Il servizio sociale in Italia: sviluppo teorico e pratico
L'approfondimento teorico e metodologico del servizio sociale in Italia è stato frenato da numerosi fattori connessi con la storia politica, sociale e culturale del nostro paese. Il servizio sociale ha dovuto confrontarsi nel tempo con elementi di realtà che ne rendevano ardua l'integrazione con la realtà sociale, ossia l'arretratezza organizzativa e legislativa dell'apparato assistenziale italiano, le successive trasformazioni socio-politiche verso un sistema di sicurezza sociale, la crisi della contestazione e, inoltre, la scarsità di strumenti scientifici per la pratica dell'azione sociale.
La letteratura professionale
La relativa letteratura professionale è ricca di contributi e dibattiti volti a definire le caratteristiche del servizio sociale, a sostenere i principi e i valori che ne formano l'azione, a stabilire i principi, obiettivi e funzioni in rapporto al sistema di welfare state. Da questi contributi, il servizio sociale italiano emerge oggi con una particolare caratteristica di azione organizzata sul territorio che lo differenzia dall'esperienza di altri paesi.
Il panorama pubblicistico negli anni '80
Nel corso degli anni '80, tuttavia, il panorama pubblicistico italiano muta a seguito di fenomeni culturali che producono il rinnovarsi dell'interesse professionale per l'elaborazione teorica e tecnica del servizio sociale nel nostro contesto e per un più maturo confronto con i contributi stranieri. Soprattutto negli studi tratti dall'esperienza di operatori sul campo, emergono alcuni interessanti orientamenti che capovolgono il modo tradizionale di procedere nella pratica, in quanto focalizzano alcune priorità non sempre considerate nella prassi dei servizi, come ad esempio:
- La necessità di un modello teorico di riferimento come guida all'azione pratica.
- L'opportunità di uno studio globale delle situazioni a più livelli di analisi (psicosociale, sanitario, giuridico, ecc.) prima di promuovere un qualsiasi intervento concreto.
- L'indispensabilità di un lavoro d'equipe professionale per progettare, gestire, verificare l'efficacia degli interventi, specie se complessi e destinati a modificare, in senso evolutivo, il comportamento di un gruppo sociale.
I metodi e le tecniche del servizio sociale
Passando al significato corretto dei metodi e delle tecniche, dobbiamo notare l'esistenza, anche in questo ambito, della difficoltà di delimitarlo univocamente, a motivo della pluralità di funzioni attribuite agli assistenti sociali. Prendiamo come punto di riferimento la definizione del profilo professionale elaborata dalla Commissione nazionale di studio nominata dal Ministero degli Interni (1984):
L'AS è un operatore sociale che, agendo secondo le conoscenze, i principi e i metodi specifici della professione, svolge la propria attività nell'ambito del sistema organizzato delle risorse messe a disposizione della comunità, a favore di individui, gruppi e famiglie per prevenire e risolvere situazioni di bisogno, aiutando l'utenza nell'uso personale e sociale di tali risorse, organizzando e promuovendo prestazioni e servizi per una maggiore rispondenza degli stessi alle particolari situazioni di bisogno e alle esigenze di autonomia e responsabilità delle persone, valorizzando, a questo scopo, tutte le risorse della comunità.
In pratica, tuttavia, tutti gli AS non agiscono in modo autonomo e isolato, in quanto sono collocati in un sistema di servizi aventi pluralità di obiettivi che esigono operatività mirata e coordinamento con altre professioni aventi, a loro volta, funzioni sociali. Inoltre, gli AS svolgono funzioni differenziate in relazione al livello di responsabilità in cui si attiva il loro specifico ruolo e del tipo di servizi in cui sono collocati.
Il processo di aiuto
Tenuto conto delle diversificazioni presenti nella pratica, un discorso generale sui metodi e sulle tecniche del servizio sociale deve spostarsi ad un metalivello concettuale e articolarsi intorno a quei processi che consentono il raggiungimento degli specifici obiettivi del SS. Ecco quindi che identifichiamo nel processo di aiuto l'elemento centrale non solo del SS, perché caratterizza la dimensione più diffusa e poliedrica dell'attività dell'AS, ma anche di altre professioni per il convergere delle diverse dimensioni di lavoro individuale, di gruppo, di comunità.
