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Sistema endocrino

Riassunti personali con aggiunta di appunti presi a lezione. Il file comprende:
- Introduzione sul sistema endocrina
- Ipotalamo
- Ipofisi
- Epifisi
- Sistema neuroendocrino diffuso
- Tiroide
- Paratiroidi
- Pancreas endocrino
- Ghiandole surrenali
- Generalità su altre cellule ad attività endocrina

Esame di Anatomia umana docente Prof. G. Familiari

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cos tuita da cellule poliedriche che formano cordoni irregolari immersi nella rete vascolare del

Pars tuberalis -

sistema portale. Vi sono anche follicoli a contenuto colloidale e cellule appia te. Indagini immunoistochimiche

hanno confermato la presenza di cellule gonadotrope e reotrope intercalate a cromofobe e altre simili alle

follicolostellate, le cellule specifiche della parte tuberale

. Queste vi differiscono perché non presentano S-100 ma

GFAP; hanno a vità pinocitosica e macrofagica e potrebbero avere ruolo come elemen intercala tra circolo

sanguigno e liquor del III ventricolo e dello spazio subaracnoideo. La parte tuberale è la zona in cui sono

maggiormente concentra i rece ori della melatonina e quindi si ipo zza un possibile ruolo nella determinazione

delle a vità ormonali del ritmo circadiano, Tu avia il vero ruolo di questa parte di ipofisi non è ben conosciuto.

i cordoni cellulari sono immersi in una trama di conne vo lasso re colare con scarse cellule conne vali

Stroma -

come fibroci e macrofagi. Con ene capillari sinusoidi con parete so le e cellule endoteliali con pori muni di

diaframma; una so le membrana basale li separa dagli altri elemen ghiandolari

Neuroipofisi

La pars nervosa (posteriore) ha solo assoni dei corpi neuronali che si trovano nei nuclei ipotalamici, cellule della

glia (pituici ) e stroma. Non ci sono quindi cellule endocrine perché qui avviene il trasporto e l’immagazzinamento

degli ormoni ipotalamici (ADH e ossitocina). Si denomina corpo di Herring la terminazione dilatata degli assoni con

gocce di neurosecreto ipotalamico accumulato.

presenta due fibre nervose amieliniche:

Componente nervosa -

1. Fibre del fascio ipotalamo-neuroipofisario, che trasportano neurosecreto. Sono gli assoni dei neuroni

magnocellulari, contenu nel nucleo soprao co (suddiviso in so o nuclei), contenente quasi

esclusivamente i neuroni magnocellulari con corpi voluminosi addensa tra loro; nel nucleo

paraventricolare (oltre alla componente magnocellulare ne ha anche una parvicellulare). I neuroni

magnocellulari hanno abbondante RER e Golgi, da cui si formano vescicole secretorie di 120-200 nm,

microtubuli e microfilamen che con nuano nell'assone veicolando di vescicole fino al polo nervoso.

Hanno discreta arborizzazione dendri ca che fa sinapsi con varie fibre, l'assone contribuisce alla

formazione del fascio ipotalamo neuroipofisario (cos tuito da due componen separate: soprao co

neuroipofisario e paraventricolare ipofisario).

Fibre - contengono mitocondri, microtubuli, REL e varie vescicole che vanno dai 50 nm (residui di membrana lega

alla esocitosi) ai 200 nm (neurosecreto molto denso).

Zona profonda dell'eminenza mediana

Parte infundibolare del peduncolo

Lobo nervoso qui formano espansioni terminali che conta ano le pare dei vasi o si aggregano.

Queste fibre assumono la forma di un corona di rosario per accumulo di neurosecreto, talvolta le vescicole

si aggregano e quindi si evidenziano masserelle più grandi che possono raggiungere parecchi micrometri e

si chiamano corpi di Herring

Alcuni assoni collaterali si conne ono in via ascendente e discendente con altre sedi nervose, tra cui aree

limbiche, nuclei del se o, nuclei del tra o solitario, etc, e in ques casi gli ormoni sono u lizza come

neurotrasme tori o neuromediatori.

