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Storia contemporanea: nozioni di partenza

Prima di partire con il primo capitolo, incentrato sul '48 e sul processo di unificazione italiana, è necessario fare un breve accenno alla restaurazione ed in particolare all’assetto dell’Italia dopo il congresso di Vienna, poiché proprio tale assetto verrà modificato con l’unità d’Italia.

Il congresso di Vienna (1814)

Dopo la sconfitta di Napoleone (costretto ad abdicare ed esiliato all’Isola d’Elba nel 1814), la coalizione vincitrice si dedicò al compito di ripristinare l’ordine territoriale e politico europeo che era stato messo alla prova dalle vicende rivoluzionarie prima e napoleoniche poi. Il congresso di Vienna si aprì il 1 novembre 1814 e ad esso parteciparono circa 200 delegazioni in rappresentanza di tutti gli stati grandi e piccoli d’Europa; di fatto, però, la direzione del congresso fu nelle mani di un gruppo ristretto di uomini:

  • Metternich (ministro degli esteri austriaco) – Austria
  • Nesselrode e lo zar Alessandro I – Russia
  • Castelreagh (ministro degli esteri della gran Bretagna) – Inghilterra
  • Hardenberg (cancelliere prussiano) – Prussia
  • Talleyrand – Francia

Il congresso ebbe il compito di ristabilire l’ordine territoriale e politico europeo, e tale riordino fu concepito nel segno di un puro ritorno al passato, cioè di una “restaurazione” di quell’ancien régime che era stato messo in crisi dagli eventi intercorsi dopo il 1789; gli stati riuniti nel congresso avevano il preciso intento di cancellare l’eredità politica e istituzionale della Rivoluzione francese e cancellarne i principi ideali. In questo compito di Restaurazione si operò in base a due principi fondamentali:

  • Legittimità: restituzione ai sovrani legittimi (per diritto divino) delle loro prerogative.
  • Equilibrio: volontà di impedire nuove guerre tra gli stati europei ed il verificarsi di nuovi esperimenti rivoluzionari.

Su iniziativa dello zar di Russia Alessandro I, le potenze restauratrici elaborarono il trattato istitutivo della Santa Alleanza firmato il 26 settembre 1815, da Russia, Prussia, Austria, Francia (non vi aderirono né il papato, contrario ad alleanze con i prussiani protestanti ed i russi ortodossi, né gli inglesi, ai quali il trattato apparve troppo ricco di riferimenti religiosi). Solo pochi mesi dopo fu stipulato un altro trattato, la Quadruplice Alleanza, promosso dalla Gran Bretagna, firmato il 20 novembre 1815, cui aderirono Prussia, Austria, Russia e Gran Bretagna. Gli scopi erano:

  • Tenere la Francia sotto controllo per prevenire un ritorno rivoluzionario.
  • Intervenire contro i moti popolari.
  • Procedere a regolari consultazioni in nome degli interessi comuni.

L'Italia dopo il Congresso di Vienna: situazione territoriale

Nel nuovo assetto territoriale della penisola, scomparvero le antiche repubbliche di Genova, Venezia e Lucca con l’unica eccezione di San Marino. Nel Regno di Sardegna (Piemonte, Savoia, Nizza e Liguria) venne reinsediata la dinastia Savoia, che guadagnò la Liguria (unico stato che mantenne una certa autonomia dall’Austria). Il Veneto e la Lombardia furono unite nel Regno lombardo-veneto, parte dell’impero asburgico (Austria). Il Trentino, parte del Friuli e l’Istria furono annesse direttamente all’impero austriaco che così guadagnava il controllo dell’Adriatico. Sugli altri stati italiani gli Asburgo mantenevano un controllo indiretto: il Gran Ducato di Toscana fu affidato a Francesco III di Asburgo-Lorena, il ducato di Parma e Piacenza fu dato a titolo vitalizio a Maria Luisa, figlia dell’imperatore, il ducato di Modena e Reggio fu assegnato a Francesco IV (altro Asburgo), alla cui madre toccò il ducato Massa e Carrara. Il Ducato di Lucca va ai Borbone. L’Italia meridionale e la Sicilia formarono il Regno delle Due Sicilie, che torna ai Borbone (Ferdinando IV di Borbone, o Ferdinando I delle Due Sicilie), ma era legato da un trattato di alleanza militare all’Austria. Lo Stato Pontificio donò Avignone alla Francia e dovette accettare guarnigioni austriache sul suo territorio.

Quindi il territorio italiano, dopo il congresso di Vienna, comprendeva nove stati, la maggior parte dei quali (tranne il regno sabaudo, che manteneva una certa autonomia, ed il Lombardo-Veneto che era parte dell’impero asburgico) era legata, seppur indirettamente all’Austria:

  • Regno di Sardegna (Piemonte, Nizza, Savoia, e Liguria) – Savoia
  • Regno Lombardo-Veneto, parte dell’impero asburgico
  • Gran Ducato di Toscana – Francesco III d’Asburgo-Lorena
  • Ducato di Parma e Piacenza – Maria Luisa (figlia dell’imperatore)
  • Ducato di Modena e Reggio – Francesco IV d’Asburgo
  • Ducato di Lucca – Borbone
  • Ducato di Massa e Carrara – Maria Beatrice Cybo-Este
  • Stato Pontificio
  • Regno delle 2 Sicilie – Ferdinando I delle 2 Sicilie (Ferdinando IV di Borbone).

I moti del 1848

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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