Il concetto di servizio sociale
Nel concetto di servizio sociale, elaborato nel tempo, emerge il graduale ampliamento di tale concetto sia in rapporto al mutare dei bisogni sociali, degli assetti politici e culturali delle società occidentali, sia in rapporto all'evoluzione delle scienze sociali in grado di offrire nuove chiavi di lettura ai fenomeni sociali emergenti.
Nel loro complesso, le varie definizioni sembrano privilegiare oppure integrare gli elementi che sostanziano il SS, in particolare:
- La professionalità che comprende: la formazione teorico-pratica, le competenze specifiche, il ruolo, il metodo di lavoro propri dell'AS nell'ambito di un sistema di servizi alla persona.
- Le funzioni svolte da servizi aventi specifici obiettivi di aiuto a persone in difficoltà, di prevenzione del disadattamento sociale, di sviluppo comunitario.
- Il fondamento scientifico del metodo che si rifà ai principi e alle teorie delle scienze sociali.
- La filosofia dell'azione sociale essenzialmente antropologica ed etica che pone al centro dell'interesse la dignità della persona umana nella sua singolarità e con i suoi diritti personali e sociali.
- La dimensione politica in quanto attività svolta nell'ambito di enti pubblici e privati in base a programmi di politica sociale.
Definizioni storiche del servizio sociale
Richmond Mary (USA, 1915/1917)
Definizione: arte di svolgere servizi diversi per e con persone diverse, cooperando con loro a raggiungere il miglioramento loro e della società. Insieme di procedimenti che sviluppano la personalità attraverso un adattamento realizzato coscientemente, individuo per individuo, tra gli uomini ed il loro ambiente sociale.
Caratteristiche: il SS è assimilato ad un'arte, per i necessari requisiti di creatività nel suo svolgimento. L'accento è posto sul miglioramento della personalità dell'individuo (non più considerato colpevole dei suoi mali); sull'inscindibile rapporto persona-ambiente; sul miglioramento della società come diretta conseguenza.
Prima conferenza internazionale di servizio sociale, Parigi, 1928
Definizione: il complesso degli sforzi con cui la società tende ad alleviare le sofferenze derivanti dalla miseria, a rimettere individui e famiglie in condizioni normali di esistenza, a migliorare le condizioni sociali, a elevare il livello di vita mediante: servizi di assistenza collettivi, l'azione legislativa e amministrativa della collettività e mediante ricerche e inchieste sociali.
Una funzione di collegamento tra l'attrezzatura di protezione sociale predisposta dagli organi di governo o dalla società in via diretta e l'individuo. Come tale, il SS costituisce l'insieme dei metodi che tendono a creare il raccordo tra l'uomo e il suo ambiente e a elevare il livello della vita collettiva attraverso prestazioni varie rivolte all'individuo.
Caratteristiche: il SS è definito a diversi livelli connessi: all'azione sociale considerata come responsabilità dei governi, alla funzione di collegamento tra risorse pubbliche e private e la collettività, ai metodi per creare il raccordo tra l'uomo e l'ambiente.
Convegno di studi di assistenza sociale, Tremezzo, 1946
Definizione: il SS è l'ultima espressione cui siamo giunti nell'evolversi progressivo del concetto di carità, che si va facendo sempre più sociale, fondandosi su concetti di dignità umana, ideale di giustizia, prevenzione sociale, con la conseguenza pratica che dall'arida e stereotipata connessione di un bene in natura o di un sussidio, prerogativa della beneficenza, dalla schematizzata e collettiva, prestazione giuridica, prerogativa dell'assistenza preordinata allo Stato, per provvedere ai bisogni fondamentali previsti per gruppi e categorie, si passa alla considerazione dell'integrale personalità dell'individuo, per assisterlo nel tempo e nello spazio...
