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Sintesi domande di esame Psicologia Generale.Prof. Passini

Appunti di psicologia generale con sintesi delle domande d'esame basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Passini dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia generale docente Prof. S. Passini

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Le informazioni su un argomento vengono raccolte tramite questionari o interviste.

Popolazione e campione sono i due elementi chiave del sondaggio.

La popolazione riguarda tutti gli individui rispetto ai quali siamo interessati per tratte info.

Il campione è un insieme di individui estratti da una popolazione più vasta.

Il campione rappresentativo è un singolo individuo che riflette le caratteristiche della

popolazione, usato per il sondaggio.

Con il campionamento casuale, ogni individuo ha la stessa probabilità di essere scelto.

Con il campionamento casuale stratificato invece, si sceglieranno due tipi di campione in base

al sesso o all'età ecc, e saranno poi divisi ad es. In 45% uomini e 55% donne.

Il vantaggio maggiore del metodo del sondaggio è che il campione rappresentativo spesso

rispecchia al 100% la popolazione. I campioni non rappresentativi invece possono produrre

risultati distorti e poco attendibili.

I lati negativi invece possono essere: non possono essere usati per trarre conclusioni causa-

effetto; i resoconti personali degli intervistati possono essere distorti da desiderabilità sociale,

scarsa autoconsapevolezza e attesa dell'intervistatore; un campione rappresentativo in realtà

potrebbe rivelarsi tutt'altro.

Studi di correlazione

Misura le associazioni fra eventi. (X e Y studiati singolarmente e vedere se sono correlati)

I sondaggi e l'osservazione naturalistica spesso vengono usati negli studi di correlazione.

Esperimenti

Il ricercatore manipola una o più variabili (cosa che non succede nello studio di correlazione), e

misura quanto questa manipolazione influenza le altre variabili e controlla anche i fattori

esterni che influiscono sul risultato.

Quindi studia i rapporti fra causa ed effetto, cosa che non sono in grado di fare i sondaggi.

Le tre caratteristiche dell'esperimento sono: le variabili si possono controllare e manipolare; misura

l'influenza della manipolazione; fattori esterni controllati.

In un esperimento bisogna: trattare tutti i partecipanti allo stesso modo, gruppi equivalenti,

isolare da loro la variabile da manipolare, misurare risposta dei gruppi.

Variabile indipendente: fattore manipolato dallo sperimentatore.

Variabile dipendente: misurato dallo sperimentatore, dipende dalla indipendente.

Gruppo sperimentale: riceve la cura o un livello attivo della variabile indipendente.

Gruppo di controllo: non viene esposto alla cura o riceve la variabile ind. a livello zero.

Fornisce un livello standard con il quale confrontare il gruppo sperimentale.

Due modi per realizzare un esperimento sono l'assortimento casuale, usato per equilibrare

condizioni di ansia o capacità di lettura ecc vengano distribuite 50% e 50% nel gruppo del

rumore o in quello del silenzio;

e l'esporre i partecipanti ad entrambi i gruppi, con il controbilanciamento, mediante il quale

l'ordine delle condizioni viene variato in modo che nessuna condizione presenti un vantaggio

rispetto all'altra (es. Evitare che il gruppo del rumore si sia troppo stancato per fare il secondo

esperimento nel gruppo del silenzio).

La ricerca qualitativa

Diversa dalla ricerca quantitativa di cui abbiamo parlato fin ora, mira a studiare il

comportamento di alcuni soggetti in particolare, piuttosto che un campione casuale, e trovare

modelli di comportamento. La ricerca qualitativa infatti va più a fondo e cerca le motivazioni

delle decisioni.

Nesso causa-effetto.

La ricerca quantitativa va alla ricerca di numeri e gioca sulle variabili.

La ricerca qualitativa analizza anche le parole dette nelle interviste o scritte, i dati sono ricchi di

informazioni da estrapolare.

Non essendo numerica ha un problema: il materiale ricavato potrebbe essere incomprensibile

o compreso diversamente da diversi scienziati. Potrebbe essere a rischio la validità dei dati. Per

questo il ricercatore deve bilanciare la necessità dei dati soggettivi con i problemi associati alla loro

interpretazione. Nella ricerca qualitativa i ricercatori sono immersi nella ricerca. Fanno le

domande, somministrano i questionari, guidano e indirizzano l'esperimento, rianalizzano i

dati e rivedono le videoregistrazioni.

L’approccio con modelli misti

Utilizza entrambi i modelli (qualitativi e quantitativi).

es. nel lancio di un nuovo tablet si può valutare l'opinione del soggetto e la quantità di dati che

scarica o i siti che visita.

CAP 5

La sensazione e i processi sensoriali

La sensazione è un processo di rilevazione dello stimolo attraverso il quale i nostri organi

sensoriali rispondono agli stimoli ambientali e li traducono in impulsi nervosi inviati al

cervello.

