A.A. 2018/2019
SINTESI ASIMMETRICA
M ETODOLOGIE SINTETICHE E ANALITICHE IN CHIMICA FARMACEUTICA
P . C F
ROF ATENI RANCESCA
D'INCÀ LEVIS ROBERTA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE
C.D.L IN CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE
Sommario
SINTESI ASIMMETRICA 3
U 6
SO DI UN REAGENTE CHIRALE
U 7
SO DI UN SOLVENTE CHIRALE
U 8
SO DI AGENTI SOLVATANTI CHIRALI
U 8
SO DI CATALIZZATORI CHIRALI
U 9
SO DI AUSILIARI CHIRALI
R 11
ISOLUZIONE CINETICA
D 12
OPPIA SINTESI ASIMMETRICA
ADDIZIONE A COMPOSTI CARBONILICI 14
A 15
SSENZA DI CHELAZIONE
P 16
RESENZA DI CHELAZIONE
U 17
SO DI AUSILIARI CHIRALI
O 17
SSAZOLIDINA
O 19
SSITIANO
C 21
OMPLESSI DEL TITANIO
U 23
SO DI LEGANTI CHIRALI
U 25
SO DI REAGENTI CHIRALI
Α SOSTITUZIONE DI ENOLATI CHIRALI 30
E 32
NAMMINE E DERIVATI
O 34
SSAZOLIDINONI
S 38
ULTAME
A 39
CIL FERRO
REAZIONI ALDOLICHE ASIMMETRICHE 41
S 42
TADIO DI DEPROTONAZIONE
E 46
NOLATI DI BORO
C 47
HETONI
O 48
SSAZOLIDINONI
S 52
ULTAME
ADDIZIONE A DOPPI LEGAMI C=C 55
D A 58
IENOFILO LEGATO AD UX
P 60
ANTOLATTONE
O 62
SSAZOLIDINONI
S 63
ULTAME
D A 64
IENE LEGATO AD UX
C A 65
ATALIZZATORE LEGATO AD UX
RIDUZIONE 69
C R 70
ATALIZZATORI DEL ODIO
C R 77
ATALIZZATORI DEL UTENIO
R C=O 78
IDUZIONE DI
OSSIDAZIONE 84
E S 84
POSSIDAZIONE ASIMMETRICA DI HARPLESS
R 88
EAZIONI DEGLI EPOSSIDI
D ’ 89
IRIGERE L APERTURA
T P 91
RASPOSIZIONE DI AYNE
E 91
POSSIDAZIONE DI ALCHENI ISOLATI
D 95
IIDROSSILAZIONE ASIMMETRICA
Sintesi asimmetrica
I composti organici sono molto importanti sia in campo farmaceutico che agricolo; in tutti quei campi in cui il
composto organico ha un’attività biologica. Questa attività biologica si esplica mediante l’interazione tra
composto organico e biomolecola, che può essere un enzima o un recettore.
I siti d’azione in cui il composto organico agisce sono costituiti da building block chirali; aminoacidi o
carboidrati, che sono composti chirali. Queste biomolecole esistono come singoli enantiomeri e quindi i
composti organici, se sono chirali, possono reagire con esse in modo diverso.
È quindi importante a livello organico avere a disposizione dei metodi per poter ottenere un enantiomero
rispetto ad un altro.
E : vancomicina, antibiotico appartenente alla classe dei glicopeptidi. Eptapeptide estratto da
SEMPIO
Streptomyces, somministrato per via orale nella diarrea post-operatoria. Inibisce la polimerizzazione del
peptidoglicano nel caso dei batteri Gram + (utile nelle infezioni da Staphilococcus Aureus e batteri resistenti
alle Penicilline).
Questa molecola si pensa leghi a precursore del mucopeptide della parete cellulare che termina con la
sequenza D-ala D-ala. Se si cambia la stereochimica del residuo alaninico terminale a L-ala L-ala si osserva una
-1
diminuzione dell'energia di binding di 10 KJ mol . La vancomicina quindi è in grado di discriminare tra i 2
aminoacidi L e D al terminale del dipeptide a causa di questa differenza di energia di binding: la costante di
binding con la stereochimica naturale e 50 volte più grande del modello con la stereochimica non naturale. 3
Un composto chimico, se racemo, esiste in 2 singoli enantiomeri, che possono avere diversi livelli di attività
oppure attività completamente differenti. Ecco che non ha senso somministrare un racemo perché si
somministrerebbero 2 composti differenti. Ecco perché è importante separare e purificare i due entantiomeri.
I 2 enantiomeri possono avere differenze anche sugli effetti collaterali, quindi l'enantiomero che non è attivo
non ha senso di essere somministrato perché può avere anche effetti collaterali gravi, quello che è attivo
invece deve avere un effetto positivo che superi largamente gli effetti collaterali. Possono avere anche diversa
metabolizzazione, perché anche gli enzimi epatici presentano building block chirali.
