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Riassunto esame Principi e fondamenti del servizio sociale, prof. Baronello, libro consigliato Avviamento al Servizio Sociale, Sanicola, Masini 2 parte Appunti scolastici Premium

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criteri e di regole che consentono di ordinare il «come fare” dell’assistente sociale, che utilizza un metodo secondo cui realizza e compie il suo intervento. Tale metodo viene comunemente denominato “processo... Vedi di più

Esame di Principi e fondamenti del servizio sociale docente Prof. M. Baronello

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ESTRATTO DOCUMENTO

I soggetti.

1.

Il processo di aiuto coinvolge generalmente tre attori in modo

permanente: l’utente, l’operatore e i membri dell’organizzazione.

Ciascuno di essi gioca un ruolo più o meno superiore, ma presente

in ogni caso;

I contenuti.

2.

Dipendono da un lato dalle domande espresse dall’utenza, dall’altro

dalle competenze del servizio, dai vincoli della programmazione,

dagli orientamenti delle politiche sociali. A fronte di problemi sociali

emergenti, l’operatore incontra delle domande di aiuto spesso di

tipo materiale. Alla povertà tradizionale quale ad esempio la,

disoccupazione, si aggiungono nuove povertà conseguenza di uno

sviluppo distorto, di caduta nella comunicazione e scarse

opportunità offerte dalla realtà sociale, soprattutto per le giovani

generazioni. L’assistente sociale è responsabile di una attenta

lettura della domanda espressa, affinché il suo intervento sia mirato

rispetto al bisogno che la coinvolge.

Gli obiettivi.

3.

Esso definisce la direzione dell’intervento che va specificato. Gli

obiettivi generali del servizio sociale come professione vanno

coniugati con gli obiettivi generali del servizio in cui egli è inserito,

quelli specifici di un problema e di una situazione. Ad essi si

aggiungono le aspettative dell’utenza spesso nascoste. La

definizione degli obiettivi rappresenta uno degli aspetti più delicati

e complessi del processo di aiuto e richiede un elevato livello di

professionalità;

Le modalità.

4.

Le modalità del processo di aiuto in parte sono condizionate da

alcuni elementi quali ad esempio la formazione dell’operatore ed il

modello di servizio sociale che egli pone in atto. All’interno di

questo quadro l’operatore individua strumenti e tecniche per

l’intervento ed attua strategie per l’azione del servizio sociale;

Il contesto.

5.

Il processo di aiuto è posto in atto all’interno di un contesto che si

caratterizza rispetto:

alla relazione di aiuto e di controllo;

• all’organizzazione formale e informale, rigida e flessibile,

• centralizzata e decentrata;

alla prestazione assistenziale, amministrativa, terapeutica;

• alla dimensione dell’utente, quindi individuo, gruppo e

• comunità;

I tempi.

6.

Sono quelli relativi allo svolgimento e alla durata dell’azione, che

può essere a breve, medio o lungo termine;

Le risorse.

7.

Il processo di aiuto si attua raccogliendo risorse umane e

istituzionali. Sono una componente indispensabile che cambia

caratteristiche in base a diversi fattori;

I principi ed i valori.

8.

Il servizio sociale fa riferimento ad alcuni principi e valori. Il sistema

dei valori personali e professionali orienta l’operatore negli aspetti

dell’intervento a livello della relazione con il soggetto, della scelta

dei contenuti e della identificazione degli obiettivi, come pure nella

scelta delle risorse e degli strumenti;

Le fasi

L’intervento dell’assistente sociale è costituito da un insieme di

azioni che si rivolgono a situazioni personali e sociali in continuo

movimento. Nel caso di un intervento individuale l’operatore vuole

conoscere e comprendere cosa è accaduto e come l’evento è

vissuto. Nello stesso tempo offre aiuto immediato.

L’operatore si confronta e prende accordi con l’utente, il quale a sua

volta collabora. Intanto la situazione cambia. L’operatività quindi è

dinamica. Ogni fase ha contenuti e obiettivi particolari, rispetto alla

situazione data.

Le fasi del processo di aiuto si riferiscono non solo al lavoro rivolto

alle singole persone, ma anche al lavoro con gruppi e con le

comunità presentando obiettivi e contenuti e richiedendo l’utilizzo

di strumenti.

Tali fasi sono:

l’accoglienza della domanda;

• la conoscenza della situazione problematica;

• la valutazione;

• l’elaborazione del progetto di intervento;

• la negoziazione del contratto con ‘utente;

• l’attuazione del progetto comune;

• la conclusione dell’azione.