Alcuni neuroni sono specializzati nel comprendere le onde sonore o luminose e dare al cervello

un modo per codificarle.

La psicofisica studia il rapporto tra le caratteristiche fisiche degli stimoli e le capacità

sensoriali. Si occupa di due tipi di sensibilità: i limiti assoluti (suono più debole o luce più fioca)

e differenze tra stimoli (la minima differenza fra due toni).

La rilevazione dello stimolo

La soglia assoluta determina l'intensità più bassa di uno stimolo che si può rilevare per minimo il

50% delle volte che viene presentato.

Piu bassa è la soglia assoluta, maggiore è la sensibilità.

Il gatto ad esempio è più sensibile nell'udito rispetto ad un essere umano.

Soglie assolute per l'essere umano per i 5 sensi:

Vista: fiamma di candela a 50km in notte limpida e buia.

Udito: tic lancetta a 6 metri in totale silenzio.

Gusto: 1 cucchiaino da tè di zucchero in 7,5lt di acqua.

Olfatto: 1 goccia di profumo in una stanza grande.

Tatto: ala di farfalla che si appoggia a distanza di 1cm.

I sistemi sensoriali

Il sistema sensoriale varia da specie a specie, in base all'ambiente in cui vive.

Tramite la trasduzione, gli stimoli vengono convertiti in impulsi nervosi per far si che il cervello li

riconosca.

La vista: la luce viaggia sottoforma di onde elettromagnetiche. Le onde che l'occhio umano

percepisce non sono le uniche esistenti: Raggi x, segnali radio, tv, infrarossi e ultravioletti.

Il sistema visivo umano percepisce onde tra 700nm (rosso) e 400nm (blu-violetto) (nanometri).

Le onde luminose entrano nell'occhio attraverso la cornea. Dietro c'è la pupilla,l'iride e la pupilla.

Dietro ancora c'è il cristallino, il quale diventa spesso per mettere a fuoco oggetti vicini e viceversa.

Le immagini vengono rappresentate sulla retina in versione rovesciate, sistemate poi dal cervello.

Presbiopia: vede bene lontano e male da vicino. Il cristallino non si ispessisce abbastanza per

mettere a fuoco da vicino

Miopia: il contrario.

I fotorecettori

coni e bastoncelli (6milioni/120milioni)

I Bastoncelli sono fotorecettori in bianco e nero, funzionano al meglio quando la luce è scarsa.

I Coni sono i recettori del colore, funzionano meglio in presenza di luce forte.

Nella Fovea, centro della retina, sono presenti solamente i coni, i quali allontanandosi dal

centro, diminuiscono. Nella periferia della retina, infatti, troviamo prevalentemente bastoncelli.

L'input di coni e bastoncelli viene convogliato verso i centri visivi superiori grazie all'azione

delle cellule bipolari e le cellule gangliari.

I coni che si trovano nella periferia della retina condividono le cellule bipolari, mentre i coni al

centro (fovea) hanno una cellula bipolare unica e dedicata, cosi, quando le immagini vengono

proiettate direttamente al centro della retina, abbiamo un fenomeno di acuità visiva, capacità di

vedere i particolari più piccoli. (i falchi hanno due fovee per occhio e hanno una maggiore acuità

visiva).

I fotopigmenti traducono l'input da onde luminose a impulsi nervosi.

L'adattamento al buio è un miglioramento progressivo alla sensibilità alla luce che avviene nel

corso del tempo in condizioni di scarsa luminosità.

L'udito

gli stimoli che arrivano al nostro senso dell'udito sono le onde sonore, provenienti dall'acqua,

dall'aria o da qualsiasi conduttore.

Le vibrazioni provocate dal volume del suono provocano altre onde sonore chiamate frequenza e

ampiezza.

La frequenza è il numero di onde sonore al secondo. Si misura in Hz. (1Hz=1 ciclo al secondo).

L'ampiezza è la dimensione verticale delle onde, profondità tra alte e basse. Si misura in dB.

0 dB è la soglia minima dell'udito, mentre 140dB porta danni potenziali al sistema uditivo.

L'orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo (le parti visibili). Il

ruolo del padiglione è quello di raccogliere i suoni.

L'orecchio medio contiene tre ossicini chiamati martello incudine e staffa, i quali hanno il ruolo

di adattare il suono prima che arrivi all'interno per evitarne il danneggiamento.

L'orecchio interno contiene la coclea, la membrana basilare e l'organo del Corti (che contiene i

recettori del suono).

Due tipi di sordità:

Sordità di conduzione: problemi con il sistema meccanico che trasmette le onde alla coclea.

(esterno). Timpano perforato o ossicini. Rimedio, apparecchio acustico.