2. Fibre di varia provenienza centrale, che non trasportano neurosecreto ma neurotrasme tori e

neuropep di. Provengono da altri nuclei e hanno ruolo regolatorio della funzione neuroipofisaria. Sono

fibre dopaminergiche che provengono dal nucleo tubero infundibolare, adrenergiche e noradrenergiche

che provengono dai nuclei A1/C1 e A2 del tronco, fibre GABAergiche e pep dergiche contenen

met-encefalina e neuropep de FF, di provenienza di vari nuclei ipotalamici

presenta pituici dalla varia forma, dis n in:

Componente gliale -

- Fibropituici , fusiformi - Adenopituici , poliedrici e con pochi prolungamen

- Re colopituici , con mol prolungamen - Micropituici , piccoli e con pochi tozzi prolungamen

Presentano scarsi microfilamen , cospicuo RER, granuli di lipofuscina e gocce lipidiche.

presenta una ricca rete di sinusoidi che derivano dalla ramificazione delle arterie

Componente vascolare -

ipofisarie inferiori e che sono indipenden dal sistema portale. I sinusoidi hanno endotelio fenestrato che poggia

su una membrana basale evidente e sono spesso raggruppa a formare gomitoli, i corpi di Grewing.

i neuroni magnocellulari dei nuclei soprao co e paraventricolare producono

Peptidi neuroipofisari -

rispe vamente vasopressina e ossitocina. Entrambi hanno 9 aminoacidi e differiscono solo per due di essi; sono

sinte zza come precursori proteici nei quali è contenuta la sequenza di una proteina ve ore chiamata

neurofisina, in questo modo il neurosecreto arriva alla neuroipofisi e viene scisso da endopep dasi prima di essere

estruso dalla fibra nello spazio perivascolare, e quindi in circolo a raverso le fenestrature dell'endotelio

Pituiciti

Il rapporto tra le tre componen della neuroipofisi è diverso nelle varie situazioni fisiologiche. In condizioni basali,

quando non è richiesta immissione in circolo del neurosecreto, ogni assone pieno è circondato dai prolungamen

dei pituici in modo che non sia in conta o con la membrana basale dei sinusoidi; il pituicito modifica la

concentrazione extracellulare degli ioni potassio nel microambiente che lo separa dalla fibra nervosa, con

elevazione della soglia di eccitazione dei terminali assonici che sono quindi in quiescenza

. Questo è permesso dalla

capacità dei pituici di produrre taurina

, aminoacido inibitorio simile al GABA, che agisce sui rece ori di

membrana determinando iperpolarizzazione. Quindi i pituici non hanno solo un ruolo trofico e di sostegno, ma

anche nell'immissione in circolo del neurosecreto. Pituici e astroci rispondono a s moli ricevu dalle fibre

catecolaminergiche modificando la lunghezza dei loro prolungamen ; la s molazione dopaminergica causa

migrazione dei prolungamen che impediscono il passaggio del neurosecreto in circolo; quella adrenergica ne

determina la retrazione con il conta o della fibra nervosa con i sinusoidi, calo del tono di taurina e modificazione

del microambiente in senso depolarizzante passaggio in circolo del neurosecreto.

→ Organi bersaglio +

Vasopressina tubulo distale e tubuli colle ori del rene, in cui aumenta la permeabilità al Na e quindi richiamo

di acqua - per questo presiede al mantenimento della volemia. Nel diabete insipido vi è carenza di ADH e quindi

provoca perdita di acqua nelle urine con disidratazione dell'organismo. Essa ha anche azione sulla muscolatura

liscia della parete arteriolare, con aumento delle resistenze periferiche e della pressione sanguigna, palese nelle

gravi emorragie

Ossitocina miometrio uterino e ghiandola mammaria, la sua produzione aumenta nel periodo terminale della

gravidanza e la sua immissione in circolo è dovuta ad afferenze sensi ve prodo e dalla dilatazione del collo

dell'utero all'inizio del travaglio. Sulla ghiandola mammaria ha azione s molante (cellule mioepiteliali degli alveoli

ghiandolari), favorendo l'espulsione di la e. Ha ruolo anche nel sesso maschile: è dimostrato il suo rilascio nel

corso dell'esercizio fisico, nell'a o sessuale e ha un coinvolgimento in funzioni viscerali e comportamentali

complesse legate a rappor interpersonali affe vi, come la scelta del partner e cura della prole.

Lesioni

La ghiandola ipofisaria normalmente riempie la sella turcica, se si vede bene significa che è ingrossata

● (

adenoma

, per la maggior parte dei casi benigno); il miglior modo per accedervi è il naso.

Sindrome della sella vuota: erniazione dello spazio subaracnoideo, l’ipofisi risulta schiacciata sul

● pavimento della sella turcica, ha la forma di mezzaluna e dall’rx è poco visibile. La sella vuota primaria

riguarda un incompleto sviluppo del diaframma sellare, che ene in posizione anatomica l’ipofisi; la sella

vuota secondaria è causata da adenomi ipofisari, radioterapia o interven chirurgici.

