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Sintesi nozioni e teorie di formazione outdoor apprendere dall'esperienza

Appunti relativi alla formazione outdoor: storia, teorie e tipi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Melotti dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia sociale docente Prof. G. Melotti

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La polarizzazione dei giudizi riguardanti l'outdoor Training dipende essenzialmente da tre

fattori:

Una bassa conoscenza della Formazione Outdoor; l'effetto gestaltico totalizzante che rimane dopo

l'esperienza; una diversità molto spinta di operatori, modalità, tipologie, stili e approcci con cui

viene proposta l'outdoor.

Il libro si rivolge a: formatori-consulenti; formatori-aziendali; manager; neo formatori; formatori

outdoor.

I limiti della formazione tradizionale

Il trasferimento on the job è uno dei limiti che emerge dalla formazione tradizionale: si pensa

infatti che senza un reale trasferimento delle esperienze nella vita reale, non possa essere

raggiunto un vero e proprio APPRENDIMENTO (quello buono, quello che persiste).

Una buona lezione è quella che viene messa in pratica nella realtà, tramite l'acquisizione di nuovi

modelli cognitivi i quali si radicheranno nella persona.

Il processo di apprendimento oggi, rispetto al passato, sembra essere trascurato a causa dei ritmi

serrati della quotidianità e non completato a cura della persona stessa, come succedeva in origine.

Le persone oggi vogliono raggiungere risultati senza fare alcuna esperienza, hanno fretta.

non accompagna le persone verso il loro completo

La formazione tradizionale

processo di apprendimento , ne stimolano solo l'avvio. Difficoltà tra apprendimento e

applicazione della tecnica.

Le neuroscienza negli ultimi anni, hanno dato maggior importanza all'emotività nella costruzione

della motivazione ad apprendere.

A partire dalla crisi economica del 92, nuovi modelli di formazione sono stati studiati, per

migliorare la propria efficacia migliorando il rapporto fra gli investimenti globali richiesti e la loro

realizzazione tramite le capacità dei partecipanti appresa durante la formazione.

Per rendere più incisiva la formazione

Abbandonare la logica del corsificio

- (non serve managerialità, ma leadership, non

programmare lavori ripetitivi, ma saper cambiare, navigare le difficoltà e cogliere le

opportunità.)

Imboccare nuove strade formative

– (nuovi modi o settori di formazione per recuperare

incisività)

Autoformazione

– (learning community, work learning place, outdoor training, coaching)

Scouting motivazionale

- (l'efficacia di un percorso è indispensabile, dedicare spazio

energie e tempo alla ricerca), aumentare il potenziale di apprendimento significa far sparire il

''DEVO andare ad un corso'' e far emergere il ''VOGLIO partecipare''.

Da teaching a learning: spingere il soggetto a desiderare l'apprendimento in modo

autonomo, i docenti devono solamente realizzare una sottile strategia opera di stimolo.

pprendimento continu

- A o anche dentro famiglia, scuola, associazioni (life long learning) e

spiegare come la frase ''oggi nulla di nuovo'' sia tossica e dia allarme generale di obsolescenza.

E' possibile una formazione maggiormente efficace, anche se più complessa e lunga: essa è

basata sulle esperienze vissute fuori dall'aula, sulla propria personale progettualità e sulla cultura

dell'apprendimento continuo.

Con l'aiuto di un trainer si effettuano attività da non confondere con survival o animazione:

non c'è pericolo o divertimento, ma coinvolgimento emotivo e spirito di squadra. Sviluppa

potenziale personale e di gruppo.

Le attività fisiche sono presenti ma utili solamenta agli scopri sopracitati.

La richiesta di questo tipo di attività in Italia sta aumentando sia per effetto moda, sia per

saturazione del metodo tradizionale.