Sordità neurale: provocata da un danno ai recettori dell'orecchio interno o al nervo acustico.

(interno). Invecchiamento o esposizione a suoni troppo alti. Nessun rimedio.

Gusto e olfatto

Detti sensi chimici perchè i loro recettori sono sensibili alle molecole chimiche e non ad una

forma di energia.

Gusto

I recettori chimici sono le papille gustative: sulla punta, sul retro, e ai lati della lingua. Risponde a

dolce, aspro, salato e amaro.

La lingua inoltre possiede recettori tattili e di temperatura.

Le papille sono circa 9.000, e sono disposte anche, oltre che sulla lingua, sul palato e sul fondo

della bocca.

Il senso del gusto, oltre a darci piacere, ha una funzione adattiva ed evolutiva: sà distinguere tra

nutrienti e tossine. La risposta a queste qualità è innata.

L'olfatto

Gli esseri umani, al contrario dei segugi, sono più orientati verso la vista e il suono.

Solo le persone private di altri sensi riescono a sviluppare un olfatto più forte.

Il bulbo olfattivo riceve gli input dai recettori, ed è una struttura del prosencefalo collocata

superiormente alla cavità nasale. Si attiva in parti e non completamente, in base all'input che

riceve.

Anche i feromoni (sostanze chimiche che si trovano negli odori naturali del corpo) possono

influenzare in modo sottile il comportamento umano.

La pelle e i sensi del corpo

Comprendono l'equilibrio, la cinestesia e il tatto.

Cinestesia ed equilibrio sono detti sensi del corpo, hanno la capacità di percepire ed informarci

in merito alla posizione del corpo, grazie all'aiuto del sistema vestibolare, contenuto

nell'orecchio interno.

Il tatto

Sensibile a pressione, dolore, caldo e freddo.

La pelle, si estende per 6mq ed è formata da:

Pelo

Eipdermide

Epidermide

Terminazioni nervose libere

Muscolo

Dotto della ghiandola sudorifera

Cellule del cestino

Derma

Terminazione di Ruffini.

CAP 6

PERCEZIONE

La Gestalt e le leggi di percezione

Gli psicologi della Gestalt nel xx secolo cercarono di capire in che modo organizziamo le diverse

parti del nostro campo di percezione per costruire un insieme che abbia un significato.

"Gestalt=Modello, insieme o forma".

Affermarono allora che gli insiemi che percepiamo sono qualcosa di più della somma delle loro

parti.

Sottolineano così l'importanza della relazione figura-sfondo, cioè la tendenza ad organizzare le

parti dell'immagine separando quelle dello sfondo a quelle della figura. Quando percepiamo i

bordi, iniziamo a fare la distinzione tra lo sfondo e la figura, e consideriamo quei bordi parte di

essa, non dello sfondo.

Considerano 4 elementi secondo i quali tendiamo a distinguere gli stimoli in un determinato

modo o in un altro:

la somiglianza, la vicinanza, la chiusura e la continuità.

In base alla legge della somiglianza si tende ad associare gli elementi con la stessa forma, o in base

alla distanza, o chiudendo un cerchio incompleto perchè nella mente si immagina un cerchio, o a

continuare il percorso delle linee incomplete.

La percezione e le costanze percettive

Le costanze percettive ci permettono di riconoscere stimoli familiari in condizioni variabili.

Ogni volta che qualcosa di conosciuto appare in una condizione diversa, siamo in grado di

riconoscerla lo stesso (es. Una porta che si apre improvvisamente e ''sparisce'' dalla forma che

vedevamo, resta per noi sempre una porta).

Come per le melodie se suonate con un'altra nota.

Le costanze percettive importanti sono:

La costanza della forma (un oggetto, anche se cambia posizione o forma, resta sempre lo stesso)

La costanza della luminanza (anche se cambia la luce lo riconosciamo)

La costanza della dimensione (anche se cambia dimensione a causa della distanza, sappiamo

riconscere).

La percezione della profondità, della distanza e del movimento

La capacità di adattarci a un mondo spaziale ci richiede di distinguere distanze e movimenti degli

oggetti nell'ambiente.

Profondità e distanza: la retina percepisce le immagini in 2D (lunghezza e larghezza) e il nostro

cervello le converte in 3D e lo fa utilizzando le indicazioni di profondità monoculari e quelle

binoculari.

Le indicazioni binoculari richiedono l'uso di entrambi gli occhi. Ogni occhio vede la stessa

immagine leggermente diversa. La profondità viene integrata grazie a rilevatori di

caratteristiche (neuroni sensibili) che sono tarati sulla profondità. Alcuni di questi rilevatori

rispondono solo agli stimoli che si trovano davanti o solo dietro il punto su cui stiamo fissando

lo sguardo.

