Sistema endocrino
Il sistema endocrino è formato da un insieme di ghiandole a secrezione interna che, pur essendo prive di continuità topografica e fisica, costituiscono in modo armonico un sistema unitario e integrato, caratterizzato da reciproca interdipendenza. Il sistema endocrino partecipa al mantenimento dell’omeostasi.
Concetto di omeostasi
Omeostasi è un concetto che esprime la capacità dell’organismo di mantenere condizioni relativamente stabili e costanti di fronte a variazioni ambientali, affinchè le cellule del nostro organismo lavorino in buone condizioni di salute.
- Mantenere livelli ottimali di temperatura corporea
- pH dei liquidi corporei
- Pressione arteriosa
- Ossigenazione dei tessuti
- Componenti ematiche (glucosio; Ca, Na, K)
- Eliminazione dei prodotti di scarto
I meccanismi omeostatici agiscono anche a livello delle cellule, dei tessuti e degli organi, oltre che a livello macroscopico.
Comunicazione nel sistema endocrino
Per il mantenimento dell’omeostasi è essenziale che tra le varie parti dell’organismo ci siano sistemi di comunicazione:
- Tutte le cellule del nostro organismo devono comunicare con le cellule vicine e lontane
- A livello locale comunicano in modo diretto tramite molecole di superficie e le giunzioni comunicanti
- La comunicazione a distanza o indiretta si attua tramite la secrezione di messaggeri chimici (Sistema Endocrino e Nervoso) o elettrici (Sistema Nervoso) che riconoscono specifici recettori nelle cellule bersaglio
I sistemi nervoso e endocrino integrano e coordinano le funzioni di tutti i sistemi del corpo al fine di mantenere l'omeostasi. In questo si inserisce anche il sistema immunitario.
Caratteristiche del sistema endocrino
Il sistema endocrino è l’insieme delle ghiandole endocrine che, pur differendo per origine, sede e struttura, sono deputate all’elaborazione di particolari sostanze – ormoni.
Gli ormoni vengono riversati nel liquido interstiziale che circonda le cellule, entrano nel circolo sanguigno e raggiungono e agiscono su appropriati organi bersaglio (= via sistemica). Oltre a ghiandole endocrine, sono presenti anche cellule endocrine isolate (sistema endocrino/ghiandolare diffuso, ad esempio nel sistema digerente).
Tipologie di ghiandole e ormoni
- Ghiandole di derivazione strettamente epiteliale
- Tessuti neurosecernenti = derivati dal SNC e producono messaggeri chimici che vengono rilasciati nel sangue invece che nello spazio sinaptico
Gli ormoni sono sostanze estremamente attive anche in minima quantità e sono sottoposti a controllo affinchè la quantità sia esatta in ogni istante (regolazione feedback negativo).
Modalità di azione degli ormoni
Alcuni ormoni possono agire in altre modalità:
- Rilascio dell’ormone nel torrente circolatorio = via sistemica
- Nella cellula stessa che ha prodotto l’ormone = via autocrina
- In cellula che sono in prossimità alla cellula che ha prodotto l’ormone = via paracrina
- Ormoni prodotti da neuroni del SNC = via nervosa
Regolazione degli ormoni
La classificazione degli ormoni si basa sulla loro natura molecolare. In base alla struttura chimica ci sono due grandi categorie di ormoni:
- Ormoni steroidei, derivano dal colesterolo: sono quindi molecole liposolubili che, una volta raggiunta la cellula bersaglio, possono attraversare la membrana plasmatica e raggiungere i recettori che sono a livello intracellulare.
- Ormoni non steroidei, raggruppano tutti gli ormoni di natura proteica che non sono in grado di attraversare la membrana plasmatica → si legano a recettori di membrana che mediano la trasmissione del segnale all’interno della cellula.
Gerarchia funzionale: asse ipotalamo-ipofisario
I meccanismi a feedback medianti lo sviluppo, l’attivazione funzionale e la regolazione di ciascun componente del sistema endocrino dipendono da interazioni con il sistema neuroendocrino ipotalamo-ipofisario.
Asse ipotalamo-ipofisario
L’ipotalamo è la porzione più caudale del diencefalo (4 gr) e costituisce la più alta struttura di connessione tra il sistema nervoso ed endocrino. Il diencefalo è suddiviso in 5 formazioni nucleari poste in continuità attorno alla cavità ventrivolare: metatalamo, epitalamo, subtalamo, talamo e ipotalamo.
L’ipofisi è la ghiandola endocrina impari mediana di forma sferoidale situata nella sella turcica dell’osso sfenoide e composta da adenoipofisi e neuroipofisi. L’ipotalamo comprende vari nuclei di neuroni del SNC (gruppi che presentano un fenotipo e funzione specifico) che hanno sviluppato la capacità di secernere ormoni per neurosecrezione che per via nervosa o vascolare giungono all’ipofisi.
L’ipotalamo è in continuità anatomica con l’ipofisi attraverso un peduncolo – peduncolo ipotalamo-ipofisario.
Tipi di neuroni nell'ipotalamo
- Neuroni magnocellulari: hanno i corpi cellulari nel nucleo sopraottico e paraventricolare dell’ipotalamo; mentre i terminali assonici si prolungano verso la neuroipofisi e vanno a formare il fascio ipotalamo-neuroipofisario. Secernono ormoni peptidici strettamente correlati con la parte nervosa dell’ipofisi. Raggiungono la neuroipofisi e ne costituiscono la gran parte della massa.
Ossitocina: contrazione della muscolatura liscia dell’utero (miometrio uterino); secrezione del latte (cellule mioepiteliali); retroazione positiva (più aumenta l’effetto dell’ormone e più viene stimolata la sua produzione).
Vasopressina (ADH o ormone antidiuretico): agisce soprattutto a livello renale – mantiene il bilancio idrico dell’organismo (tubulo contorto distale e dotto collettore del rene, aumento permeabilità all’H2O che è riassorbita); riduce la produzione di urina (senza ADH, 10-20 litri al giorno); vasocostrittore (muscolatura liscia arterie, aumento della pressione arteriosa).