Gli obiettivi della psicologia e i livelli di analisi
Ha 5 obiettivi principali:
- Descrivere il comportamento di persone e specie.
- Comprendere le cause di tali comportamenti.
- Prevedere come si comporteranno.
- Influenzare il comportamento controllandone le cause.
- Applicare le conoscenze psicologiche in modo da migliorare il benessere.
3 livelli di analisi
Biologico, psicologico e ambientale. Per comprendere appieno il comportamento bisogna considerarli tutti e 3, perché spesso interagiscono tra di loro.
Es. Mangiare: A livello biologico, tramite la neuroscienza, possiamo capire come circuiti chimici e neurali rispondono al senso di sazietà o fame che il corpo invia. A livello psicologico, umore, preferenze alimentari e motivazioni influenzano l'azione. A livello ambientale l'attenzione è posta sugli stimoli che l'ambiente fornisce: i profumi, i colori (in base alla cultura).
Un altro esempio è quello della maledizione di Tutankhamon: la morte vudù è un episodio che colpisce la vittima la quale crede di essere stato maledetto (livello psicologico). A livello ambientale, questa convinzione è supportata dagli amici e dai familiari, i quali supportano la credenza nella loro cultura. A livello biologico, la paura scatena stress, con conseguente profusione degli ormoni dello stress che causano shock psicologico: abbassamento della pressione e fuoriuscita del sangue da vene e capillari.
Le radici della psicologia
La psicologia è radicata in molte altre discipline, perciò si preferisce considerare le varie prospettive come parte integrante dello studio delle persone. Più prospettive ha un argomento, più si mette alla prova la teoria, sostituendo di continuo i vecchi paradigmi con i nuovi.
Per anni si prova a capire se stessi, e da questa domanda nasce il problema mente-corpo: la mente e il corpo sono due entità separate o no?
Varie teorie
- Dualismo mente-corpo: la mente è un'entità spirituale e non è influenzata dal corpo. Secondo Cartesio infatti la mente non è fisica, comunica solamente con la ghiandola pineale.
- Monismo: la mente e il corpo sono una cosa sola.
- Empirismo: tutte le idee e le conoscenze vengono acquisite in modo empirico, cioè attraverso i sensi. Gli empiristi infatti preferiscono la conoscenza alla ragione, perché vista come più attendibile.
- Frenologia: diverse capacità e caratteristiche mentali sono divise in zone del cervello ben precise.
Con la frenologia si iniziò a studiare il cervello considerandolo diviso per settori. Si istituirono così le tavole frenologiche, e ci si convinse che le qualità si riconoscevano dalle protuberanze.
Localizzazionismo
Prende spunto dalla frenologia, ma individua più precisamente, tramite metodi scientificamente validi, aree cerebrali e le loro funzioni mentali che hanno una propria specificità funzionale. (es. Riconoscimento dei volti). Con la concezione localizzazionista si individuano due aree responsabili della produzione verbale.
- L'area di Broca: la sua lesione permette di comprendere, ma non di parlare.
- L'area di Wernicke: la sua lesione permette di parlare in modo sciolto ma non di capire il contenuto.
Lo strutturalismo e il funzionalismo
Lo strutturalismo è l'analisi della mente nei suoi elementi costitutivi (limitato al modo in cui essa è fatta). Wundt riteneva infatti che fosse possibile studiare la mente semplicemente suddividendola nei suoi componenti base. Criticato subito.
Il funzionalismo, invece, afferma che la psicologia non deve studiare la struttura della coscienza, ma le sue funzioni. I funzionalisti si ponevano domande in merito al comportamento e ai processi mentali, sulle basi della teoria evoluzionista di Darwin, secondo la quale l'uomo si adattava per la sopravvivenza e la riproduzione. Così le funzioni mentali: cambiano e si adattano, hanno un ruolo e una motivazione. Non sono solo pezzi fisici di cervello.
Non esiste più come disciplina, ma ha dato spunto alla psicologia cognitiva (processi mentali) e a quella evoluzionistica (adattabilità del comportamento).
La prospettiva psicodinamica (forze inconsce)
Ricerca le cause del comportamento nei meccanismi interni della nostra personalità (peculiarità, emozioni, motivazioni), mette in rilievo i processi inconsci. Freud, maggior esponente, cura prima pazienti con problemi fisici, poi altri con fobie, e capisce che quest'ultime non derivano dai problemi fisici. È convinto che forze inconsce influenzino il comportamento e che derivino da impulsi sessuali repressi.
