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Alle elezioni del 6/4/1924 non venne utilizzata la legge acerbo in quanto il PNF

ottenne già il 65% dei seggi.

Il modo in cui ottenne questi voti fu denunciato con un discorso parlamentare

da Giacomo Matteotti, leader dei socialisti. In questo discorso Matteotti

parlava di brogli elettorali, minacce, voti non segreti e altri mezzi illegali.

- nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà

- è stata impedita la raccolta delle firme per creare liste di opposizione al

fascismo

- I candidati dell’opposizione non avevano libertà di circolazione, molti di

essi non potevano neppure risiedere nelle loro stesse abitazioni, nelle

loro stesse città.

- le schede vennero esaminati da soli membri del partito fascista.

per queste ragioni Matteotti chiede l’annullamento in blocco della elezione a

maggioranza.

Questo discorso costò la vita allo stesso Matteotti che venne rapito il

10/6/1924 mentre passeggiava lungo il Tevere e messo in un’auto. Qui morì e

il 16/08/1924 venne ritrovato il corpo. Sulla sua morte gli storici si sono

espressi. L’ipotesi più accreditata è che questi uomini molto vicini a Mussolini

(DUMINI E ROSSI) volessero dargli una lezione, picchiandolo e minacciandolo,

ma Matteotti anche grazie alla sua stazza fece opposizione e per calmarlo

furono costretti a pugnalarlo con un coltello. Ovviamente non c’è nessun

documento che il mandante di questo ordine fu Mussolini, questo perché in

genere questi ordini vengono detto obliquamente.

8. Come si reagì alla morte di Matteotti? La secessione dell’Aventino è una buona

scelta politica?

L’assassinio di Matteotti scosse senz’altro l’opinione pubblica che iniziò un

distacco verso il fascismo MA NON TROVO’ UNO SBOCCO POLITICO.

I partiti di opposizione al fascismo decisero di effettuare la secessione

dell’Aventino, secondo la storia romana quando i plebei discutevano con i

Patrizi e si rintanarono sul colle. Questa fu una mossa SIMBOLICA d’impatto,

importante, tuttavia fu una mossa politica sbagliata. Infatti per oltre un anno e

mezzo furono fuori dal parlamento. Secondo gli storici, la soluzione migliore

sarebbe stata quella di un dialogo con i fiancheggiatori (liberali alleati con il

PNF che gli permettevano la governabilità e la maggioranza), ma ciò non fu

fatto.

9. quando si inizia a parlare di regime?

Si inizia a parlare di regime il 3/01/1925 dopo il discorso parlamentare di

Mussolini in cui dice: <<Se il fascismo è un’associazione a delinquere, io sono il

capo di questa associazione>>, riconosce la responsabilità morale e non

materiale dell’assassinio di Matteotti, reintroduce la pena di morte

10. cosa sono le leggi fascistissime?

Le leggi fascistissime comprendono una serie di leggi emanate tra il 1925 e il

1926 che hanno portato alla caduta dello stato liberale e all’inizio di un regime

fascista.

Tra queste leggi c’è:

- la legge sulle società segrete, ovvero tutte le società segrete non sono

ammesse e quindi devono essere sciolte. Questa legge fu fatta con l’obiettivo

di colpire la Massoneria.

- Mussolini diventa capo del governo, è responsabile solo dinnanzi al Re, quindi

le 2 camere non possono sciogliere il governo. Inoltre Mussolini nomina i

ministri e può anche emanare norme giuridiche.

- La legge sindacale ammette i sindacati, ma solo quelli legalmente

riconosciuti. In poche parole ammette solo il sindacato fascista. e proibisce lo

sciopero

- Scompare la carica di Sindaco che viene sostituita dal Podestà, nominato dal

governo, in carica per 5 anni che deve rispondere direttamente al governo.

- testo unico delle leggi di pubblica sicurezza

- L’istituzione dell’OVRA, la polizia politica

- fascistizzazione della stampa e dei mezzi di comunicazione

- lo scioglimento di tutti i partiti aventiniani e la decadenza dei deputati che

hanno preso parte all’aventino

- istituzione di un tribunale speciale per la difesa dello stato

- reintroduzione della pena di morte.

e nel 1928 vennero completate

- la costituzionalizzazione del Gran consiglio del fascismo che ha poteri effettivi

soprattutto in caso di successione monarchica

- una nuova legge elettorale formata da un’unica lista con 409 nomi che gli

elettori possono approvare o respingere in blocco.

11. quale fu la politica economica del fascismo?