Con la convergenza, inoltre, possiamo notare che i muscoli dell'occhio convergono verso

l'interno per osservare un oggetto vicino.

Movimento: la retina è il mezzo grazie al quale riusciamo a percepire il movimento.

Il moto relativo di un oggetto su uno sfondo (un uccello) è sinonimo di movimento.

È possibile produrre un'illusione di un movimento fluido se predisponiamo la comparsa in

sequenza di due o più stimoli (come la luce che creano le bolas, la ''scia'').

Questa illusione è detta movimento stroboscopico, e avviene se l'intervallo tra l'accensione di

una luce nel buio e il suo spegnimento, con conseguente riaccensione vicina al posto

precedente, è perfettamente calcolato.

Esempio più comune lo troviamo nei fotogrammi di un film.

La percezione e le illusioni ottiche

Le illusioni sono percezioni affascinanti ma inesatte e sono utili per fornirci informazioni

riguardo il lavoro dei processi percettivi in condizioni normali.

Sono date dai nostri set, ipotesi e costanze.

CAP 7

L’enigma della coscienza

La coscienza è la consapevolezza momento per momento di noi stessi e dell'ambiente.

Essa è soggettiva e privata, dinamica, autoriflessiva, connessa con l'attenzione selettiva.

Per studiare le regioni del cervello che lavorano, si usano tecniche di imaging cerebrale.

Resta il problema della coscienza: come capirla? L'imaging non capta pensieri, opinioni ed

emozioni.

I livelli di coscienza secondo Freud sono tre: Conscia, preconscia (pensieri nascosti), inconscia.

Il livello inconscio poteva essere analizzato tramite la psicanalisi, e conteneva paure,

aggressività, ricordi negativi, che dovevano restare nascoste alla consapevolezza onde evitare ansie

e sensi di colpa.

Nonostante la psicoanalisi sia stata criticata, la scienza resta d'accordo con l'idea che i processi

inconsci possono influenzare il comportamento.

Gli psicologi cognitivi rifiutano l'idea di una mente inconscia guidata da istinti repressi.

Considerano invece la mente conscia e quella inconscia due parti che cooperano in armonia.

Molte attività richiedono l'attenzione (conscia), come svolgere un compito o leggere, altre

richiedono un'elaborazione automatica in cui non serve l'attenzione (compiti di routine o azioni

ben note) perchè già applicata in precedenza per apprendere il compito. Essa però può ridurre la

possibilità di scoprire nuovi approcci, ma facilita l'attenzione divisa, capacità di eseguire più

compiti insieme.

L’attenzione focalizzata

L'attenzione focalizzata è considerata la capacità di rispondere a determinati stimoli.

In un ambiente ricco di stimoli dobbiamo concentrarci solamente su uno e distinguerlo. Come

la voce dell'interlocutore in una discoteca.

Il fenomeno del cocktail-party ne è un esempio.

Con i modelli basati sul filtro si spiega come ci si focalizza su una fonte filtrando gli argomenti

di maggior interesse.

Il filtro iniziale si applica appunto all'inizio ma ha dei limiti in quanto non fornisce spiegazioni

sulla scelta.

Il filtro tardivo si attiva solo dopo aver elaborato tutto. Ha un limite anch'esso: attivandosi alla

fine, si prendono in considerazione solo alcuni elementi e info. È uno spreco di tempo ed energie.

Il filtro dell'attenuazione permette di attenuare gli stimoli e metterli in pausa, appena si

vogliono riconsiderare si possono riattivare. Molto utile.

Il filtro dell'attenzione selettiva ci aiuta a mantenere il focus su una cosa isolando in blocchi il

resto, per una migliore ricerca visiva. Come un riflettore.

L'attenzione divisa

Capacità di svolgere contemporaneamente più compiti.

La somiglianza è un elemento che influenza lo svolgimento di due compiti in simultanea.

Se i due compiti richiedono entrambi capacità visive, la risposta sarà peggiore di due compiti che

richiedono capacità visive e olfattive.

Il controllo esogeno ed endogeno ha influenza sull'attenzione divisa in quanto l'attenzione può

essere richiamata da voci esterne o da voci interne.

Gli effetti intermodali sono due stimoli diversi che possono produrre risultati ottimi.

es. labbra e orecchie ci fanno comprendere meglio una frase. (endogeno: labbra + esogeno:udito).

I ritmi circadiani

Orologi biologici quotidiani.

Circa(intorno) + dies (giorno).

È un andamento ritmico fatto di 24 ore.

Le funzioni ormonali e corporali cambiano in modo da regolare il passaggio da veglia a sonno

in modo ritmico e ciclico.

Nell'ipotalamo, la ghiandola pineale secerne la melatonina, la quale rilassa il corpo e permette di

passare alla fase sonno.