Per questo introduce l'ipnosi e fa esprimere al paziente esperienze dolorose dimenticate: I loro sintomi spariscono. Sviluppa così una forma di terapia chiamata psicanalisi (analisi delle forze psicologiche interne e inconsce) e introduce il concetto di meccanismo di difesa, tramite il quale si tende a reprimere gli impulsi e i ricordi negativi per non provare ansia e paura.
Freud si rifiuta di portare la sua teoria in laboratorio per essere approfondita, sostenendo che le sue osservazioni cliniche siano più valide. In tutti i casi, ha dato un forte spunto anche per lo studio dei sogni, dei comportamenti aggressivi, dei disturbi psicologici.
Le moderne teorie psicodinamiche tralasciano la questione sessuale introdotta da Freud e si concentrano di più sui rapporti con i genitori e le prime esperienze familiari, perché proprio esse forgiano le opinioni e i comportamenti del bambino in età adulta.
La differenza tra psicanalisi e psicodinamica, infatti, è che la prima pensa che i comportamenti siano influenzati da fattori interni alla mente, mentre la seconda è orientata sull'influenza dei fattori sociali e familiari, consci e inconsci.
La prospettiva comportamentale (ambiente)
La prospettiva comportamentale si concentra sul ruolo dell'ambiente esterno come guida delle nostre azioni. Il nostro comportamento, secondo questa prospettiva, è guidato dalle esperienze apprese e dagli stimoli provenienti dall'ambiente. Si può studiare solo il comportamento osservabile.
Questa prospettiva ha origine grazie all'empirismo: tutte le idee e le conoscenze si acquisiscono attraverso i sensi. Locke infatti sostiene che l'individuo alla nascita è una tabula rasa sulla quale vengono scritte le esperienze.
Pavlov sostiene la teoria, dicendo che tramite l'associazione di eventi nell'ambiente si forma il comportamento. Thorndike con la sua legge dell'effetto sostiene che è più probabile che si ripresentino azioni che in passato hanno avuto risultati soddisfacenti.
Il comportamentismo si oppone allo strutturalismo e al funzionalismo, affermando che il vero oggetto della psicologia è il comportamento osservabile, e non ciò che non è osservabile nella coscienza intima. Si aggancia invece alla teoria di Darwin. Es. Un ragazzo che riceve un rifiuto durante un appuntamento, tenderà a non prenderne altri.
Negli anni '70 il comportamentismo è stato di ispirazione a tecniche di modificazioni comportamentali, in grado di modificare e controllare l'ambiente circostante per diminuire i problemi comportamentali. Dal comportamentismo si estende un ramo: il comportamentismo cognitivo. Esso sfida il comportamentismo radicale e afferma che le esperienze di apprendimento e l'ambiente influenzano le nostre aspettative e pensieri, e a loro volta, i nostri pensieri influenzano il comportamento.
Parlarne con amici e familiari potrebbe aiutare a ristabilire un equilibrio.
La prospettiva umanistica
Nuovo punto di vista che sfida la psicodinamica e il comportamentismo. Pone l'accento sul libero arbitrio, la crescita personale e la ricerca del significato della propria esistenza. Qui non esistono esseri umani controllati da forze inconsce, né tantomeno dall'ambiente.
Gli individui tendono all'autorealizzazione, all'autostima, alla responsabilità, al significato della propria esistenza. Tornando all'esempio del rifiuto, l'individuo dovrebbe invece porre l'attenzione sul fatto che sia responsabile esso stesso di cambiare la situazione. L'autostima non deve essere investita in rapporti sentimentali, ma nelle amicizie, per soddisfare il proprio senso di appartenenza, visto come la primaria necessità di accettazione sociale.
Un altro accento forte è quello della psicologia positiva: secondo gli umanisti infatti bisogna tendere a vedere ciò che funziona e non ciò che non funziona, per incoraggiarci.
La prospettiva cognitiva (processi mentali)
Da cogitare = pensare. Esamina la natura della mente e il modo in cui i processi mentali possono influenzare il comportamento. Azioni governate dal pensiero. Prende spunto dalla psicologia della Gestalt: gli elementi dell'esperienza sono raccolti in insiemi, invece che scomporre la coscienza nei suoi elementi. L'insieme risulta più grande della somma delle sue parti.