Nanismo ipofisario: caso in cui si abbia poca produzione di GH o insensibilità dei tessu all’ormone →

● ritardo della crescita, alterazione della distribuzione del grasso corporeo, ipoglicemia alcune ore dopo i

pas .

Picnodisostosi

: malformazione dello scheletro durante la crescita

● Gigantismo con acromegalia: sindrome da sovrapproduzione o ipersensibilità ssutale al GH.

● Ghiandola pineale (epifisi)

Forma conica, lunga 7-10 mm x 6 x 2.5 e pesa 100-180 mg. Il suo volume aumenta

Forma, posizione e rapporti -

dalla nascita ai 2 anni di vita. Fa parte dell’epitalamo, si trova inferiormente allo splenio del corpo calloso, postero

superiormente rispe o alla cavità del III ventricolo, alla cui parete è collegata da un peduncolo superiore e uno

inferior, che circoscrivono il recesso epifisario del ventricolo. Il peduncolo superiore è solidale al trigono

dell'abenula e con ene la commessura abenulare, mentre quello inferiore la commessura posteriore. Tra il

peduncolo superiore e la volta del ventricolo si forma spesso un recesso sopraepifisario

. La faccia inferiore della

ghiandola poggia sulla superficie dorsale del mesencefalo, la pia madre forma un involucro a raverso cui giungono

vasi e nervi - la ghiandola sporge quindi nello spazio subaracnoideo ed è bagnata dal liquor (le cellule sono anche

ciliate, ma non se ne conosce la ragione).

È stata iden ficata come organo cerebrale al III - IV secolo a.C, Galeno la descrisse per primo come ghiandola

conarium

, Vesalio ne descrisse la vascolarizzazione e solo nel 1958 fu isolata la melatonina che produce. Si

sviluppa dal te o del III ventricolo alla VII se mana di gestazione da una evaginazione ependimale.

Vasi e nervi

Principali arterie: rami delle arterie cerebrali anteriori e posteriori con 3 gruppi:

- Dalla circolazione posteriore: arteria pineale laterale e mediale

- Dalla circolazione anteriore e posteriore: arteria pineale rostrale

- Un ramo dell’arteria coroidale posteromediale

Le arteriole si fanno strada a raverso l'involucro piale e i capillari che ne derivano formano una rete di sinusoidi

.

Le vene sono tributarie della grande vena cerebrale di Galeno. Riceve fibre nervose simpa che a raverso i nervi

conari, rami post gangliari che derivano dal ganglio cervicale superiore che contengono noradrenalina e il

neuropep de rosina. Le fibre pre gangliari provengono da neuromeri più craniali C -T del nucleo intermedio

8 1

laterale della lamina VII del midollo spinale. Riceve innervazione parasimpa ca dal nucleo salivatorio superiore per

mezzo del ganglio sfenopala no - fibre colinergiche che contengono anche i neuropep di VIP ee PHI. Vi sono

anche alcune fibre sensi ve provenien dal ganglio semilunare che contengono sostanza P, CGRP e PACAP. Il

nucleo soprachiasma co è il pacemaker centrale per il ritmo sonno-veglia, meccanismo che origina nella re na e

porta alla sintesi di melatonina. Esistono anche orologi periferici ges dalla inges one di cibo (glicemia) → Gut

clock, se alterato si crea la crono-disruption - che può provocare una serie di problema che gravi e anche il cancro.

Struttura

La ghiandola pineale ha una stru ura lobulata con se di tessuto conne vo piale che portano vasi sanguigni e

nervi via l’infundibolo pineale del III ventricolo - i capillari sono di po sinusoidale

. Il parenchima presenta

pinealociti

, cellule interstiziali (gliali di supporto), stroma e sinusoidi.

❖ I pinealoci hanno forma sferoidale con prolungamen di varia lunghezza che terminano con un

rigonfiamento a conta o dei capillari oppure dell’ependima del recesso epifisario. Il nucleo ha forma

sferica e spesso un grande nucleolo, citoplasma basofilo, piccolo apparato di Golgi e vescicole di

secrezione a contenuto ele rondenso, mitocondri di varia forma e grandezza, lisosomi e gocce lipidiche.