Il ritmo circadiano spontaneo è composto da 25 ore e si attiva se esposti a troppa luce con il tempo.

I mattinieri vanno a letto prima e si alzano presto, la loro vigilanza e temperatura salgono prima.

I ritmi circadiani sono influenzati da natura e cultura. Nei paesi caldi c'è prevalenza di mattutini.

Anche le cause ambientali incidono molto sull'alterazione dei ritmi. Il jet lag ad esempio accade

quando il corpo si adegua ai vari fusi orari.

I turni notturni a lungo andare possono avere effetto disastroso. Incide anche il giorno di riposo che

sconvolge il nuovo ritmo costruito.

S.A.D: seasonal affective disorder

Deprimersi in alcune stagioni dell'anno. In autunno a causa di meno ore di luce.

Il sonno

è visto come un adattamento all'ambiente e alla sopravvivenza. Nel corso dell'evoluzione ogni

specie adatta il suo sonno in base alle esigenze.

Il sonno è fatto di diverse fasi che attraversiamo ogni 90 minuti, le funzioni cerebrali e le

funzioni fisiologiche si modificano.

In fase di veglia le onde beta con cicli di 15-30 al secondo.

Fase 1: La + leggera. Onde Theta tra 3,5 e 7,5 cicli al secondo. È la fase più corta e accenna

sogni e voci.

Fase 2: Iniziano i fusi del sonno con accesso periodico e rapido di attività cerebrale. 12-15 c.s.

I muscoli sono rilassati e respiro e battiti più lenti. Iniziano i sogni.

Fase 3: Onde Delta costanti tra 0,5 e 2 c.s. Più si intensificano, più ci si avvicina alla fase 4.

Fase 4: Insieme alla 3 è considerata sonno a onde lente.

Dopo mezz'ora si torna alla fase 3 e 2 e inizia la fase REM. Con il passare delle ore la fase 3 si

accorcia e si allunga la REM.

La fase REM è utilizzata per studiare il sogno. Se si viene svegliati durante questa fase, si ricorda il

sogno. Le attività cerebrali registrate in questa fase sono simili a quelle della veglia. Il cervello invia

segnali che rendono difficile la contrazione dei muscoli volontari: causa di paralisi del sonno.

Il cervello non dorme. Ecco alcune zone che restano attive e hanno un ruolo chiave:

La zona del prosencefalo resta attiva e regola l'addormentamento.

La formazione reticolare pontina contiene i neuroni che attivano funzioni come muscoli e occhi.

Il sistema limbico fa si che l'amigdala regoli le emozioni.

La corteccia visuale primaria permette la proiezione delle immagini del sogno.

La corteccia prefrontale invece riduce l'attività: non è infatti possibile effettuare operazioni

complesse come i calcoli.

La quantità del sonno varia per età:

I neonati dormono 16 ore circa (50% in REM)

Gli adulti circa 6 ore.

La fase REM aumenta con l'età.

La deprivazione del sonno influisce sull'umore, memoria e sulle capacità cognitive. Ci vogliono

diverse notti per recuperare le capacità perse, mentre le ore non si recuperano.

La velocità di processazione delle informazioni diminuisce se aumentano le ore di sonno perse.

Quando si viene privati della fase REM, ci sarà l'effetto rimbalzo e le fasi REM successive

aumenteranno. Per questo motivo si pensa che la fase rem sia essenziale.

L'adenosina inibisce i circuiti cerebrali che tengono svegli i soggetti e avverte il cervello del

bisogno di riposo. È sempre prodotta dalle cellule in base all'attività svolta.

I disturbi del sonno:

Insonnia

Difficoltà cronica ad addormentarsi, restare addormentati o dormire bene.si sovrastima il

tempo ''perso'' (venti minuti sembrano un'ora).

- Le cause sono la predisposizione genetica, le cattive abitudini, il ritmo circadiano alterato.

- La soluzione può essere il controllo dello stimolo: condizionare il corpo ad associare il letto al

sonno; le tecniche di rilassamento, limitazione del sonno per essere più stanchi, evitare l'alcool

(sonnolenza immediata ma durata inferiore del sonno).

Narcolessia

Sonno improvviso incontrollato: può durare da 10min ad 1ora.

Nella narcolessia la fase REM si presenta subito, senza attraversare le 1234fasi.

Bassa quantità di ipocretina (un NT).

Può essere genetica e causare incidenti o diagnosi sbagliate che dicano sia una malattia.

Possibilità di Cataplessia: perdita di tono muscolare data da eccitazione o forti emozioni.

Sonnambulismo

Fase 3 o 4.

Cause: ereditaria o farmaci, alcool, altre patologie, lunga deprivazione del sonno.

Soluzione: ipnosi, psicoterapia, sveglia anticipata.

Svegliare un sonnambulo NON è dannoso, crea solo minuti di confusione.

