tramite una sinfisi manubriosternale.

Consente leggeri movimenti angolari e spostamenti limitati antero- posteriori

tra manubrio e corpo durante la respirazione. Il margine superiore del manubrio

presenta al centro l’incisura giugulare che si trova tra le due incisure clavicolari

che rappresentano le superfici articolari per l’articolazione sternoclavicolare. La

faccia anteriore dà attacco bilateralmente alle inserzioni sternali dei muscoli

grande pettorale e sternocleidomastoideo mentre quello posteriore ai muscoli

sternotiroideo e strernoioideo.

Il corpo compreso tra la 3° e 8° vertebra toracica. La faccia anteriore ha 3

creste trasversali e dà inserzione al muscolo grande pettorale. La faccia

posteriore dà inserzione al muscolo trasverso del torace e legamenti

sternopericardiaci. L’estremità superiore si articola con il manubrio e quella

inferiore con il processo xifoideo (articolazione xifosternale) tramite una sinfisi.

Nei margini laterali sono presenti le emifaccette articolari per la 2° vertebra e 4

incisure costali per la 3,4,5,6.

Il processo xifoideo è la parte più piccola e variabile dello sterno, si trova nella

regione epigastrica ed è in rapporto con il fegato. Offre attacco inferiormente ai

fasci più mediali del muscolo retto dell’addome.

Coste

Si articolano posteriormente con le vertebre toraciche e circoscrivono come

archi gran parte della cavità toracica. Sono formate da una parte ossea, la

costa propriamente detta e una parte cartilaginea chiamata cartilagine costale.

Sono complessivamente dodici paia.

Le prime sette dette coste vere si articolano tramite la loro cartilagine allo

sterno, l’8,9 e 10° sono dette vertebrocondrali e si uniscono tramite la loro

cartilagine alla cartilagine della costa sovrastante. Le ultime due paia sono

dette coste false in quanto non si articolano con lo sterno.

La lunghezza delle coste aumenta dalla prima fino all’ottava per poi diminuire.

Le coste hanno un corpo e due estremità, anteriore e posteriore.

L’estremità anteriore continua con l’estremità laterale della cartilagine costale.

L’estremità posteriore ha una testa (ha due emifaccette articolare separate da

una cresta orizzontale, l’emifaccetta inferiore si articola con la superiore della

successiva mentre la cresta si articola con il disco intervertebrale=articolazione

costovertebrale), un collo e un tubercolo.

Il corpo delle coste è sottile, piatto e ha due facce, una esterna convessa e una

interna concava e due margini superiore e inferiore. Durante il suo decorso il

corpo manifesta una curva torsione lungo il suo asse.

I muscoli intercostali si inseriscono al margine superiore della costa

sottostante. In corrispondenza del solco fra il muscolo intercostale interno e

intimo decorrono i vasi e i nervi intercostali.

- La prima costa ha minor raggio di curvatura, è corta e spessa, forma il

primo arco costale diretto per tutta la sua lunghezza in basso, la faccia

superiore ha due solchi: uno anteriore per la vena succlavia e uno

posteriore per l’arteria succlavia.

- La seconda costa è lunga circa il doppio rispetto alla prima con un

orientamento simile.

- L’11° e 12° costa si articolano come la prima, solo con il corpo delle

vertebre corrispondenti, mancano del collo e tubercolo e non hanno

angolo costale.

Le cartilagini costali sono la continuazione in avanti dell’estremità anteriore del

corpo delle coste propriamente dette. Composte di cartilagine ialina e

contribuiscono alla mobilità e all’elasticità delle pareti toraciche.

La prima cartilagine costale discende leggermente, la seconda è circa

orizzontale, mentre dalla terza in poi dopo un primo tratto discendente si piega

leggermente verso il basso.

L’estremità mediale che nella prima cartilagine costale continua con lo sterno

tramite sincondrosi nelle successive sei coste si articola con le rispettive

incisure sternali tramite artrodie che permettono leggeri movimenti di

scivolamento sufficienti per gli atti respiratori.