Ci sono alcuni rischi e difficoltà che il mercato italiano però deve superare:

sul lato della qualità (rischio che sia di basse qualità e quindi controproducente)

Sul lato dell'offerta (la confusione delle etichette proposte per i vari tipi di formazioni)

sul lato della domanda (una migliore informazione sulle offerte proposte)

sul lato dei formatori (maggiore voglia di sviluppare formazioni specifiche in base alla necessità)

Survival e attività sportive, animazione e adventure training:

Survival e attività sportive:

NON si possono considerare attività formative. Esse hanno una forte componente di pericolo reale,

sono monotematiche e di lunga durata, l'attenzione è posta tutta sulla performance sportiva, sulla

singola disciplina, sul vincere la sfida e sopravvivere.

L'unico apprendimento mirato è quindi quello relativo alla stessa tecnica sportiva insegnata.

Animazione:

NON si possono considerare attività formative vere e proprie. Il loro fine è quello di intrattenere

un pubblico e creare situazioni di socializzazione.

Organizzate da alberghi, villaggi turistici.

Adventure training:

Non si possono considerare nemmeno queste attività formative aziendali.

Realizzate da tecnici, sportivi, preparatori, provenienti dalle attività di survival.

ORIGINI TEORIE E MODELLI DI RIFERIMENTO

Nel 1941 inizialmente incentrata sulle operazioni di salvataggio in mare avviato da Kurt Hahn.

Nel 1919 fonda in Germania, con l'obiettivo di fondare una leadership aristocratica tedesca di

uomini completi attraverso un programma di conoscenza ed azione.

Entra però in collisione con la cultura del conformismo nazista.

Le prime apparizioni fra gli anni 80/90 al seguito di programmi di formazione internazionale di

multinazionali americane, dove ha avuto bisogno di affermarsi prima di espatriare. In Europa si

avvia nel 94 e man mano si incrementa la domanda di utilizzo: nasce l'outdoor, settore totalmente

dedicato a queste tecniche. Utilizzata inizialmente da Gran Bretagna e Francia, poi in Italia.

Le difficoltà riscontrate, per la sua affermazione, sono state le culture varie con le quali si è

dovuta confrontare, alla mentalità quindi più complessa e critica delle persone.

Un esempio di difficoltà è stata la definizione della parola DEBRIEFING. (rielaborazione, in

Italia), vista come diversità di significato.

Nel lessico militare americano questo termine viene utilizzato: briefing: momento in cui

venivano fornite le istruzioni. Debriefing: rapporto, definire ciò che non era andato secondo i

piani.

Rielaborazione, mutata col tempo da Briefing e Debriefing, intende revisione,

approfondimento, vaglio, capitalizzazione, in cui i partecipanti confrontano le proprie

percezioni.

Il fatto che i formatori si siano affermati lentamente, ha dato spazio e modo ad altri modelli di bassa

qualità di coprire la richiesta delle aziende, fornendo piani sportivi, escursionistici, turistici e di

animazione, che hanno oscurato le tecniche più importanti.

Il rischio infatti è proprio che questo settore si bruci ancor prima di iniziare ad affermarsi

come nel resto dei paesi industrializzati.

L'Education Nouvelle è stata uno dei più forti contributi, nel 1896.

Come essa, anche Dewey e Lindeman contribuiscono, con il funzionalismo, alla formazione,

parlando di formazione degli adulti.

Tra le teorie dell'apprendimento troviamo inoltre quelle sviluppate dalla psicologia della Gestalt:

analizzando i processi percettivi dell'uomo è stato dimostrato come l'esperienza non sia una risposta

automatica a singoli stimoli distinti, ma che l'esperienza percettiva sia un ampio campo organizzato

dall'individuo stesso (gestalitica). L'apprendimento quindi non avviene per ripetizione di stimoli e

successiva ricompensa, ma per INSIGHT, cioè per un'improvvisa illuminazione che ci permette

di connettere una serie di precedenti elementi distinti in un unico schema.

Lewin illustra la teoria del campo e un metodo chiamato Action-research:

si basa sul coinvolgimento attivo dell'oggetto di ricerca e sul dialogo di

questo con il soggetto, il quale lo studia e lo osserva.

Lewin vede il coinvolgimento dell'individuo e il gruppo come ambiente dialettico-conflittuale,

facilitatore del cambiamento ed elemento di sviluppo dell'apprendimento.

ome una risposta al problem solving

Bruner vede l'apprendimento come scoperta, c .