Dal 1922 al 1925 il fascismo, con il ministro DE STEFANI, applicò

all’economia una politica liberista fondata sul libero mercato. Dal 1925 si ha

CON IL MINISTRO VOLPI, invece, una fase dirigista che ha come obiettivo

l’autosufficienza agricola grazia alla battaglia del grano E LA BONIFICA DI

ZONE PALUDOSE DA RENDERE FERTILI E COLTIVABILI e dal punto di vista

finanziario RIVALUTA LA LIRA CON la quota novanta. La quota novanta

attribuisce ad ogni sterlina novanta lire, ma ciò non portò benefici anzi

diminuì i salari e le esportazioni.

Inoltre in questi anni si inizia a parlare di Stato corporativo, una terza via

rispetto al modello statunitense e sovietico. Esso prevede la suddivisione

dell’apparato economico in 22 corporazioni verticali. Ogni corporazione opera

in un settore ed è composta sia da operai che da datori di lavoro. Mussolini

sostiene l’idea della cooperazione tra le classi per il bene della nazione. A

prevalere infatti è il concetto di nazione su quello di classe. Nella carta del

lavoro del 1927, nella prima parte si parla dell’importanza della nazione e nella

seconda del lavoro come un dovere sociale. Tuttavia lo stato corporativo non

entrò mai in funzione.

CON CRISI 29 ISTITUITI IRI E IMI E LAVORI PUBBLICI

1936 AUTARCHIA, OVVERO AUTOSUFFICIENZA PRODUTTIVA

12. perché il fascismo viene definito modernismo reazionario? è proprio

così?

Alcuni storici sostengono che il fascismo sia caratterizzato da un ossimoro,

ovvero la coesistenza di due aspetti diametralmente opposti. Reazionario sta

ad indicare un momento di transizione, volto a rivedere verso il passato

tradizioni e valori, Modernismo in quanto si sostiene che il fascismo abbia

introdotto delle novità molto importanti in Italia come nuovi sviluppi

nell’industria delle telecomunicazioni, L’iri, l’imi.

L’ipotesi più accreditata è però che il fascismo non è modernismo reazionario,

ma semplicemente lo scorrere del tempo porta dei cambiamenti avvenuti

anche in paesi Europei in cui non era presente il fascismo.

13. come Mussolini affronta la crisi del 29?

La crisi del 29 fu affrontata con la creazione dell’IMI (istituto mobiliare italiano)

nel 1931. Esso era un istituto di credito volto a salvare l’assetto bancario in

Italia. Nel 1933 si ha la costituzione dell’Iri (istituto per la ricostruzione

industriale), con ciò lo Stato salva le principali aziende in difficoltà diventando

il principale azionista in Italia, da qui il termine: stato-imprenditore. L’iri aveva

come obiettivo quello di salvare le industrie per salvare i posti di lavoro e

quindi diminuire la disoccupazione.

Inoltre Mussolini adotta una politica di lavori pubblici volta alla piena

occupazione. Essa prevede la costruzione di dighe, autostrade, ponti, nuove

città e una bonifica integrale dei territori. Quest’ultimo punto fu realizzato solo

in parte, del progetto originario se ne fece solo il 1/10. L’obiettivo era quello di

rendere quelle zone paludose, terre fertili e coltivabili in modo da restituire la

terra ai contadini e diminuire la disoccupazione. Queste terre erano a riscatto,

ovvero i contadini per riscuotere la terra dovevano per 15 anni dare allo Stato

la metà del raccolto. L’opera di Bonifica più famosa fu quella dell’Agro pontino

che portò alla creazione di 5 nuove città tra cui Latina, Pomezia e Sabaudia.

14. cosa fu la conciliazione?

La conciliazione -> PATTI LATERANENSI

In seguito all’unificazione del regno d’Italia, il papa non aveva più nessun

potere temporale e secondo lui l’indipendenza territoriale permette

l’indipendenza spirituale. C’era stato già un tentativo con la legge delle

guarentigie, ma il papa non accettò e rispose con il non-expedit in cui vietava

ai cattolici di avere una vita attiva in campo politico. Mussolini nell’estate del

1926 avviò una trattativa con la chiesa conclusa nel 1929 con i patti

lateranensi. Essi erano composti da 3 testi.

Il trattato internazionale pone fine alla questione romana, il Papa riconosce i

Savoia, il regno d’italia, roma capitale e in cambio ottiene il suo stato chiamato

lo stato della città del vaticano in cui è il capo e si autogoverna.

con il concordato si stabiliscono accordi riguardanti questioni comuni come il

matrimonio, la famiglia e l’istruzione. Il matrimonio religioso ottiene gli stessi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberto_10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Pertici Roberto.

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