MUSCOLI DEL TORACE

Si distinguono in intrinseci con origine e inserzione nel torace e quelli estrinseci

che dal torace si portano ad altre parti del corpo.

Muscoli intrinseci

- I muscoli elevatori delle coste sono robusti fasci che originano dall’apice dei

processi trasversi della 7° vertebra cervicale e dell’9°- 11° toracica e si portano

alla faccia esterna e superiore della costa successiva. Elevano le coste quindi

sono muscoli inspiratori

- I muscoli sottocostali sono fascetti muscolari aponeurotici situati sulla faccia

interna della parete toracica postero inferiore. Abbassano le coste e sono

espiratori

- il muscolo trasverso del torace è situato sulla faccia interna della parete

toracica anteriore. Separa i nervi e i vasi intercostali dalla pleura. Abbassa le

cartilagini costali su cui si inserisce, è quindi espiratore.

- i muscoli intercostali occupano gli spazi intercostali e si suddividono in

esterni, interni ed intimi. Formano gli strati sovrapposti che chiudono gli spazi

intercostali dall’esterno all’interno.

Esterni: 11 per lato, le sue fibre si portano dal margine inferiore di una

 costa al margine superiore della sottostante dirette in basso e in avanti.

Si estendono dai tubercoli costali fino all’estremità laterale della

cartilagine costale.

Interni: formano lo strato intermedio e hanno le fibre dirette dall’alto al

 basso e indietro, con andamento perpendicolare rispetto a quelli degli

esterni. Si sviluppano dallo sterno all’angolo costale.

Intimi: piccoli strati muscolari poco sviluppati situati profondamene agli

 intercostali interni con fibre con lo stesso andamento. Sono in rapporto

esternamente con i vasi e nervi intercostali, internamente con la fascia

endotoracica e la pleura parietale.

Muscoli estrinseci

Collegano le ossa del torace a quelle della cintura scapolare e pelvica della

colonna vertebrale

-I muscoli toracoappendicolari comprendono il grande pettorale, piccolo

pettorale, succlavio e dentato anteriore.

Il muscolo grande pettorale è una lamina di forma irregolare triangolare,

origine estesa: i due terzi mediali del margine anteriore della clavicola, faccia

anteriore dello sterno, le prime sei cartilagini costali e guaina dei muscoli retti

dell’addome. I fasci convergono lateralmente, vicino all’inserzione i fasci

inferiori si portano superiormente risalendo dietro le superiori. Se prende punto

fisso nel torace può addurre il braccio, innalza inoltre le coste contribuendo

all’inspirazione

Il muscolo piccolo pettorale origina dalla 3°-4° -5° costa e si inserisce sull’apice

del processo coracoideo. Se prende punto fisso sulle coste abbassa la scapola

facendola scivolare in avanti mentre se prende punto fisso sulla scapola solleva

le coste prendendo parte all’inspirazione forzata.

Il muscolo succlavio limita l’abduzione eccessiva del braccio, e se prende punto

fisso sulla clavicola innalza la costa contribuendo all’inspirazione.

Il muscolo dentato anteriore è una lamina muscolare che origina con 9

digitazioni dalla prima alla nona costa, provoca uno spostamento in avanti della

scapola ed il sollevamento del braccio

-I muscoli spinoappendicolari originano dalla colonna vertebrale, comprendono

muscoli trapezio, grande dorsale, piccolo e grande romboide ed elevatore della

scapola.

Il muscolo trapezio dorsale, dorsale, si estende dal collo alle vertebre toraciche

e insieme al controlaterale delimita una superficie a forma di trapezio. I fasci

convergono sulla scapola e clavicola. Contraendosi eleva e adduce la spalla ed

estende la testa ruotandola verso il loro opposto.

Il muscolo grande dorsale ha dei fasci che si dirigono lateralmente e si

inseriscono sulla piccola tuberosità dell’omero, forma insieme al muscolo

piccolo rotondo, la parete posteriore della cavità ascellare. Contrandosi adduce

e ruota interno l’omero e se prende punto fisso sull’omero eleva tronco e coste.