Maslow, maggiore esponente delle teorie di Bruner, pensa che la persona sana e

spontanea parte dal suo interno e va verso l'esterno, l'ambiente, e lo guarda con

meraviglia e interesse, senza essere paralizzata dalla natura.

Può poi, sempre senza paura, tornare a gustare quell'esperienza fino ad una

sensazione di pienezza, sazietà e noia, mostrando la tendenza ad aspirare ad

altro.

Possiamo cosi, aspettarci che l'individuo soddisfatto e sicuro di sè possa compiera la scelta di

crescere, scelta sempre libera.

Rogers si basa sul suo modello di formazione basato su 5 punti:

non possiamo insegnare direttamente agli altri (ma facilitare il loro

apprendimento)

una persona apprende solo le cose che percepisce come utili

si tende a resistere all'esperienza che comporta un cambiamento di sè stessi

l'esperienza che viene percepita come incompatibile può essere assimilata solo in

un clima rilassato

per questo il formatore deve possedere autenticità, verità, apprezzamento,

rispetto, sollecitudine non possessiva e comprensione empatica.

Kolb pensa che il processo di apprendimento duri tutta la vita e che ogni occasione è buona per

apprendere.

Il ciclo di apprendimento, per radicarsi nell'individuo, deve attraversare 4 fasi:

esperienza concreta, osservazione riflessiva, concettualizzazione astratta e sperimentazione

attiva.

Apprendere dall'esperienza significa allora tirare fuori il proprio potenziale di

apprendimento in cui la vita diventa un lungo master denso di opportunità e

stimoli, evitando comportamento pre-confezionati ed imparare a capire qual è il

proprio stile personalizzato di acquisizioni.

Diventano importanti, oltre il formatore, anche la famiglia, gli amici, i gruppi e la società.

Aprirsi mentalmente, guardare in faccia ciò che non si conosce, riflettere regolarmente, ricercare,

conoscere e sfruttare.

Per la realizzazione della formazione outdoor ci si riferisce a numerosi modelli mentali, spesso in

contrapposizione alla formazione tradizionale:

la formazione è attivazione delle risorse dell'altro, non riempimento.

La formazione è allenamento continuo, non è dare una forma a un altro.

L'apprendimento può avvenire sempre e ovunque, non ha bisogno di luoghi o tempi dedicati ed è

piacevole, divertente, senza bisogno di sofferenza.

L'apprendimento passa per intuizione, non per prove ed errori, e non c'è separazione tra studio e

applicazione.

L'apprendimento è accelerato nel momento in cui il soggetto è coinvolto psicologicamente ed

emotivamente e richiede un processo di adesione volontaria.

Metodologia di lavoro

Il percorso di apprendimento si crea tramite tre fasi importanti e le modalità operative sono

caratterizzate da variabilità (all'interno di ogni singola fase) e una strutturazione precisa (per

quanto riguarda il programma base, le risorse, le modalità di svolgimento).

La focalizzazione è posta sul qui e ora (situazioni reali).

L'azione

1) : momento in cui, durante l'esperienza outdoor, il soggetto deve agire

(in situazioni insolite e nuove ed in situazioni uguali a quelle affrontate sul lavoro ma

traslate su altri contenuti)

La rielaborazion

2) e: durante questo momento i partecipanti devono riflettere a caldo

sulle esperienze appena affrontate, esporre le proprie opinioni, dare il proprio feedback,

ricevere il feedback dai colleghi e dal trainer.

L'estrazione dei modelli:

3) durante la fine dell'esperienza o in brevi sessioni apposite,

vengono discussi dei veri modelli mentali: il trainer estrapola informazioni dall'esperienza

appena avvenuta e le concretizza in un modello orientativo per il futuro utile per guidare

il comportamento delle persone.

Lo svolgimento di questo ciclo base richiede l'attivazione e l'uso calibrato di 5 ingredienti:

avventura, metafora, commitment (gestire il carico emotivo), osservazione e concretezza.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in educatore sociale e culturale (BOLOGNA, RIMINI)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher perrellsss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Melotti Giannino.

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