La cara eris ca è la presenza di nastri sinaptici - formazioni a bastoncello o lamellari di circa 150 nm di

lunghezza e 40 nm di larghezza, perpendicolari alla superficie interna della membrana cellulare e rives te

da vescicole a contenuto granulare. Il loro numero varia a seconda del momento funzionale della

ghiandola e raggiunge il massimo nelle fasi no urne. Ques hanno origine filogene ca legata al fa o che

nei vertebra inferiori (pesci, anfibi, re li e uccelli) l'epifisi ha dire a connessione con la luce esterna, e

quindi i pinealoci sono molto simili ai fotorece ori della re na; nei mammiferi vi è solo un ciglio

❖ Le cellule inters ziali sono intercalate tra cordoni e pinealoci e sono simili in forma agli astroci . Hanno

nuclei allunga più eviden e colorabili dei pinealoci , citoplasma con grande RER, ribosomi, mitocondri,

filamen intermedi e lisosomi. Hanno lunghi e so li prolungamen citoplasma ci che talvolta si

intrecciano con quelli dei pinealoci , e terminano in conta o con i corpi cellulari o con la parete dei vasi.

❖ Vi sono poi macrofagi, fibroblas e mastoci nel conne vo lasso stromale di derivazione piale.

Con l’età aumenta il deposito di calcificazioni (è l’unico organo del cranio in grado di calcificare) nella ghiandola

pineale con accumulo di concrezioni (sabbia cerebrale, corpora arenacea, acervuli) - fa e di calcio, fosforo, apa te

e calcite. Queste si stra ficano in lamelle concentriche con numero dimensioni che varia con l'età e sembrano

legate al catabolismo dei prodo di secrezione. Attività ormonali

Il principale prodo o di secrezione è la melatonina

, che le cellule sinte zzano a par re dalla serotonina per azione

di due enzimi. La ghiandola secerne anche serotonina, che o ene a par re dal triptofano. Le a vità enzima che

che portano alla sintesi di ques due ormoni hanno un ritmo alternato nelle 24 ore e sono in relazione al ciclo di

illuminazione e buio del ritmo circadiano. Nel periodo di massima illuminazione vi è un picco di sintesi di

serotonina, mentre in quello di buio un picco di sintesi di melatonina. L'influsso dell'alternanza tra luce-buio è

garan to dall’innervazione simpa ca post gangliare: la noradrenalina liberata durante la scarsa illuminazione

determina tramite rece ori β-adrenergici la sintesi dell'ormone che viene immesso nel circolo sanguigno e nel

liquor. L’impulso origina da neuroni gangliari dei neuromeri C -T che ricevono lo s molo da vie discenden

8 1

collegate al nucleo soprachiasma co dell'ipotalamo, a sua volta collegato alla re na mediante le fibre

re no-ipotalamiche del nervo o co. Questo nucleo non solo registra l'illuminazione, ma anche la sua durata e la

sua lunghezza d'onda, per questo regola sia il ritmo circadiano che quello circannuale (stagionale). La melatonina

ha azione inibitoria sul Gn-RH, la zona a più alta concentrazione di rece ori per questo ormone è la pars tuberalis

dell'adenoipofisi e per questo mo vo regola la riproduzione stagionale di alcune specie che è mediata dalla

quan tà di luce. Nell'uomo la melatonina ha un ruolo meno evidente sulle funzioni riprodu ve anche se vi è una

correlazione tra popolazioni nordiche che vivono un semestre invernale prevalentemente al buio e la depressione,

inoltre sembra mediare il jet lag, tu avia mol ssime cose sono ancora da dimostrare.

Sistema neuroendocrino diffuso (DNES) - non più APUD

Le cellule che vi appartengono furono inizialmente accomunate dal fa o che tu e le loro vescicole di secrezione si

accumulavano sul versante basale della cellula e per questo furono chiamate cellule basigranulose

. Solo con le

ricerche di microscopia ele ronica e immunoistochimica si iniziò a comprendere che tu e queste cellule

appartengono a pi cellulari differen . Questa popolazione è classificata in base alla derivazione embriologica

delle cellule:

Dalla cresta neurale: Neuroni magnocellulari Dall’endoderma:

Midollare del surrene dell'ipotalamo Cellule endocrine del GEP

● ●

Sistema cromaffine Parvicellulari dell'ipotalamo Cellule endocrine del

● ● ●

Cellule SIF dei gangli simpa ci Pinealoci polmone sia isolate che

● ●

Cellule C della roide Cellule cor cotrope e neuroepiteliali

● ●

Melanoblas della cute melanotrope dell'adenoipofisi Cellule endocrine apparato

● ●

Cellule del I po del glomo Citotrofoblasto della placenta urinario

● ●

caro deo Cellule principali della

Dall'ectoderma: para roide

Queste cellule sono intercalate nell'epitelio di rives mento delle mucose o delle ghiandole e possono essere

dis nte in due pi in base al fa o che raggiungano o meno la superficie dell'epitelio:

