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9) Il segno è un’entità psichica a due facce. Spiega

FARE DISEGNO

IL SEGNO UNISCE CONCETTO E IMMAGINE ACUSTICA. QUESTA ATTIVITA’ è PSICHICA IN

QUANTO NON E’ MATERIALE, MA AVVIENE NELLA MENTE

Inoltre dice che le due facce sono il significato e il significante. Il significante è la parte

espressiva del segno e non il suono MATERIALI, mentre il significato è il concetto a cui il

significante rimanda.

Sono retti da un rapporto di interdipendenza

SPIEGARE AMBIVALENZA FOGLIO DI CARTA – RECTO E VERSO

Sono tipi – non occorrenze

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10) il valore linguistico per saussure – lingua sistema di valori puri

il valore linguistico è la capacità di un segno di esercitare la funzione linguistica, cioè di

significare.

per spiegare ciò, Saussure utilizza due metafore: la metafora monetaria e la metafora degli

scacchi.

partendo dalla metafora monetaria, si ipotizza di avere una moneta da 2€. Il valore di

questa moneta non è il valore del metallo, ma frutto di un accordo sociale della comunità.

La moneta può essere sostituita anche da qualsiasi altra cosa, ad esempio un chiodo di 2

cm, qualora la comunità decidesse e attribuisse al chiodi di 2cm lo stesso valore.

La moneta, così come la parola, può essere sostituita da cose uguali ad essa o diverse. Nel

caso della moneta, con 2€ si può comprare un panino oppure cambiare in due monete da

1€, nel caso della parola, si può sostituire con un’idea o con altre parole.

Cosi come negli scacchi. Si ipotizzi che il cavallo venga perso. Si può sostituire con qualsiasi

altro oggetto anche privo di somiglianza purché si attribuisca ad esso lo stesso valore del

cavallo. Esso è caratterizzato dal valore differenziale -> bagni pubblici

Come si segmenta continuum generi sessuali, ovvero tutto ciò che quel segno non è: il

cavallo (o eventualmente il tappo di sughero) non è pedone, non è re, non è regina e cosi

via…

Detto ciò, la Parola è considerata nel suo rapporto di relazione con le altre parole in una

frase e ogni unità linguistica assume un valore differenziale.

11) il codice è una condizione necessaria e sufficiente per la comunicazione?

Secondo Jakobson, Shannone e Weaver lo è.

Tuttavia non è così. Non è una condizione necessaria perché durante l’esperienza

quotidiana ricca di scambi comunicativi il codice può crearsi strada facendo. Peirce dice

che in uno dei suoi tanti viaggi nel mondo, ha costruito un codice mentre cercava di parlare

con le altre persone.

Sufficiente non è così, perché in molti casi, è necessaria anche interpretazione. Es. sai

l’ora? Si. La risposta è sbagliata, perché la domanda è stata fraintesa.

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12) Quale è il progetto di Hjelmslev? Perché fallisce?

Il progetto di Hjelmselv è creare l’algebra della lingua. Egli vuole trovare una struttura base

a tutte le lingue, non solo quelle storiche, ma anche quelle attuali e quelle che esisteranno.

La sua dottrina si basa sul principio di Immanenza, secondo il quale la lingua va studiata sé

per sé senza tener conto dei fattori extralinguistici.

H. ribattezza la definizione di segno definendola funzione segnica costituita da due funtivi:

espressione e contenuto. Non c’è uno senza l’altro.

Sia espressione che contenuto sono dei piani isomorfi aventi al loro interno forma e

sostanza (langua-parole). La sostanza presuppone la forma, ma non viceversa.

Fanno perno su terzo elemento la materia: universo non ancora semiotizzato.

Es. secchiello->forma castello->sostanza sabbia-> materia

h. vuole analizzare la lingua in quanto struttura.

Parte da un’analisi di tipo deduttivo e analizza i due piani su un piano di astrazione

individuando gli elementi minimi non ulteriormente scomponibili di un piano e verificando

se anche nell’altro sono presenti.

h. costruisce una sorta di matrice

femmina

maschio

l’analisi sul piano espressione facile. Grazie prova di commutazione. Es. gatto >< gatta

mentre non riesce a trovare fig. del contenuto. Questo perché gli inventari non sono chiusi.

In base a quale criterio prendere in considerazione solo uomo, porco… e non pipistrello,

cerbiatto, coccodrillo?

Gli elementi non sono primitivi semantici, infatti gli elementi sono ulteriormente

analizzabili.

Ma soprattutto i due piani non sono isomorfi. Piano del contenuto non è riconducibile ad

un numero chiuso di varianti non ulteriormente scomponibili.

Violi definisce questo progetto fallimentare. Si salva solo con codici ristretti e analizzando

un campo semantico alla volta.

13) Schema canonico di Greimas

Greimas (STUDIANDO LA FIABA 3 PROVE) sviluppa uno schema canonico ispirandosi da

Propp, che vale per qualsiasi genere narrativo.

Esso prevede 4 fasi la manipolazione, la competenza, la performanza e la sanzione.