L’accoglienza della domanda

L’intervento dell’assistente sociale può avere origine da punti di

partenza molto diversi. Nel caso di una situazione individuale, può

essere la persona che si presenta al servizio con una domanda più o

meno precisa.

Può essere l’istituzione che per mandato chieda all’assistente

sociale di intervenire,oppure, può trattarsi di una iniziativa

dell’operatore che è venuto a conoscenza di un problema percepito

ma non riconosciuto da una determinata persona. Nel caso di una

situazione comune a più persone, l’assistente sociale può trovarsi di

fronte a un gruppo già costituito che pone una domanda più o meno

esplicita di aiuto rispetto a un problema collettivo,oppure

incontrando più persone che individualmente le pongono la stessa

domanda.

Nel caso dell’intervento con le comunità, il punto di partenza è la

presenza di un problema sociale, che colpisce un’area più o meno

estesa della popolazione. Esso può essere riconosciuto sia

dall’assistente sociale sia dal gruppo degli operatori che lavorano in

un determinato contesto. Il punto di partenza è il primo elemento

che lungo tutto il processo di aiuto va tenuto presente perché indica

il modo con cui l’utente ha avuto accesso al servizio e avrà una

rilevanza sulle altre fasi del processo.

La conoscenza della situazione problematica

Ha lo scopo di raccogliere tutti gli elementi che consentono di

costruire una valutazione corretta del problema. Si tratta di

informazioni che l’assistente sociale in parte può avere a

disposizione costantemente. In parte si tratta di elementi che egli

raccoglie in relazione all’evento problematico specifico e all’utente

individuale o collettivo preso in carico.

Le prime riguardano:

Il contesto globale, quindi tutte le informazioni concernenti un

• determinato Paese negli aspetti più particolari che influenzano

il lavoro sociale, come gli orientamenti delle politiche sociali

sull’educazione, sulla sanità, sulla previdenza, sull’assistenza

sociale ecc.;

Il settore di lavoro, un’area geografica, un tipo di clientela,

• oppure un tipo di mandato o compito particolare;

Le risorse, sia come mezzi umani, materiali, finanziari e

• istituzionali di cui una società si dota per sovvenire ai propri

bisogni;

La popolazione, a come osservazione diretta dell’assistente

• sociale;

Il servizio, dove l’assistente sociale è inserito, che può essere

• conosciuto attraverso gli strumenti dell’analisi istituzionale;

t’operatore, come conoscenza di sé e professionale, nella

• vitale e produttiva interazione tra questi due aspetti e nella

rappresentazione di sé presso i colleghi del servizio e presso

l’utenza;

La valutazione

È un processo che conduce alla sintesi interpretativa degli elementi

raccolti durante l’approfondimento della situazione problematica.

Consiste nella formulazione di ipotesi riguardo a l’entità, l’ordine di

grandezza e di complessità del problema, sulle quali poggiare un

progetto di intervento.

E’ un processo di comprensione progressiva, che avanza con

l’approfondirsi del rapporto operatore-utente e con l’emergere di

tutti gli elementi significativi. Coinvolge in prima persona la

capacità dell’assistente sociale,valorizzando la propria formazione

culturale, coinvolgendosi affettivamente con l’utente, condividendo

la sua difficoltà tanto da ottenere fiducia e disponibilità alla

collaborazione per un cambiamento.

La valutazione è fortemente influenzata dall’assistente sociale che

la elabora. Per questa operazione egli fa riferimento alla sua

impostazione ideale e culturale alla sua formazione professionale e

tecnica, ai suoi orientamenti politici.

La valutazione è un rischio a cui l’operatore si espone, va condivisa

con l’utente stesso, pur con difficoltà, al fine di poter procedere

all’attuazione del progetto di intervento.

La valutazione assume caratteristiche diverse rispetto al tempo:

La valutazione preliminare si formula nella fase iniziale del

• processo di aiuto e consiste in una stima del problema

provvisoria, costruita sulle prime impressioni e sugli elementi

iniziali, è determinante per la presa in carico della domanda;

La valutazione operativa si elabora nella fase centrale del

• processò di aiuto, consiste in una sintesi di conoscenza e di

comprensione del problema, in base alla quale l’operatore

formula ipotesi di intervento finalizzate al raggiungimento di

obiettivi di cambiamento.

Il contenuto della valutazione varia in base al tipo di utente, e di

problema che bisogna affrontare.

L’elaborazione del progetto di intervento

Il progetto di intervento è l’asse portante dell’operatività.