Il muscolo romboide è dato dall’insieme del piccolo e grande romboide. Il

piccolo romboide superiore si inserisce sul margine mediale della scapola

mentre il grande romboide si inserisce sulla scapola. Il romboide contraendosi

sposta medialmente la scapola.

Il muscolo elevatore della scapola si inserisce sull’angolo superiore della

scapola e contraendosi eleva e sposta medialmente la scapola.

-I muscoli spinocostali occupano lo strato medio del dorso e sono: muscoli

dentati posteriori, superiore e inferiore.

Il muscolo dentato posteriore superiore si inserisce con 4 digitazioni sul

margine superiore della 2°, 3°, 4°, 5° costa. Contraendosi eleva le coste.

Il muscolo dentato posteriore inferiore si inserisce con 4 digitazioni sul margine

inferiore della faccia esterna delle ultime 4 coste. Contraendosi abbassa le

coste.

Il diaframma Principale muscolo respiratorio, è una lamina muscolofibrosa

che separa cavità toracica da addominale. Ha una forma di doppia cupola

convessa anteriormente. Nella parte centrale è appiattita e si solleva ai lati per

formare le due cupole di destra e sinistra.

Ogni cupola riproduce la forma della base del polmone, pleura sovrastante e

visceri sottostanti.

La parte centrale appiattita denominata centro frenico che è una grossa

aponeurosi dove convergono i fasci muscolari di origine del diaframma e su cui

poggia il pericardio.

Le origini del diaframma corrispondono all’apertura inferiore del torace e si

possono suddividere in 3 porzioni:

- Porzione sternale costituita da due fasci che originano dalla faccia

posteriore del processo xifoideo e si dirigono verso il centro frenico

- Porzione costale con dei fasci che si interdigitano con quelli del muscolo

trasverso dell’addome.

- Porzione lombare formata dall’arcata lombocostale laterale detta anche

arcata del muscolo quadrato dei lombi che riveste questo muscolo e

forma un arco che si fissa lateralmente all’apice della 12° costa e

medialmente al processo costiforme di L1.

L’arcata lombocostale mediale detta anche arcata del muscolo grande

psoas è un rivestimento di questo muscolo e si fissa lateralmente al

processo costiforme di L1.

I pilastri tendinei originano dal legamento longitudinale anteriore dei

corpi delle vertebre lombari e dai dischi interposti. I margini mediali dei

due pilastri formano un legamento arcuato sul piano mediano che

incrocia l’aorta anteriormente a livello di T12.

ADDOME

Regione compresa tra torace e pelvi. Scheletro costituito dal tratto lombare

posteriormente e inferiormente dalle porzioni iliache delle ossa dell’anca.

Le pareti laterali e anteriore sono formate da muscoli. I limiti superiore e

inferiore sono dati dal diaframma e un piano passante dallo stretto superiore

della pelvi.

Muscoli dell’addome

Sono il muscolo retto anteriore, muscolo piramidale, i muscoli obliquo esterno e

interno, il muscolo trasverso, il muscolo cremastere, il muscolo quadrato dei

lombi e il muscolo grande psoas.

-Il muscolo retto dell’addome costituito insieme al controlaterale, la parete

addominale anteriore. Il ventre muscolare è caratterizzato da 3 o 4 iscrizioni

tendinee trasversali visibili sulla faccia anteriore. Contraendosi abbassa le

coste e flette il torace sulla pelvi.

-Il muscolo piramidale è piccolo e trae origine dal tubercolo e dalla sinfisi

pubica per inserirsi sulla linea alba. Contraendosi tende la linea alba.

-Il muscolo obliquo esterno delimita la parete addominale antero-lateralmente.

Ha origine dalle ultime 8 coste per inserirsi sulla cresta iliaca antero-superiore

verso il basso e avanti per formare il legamento inguinale. I due muscoli obliqui

possono agire determinando una rotazione del tronco verso il lato opposto

mentre agendo in sinergia abbassano le coste (muscolo espiratorio) e flettono il

torace sulla pelvi.