Nella prima fase è presente una persona che rende desiderabile un oggetto al protagonista

e lo motiva ad intraprendere l’azione, nella seconda detta anche PROVA QUALIFICANTE il

protagonista si procura i mezzi necessari (competenze) per affrontare la prova, nella terza

che PROVA DECISIVA è la più importante c’è la prova vera e propria (es. duello) e

nell’ultima fase si ha il giudizio che può essere positivo o negativo della prova (sanzione

PROVA GLORIFICANTE).

Secondo Greimas c’è una struttura narrativa anche in tutto quello che avremmo difficoltà a

definire narrativo. Es, ricetta

14) Come funziona Indagine per Peirce?

L’indagine per Peirce che chiama Inquiry parte dalla constatazione di un fatto

sorprendente. Si ha la rottura di una regolarità che colpisce l’attenzione dell’interprete.

Peirce fa come esempio quello degli alberi; gli alberi crescono in modo irregolare, tuttavia

se crescessero in modo regolare, come ad esempio a forma di cerchio, susciterebbero

nell’interprete uno stato di irrequietezza cognitiva IN CONTRASTO CON CREDENZA

chiamato dubbio.

Si parla quindi con una fase abduttiva in cui viene scelta un’ipotesi considerata la più

economica ed esaustiva in base a delle linee guida. Dopo di che inizia il macroargomento,

ovvero si verifica l’ipotesi tramite una fase deduttiva (previsione) e poi induttiva DI

VERIFICA DELL’IPOTESI INIZIALE CHE SI CONCLUDE nella credenza.

La credenza è il punto di arrivo nell’indagine e sostituisce il dubbio.

La credenza sfocia poi nell’abito – HABIT - ABITUDINE, ovvero la tendenza a comportarsi in

modo simile in circostanze future.

15) Cosa si intende per semiosi in Peirce?

Per semiosi si intende il processo di interpretazione e comprensione dei segni in cui

cooperano i 3 soggetti del segno: representamen, oggetto e interpretante.

Nessuno di questi 3 elementi può/deve mancare.

16) Passaggio da dubbio a credenza

La credenza è il punto di arrivo di un’indagine, mentre il dubbio è uno stato di irrequietezza

cognitiva IN CONTRASTO CON LA CREDENZA che fa partire un’indagine.

Il passaggio da dubbio a credenza può avvenire in 4 modi:

il metodo scientifico è basato su CERCARE CONFRONTO CON esperienza (REALISMO), dal

fatto che la comunità è in grado di distinguere tra opinioni accettabili e non, e dal fatto che

la conoscenza della realtà si ha con TENTATIVI e errori.

Metodo dell’autorità, si decide di affidarsi ad un’autorità alla quale si riconosce una

competenza superiore alla nostra in un determinato campo. Es medico, ci credo perché me

l’ha detto lui dopo avermi visitato

Metodo della ragione a priori si fonda sul fatto che le credenze siano fisse. È così e basta.

Metodo della tenacia consiste nell’aggrapparsi a credenze già accettate ed evitare lo

scontro con CHI POSSA mettere in dubbio tali credenze.

17) Massima pragmatica

È il principio cardine del pragmatismo secondo il quale ciò che una cosa significa è

semplicemente gli abiti che comporta.

Il segno porta con sé un insieme di abiti, sta all’interprete selezionare quali abiti

sono idonei Alla situazione. In assenza di un abito soddisfacente, ne verrà creato un

nuovo.

Un abito è più essenziale di altri a seconda del numero di persone che lo reputano

importante.

È molto importante il concetto di pertinenza, infatti in alcune situazioni vengono

evidenziati e valorizzati certi abiti piuttosto che altri. L’esempio lo fa Luis Prieto

prendendo un posacenere in cristallo, un martello e un bicchiere di carta. Se serve

un oggetto contundente si scarta il bicchiere, se serve un contenitore si scarta un

martello. Il concetto di pertinenza è presente anche nella definizione di peirce

secondo la quale un segno è qualcosa che sta a qualcuno per qualcosa sotto qualche

rispetto o capacità. Nella mente di qualcuno viene creato un segno equivalente (o

forse più sviluppato) che si chiama interpretante del primo segno. Esso ci aiuta a

capire la relazione tra segno e oggetto; esso è un segno che rinvia

contemporaneamente al primo segno e all’oggetto illuminando certi rispetti o

qualità sotto cui il segno sta per l’oggetto.

18) Spiega il modello inferenziale e perché è migliore degli altri due modelli di

comunicazione

Il modello inferenziale è preferibile al modello di Shannon-Weaever e a quello di Jakobson

in quanto esso non richiede che esecutore e interprete abbiano lo stesso codice, inoltre

riconosce che il lavoro dei due non è speculare.

L’esecutore vuole comunicare un messaggio, così attua una strategia comunicativa che

permetta di rendere il messaggio immateriale e così trasmissibile. Quest’ultimo arriva al

destinante che tramite una strategia interpretativa lo convertirà da immateriale a

materiale.

19) Cosa è un segno per Peirce?

Per Peirce un segno è qualcosa che sta a qualcuno per qualcosa sotto certi rispetti o

capacità. Nella mente di qualcuno si crea un segno equivalente o forse più sviluppato

chiamato interpretante. Esso è un segno che rinvia contemporaneamente al primo segno e


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DETTAGLI
Esame: Semiotica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione d'impresa
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberto_10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Pisanty Valentina.

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