❖ Aperto, forma colonnare e con versante luminale dotato di microvilli che arrivano fino alla superficie

luminale dell'epitelio. Sviluppano rece ori per un certo po di informazione, che deriva dal contenuto che

transita nel lume dell'organo, e la risposta che innesca è l'emissione di vescicole secretorie per esocitosi

dal lato basale. Il fa ore emesso agisce in maniera autocrina, paracrina o endocrina

❖ Chiuso, non comunicano con il lume e sono spesso in conta o con terminazioni nervose che formano

giunzioni citoneurali sul versante basale. Mol prodo di secrezione di queste cellule sono prodo anche

nel sistema nervoso e quindi si è teorizzata l'esistenza di un asse funzionale tra encefalo e l'organo

periferico in cui le cellule si trovano (come per esempio brain-gut axis).

Con tecniche di immunoistochimica possono essere localizza i pep di o l’amina specifica che cara erizza ogni

singola cellula, ma ci sono an geni che sono comuni a gran parte delle cellule e si chiamano marker

neuroendocrini generici: cromogranina, sinaptofisina, neuropep di ed enzimi. Inoltre presentano tu granuli di

secrezione ele rondensi; eterogeneità cellulare: cellule normali e tumorali; possono essere sia a livello centrale

che periferico; hanno mol granuli citoplasma ci piccoli; si trovano vicino al sinusoide.

☹:

Lesioni I tumori origina da queste cellule si chiamano paraneurinomi

, e sono cara erizza dalla produzione di

ormoni pep dici inusuali per quella determinata sede corporea → le cellule quindi hanno un patrimonio gene co

comune normalmente non del tu o espresso ma che può esserlo a seguito di trasformazione neoplas ca

Tiroide

Ghiandola endocrina di origine branchiale

, è l’organo più superficiale della loggia del

Forma, posizione e rapporti -

collo (regione anteriore mediana del collo). È a 2-3 cm dall’incisura dello sterno (primi due anelli tracheali),

profondamente ai muscoli sterno roideo, sternoioideo e omoioideo (C5-T1) - gruppo dei muscoli so oioidei - e

dalla fascia cervicale media che li avvolge; per la direzione dei muscoli la ghiandola è scoperta sulla linea mediana,

dove solo le fasce media e superficiale la separando dai tegumen . Lateralmente è coperta anche dai muscoli

sternocleidomastoidei e pla sma. Ha una forma ad H, cos tuita da due lobi laterali (circa 3 cm, dalla car lagine

roide al 5° anello tracheale) e un istmo mediano (applicato al 2-3° anello tracheale). La roide ha un colorito

rosso-bruno, una superficie liscia e consistenza molle. La lesione del nervo laringeo ricorrente era la prima

complicazione negli interven di roidectomia. Il polo superiore dei lobi laterali arriva fino a livello della parte

media della car lagine roidea, quello inferiore scende fino a livello del 5-6° anello tracheale.

Ogni lobo è di circa 4 cm, una larghezza di 2-2.5 cm, un diametro trasverso di 6-7cm, istmo compreso. La forma è a

farfalla, l’altezza è di 3 cm, lo spessore 4-6 mm presso l’apice e 2 cm verso la base. Le dimensioni variano con l’età,

il sesso e l’ambiente in cui si vive: il peso alla nascita di circa 200 mg e nell’adulto circa 18-35 g (donne: 14.5 g,

uomini: 18g). Nel 30-50% della popolazione può essere presente il lobo piramidale (o piramide di Morgagni),

residuo del do o reoglosso dalla forma conica e che può raggiungere anche l’osso ioide. Talvolta vi è anche una

formazione fibromuscolare che collega lo ioide all’istmo o al lobo piramidale, il muscolo elevatore della tiroide

.

La ghiandola è avvolta dalla guaina peritiroidea

, dipendenza della fascia cervicale media; posteriormente si

prolungano tralci conne vali che formano legamen che la ancorano alla car lagine roidea della laringe

(

legamento sospensore o mediano

); alla cricoide e primi anelli tracheali (

legamenti laterali interni

); alla guaina del

fascio vascolonervoso del collo (

legamenti laterali esterni

) - a volte la caro de comune le lascia un solco - è molto

solidale al condo o laringo tracheale, seguendo i suoi movimen . Posteriormente conta a il tubo

faringo-esofageo e nell’inters zio decorre il nervo vago. C7- fascia cervicale profonda - esofago - trachea (punto di

riferimento, se la tiroide cresce troppo, devia il suo asse) -

tiroide - guaina peritiroidea - fascia cervicale media - fascia

cervicale superficiale

Regione sottoioidea

Si possono palpare:

❏ Con l’indice la car lagine roidea

❏ Con il medio la cricoide

❏ Con l’anulare l’istmo della roide

❏ Con il mignolo il margine superiore del

manubrio sternale

Si denomina spazio pericoloso peritiroideo lo

spazio presente dietro allo spazio retrofaringeo

che collega gli spazi cervicali profondi al medias no; riceve questo nome per la facilità con cui vi si verificano

emorragie nel corso di interven sulla roide. In questo spazio sono situazione le qua ro para roidi

Vasi e nervi

❖ Arteria tiroidea inferiore (rami del tronco reocervicale delle succlavie)

➢ Ha rappor con il nervo laringeo ricorrente

❖ Arteria tiroidea superiore destra e sinistra (rami delle caro di esterne)

❖ 7,5% della popolazione - arteria roidea ima, che può provenire dal tronco brachiocefalico, dall’arteria

caro de comune di destra, dall’arco aor co o dalla toracica interna

❖ Vene: formano un plesso nello spazio pericoloso, da cui originano:

➢ Vene roidee superiori, tributarie della giugulare interna

➢ Vene roidee inferiori, tributarie delle brachiocefaliche

❖ Linfa ci: Comunicano con il plesso tracheale e poi passano ai linfonodi prelaringei, pretracheali e

paratracheali. Talvolta drenano sui linfonodi brachiocefalici. Lateralmente drenano vicino alle vene

roidee superiori, verso i linfonodi cervicali profondi. I linfa ci possono drenare in maniera dire a (senza

linfonodi) sul do o toracico

❖ Nervi:

➢ Gangli simpa ci cervicali superiore, medio e inferiore

➢ Nervo laringeo ricorrente

➢ Nervo laringeo esterno Struttura

Dalla capsula conne vale si dipartono tralci che dividono l'organo in lobuli. Tra ques , si insinuano vasi e nervi che

raggiungono le singole unità funzionali.

La roide ha organizzazione follicolare la cui unità morfofunzionale è il follicolo tiroideo

, presenta infa

Follicoli -

una serie di vescicole chiuse la cui parete è fa a di epitelio follicolare

, formato da un singolo strato (generalmente

cubico) di reoci che circoscrive una cavità ripiena di materiale amorfo, la colloide con reoglobulina (nell'altro

po di follicolo del corpo, l’ovaio, è contenuto liquido). I tireociti sono responsabili della sintesi e immissione in

circolo degli ormoni roidei (T , T ); l'epitelio si poggia su una membrana basale sulla quale si organizzano i

3 4

capillari della rete capillare parafollicolare

. Tra i reoci sono intercalate le cellule parafollicolari

, o cellule C, che

sono responsabili della produzione di calcitonina (i due pi cellulari sono dis nguibili solo a raverso

immunoistochimica) Le cellule C sono più grandi ma meno numerose, e non arrivano al lume, collocandosi

comunque nella membrana basale. Per vedere tali cellule bisogna effe uare una sezione trasversale e fare una

immunocitochimica per la calcitonina

, polipep de di 32 aminoacidi che viene accumulato insieme a serotonina e

somatosta na - il suo bersaglio è l’

osso

, dove inibisce il riassorbimento di calcio, causando una diminuzione della

calcemia → ormone ipocalcemizzante in equilibrio con il PTH. Hanno citoplasma chiaro, con granuli di diametro di

100-200 nm che hanno una zona centrale molto ele rondensa separata dalla parete interna della vescicola da un

alone chiaro, Golgi perinucleare sviluppato e scarso RER. I follicoli presentano varie dimensioni in una roide

normofunzionante, in base allo stato funzionale in cui si trovano:

- I macro follicoli hanno una cavità dilatata e ripiena di colloide in cui le cellule epiteliali sono molto

appia te e ques si trovano in condizioni di ipofunzionalità, in cui il follicolo non contribuisce a rilasciare

ormoni. La colloide appare molto densa e colorabile ed è una forma di riserva da u lizzare in caso di

richiesta.