Incubi e terrori notturni

incubi: in rem, dati da eccitazione

terrori: fase 3 e 4, stato di panico, battito triplicato.

Apnea notturna

Interruzione ripetuta del respiro. Da 20sec a 2min.

È un'ostruzione delle vie respiratorie. (torace e addome lavorano lo stesso).

Nell'apnea centrale invece smettono di lavorare tutti.

Soluzioni: chiururgia per rimuovere ostruzione o mascherina cpap per aria.

I sogni

Non solo nella fase REM. Dopo la fase 1 le immagini diventano meno reali e più vicini al

sogno, durante la fase REM c'è l'apice, perchè lavorano tutte le aree cerebrali.

La maggiorparte dei sogni si svolgono in ambienti familiari con persone che conosciamo.

Le influenze sono le tradizioni culturali, le esperienze di vita e le emozioni.

Circa il 50% dei sogni riflettono le esperienze recenti.

L'80% dei sogni hanno natura negativa: questo ci fa capire che nel sogno possiamo

sperimentare l'ambiente negativo protetto dal fatto che sia solo un sogno, e quindi possiamo

osare in sicurezza.

Secondo Freud lo scopo dei sogni è quello di appagare i desideri inconsci e gl iimpulsi sessuali

aggressivi che sono troppo eccessivi nella realtà per essere accettati.

Distingueva inoltre il contenuto dei sogni: Manifesto (quello che riferiva il sognatore) e Latente (il

vero significato nascosto). Il contenuto latente si trasforma in manifesto e opera per simboli.

Tramite i sogni, si soddisfano i bisogni e il soggetto può dormire tranquillo senza generare ansia.

La teoria ancora oggi dominante è quella dell'attivazione-sintesi ci dice che in realtà il sogno

non ha finalità precise, e che è un sottoprodotto di immagini distorte (diverse da quelle concrete

della realtà) elaborate dall'attività neuronale della fase REM che manda impulsi random e

insensati.

Ricordi e bisogni, in questo caso, sono solo influenze.

La teoria cognitiva ipotizza che non essendo il sogno legato alla realtà, può dare spunti e

alternative per risolvere problemi nella realtà.

Ma si contraddice perchè: se non sono legati alla realtà, come possono risolvere problemi reali?

Possono farlo, ponderando le idee da svegli. (non nel sonno!).

Le teorie dei processi cognitivi onirici ipotizzano che i sogni e i pensieri della veglia siano

prodotti dagli stessi sistemi cerebrali. Questo spiega perchè spesso mentre si sogna di stare a

lavoro ci si ritrova alle Hawaii. (risultato quindi di sogno+pensiero reale).

Succede, nel sogno, rapidamente, perchè anche durante la veglia i nostri pensieri cambiano

velocemente e di continuo.

CAP 8

Abituazione e sensibilizzazione

L'abituazione è il calo progressivo di intensità della risposta ad un determinato stimolo: se

sentiamo il ticchettìo di un orologio in un'aula, col tempo non lo sentiremo più.

La sensibilizzazione invece è il contrario: incremento progressivo di intensità alla risposta.

Entrambe queste risposte hanno una funzione adattiva in quanto grazie ad esse si può capire a cosa

dare più attenzione o meno, in base all'importanza.

Condizionamento classico

A differenza del condizionamento operante, il condizionamento classico spiega come un

organismo impara ad associare due stimoli in modo che l'uno susciti la reazione che prima era

in grado di stimolare solo l'altro.

È una forma base di apprendimento.

Richiede l'associazione tra due o più stimoli, e non si basa infatti su uno stimolo solo.

La sua scoperta risale all'800 ed è una forma di serendipity.

Pavlov studia la salivazione del cane e si accorge che dopo vari tentativi con lo stesso suono il cane

lo associava al cibo e iniziava a salivare.

La salivazione, fa parte della natura del cane, quindi è riflessa: il cibo in questo caso non

costituisce un particolare stimolo, ed è detto stimolo incondizionato (SI), che non prevede un

apprendimento precedente, e la salivazione è una risposta incondizionata (RI).

Se il cibo viene abbinato al campanello, ogni qualvolta che esso suonerà, il cane inizierà a

salivare: il campanello è uno stimolo condizionato (SC) perchè associato ad uno stimolo

incondizionato (SC+SI) e la salivazione, essendo associata al campanello (condizionato) sarà

anch'essa una risposta condizionata (RC) perchè appresa.

L'intensità del SI gioca un ruolo fondamentale. Tanto è più forte, tanto si può verificare un

condizionamento più rapido.

La RC può persistere nella memoria fino a 15 anni dalla sua apprensione.

Il condizionamento classico è quindi più forte quando: ci sono abbinamenti ripetuti di SC+SI; lo SI

è intenso; l'intevallo di tempo tra SC e SI è breve.