Si stimola la percezione e la risoluzione dei problemi. Qui linguaggio e pensiero sono correlati: ambiente, fattori sociali e culturali, hanno notevole influenza sullo sviluppo. Grazie all'aiuto della tecnologia si inizia a vedere la mente come un sistema che elabora, archivia informazioni.
La psicologia cognitiva studia i processi attraverso i quali le persone ragionano e prendono decisioni, risolvono problemi e formano percezioni e immagini mentali, producono e comprendono il linguaggio.
Si inizia, grazie alle neuroscienze cognitive (registrazioni elettriche), ad esaminare le attività cerebrali mentre una persona è impegnata in attività cognitive come scrivere o parlare, per capire in che modo elabora, crea ricordi, immagazzina informazioni.
Una prospettiva cognitiva importante è il costruttivismo sociale: secondo questa teoria, ciò che consideriamo realtà, è il frutto della creazione della nostra mente, derivata dal comune modo di pensare nel nostro gruppo sociale.
Sempre nell'esempio del rifiuto, un soggetto, secondo la prospettiva cognitiva, dovrebbe essere in grado di analizzare il momento, le cause, i particolari, e arrivare alla consapevolezza che potrebbe non riaccadere, perché era un preciso momento in cui si stavano verificando fattori che hanno influenzato il risultato.
La prospettiva socioculturale
Esamina in che modo l'ambiente sociale e l'apprendimento culturale influenzano il comportamento, i pensieri e i sentimenti. La cultura si riferisce a valori, credenze, tradizioni, condivise da un gruppo di persone e trasmessi (attraverso la socializzazione).
Ogni gruppo sviluppa delle norme: insieme di regole non scritte che determinano cosa sia giusto e sbagliato fare in quel gruppo. È così che discriminazioni e pregiudizi possono influenzare lo sviluppo della personalità.
Va fatta una differenza tra società individualistiche e collettivistiche (che sappiamo.), e va detto, in base a questa differenza, che le esperienze di apprendimento sociale cominciano nell'infanzia e proseguono sottoforma di costumi sociali.
La prospettiva biologica (funzioni del corpo)
È più ampia della neuroscienza cognitiva, perché studia anche la biologia di fame, sete, temperatura corporea, emozioni, vista, udito. Esamina in che modo processi e altre funzioni del corpo regolano il comportamento.
Grazie all'aiuto delle neuroscienze comportamentali, ci si inizia a chiedere e ad analizzare quali tipi di impulsi cerebrali e funzioni fisiologiche sono all'origine del comportamento, delle emozioni, delle esperienze sensoriali.
Secondo Hebb, i collegamenti neurali del cervello infatti, cambiano mentre apprendiamo o ricordiamo.
Grazie a questa prospettiva si è arrivati alla scoperta dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche rilasciate dalle cellule nervose che permettono a queste di comunicare. I neurotrasmettitori sono importanti nello studio dei disturbi mentali. Si inizia, con le neuroscienze, a fare una mappatura del cervello con apparecchi che registrano le onde cerebrali durante attività, emozioni e stimoli.
Con questa prospettiva ci si inizia ad interessare anche all'influenza che hanno i fattori genetici sulle tendenze comportamentali. I gemelli, ad esempio, anche se vivono in ambienti separati, hanno somiglianze comportamentali.
La psicologia evolutiva
Da Darwin, cerca di spiegare come l'evoluzione abbia forgiato il comportamento dell'uomo moderno. Tramite il concetto di selezione naturale, spiega come per sopravvivere alcune specie abbiano modificato il loro comportamento, e di conseguenza abbiano trasmesso queste capacità alle generazioni prossime. Si sono quindi evolute.
Necessità fa virtù: i nostri antenati, per sopravvivere, hanno sviluppato i loro arti e le loro capacità di costruire arnesi per la caccia. Memoria, pensiero, linguaggio, capacità di apprendere, sono diventate le priorità. Tutto questo contribuì allo sviluppo cerebrale, che a sua volta ha contribuito allo sviluppo del comportamento umano.
Cap 2: Le fasi del processo scientifico
- Fase 1: La curiosità. Osservare e porre domanda.
- Fase 2: Raccogliere info e formulare ipotesi.
- Fase 3: Verifica dell'ipotesi con una ricerca.
- Fase 4: Analizzare i dati, trarre conclusioni provvisorie e riferire le conclusioni.
- Fase 5: Costruire un corpus di conoscenze, fare altre domande, altre ricerche, mettere alla prova le teorie elaborate.