- I micro follicoli funzionanti contengono quan tà variabili di colloide, poco cromofila, e hanno epitelio

cilindrico

L’ipotalamo rilascia TRH sull’adenoipofisi, che risponde rilasciando TSH, che s mola la roide con trasformazione

dei macrofollicoli in micro → si creano sulla superficie dell’epitelio segmenti escretori

, in cui i reoici divengono

più al fino a raggiungere la forma cilindrica e la cui colloide si fluidifica. I reoci hanno quindi doppia polarità

funzionale: nelle fasi di sintesi e accumulo di colloide operano dal versale basale al luminale, viceversa nella fase di

immissione in circolo. Nelle varie fasi gli organuli cambiano:

Sintesi di tireoglobulina (glicoproteina) - RER e Golgi sviluppa - si accumula nel segmento apicale; nelle

● vescicole vi è anche una perossidasi

1. Assorbimento dello ioduro - processo a vo con dispendio di energia (contro gradiente) - mol mitocondri

2. Gli ioduri vengono aggiun a residui rosinici della reoglobulina, vengono ossida da una perossidasi e

trasforma in iodio molecolare - coniugato poi con la rosina della reoglobulina

3. MIT → DIT → T o T

3 4

4. Rilascio di T e quan tà rido a di T nel sangue - assunzione da parte dei follicoli di aspe o endoteliforme

4 3

→ macrofollicoli. Quando un reocita inverte la sua polarità funzionale, si formano pseudopodi che

a orniano gocciole di colloide e per fagocitosi le introducono nel reocito. I fagosomi sono raggiun dai

lisosomi, che scindono gli ormoni roidei e li eme ono dalla parte basale della cellula. Poi raggiungono i

capillari ed entrano in circolo

5. I residui sono processa da enzimi idroli ci e lo iodio dei residui di MIT e DIT riciclato

In circolo, gli ormoni sono trasporta da proteine plasma che; il 70% è legato alla globulina TBG, sinte zzata nel

fegato, che garan sce un’emivita maggiore. La loro concentrazione risulta costante perché se i livelli libera si

riducono, allora maggior quan tà di ormoni viene rilasciata dalle proteine, al contrario se gli ormoni sono in

eccesso, allora le proteine plasma che li legano. La regolazione avviene sempre per feedback negativo

, a raverso

l'asse ipotalamo-ipofisario. T rappresenta il 90% degli ormoni roidei circolan e il 33% di questo viene conver to

4

in T perché quest'ul mo è il principale ormone che interagisce con le cellule bersaglio, 10 volte più potente di T .

3 4

Ques ormoni sono liposolubili

, e quindi si legano dire amente a rece ori sul nucleo interagendo poi con il DNA e

influenzando geni regolatori per avviare la sintesi di proteine - agiscono quasi su tu gli organi, in alcuni s molano

metabolismo in altri crescita e differenziazione. ☹

Lesioni

Ipertiroidismo - autoan corpi contro i rece ori TSH - provoca un aumento del metabolismo con sintomi

● come: elevata temperatura corporea, perdita di peso, aumento dell'appe to, tachicardia, ipertensione e

aumento di dimensioni della ghiandola; spesso questo quadro è accompagnato da eso almo,

o almopa a per aumento della rima palpebrale, ipertrofia dei muscoli estrinseci dell’occhio.

Ipotiroidismo - provoca una riduzione del metabolismo basale con: bassa temperatura corporea, aumento

● di peso, bradicardia, ipotonia della muscolatura scheletrica e apa a. Se questa ipo-secrezione si manifesta

nell'infanzia, si sviluppano anche ritardi nello sviluppo del sistema nervoso e un’alterata crescita e

maturazione ssutale → cretinismo. Nell'adulto l’iposecrezione si chiama mixedema

.

Gozzo - la funzione roidea è vincolata alla presenza di iodio e la sua mancanza genera il gozzo colloidale,

● cara erizzato da aumento di dimensioni della ghiandola

La roide nasce alla 5° se mana di sviluppo dal pavimento dell’intes no faringeo (alla

Derivazione embriologica -

base della lingua), dove si forma il un cordone che si canalizza nel do o reoglosso. Alla 7° se mana raggiunge la

sua posizione defini va biforcandosi nei due lobi che rimangono connessi all’istmo - il residuo che ne rimane sulla

lingua è il forame cieco, il resto regredisce. L’abbozzo endodermico si fonde con uno del corpo ul mobrachiale

(colonizzato da cellule di origine neuroectodermica delle creste neurali) che danno origine alle cellule C. È

possibile che ci siano localizzazioni di tessuto roideo accessorio/ectopico o di cis del do o reoglosso proprio a

causa della derivazione embriologica. Ci sono casi in cui il do o è persistente

Paratiroidi

Sono essenziali alla vita, sono 4, con un range di 2-12 (verso l’apertura superiore del