Si è sentito il bisogno di affidare questo delicato compito a elementi dotati di particolari attitudini, forniti di adeguato addestramento e che si dedichino a quest'arte con la competenza di una professione e con l'idealità di una missione.
Caratteristiche: queste definizioni sono state elaborate in Italia nel clima di ricostruzione civile e morale del paese, proprio nel secondo dopoguerra. La prima, mette in evidenza il SS come arte professionale volta a realizzare i valori della nuova società democratica e quindi a superare gli aspetti deteriori sia della beneficenza materiale che dell'assistenza sociale burocratizzata. La seconda, sottolinea il fondamento scientifico e tecnico del SS come professione svolta da persone competenti. Esse esprimono la variegata funzione del SS come moderna evoluzione della carità organizzata, come tecnica scientificamente fondata, con erte di aiuto alla crescita sociale delle persone. Il denominatore comune è la professionalità, che esige preparazione e competenza.
V conferenza internazionale di servizio sociale, Parigi, 195°
Definizione: nell'ambito della Conferenza si asserisce che: Il SS va affermandosi come scienza e come arte e si configura come professione. L'esercizio del SS esige:
- Una base scientifica identificabile nella scienza delle relazioni umane.
- Un metodo di indagine e di intervento personalizzato che, nella cultura professionale americana, è definito CASE WORK.
Caratteristiche: l'interesse della Conferenza è centrato sugli aspetti professionali e metodologici e sul confronto tra la concezione e la prassi del SS in USA e in Europa. Mentre il rinnovato concetto di professione viene accolto con favore, l'aspetto metodologico suscita perplessità, almeno in una parte dei rappresentanti europei. Esiste, infatti, il timore di un'eccessiva tecnicizzazione a detrimento dei valori fondamentali dell'assistenza. Saranno soprattutto le scuole per AS ad accogliere e ad utilizzare, nell'insegnamento, il CASE WORK.
Voce "servizio sociale" in Nuovo Dizionario di Sociologia. Voce redatta da Canevini Diomede, 1987
Definizione: il SS è una metaistituzione del sistema organizzato delle risorse sociali e una disciplina di sintesi che, attraverso il lavoro professionale dell'AS rivolto a individui, famiglie e gruppi in situazione problematica di bisogno, ne ricerca la soluzione tramite un rapporto interrelazionale e l'uso delle risorse personali e sociali indirizzati a promuovere la piena autonoma realizzazione delle persone, facilitare il rapporto cittadini istituzioni, collegare il bisogno dei singoli al sistema dei servizi e viceversa, contribuire ai processi di modifica delle istituzioni prevalentemente considerate nell'ambito dei servizi sociali.
Dal Pra Ponticelli. Lineamenti di servizio sociale. Sintesi definizione pag 34. 1987
Definizione: il SS si pone come obiettivi:
- Creare attraverso il processo di aiuto i raccordi necessari tra bisogni e risorse.
- Aiutare le persone a sviluppare le proprie capacità di affrontare e risolvere i propri problemi esistenziali.
- Aiutare la collettività ad individuare i propri bisogni e ad attivare le reti di solidarietà naturali (volontariato).
- Progettare, organizzare, gestire, nell'ambito del sistema dei servizi, risorse rispondenti ai bisogni individuali e collettivi.
- Studiare i problemi collettivi per contribuire alla progettazione e realizzazione dei servizi sociali nell'ambito della politica sociale generale e di quella locale.
Caratteristiche: queste definizioni, elaborate da esperte italiane nel campo culturale e didattico, collegano il SS alla professione di AS di cui colgono le aree di specifica competenza a vari livelli; dall'aiuto ai singoli, tramite rapporto personale, fino alla progettazione realizzazione di risorse adeguate ai bisogni rilevati. Il principio unificante è quello di un aiuto promozionale, educativo, anche con valenze terapeutiche, volto ad attivare le risorse dei singoli e della comunità in un'ottica di sviluppo sociale. Ne deriva un'immagine unitaria e nel contempo composita di SS come processo circolare, in cui gli interventi di base si saldano con la rilevazione dei bisogni e con la progettazione dei servizi, senza soluzione di continuità. È la professione che si fa garante di questa continuità nell'ambito del sistema organizzato dei servizi e delle linee di politica sociale alla cui realizzazione ogni operatore può contribuire tenendo presenti ed elaborando, al proprio livello di competenza, gli obiettivi che oggi il SS italiano è in grado di delineare.
