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Genesi dei terremoti

Dott. Riccardo Viselli

Direttore scientifico Geopros

L'interno della Terra

Crosta: porzione della Terra compresa tra la superficie e la discontinuità sismica chiamata Moho in cui si riscontra un brusco aumento della velocità di propagazione delle onde sismiche e la cui profondità varia passando dai Continenti agli Oceani e dalle aree pianeggianti alle grandi catene montuose (dai 10 km circa negli Oceani ai circa 70 km in corrispondenza delle grandi catene montuose).

Mantello: porzione della Terra compresa tra la crosta ed il nucleo, che ha inizio a circa 2.900 km dalla superficie.

Litosfera: insieme dalla crosta e del mantello superiore, composti da rocce con comportamento rigido sia se sottoposti a sforzi prolungati nel tempo che rapidi e limitati temporalmente come le onde sismiche.

Astenosfera: parte del mantello immediatamente sottoposta alla litosfera e con comportamento fluido se sottoposta a sforzi applicati in tempi geologici. In essa risiedono le forze che, deformando la soprastante litosfera fino alla rottura, generano i terremoti.

Plasticità e rigidità

Comportamento rigido: le rocce, sottoposte a sforzi continui, sono interessate da faglie nel momento in cui viene superata la resistenza alla rottura e viene così generato il terremoto. A pressioni non elevate le rocce hanno un comportamento di tipo rigido. Le rocce della litosfera hanno comportamento rigido e possono così fratturarsi.

Comportamento plastico: le tensioni vengono assorbite dalla roccia che si deforma senza fratturarsi. In questo caso non si genera il terremoto. A grandi profondità, a causa degli elevati valori di pressione e temperatura a cui sono sottoposte, le rocce hanno comportamento plastico: per questo motivo i terremoti non si generano a profondità superiori a 800 km circa.

Comportamento fluido: su tempi geologici, le rocce dell’astenosfera possono comportarsi alla stregua di fluidi ed in esse possono generarsi moti convettivi.

Relazione sforzi/deformazioni

Quando una roccia si comporta elasticamente, le deformazioni e le forze agenti sono direttamente proporzionali (legge di Hooke). Raggiunto un determinato valore delle forze agenti (dipendente dalla roccia e dalla condizioni al contorno), la relazione tra sforzi e deformazioni non è più lineare. Raggiunto il limite di rottura della roccia (dipendente anch’esso dalla roccia e dalla condizioni al contorno) la roccia si frattura e viene liberata l’energia potenziale accumulata nello sforzo.

Rocce porose: nelle rocce porose la resistenza

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Scienze della terra GEO/05 Geologia applicata

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