L'estinzione di una RC è possibile nel momento in cui, presentando lo SC, non viene presentato

uno SI. (se il campanello SC suona senza cibo SI, il cane smette di salivare RC).

Senza nuove prove di apprendimento, però, potrebbe riapparire la RC, (ripresa spontanea).

Questo spiega come l'estinzione non sia un processo di eliminazione della RC, quanto

un'inibizione di questa.

Se si risponde ad uno stimolo (SC) come si risponderebbe a quello appreso, allora si ha una

generalizzazione dello stimolo. (RC si verifica comunque).

Il contrario, con la discriminazione: si ignorano stimoli simili.

Tramite la terapia di avversione, si elimina uno stimolo che induce un comportamento

indesiderato (SI).

Condizionamento operante (apprendere dalle conseguenze).

Non spiegati con il cond. Classico (il quale spiega il TRASFERIMENTO di stimoli già esistenti),

esso spiega stimoli nuovi, LE REAZIONI VOLONTARIE (e non per riflesso).

Skinner ci parla di condizionamento operante pensando ad un organismo che opera nel suo

ambiente. È una modalità di apprendimento tramite il quale l'azione viene condizionata dalla

conseguenza che essa porta (es. Topo che per sbaglio urta una leva e fa cadere il cibo, la urterà

semore di più perchè capisce che cadrà cibo.).

Due tipi di conseguenze che Skinner ha identificato sono il Rinforzo e la Punizione.

Rinforzo: si determina quando una risposta viene rafforzata dai risultati che ne derivano.

Nell'esempio del topo il cibo è un elemento rinforzante.

Rinforzo positivo (classico)

• Rinforzi primari (cibo e acqua): soddisfano i bisogni primari e sono quindi naturalmente

rinforzanti.

• Rinforzi secondari: acquisiscono proprietà rinforzanti solo tramite associazione a

rinforzi primari.

Rinforzo negativo: la risposta viene potenziata quando si capisce che si può eliminare uno stimolo

negativo.

Punizione: si determina quando una risposta viene indebolita dai risultati che ne derivano.

Nell'esempio del topo la scossa può essere un elemento punitivo.

Punizione positiva (classica)

Punizione negativa (costo della risposta) risposta indebolita dalla rimozione dello stimolo (es.

Sanzione monetaria o divieti).

Skinner dice che il condiz.op. è una forma di selezione naturale (concetto darwiniano) che facilita

l'adattamento personale di un organismo all'ambiente: attraverso esso infatti gli organismi

imparano a intensificare i comportamenti a cui fanno seguito conseguenze favorevoli e a ridurre

quelli con conseguenze sfavorevoli.

Gli eventi del condizionamento operante sono tre: gli antecedenti (stimoli già presenti prima del

comportamento), i comportamenti, e le conseguenze.

Le obiezioni al comportamentismo

Criticato perchè ignorava un principio fondamentale: il comportamento è influenzato dalla

storia evoluzionistica di un organismo che pone dei vincoli biologici all'apprendimento.

Infatti secondo la Predisposizione, gli animali, secondo la loro predisposizione biologica, sono in

grado di apprendere alcune azioni rispetto ad altre più facilmente.

In seguito alcuni esempi.

I vincoli al condizionamento classico:

se mangiando qualcosa stiamo male (per influenza o avvelenamento), tenderemo a sviluppare

un'avversione al gusto e quindi lo eviteremo sempre.

Siamo predisposti a temere certe cose biologicamente?

Come per gli animali, anche gli umani sono predisposti ad acquisire certe paure più facilmente di

altre.

È colpa di una predisposizione biologica o di esperienze di apprendimento se abbiamo paura di

determinati stimoli e non di altri?

Tra stimolo e risposta c'è qualcosa che condiziona la reazione: ovvero la rappresentazione

cognitiva del mondo di un organismo.

Kohler critica il modello comportamentale di Thorndike secondo il quale gli animali

imparerebbero per tentativi.

Kohler invece parla di intuito: la percezione istantanea di una relazione utile che aiuta a

superare determinati problemi. Es: le scimmie, per prendere delle banane lontane, studiavano

prima le mosse e gli elementi utili per arrivare a queste.

Tolman, usa i topi per spiegare come essi, dopo essere stati abituati ad un solo percorso,

sviluppavano mappe cognitive davanti a 18 percorsi, per poi scegliere quello giusto.

Bandura e l'apprendimento osservazionale

L'apprendimento osservazionale si determina osservando il comportamento di un modello.

(Es. Figlio di genitori che dicono parolacce, dice parolacce).

Osservando gli altri, un organismo può imparare a capire quale tipo di stimoli un'azione può

dare e quali eventi stanno per verificarsi (attraverso le reazioni del modello).