Costituisce il contesto da tener presente lungo tutto lo svolgimento

dell’azione.

Per elaborare un progetto di intervento l’operatore dovrà

puntualizzare i seguenti elementi:

la valutazione su cui poggia la sua ipotesi di lavoro;

• gli attori del processo di aiuto;

• gli obiettivi individuati dall’operatore e dall’utente;

• le priorità rispetto al cambiamento da conseguire;

• le attività, gli interventi e le prestazioni che si prevede di

• mettere in atto;

le risorse necessarie, fruibili o mancanti;

• gli strumenti che l’assistente sociale utilizzerà per la

• realizzazione degli interventi;

il raccordo operativo con gli altri operatori;

• i tempi di attuazione del progetto per il conseguimento di

• obiettivi a breve, medio e lungo termine;

L’assistente sociale si troverà di fronte ad alcuni vincoli che dovrà

tener presente. Egli infatti dovrà tener conto:

del progetto operativo del servizio in cui l’intervento si colloca;

• del progetto organizzativo del servizio quanto in rapporto atta

• rete degli altri servizi;

della programmazione territoriale, regionale e nazionale;

• dei contenuti e degli orientamenti dileggi, regolamenti,

• circolari;

degli orientamenti di politica sociale;

La negoziazione del contralto

una delle fasi più delicate del processo di aiuto, richiede un elevato

livello di capacità professionale e di sensibilità personale.

Si tratta:

di confrontare con l’utente la propria valutazione e di

• sottoporgli un progetto di intervento espresso in termini di

ipotesi, di proposte e di alternative possibili;

di ottenere il consenso e la collaborazione all’attuazione ditale

• progetto;

di apportare a esso tutti gli aggiustamenti necessari, emersi

• dal confronto;

A differenza del lavoro clinico e terapeutico svolto da liberi

professionisti in un setting a due, il lavoro dell’assistente sociale si

svolge nell’ambito di una istituzione organizzata.

La negoziazione del contratto implica la co-presenza di tre attori. La

relazione utente-operatore-istituzione presenta aspetti di reciprocità

a due e aspetti di circolarità a tre che entrano nel contratto,

vincolando le scelte, orientando le aspettative ed influenzando gli

atteggiamenti.

Il contratto dovrà prendere in considerazione la definizione dei

seguenti aspetti:

gli obiettivi di cambiamento;

• il problema rispetto al quale impostare l’azione;

• il piano di lavoro, in termini di interventi, attività da attuare e

• di compiti da ripartire;

i tempi di attuazione;

Il contratto può essere concluso e formalizzato a voce, formalizzato

per iscritto, in base alle esigenze della situazione o alle regole

dell’ente o del servizio.

L’attuazione del progetto di intervento

L’assistente sociale opera secondo una logica di pluridimensionalità

dell’intervento, rivolgendo la sua operatività a più soggetti e a più

livelli della realtà in cui si situa l’azione. Egli attua interventi di tipo

diverso e agisce nello stesso tempo sul livello

politico-amministrativo e socio-culturale, in base agli obiettivi da

conseguire.

Il progetto riguardante una situazione individuale prevede una serie

di interventi rivolti alla persona, come pure interventi rivolti

simultaneamente alla famiglia, al contesto dell’utente, a

organizzazioni ed enti vari; può richiedere la realizzazione di

attività, di strutture, di iniziative, di risorse nuove, Lo stesso

progetto può costituire un segmento di un piana più ampio che

l’assistente sociale porterà avanti per una fascia di utenti, per un

settore geografico, per un problema specifico.

L’assistente sociale sceglierà gli interventi a cui far ricorso.

In base alle suddette coordinate:

1. dimensione dell’utenza: individuo, gruppo, comunità;

a) livello della realtà in cui l’azione si situa:

b) politico-amministrativo e socio- culturale;

Valuta quale di essi sarà più efficace per conseguire risultati

c) soddisfacenti, tenendo conto del punto di vista dell’utente. In

questa scelta assume una rilevanza importante il tipo di

obiettivo che l’operatore intende conseguire, quindi la qualità,

la misura la consistenza del cambiamento.