Definire e misurare le variabili
La variabile è qualsiasi caratteristica o fattore che può variare. Con la definizione delle procedure si definisce una variabile in termine di procedure specifiche utilizzate per poterla misurare. Traduce quindi termini astratti in qualcosa di utilizzabile (per la comunità scientifica).
Altre tecniche di definizione di variabile sono: Autovalutazione e valutazioni di terzi, osservazioni del comportamento, test psicologici, misurazioni fisiologiche.
I metodi di ricerca
Varia dal tipo di problemi che sono oggetti di studio, dagli obiettivi e dai principi etici. La ricerca descrittiva comprende lo studio di casi, i sondaggi e l'osservazione naturalistica.
Lo studio di casi è un'analisi approfondita di un individuo, gruppo o evento. Il suo vantaggio è quello di studiare un fenomeno raro da vicino e può mettere in discussione una teoria già esistente. Con l'osservazione naturalistica si può studiare il comportamento nell'ambiente naturale.
Il sondaggio
Le informazioni su un argomento vengono raccolte tramite questionari o interviste. Popolazione e campione sono i due elementi chiave del sondaggio. La popolazione riguarda tutti gli individui rispetto ai quali siamo interessati per tratte info. Il campione è un insieme di individui estratti da una popolazione più vasta. Il campione rappresentativo è un singolo individuo che riflette le caratteristiche della popolazione, usato per il sondaggio.
Con il campionamento casuale, ogni individuo ha la stessa probabilità di essere scelto. Con il campionamento casuale stratificato invece, si sceglieranno due tipi di campione in base al sesso o all'età ecc, e saranno poi divisi ad es. In 45% uomini e 55% donne. Il vantaggio maggiore del metodo del sondaggio è che il campione rappresentativo spesso rispecchia al 100% la popolazione. I campioni non rappresentativi invece possono produrre risultati distorti e poco attendibili. I lati negativi invece possono essere: non possono essere usati per trarre conclusioni causa-effetto; i resoconti personali degli intervistati possono essere distorti da desiderabilità sociale, scarsa autoconsapevolezza e attesa dell'intervistatore; un campione rappresentativo in realtà potrebbe rivelarsi tutt'altro.
Studi di correlazione
Misura le associazioni fra eventi. (X e Y studiati singolarmente e vedere se sono correlati). I sondaggi e l'osservazione naturalistica spesso vengono usati negli studi di correlazione.
Esperimenti
Il ricercatore manipola una o più variabili (cosa che non succede nello studio di correlazione), e misura quanto questa manipolazione influenza le altre variabili e controlla anche i fattori esterni che influiscono sul risultato. Quindi studia i rapporti fra causa ed effetto, cosa che non sono in grado di fare i sondaggi.
Le tre caratteristiche dell'esperimento sono: le variabili si possono controllare e manipolare; misura l'influenza della manipolazione; fattori esterni controllati.
In un esperimento bisogna: trattare tutti i partecipanti allo stesso modo, gruppi equivalenti, isolare da loro la variabile da manipolare, misurare risposta dei gruppi.
- Variabile indipendente: fattore manipolato dallo sperimentatore.
- Variabile dipendente: misurato dallo sperimentatore, dipende dalla indipendente.
- Gruppo sperimentale: riceve la cura o un livello attivo della variabile indipendente.
- Gruppo di controllo: non viene esposto alla cura o riceve la variabile ind. a livello zero. Fornisce un livello standard con il quale confrontare il gruppo sperimentale.
Due modi per realizzare un esperimento sono l'assortimento casuale, usato per equilibrare condizioni di ansia o capacità di lettura ecc vengano distribuite 50% e 50% nel gruppo del rumore o in quello del silenzio; e l'esporre i partecipanti ad entrambi i gruppi, con il controbilanciamento, mediante il quale l'ordine delle condizioni viene variato in modo che nessuna condizione presenti un vantaggio rispetto all'altra (es. Evitare che il gruppo del rumore si sia troppo stancato per fare il secondo esperimento nel gruppo del silenzio).
La ricerca qualitativa
Diversa dalla ricerca quantitativa di cui abbiamo parlato fin ora, mira a studiare il comportamento di alcuni soggetti in particolare, piuttosto che un campione casuale, e trovare modelli di comportamento. La ricerca qualitativa infatti va più a fondo e cerca le motivazioni delle decisioni. Nesso causa-effetto.
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Sintesi dimostrazioni
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Sintesi esame psichiatria
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Sintesi appunti Psicologia giuridica
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Sintesi domande e risposte per esame Pedagogia Interculturale