Introduzione
L'assistente sociale nelle ipotesi presentate a Tremezzo figura importanti → Ada Gobetti (molto amica di Lucia Corti, oratrice importante nel convegno Tremezzo) nel '44 (2 anni prima del convegno Tremezzo) era impegnata nel ruolo nella resistenza del Nord Italia nella Milano occupata dai nazisti ma nonostante questo fu attiva nel campo dell'assistenza. Molto conosciuto fu anche Don Paolo Liggeri che dirigeva l'istituto per l'aiuto a ebrei, uomini politici e partigiani tanto che nel '44 fu arrestato e deportato in campo di concentramento. Fu proprio in questo contesto che si sviluppa l'idea di assistenza sociale cosicché sempre nello stesso anno nacque la scuola di servizio sociale.
Convegno Tremezzo
Argomenti principali furono → assistenza sociale, legislazione del lavoro, assistenza all'infanzia e ai minori, problemi del dopoguerra. I 55 oratori erano ben predisposti e preparati a discutere in particolare sull'importanza della formazione degli assistenti sociali; presero parola Paolina Tarugi, Maria Calogero, Lucia Corti, Odile Vallin, Nicola Pernotti.
Lucia Corti
L'assistente sociale è colui che deve essere l'artefice della grande opera di risanamento sociale, riferendosi a un'Italia malconcia dal dopoguerra che aveva diviso in due la popolazione materialmente e moralmente. Nessuna di queste donne aveva studi riguardo questo tema ma si trovarono ben d'accordo sulla nuova figura dell'assistente sociale.
Maria Calogero
L'assistente sociale non può essere solo un semplice funzionario, deve essere una specie di missionario civile moderno. Essa sosteneva l'importanza di una preparazione storico-umanistica per le future assistenti sociali.
Odile Vallin
Importante è il rispetto che l'assistente sociale deve nutrire per la gente per la quale lavora, l'assistente è al servizio della persona umana.
Figure importanti del convegno Tremezzo
Maria Calogero
Maria nasce a Cesena nel 1903, fu sua fin da piccola una cultura che ruota intorno al rispetto dell'individuo e giudica senza senso gerarchie e prevaricazioni. Frequenta l'università con indirizzo di lettere e filosofia a Roma. Sviluppa in seguito una passione per la pedagogia e l'assistenza sociale aiutata dagli ideali della famiglia antifascisti. Nel 1929 si sposa con Guido Calogero e con lui inizia la sua carriera nel sociale. Partecipò fin da subito ai movimenti cospiratori in Italia dando assistenza alle famiglie dei carcerati/esiliati. Maria ha operato nell'ombra del marito perché nel periodo storico in cui si trovano con la grande pressione fascista costringeva le donne all'anonimato d'azione.
La polizia fascista tiene controllate tutte le attività della famiglia Calogero per sospetti di cospirazione ma grazie alle amicizie (Benedetto Croce) di Guido riescono quasi sempre a sfuggire alle accuse. La famiglia affiggeva manifesti sui muri della città con parole pacifiste e nel 1940 contribuì alla stesura del “Manifesto del Liberal Socialismo”. Nel 1942 Guido verrà arrestato per le sue espresse idee liberali ma anche presto scarcerato anche se sospeso dall'attività di insegnamento presso l'università dove lavorava. Nello stesso anno nasceva il Partito d'Azione (Mazzini e Rosselli) e senza esitare la famiglia Calogero ne fece parte fin dall'inizio perché ne condivideva gli ideali antifascisti e liberali (di Amendola) con la speranza di fondare uno stato laico e repubblicano. La famiglia lega con Carlo Azeglio Ciampi, allievo di Guido, con il quale operano a Scanno per aiutare la comunità di sfollati.
Finito il controllo tedesco nel '44 Maria sente il bisogno di aiutare, di ricostruire la coscienza civica. Attenzione particolare pone sul riconoscimento dei diritti delle donne, sui problemi sociali, tematiche pedagogiche. Aderisce alla costruzione del movimento di collaborazione civica, organizza scuole per reduci e doposcuole per i bambini. Nel '46 partecipa al convegno Tremezzo presentando un'esperienza sociale e un progetto formativo che si concretizzerà con il CEPAS (Centro di Educazione Professionale per Assistenti Sociali). Secondo Maria l'assistenza sociale è un'attitudine a risolvere da sé i problemi e a conquistare con la collettività più larghe opportunità di vita e d'azione. Il suo obiettivo era quello di realizzare una società più giusta con convivenza basata sul dialogo e rispetto reciproco.
Nel 1943 nacque l'AAI (Amministrazione Aiuti Internazionali) che gestiva gli aiuti economici mandati dagli USA e che diede un fondamentale contributo alla formazione degli operatori nel sociale finanziandone le scuole e i corsi. Ovviamente Maria ne fece parte e incluse riunioni per discutere dell'operato degli assistenti sociali all'estero per poter confrontarne l'operato in modo da migliorare sul territorio italiano. Altre associazioni importanti che nacquero nel dopoguerra furono: …
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