E : Warfarina ha 2 enantiomeri: R attivo, mentre S viene metabolizzato a livello epatico e interagisce con
SEMPIO
altri farmaci. Dev’essere monitorato quindi perché dà effetti collaterali come emorragia.
E : alfa metildopa ha un unico enantiomero attivo.
SEMPIO
E : Propossifene, analgesico narcotico, semplificazione strutturale della morfina. Rientra nel caso 4: il
SEMPIO
Darvon è un analgesico narcotico mentre il Novrad è un antitussivo puro.
1) Questa via è costosa, bisogna avere a disposizione opportuni agenti risolventi e molto spesso
l'enantiomero non reagito viene perso.
2) La tecnica più utilizzata, ma richiede di partire da reagenti enantiomericamente puri = AUSILIARI
CHIRALI, che spesso devono essere sintetizzati tramite sintesi totale e poi sbloccati per essere
disponibili ad effettuare le reazioni successive. Generalmente si possono comprare e quindi devono
1
anche essere poco costosi. Devono permettere di ottenere il sintone puro.
Non chiede la sintesi degli ausiliari chirali. La mostra per conoscenza, ma si comprano quindi non la chiede.
1 Sintone = unità strutturale all’interno di una molecola che in seguito ad una reazione chimica è convertibile nel prodotto
desiderato. 4
Gli studi sulla stereochimica sono iniziati negli anni ’50. Spesso farmaci molto complessi vengono derivati per
semisintesi da sintoni derivati da composti naturali, permettendo quindi di svolgere meno passaggi rispetto
alla sintesi totale.
Se il substrato è chirale e non racemico, la creazione di un altro stereocentro durante la reazione porta alla
formazione di prodotti diastereomerici. Se i prodotti sono diastereomerici, gli stati di transizione che li
precedono sono diasteromerici, dotati quindi di differente energia e con reazioni che procedono con
differente velocità.
E : ausiliario chirale = ossazolidinone. Reazione che rientra tra le sostituzioni di alfa enolati chirali.
SEMPIO
• All’ossazolidinone è stato legato un composto carbonilico, che presenta in posizione α protoni acidi.
• Una volta fatto l’aggancio si tratta il tutto con litio diisopropilammide: in ambiente basico la base
→
strappa il protone acido adiacente al gruppo CO si forma un enolato. Contemporaneamente il
controione va a formare un chelato, rigido.
• Il nucleofilo poi può alchilare il chelato attraverso due cammini di alchilazione: attaccando l’enolato
dalla faccia superiore (1) o da quella inferiore (2). Il prodotto predominante però è l’1 perché il gruppo
isopropilico è ingombrante e quindi impedisce l’attacco del nucleofilo dal piano inferiore della
molecola. 5
La differenza tra le percentuali del diastereoisomero maggiore rispetto a quello inferiore si chiama eccesso
diastereomerico.
Uso di un reagente chirale 2
Partendo da un fenilmetilchetone, substrato prochirale :
• Se si effettua una riduzione con un agente riducente achirale la probabilità che il reagente attacchi il
substrato prochirale dalla faccia superiore o da quella inferiore è uguale: i due stati di transizione sono
enantiomerici e pertanto di uguale energia. La reazione deve portare al miscuglio racemico.
Ovviamente i due enantiomeri si devono formare in uguali quantità per il fatto che le velocità di
entrambe le reazioni sono le stesse. Me
Me Ph
Ph 4-
4- AlH
AlH O
O
Me Me
H H
Ph Ph
Stati di transizione enantiomerici
OH OH
R S
STATI DI TRANSIZIONE ENANTIOMERICI = DI UGUALE ENERGIA + DI UGUALE VELOCITÀ.
• Alternativamente si può usare l’idruro di un 1,3 aminoalcol (= alcool di Darwon).
Se si usa un reagente riducente chirale enantiomericamente puro (non racemico), poiché esso è
coinvolto negli stati di transizione, questi saranno diastereomerici e non necessariamente della stessa
energia. Si avrà quindi la formazione in eccesso dell’enantiomero che deriva dallo stato di transizione
di energia più bassa.
Se si fosse utilizzato il racemo del reagente chirale, allora gli stati di transizione sarebbero stati
enantiomerici.
STATI DI TRANSIZIONE DIASTEREOMERICI = DI DIVERSA ENERGIA + DI DIVERSA VELOCITÀ.