Forma, posizione e rapporti -

torace o nel medias no anteriore vicino al mo). Sono discoidali, 5-7 mm x 3-4 mm (come len cchie). Sono fuori

dalla capsula roidea sulla metà mediale della superficie posteriore di ciascun lobo roideo, entro la guaina

peri roidea nello spazio pericoloso. Pesano 25-35 mg (con un range di 18-161 mg) e il colorito è rosso-bruno, nel

tempo più giallastro per accumulo di lipidi. Le ghiandole para roidi superiori sono costan , 75% tra il primo e

secondo terzo della roide, postero lateralmente alla giunzione crico roidea; le inferiori sono variabili, al di sopra

della biforcazione caro dea fino al medias no, ma sono sempre in rapporto con le diramazioni dell’arteria roidea

inferiore e con il nervo laringeo ricorrente. Essendo variabile la loro posizione, è necessaria la localizzazione

pre-chirurgica. Dal 2016 esiste una tecnica molto veloce che le localizza con una sostanza fluorescente

Vasi e nervi

❖ Le arterie sono rami delle roidee inferiori

❖ Le vene para roidee fanno capo al plesso peri roideo

❖ I vasi linfa ci drenano con quelli della roide nei linfonodi cervicali profondi, pre e paratracheali

❖ I nervi derivano dai rami roidei dei gangli simpa ci cervicali; laringei superiori e inferiori (vago)

Struttura

Il rives mento conne vale - capsula so le - invia tralci cos tuendo uno stroma re colare lungo cui passano vasi e

nervi, rendendo l’organo lobulato. Parenchima

: cellule epiteliali organizzate in cordoni o nidi cellulari con sinusoidi

(come l’ipofisi). Le cellule parenchimali sono: principali, ossifile di transizione e ossifile

. Con l’età gran parte della

ghiandola è sos tuita da tessuto adiposo (colorito giallastro) e l’aspe o si rende meno compa o

❖ Cellule principali - 8 μm, hanno alcuni granuli citoplasma ci

➢ Scure, gli elemen a vi - molto RER e Golgi, vescicole secretorie di 50 nm con contenuto centrale

ele rondenso

➢ Chiare - poco colorabile, prevalentemente granuli di glicogeno

➢ Esaurite - fase terminale del ciclo funzionale delle cellule principali; hanno meno glicogeno delle

preceden e quadri di degenerazione come mitocondri gonfi e processi autofagici con inclusi

lipidici.

❖ Cellule ossifile - non si possono confondere in nessun modo, sono piche dell’uomo e di altre poche

specie, sono 12-20 μm e sono ricchissime di mitocondri (cara eris ca) con creste dilatate e matrice densa;

sono per questo molto acidofile. Ques compaiono verso il 5-7 anni di vita e aumentano con la pubertà,

potendosi raggruppare in nidi omogenei. Nell’insufficienza renale cronica, aumenta il loro numero e si

potrebbe associare ad un accumulo di calcio (ricerche nuove). Nel poco citoplasma che rimane

accumulano granuli di glicogeno

❖ Cellule ossifile di transizione, non hanno corredo completo di mitocondri ma più delle cellule normali

Tu e e tre i pi di cellule sono a ve e tu e producono PTH e la proteina ad esso associata; esprimono anche il

rece ore sensore del calcio. Il PTH è ipercalcemizzante e agisce su osso, rene e mucosa intes nale (riassorbimento

osseo, escrezione dei fosfa e assorbimento di calcio tramite il metabolismo della vitamina D). La provitamina D

viene sinte zzata nella cute, passa nel rene dove è trasformata in D , poi nel fegato dove viene idrossilata in

3

posizione 25 e torna nel rene dove subisce per azione del PTH un’idrossilazione in posizione 1 → forma a va

Lesioni

Ipoparatiroidismo

: asportazione chirurgica involontaria, curata con iniezioni di sali di calcio e dosi massicce

● di vitamina D. Con basso PTH si ha il segno di Trousseau (mano piegata in basso) - Tecnica di reimpianto

delle ghiandole para roidee sull’avambraccio

Iperparatiroidismo

: demineralizzazione, riassorbimento osseo (aumento di a vità degli osteoclas con

● riassorbimento osseo - molto ben visibile nelle falangi), perdita di peso.

Sintomatologia comune alle carenze di PTH: tetania paratireopriva

, contra ura dell’apparato muscolare

● per carenza di calcio

Rachitismo infantile a causa di carenza di vitamina D

● Le para roidi derivano dall’endoderma delle tasche branchiali: le superiori dalla 4° e

Derivazione embriologica -

poi convergono nell’abbozzo roideo, le inferiori originano dalla 3° insieme al mo, poi scendono fino a

raggiungere la loro posizione - per questo è possibile che ve ne siano di soprannumerarie ectopiche lungo il

percorso dell’abbozzo mico fino al medias no anteriore. Queste funzionano molto precocemente, regolando il

metabolismo del calcio nel feto.


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21

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale78420 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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