-Il muscolo obliquo interno è posto internamente all’obliquo esterno nella

parete antero-laterale dell’addome. Ha origine dall’inguinale della spina iliaca

antero-superiore e dalla cresta iliaca. I suoi fasci si dirigono in alto e

medialmente e con un’altra aponeurosi partecipa alla formazione della guaina

del muscolo retto e della linea alba. Ruota il torace dal proprio lato.

-Il muscolo trasverso dell’addome è posto profondamente ai precedenti. I suoi

fasci si dirigono medialmente continuando in un’aponeurosi che partecipa

come la precedente alla formazione della guaina del retto e linea alba.

Contraendosi aumenta la pressione addominale portando indietro le coste.

Tutti i muscoli hanno l’importante funzione di determinare la pressione

endoaddominale che mantiene gli organi addominali in sede e con la loro

contrazione esercitano la compressione di questi organi facilitando lo

svuotamento.

-Il muscolo cremastere origina dai muscoli obliqui interno e trasverso, dal

legamento inguinale e tubercolo pubico. Nella femmina è rudimentale e

accompagna il legamento rotondo dell’utero. Nel maschio attraversa il tragitto

inguinale circondando il funicolo spermatico. Contraendosi solleva il testicolo.

-Il muscolo quadrato dei lombi di forma quadrilatera è posto nella parete

posteriore dell’addome ai lati della colonna vertebrale fra ultima costa e la

cresta iliaca. Contraendosi abbassa la dodicesima costa (muscolo espiratorio) e

inclina lateralmente la colonna vertebrale e la pelvi.

-Il muscolo grande psoas è formato da una parte superficiale e una profonda.

Tra i due strati si trova il plesso lombare. Il suo tendine distale si fonde con

quello del muscolo iliaco e si inserisce sul piccolo trocantere del femore.

Permette la flessione della coscia sul bacino e la sua rotazione laterale. A

femore fisso flette il tronco e il bacino.

-Il muscolo iliaco origina dalla fossa iliaca e si unisce alla parte inferiore del

muscolo grande psoas inserendosi al piccolo trocantere del femore; è un

muscolo flessore e completa l’azione dello psoas.

ARTO SUPERIORE

L’arto superiore è formato da spalla, il cui scheletro è formato dalla cintura

toracica (scapola e clavicola), e dalla parte libera (braccio e avambraccio), il cui

scheletro è costituito da omero, radio e ulna e da carpo, metacarpo e falangi.

-CINTURA TORACICA (cingolo scapolare) -

La scapola è un osso piatto, pari e simmetrico di forma triangolare a base

superiore appoggiato sulla gabbia toracica. La faccia dorsale è suddiviso in

spina che continua oltre l’angolo superiore laterale con l’acromion; un altro

rilievo, il processo coracoideo che si estende lateralmente e in avanti alla

scapola. Sopra e sotto la spina, la faccia dorsale presenta due fosse:

sovraspinata e sottospinata che danno origine agli omonimi muscoli. Nella

faccia ventrale della scapola è visibile la fossa sottoscapolare. Il margine

laterale si estende superiormente fino alla tuberosità infraglenoidea, l’angolo

inferiore della scapola si trova in corrispondenza del 7° spazio intercostale.

L’angolo laterale presenta la cavità glenoidea che si articola con la testa

dell’omero.

La clavicola è un osso piatto allungato che si estende dalla base del collo fino

all’apice della spalla. Presenta un corpo e due estremità. Quella laterale si

articola mediante un’artrodia provvista di disco fibrocartilagineo con il margine

mediale dell’acromion. Una capsula resistente e robusti legamenti limitano i

movimenti tra le due ossa. L’estremità mediale si articola con l’incisura

clavicolare del manubrio dello sterno mediante una sella con interposizione di

disco fibrocartilagineo. Il corpo ha forma di S ed è convesso in avanti per i due

terzi mediali e concavo in avanti per la restante parte. La faccia inferiore

presenta la tuberosità costale per inserzione del legamento costoclavicolare, il


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DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BUSTO ARSIZIO - CERNUSCO SUL NAVIGLIO - GARBAGNATE MILANESE - LEGNANO - MILANO - ROZZANO)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicablecich di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Biologia Prof.

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