Bandura ci parla di teoria socio-cognitiva (o dell'apprendimento sociale):

Le persona imparano tramite i comportamenti altrui (modelli) acquisendo la convinzione di poter

mettere in atto comportamenti che influenzano gli eventi della propria vita.

La modellizzazione è un processo di 4 fasi che include fattori cognitivi:

attenzione, ritenzione, riproduzione, motivazione.

Il fattore motivazionale più importante è l'autoefficacia. Grazie ad essa l'individuo è convinto che i

comportamenti che andrà a mettere in atto produrranno un risultato.

Anche a distanza di tempo, se le condizioni motivazionali sono favorevoli (quindi se l'individuo

lo ritiene utile), l'individuo può decidere di mettere in atto un comportamento.

(quando si apprende il comportamento, lo si mette in atto indipendentemente dal rinforzo o dalla

punizione)

CAP 9

La memoria: sensoriale, a breve e lungo termine

La memoria sensoriale

Recepisce brevemente le informazioni sensoriali in arrivo. La memoria iconica (visiva) trattiene le

immagini per qualche frazione di secondo. La memoria ecoica (uditiva) trattiene le informazioni del

suono per alcuni secondi.

La memoria a breve termine (o di lavoro)

Magazzino che conserva info limitate per un tempo limitato.

È lo step successivo alla memoria sensoriale e necessita, affinchè le info restino immagazzinate, di

alcuni codici di memoria: rappresentazioni mentali delle info.

Visuali, motori, semantici, fonologici.

La forma della rappresentazione mentale spesso non corrisponde alla forma dello stimolo.

Es: visualizzando le parole, non ricordiamo la forma delle lettere, ma creiamo una rappresentazione.

O ancora, sentendo il suono di una V potremmo confonderla con una B.

La memoria a breve termine può contenere un numero limitato di informazioni. Leggendo

lettere a caso ne ricorderemo poche, mentre leggendole sottoforma di frase con significato ne

ricorderemo di più, o tutte. (chunking: combinazione di singoli elementi in unità significative).

La memoria di lavoro (m.a breve t.) è uno spazio in cui si mantengono temporaneamente le info, è

uno spazio di rappresenzatione mentale che manipola le informazioni e le modella

attivamente.

Essa ha tre componenti: il loop fonologico (ripetizione mentale del suono. Varia dalla lunghezza

delle parole, più lunghe: più difficili da ricordare), il taccuino visuo-spaziale (utile a rappresentare

un immagine, subordinata al loop fonologico), e l'episodic buffer (spazio temporaneo di

archiviazione in cui le info della memoria a lungo termine possono essere utilizzate per la

consapevolezza).

La memoria a lungo termine

Biblioteca di ricordi più duraturi. La sua capacità è illimitata e può contenere ricordi per tutta la

vita.

Tramite l'effetto di posizione seriale possiamo dire che è più semplice ricordare gli elementi

disposti all'inizio e alla fine di una serie, che quelli centrali. (primacy e recency).

I primi elementi vengono immagazzinati nella memoria a lungo termine (perchè passa più tempo) e

gli ultimi restano nella memoria a breve termine (e sono più semplici da raggiungere, ma vanno

recuperati in fretta prima che svaniscano.).

Esistono due forme pricipali di codifica delle info nella memoria a lungo termine.

1- L'elaborazione volontaria: codifica che viene appresa intenzionalmente e consciamente.

2- L'elaborazione automatica: codifica involontaria che richiede un'attenzione minima.

Altri metodi per perfezionare la codifica:

Secondo i livelli di elaborazione, più in profondità elaboriamo le info, più le ricorderemo.

La codifica semantica richiede più attenzione e più elaborazione, perchè ci dobbiamo concentrare

sul significato.

Un'elaborazione strutturale invece, è più superficiale, in quanto ci fa immagazzinare solamente

la forma delle info.

La ripetizione manutentiva è poco utile nel ricordare: essa si ostina a ripetere a memoria come

farebbe un attore di teatro con il suo copione.

La ripetizione elaborativa invece si concentra sul significato delle informazioni ed è utile agli

studenti o in generale al ricordo preciso.

Le immagini visuali, tramite l'ausilio dei codici verbali e di quelli visuali, ci aiutano a ricordare

meglio. La teoria della doppia codifica che spiega questo, dice che l'associazione di entrambi i

codici può aiutare a migliorare il riordo, perchè almeno uno dei due, all'occorrenza, sarà

disposto a fornirci le info che cerchiamo.

Le reti associative ci aiutano a ricordare le informazioni tramite un network di idee e concetti

correlati. (es. Autopompa-rosso).

I tipi di memoria a lungo termine


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in educatore sociale e culturale (BOLOGNA, RIMINI)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher perrellsss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Passini Stefano.

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