2 Molecola che diventa chirale in un unico passaggio. 6
Me
Me Ph
Ph 2- 2-
Al(L*) H Al(L*) H
2 2 O
O
Me Me
H H
Ph Ph
OH OH
Stati di transizione diastereomerici
Me
R S
Ph
L* = Ph
OH
NMe
2
Adesso si capisce perché per avere una sintesi asimmetrica almeno uno dei due componenti dev’essere
chirale e non racemico. Se nella reazione non vi è alcun componente asimmetrico puro gli stati di transizione
sono enantiomerici e i prodotti sono quindi enantiomeri.
Una qualsiasi caratteristica del sistema reagente che porta a stati di transizione diastereomerici porta alla
formazione di un enantiomero/diastereoisomero con cammini energetici diversi e sarà prevalente il prodotto
con energia più bassa.
Uso di un solvente chirale
I solventi solvatano completamente tutte le specie coinvolte nella reazione, quindi viene intuitivo pensare che
il solvente sia presente negli stati di transizione del sistema di reazione. Utilizzando solventi chirali, che
entrano negli stati di transizione, è probabile poter dare origine ad una sintesi asimmetrica con stati di
transizione diastereomerici.
In una reazione in soluzione il solvente solvata tutte le specie, è parte del sistema. 7
Esistono pochi solventi specifici per vari tipi di reazione, sono costosi e l’eccesso diastereomerico o è basso o
non è prevedibile. Ci sono pochi solventi che funzionano da solvatanti e quindi pochi composti
enantiomericamente puri che sono disponibili in quantità sufficiente per essere degli utili solventi per dar
luogo ad una sintesi asimmetrica.
Uso di agenti solvatanti chirali
Agenti che solvatano preferenzialmente un componente della reazione. Hanno trovato un uso poco superiore
ai solventi chirali. 3
E : si parte da un chetone (composto carbonilico). Tramite reazione con il triflato di stagno in presenza
SEMPIO
di una base, n-etilpiperidina, si forma l’enolato di stagno. L’agente solvatante è la dianurea. Avviene poi una
reazione aldolica che procede via enolato. Il prodotto si ottiene con ee = 75%.
Uso di catalizzatori chirali complesso
Figura 1 – schema a blocchi. Il catalizzatore al termine della reazione viene recuperato.
E : aldeide (substrato prochirale) + dialchil zinco (reagente prochirale) + catalizzatore chirale: DAHIB,
SEMPIO
derivato dell’isoborneolo, sintetizzato a partire dalla canfora.
3 Tf sta per triflato = trifluorometan solfonato. Impara tutte queste sigle!!!! 8
Abbiamo detto che substrato prochirale e catalizzatore chirale formano un complesso. Non lo chiede, ma
vediamo il complesso come si forma:
• 1 mole di dialchilzinco coordina l’ossigeno dell’OH del DAHIB (Zn ).
A
• 1 altra mole di dialchilzinco si inserisce sempre a livello del’OH (Zn ).
B
• L’alchile (Nu) che viene trasferito si coordina ad una mole di Zn , ad una di Zn ed è coordinato al
A B
carbonio aldeidico che subisce l’attacco.
• Il gruppo R dell’aldeide è un fenile, gruppo ingombrante “large”. Sta sempre al di fuori dell’affollato
stato di transizione, in posizione equatoriale. Questo avverrà sempre in tutti gli stati di transizione in
cui sono coinvolti gruppi ingombranti di gruppi carbonilici.
• Il nucleofilo coordinato attacca poi il carbonio carbonilico.
Esistono dei catalizzatori chirali che permettono di ottenere composti in quantità stechiometrica, ma sono
costosi. Non vengono molto utilizzati per cui l'approccio è di uso poco generale.
Uso di ausiliari chirali
Questo è l'approccio più utilizzato in assoluto. legame covalente (no complesso)
Gli ausiliari chirali sono reagenti enantiomericamente puri. 9
1) Il substrato prochirale viene legato ad un ausiliario chirale tramite una prima reazione chiamata
AGGANCIO. La sintesi asimmetrica deve essere attentamente pianificata perché la prima reazione,
l’aggancio, è necessaria per legare tra loro i due reagenti di partenza.
2) La seconda reazione è una reazione che ha lo scopo di introdurre un nuovo stereocentro al sistema.
3) La terza reazione dev’essere lo SGANCIAMENTO.
Sono quindi necessari 3 step in tutto per arrivare al sintone desiderato, che dev’essere poi recuperato per
continuare nello svolgimento della sintesi totale. Non si formerà un singolo composto, ma ci si aspetta che si
formi prevalentemente uno dei 2 diastereoisomeri per formazione di stati di transizione diastereomerici.
Bisogna poi prevedere che il prodotto prevalente possa essere isolato e liberato dall’ausiliario chirale per dare
il prodotto chirale, non racemico.