In base al punto di partenza da cui l’operatore deciderà di

2. abbordare il problema. Gli interventi presi in considerazione nel

processo di aiuto alla persona possono essere classificati in modo

diverso.

alle modalità operative secondo le quali si articola il processo di

a) aiuto del servizio sociale;

consulenza psico-sociale;

• intervento socio-assistenziale-amministrativo o

• socio-assistenziale-relazionale;

segretariato sociale;

• funzione filtro;.

alle modalità di rapporto con l’utente:

b) l’intervento è rivolto all’utente direttamente,in sua

• presenza;

indirettamente, quindi in sua assenza ma a suo vantaggio;

In questo caso gli interventi sono classificati in:

diretti: mettere in relazione, creare opportunità nuove,

 strutturare una relazione di lavoro con l’utente;

indiretti: interventi sul’ contesto dell’utente, programmazione

 e pianificazione di attività e interventi diretti, collaborazione

con gli altri operatori, intérventi a livello delle organizzazioni;

alle modalità di aiuto. In questo caso gli interventi si identificano

c) in:

aiuto psicologico dove sono inclusi tutti quegli interventi che

 l’operatore pone in atto nei confronti dell’utente perché questi

possa comprendere il significato del’ suo problema e

riconoscerne gli effetti;

aiuto sociale sono inclusi tutti quegli interventi che l’operatore

 promuove o che altri soggetti pongono in atto per iniziativa

propria, da parte del contesto sociale dell’utente, del

volontariato, delle reti di solidariétà ecc.

aiuto materiale sono inclusi tutti quegli interventi che

 l’operatore individua utili come prestazioni dell’organizzazione a

favore del problema dell’utente: prestazioni specialistiche, aiuti

in denaro, facilitazioni delle procedure amministrative,

informazioni per l’accesso alle risorse ecc.

La conclusione dell’azione

La “chiusura del caso” dipende dalla professionalità dell’operatore

che ne programma la conclusione, costruendola tappa per tappa

lungo tutto lo svolgersi del processo di aiuto. L’assistente sociale

raramente è sottoposto a controllo di efficienza e di efficacia,

mentre sperimenta più frequentemente il controllo di tipo

burocratico.

Per verificare il suo lavoro da un punto di vista qualitativo e

quantitativo egli è chiamato a vivere un alto senso di responsabilità

nei confronti dell’utenza e a costruire per sé o per il servizio,

strumenti di misurazione del cammino percorso.

Uno di questi è il reale andar a buon fine, grazie al suo operare, di

una serie di situazioni problematiche prese in carico, oppure il

concludersi di azioni più complesse.

Esso può avvenire per iniziativa:

dell’operatore il quale ritiene raggiunti gli obiettivi di

a) cambiamento, oppure trasmette ad altri il problema per motivi

diversi. La conclusione di un processo di aiuto perciò deve

fondarsi sulla valutazione dei risultati. Essa avviene nella fase

finale del processo, serve per misurare il cammino percorso

man mano gli obiettivi raggiunti e quelli mancanti. A

conclusione dell’azione facilita il distacco dall’utente,

soprattutto quando i risultati sono positivi;

dell’utente il quale decide di non avvalersi più del servizio, per

b) motivi diversi che sarebbe utile approfondire;

dell’ente, quando ad esempio prevede interventi a termine o

c) un sistema di finanziamento;

In ognuna di queste tre circostanze, l’assistente sociale deve

preparare l’utente, deve saper gestire un contesto relazionale molto

delicato.

L’assistente sociale metterà in atto alcuni interventi che

faciliteranno la fine della collaborazione:

renderà gli incontri più dilazionati nel tempo per facilitare una

- separazione progressiva;

Incoraggerà un’ osservazione dei sentimenti, attraverso la

- verbalizzazione e la comprensione di sé;

darà informazioni utili all’utente, mettendolo in relazione con

- altre risorse;

renderà esplicita la valutazione finale;

- Capitolo 11

Dimensioni e caratteristiche del processo di aiuto

Le dimensioni

Il processo di aiuto si fonda su tre dimensioni fondamentali:

la dimensione del rapporto interpersonale;

• la dimensione dell’utenza,

• la dimensione dell’organizzazione.

Esse costituiscono la struttura portante dell’intervento.

Il venir meno di una di esse snatura il metodo o ne cambia le

caratteristiche proprie di servizio sociale.

I più recenti orientamenti del servizio sociale hanno sviluppato

modelli di intervento, quindi capacità metodologiche che implicano:


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Appunti di Principi e fondamenti del servizio sociale per l'esame della professoressa Baronello sulla metodologia del servizio sociale riguarda lo studio e la ricerca di
criteri e di regole che consentono di ordinare il «come fare” dell’assistente sociale, che utilizza un metodo secondo cui realizza e compie il suo intervento. Tale metodo viene comunemente denominato “processo di aiuto”.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del servizio sociale
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elerudi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi e fondamenti del servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Baronello Maria.

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