• Enantiomericamente puri
•
Non costosi e disponibili in quantità ne esistono tantissimi in commercio
•
Facilmente agganciabili al substrato alta resa nel primo step di aggancio
• Controllo della stereoselettività alto e prevedibile
•
Facilità di purificazione del principale diastereomero cristallizzazione preferibilmente. Uno dei due
prodotti però dev’essere presente solo in forma di impurezza. Si controlla poi con NMR che il prodotto
isolato sia quello voluto e successivamente si sgancia.
• Facilmente rimuovibile senza perdita di purezza enantiomerica e diastereomerica
• Facilmente separabile dal prodotto e recuperabile.
E : Come agganciare il substrato prochirale all’ausiliario? Con il BuLi. È un reagente molto infiammabile e
SEMPIO →
che reagisce violentemente con l’acqua (l’ambiente dev’essere perfettamente anidro bisogna far circolare
dell’argon o azoto in modo da evitare l’entrata di umidità). Si può prelevare solo con la siringa. Queste reazioni
sono quindi molto complesse da svolgere anche dal punto di vista pratico.
1) L’ossazolidinone reagisce con BuLi. L’aggancio avviene con il cloruro di un acido: si forma un’ammide.
Si sceglie un cloruro anziché un acido + agente condensante perché è più reattivo. Ci sono metodi e
reazione in cui nello stesso pallone di reazione si inseriscono pivaloil cloruro + acido corrispondente in
→
modo da generare in situ il cloruro dell’acido, perché i cloruri sono spesso instabili tendono ad
idrolizzarsi facilmente.
2) La base litio diisopropil ammide strappa il protone, si forma l’enolo e contemporaneamente si forma
un chelato rigido (vedi sopra). Per reazione con il benzil-bromuro si prevede che il prodotto principale
sia quello in cui il nucleofilo attacca da sopra, a causa dell’ingombro sterico dell’isopropile. 10
A questo punto bisogna purificare il prodotto. Generalmente il prodotto non desiderato si trova in tracce, ma è
comunque bene procedere alla purificazione.
3) Una volta purificato si può procedere con lo sblocco. Lo sblocco avviene per idrolisi con litio idrossido o
con altri reagenti/metodi nel caso i prodotti ottenuti siano particolarmente ingombranti, ad esempio
in presenza di condizioni più drastiche utilizzando H O . Alternativamente si può sbloccare per
2 2
riduzione se necessario ottenere aldeidi/alcool anziché acidi.
Risoluzione cinetica
Approccio alternativo alla sintesi asimmetrica, in cui una risoluzione del substrato racemico avviene mediante
una reazione asimmetrica.
Si basa sulla differenza della velocità di reazione dei singoli enantiomeri del racemo con un reagente
enantiomericamente puro o un catalizzatore. Nel caso ideale questa differenza di velocità è così grande che un
enantiomero del racemo è praticamente inerte, mentre l’altro reagisce rapidamente. Una semplice
separazione del prodotto e dell’enantiomero che non ha reagito fornisce entrambi in forme
enantiomericamente pure.
Se si riesce ad utilizzare quantità stechiometriche si riesce a recuperare completamente l’enantiomero
desiderato non reagito.
EPOSSIDAZIONE ASIMMETRICA DI SHARPLESS: reazione di ossidazione che sfrutta la sintesi degli epossidi. È
un’ossidazione di un doppio legame ad epossido. L’epossido è un sintone molto reattivo perché presenta una
tensione d’anello e reagisce poi con tutti i nucleofili per dare: etanolammine, amminoalcoli…
Me PhSi
2
Me PhSi
2 Questo enantiomero
reagisce lentamente con il OH
reagente del (-)-tartrato
OH Et
i t
Ti(OPr ) , Bu OOH
4
Et D-(-)-dietil tartrato Me PhSi
Me PhSi 2
2 Questo enantiomero O
reagisce velocemente con OH
OH il reagente del (-)-tartrato Et
Et
Racemato
È una reazione molto utile ma dai requisiti piuttosto stringenti: non tutti gli alcheni infatti subiscono
l’epossidazione, ma solo quelli che presentano un gruppo alcolico allilico, in cui l’alcool è adiacente al =.
L’alcool allilico presente in forma di racemato viene fatto reagire con:
•
Teta-isopropossido di titanio acido di Lewis
•
Terbutossido di potassio agente ossidante
•
+ o - dietiltartrato (esteri dell’acido tartarico) fonte di chiralità
Se si utilizza il - tartrato Il trasferimento di ossigeno avviene al di sopra del piano. Usando invece il + tartrato il
trasferimento avviene al di sotto del piano. La chiralità del tartrato quindi va scelta a seconda del tipo di
epossido che si vuole ottenere. 11
Avviene il trasferimento di ossigeno, ma uno dei due enantiomeri reagisce più velocemente rispetto all’altro
per questioni di ingombro sterico (grup
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