Il concetto di SS è complesso e va considerato nell'ottica della complessità, in quanto l'oggetto di conoscenza e di intervento è la società nella sua forma dinamica, i cui fenomeni, prettamente umani, non possono essere ricondotti a spiegazioni semplici ed universali, né definiti in modo oggettivo e astorico.
La definizione di SS muta nel tempo poiché i processi fondamentali di conoscenza e valutazione dei fenomeni e di azione pratica sono continuamente sollecitati dal dinamismo sociale (evoluzione dei bisogni), che a sua volta sollecita nuove teorie interpretative. I concetti di bisogno, di intervento, di normalità, di organizzazione sociale, presenti o sottesi nelle varie definizioni di SS, sono concetti complessi che non possono essere enunciati da un solo punto di vista. Diverso infatti è il concetto di bisogno e intervento dal punto di vista di un'istituzione, che tende ad oggettivare la domanda e a standardizzare la risposta; o del soggetto reale che sperimenta il bisogno con il suo significato personale, le sue aspettative di intervento; o dell'AS che deve interpretare e valutare il bisogno specifico e promuovere un intervento attraverso un processo in cui si articolano componenti teoriche, tecniche, valoriali e di personale soggettività.
Il concetto di normalità sociale dipende dal punto di vista di chi lo definisce con riferimento ad aspetti del vivere comune. Sul piano della conoscenza non esiste un individuo oggettivamente normale, se non in rapporto a parametri convenzionali che mutano nel tempo.
Il concetto di organizzazione sociale può essere visto in prospettiva nuova qualora si consideri la capacità strategica propria degli esseri umani. Gli uomini, in quanto sociali, sono spinti naturalmente ad organizzarsi e l'organizzazione sociale è lo sviluppo automatico dell'interazione umana, poiché l'essere umano è fondamentalmente strategico, cioè dispone di una relativa autonomia nel fare le proprie scelte e nell'orientare la propria azione. Ne consegue una visione dinamica della vita sociale, che comporta conflitti di interesse e necessità di continua negoziazione circa i vantaggi e gli svantaggi del vivere con gli altri.
Un altro aspetto di fondamentale importanza per il processo di conoscenza e di azione del SS è che l'operatore sociale studia una realtà, la società, che non è esterna alla propria esistenza personale. Essi sono osservatori della realtà e nel contempo parte della realtà osservata. Ciò implica il problema della soggettività di chi indaga, valuta, agisce.
Morin: la nozione di complessità apre la strada ad un nuovo modo di pensare, cioè ad un pensiero multidimensionale che può aiutarci a comprendere i tanti aspetti di una medesima realtà, aspetti che bisogna distinguere e, nel contempo, rendere comunicanti. L'introduzione del SS in Italia, dal 1945, ha indubbiamente rappresentato un salto epistemologico nella concezione dell'assistenza da attività riparatrice, burocratica, discrezionale, ad attività promozionale, personalizzata e diretta, nell'ottica dello sviluppo, a sempre più ampie fasce di popolazione ed esercitata da professionisti, gli AS.
Innovazioni nella formazione
La giovane professione era sostenuta dal carattere propulsivo e innovativo delle scuole di servizio sociale che, al di fuori dell'orientamento scolastico ufficiale, operavano un tipo di formazione non tradizionale, a livello superiore di istruzione.
Novità attività formativa:
- L' insegnamento interdisciplinare volto a integrare, in una visione unitaria, il contributo di varie discipline, aspetto sconosciuto nell'iter formativo di altre professioni ancora costruite sul modello separato della scienza classica.
- L' integrazione tra teoria e pratica.
- L' accento sulla globalità della persona umana considerata singolarmente e in rapporto all'ambiente.
- La procedura metodologica di studio e valutazione delle situazioni, di intervento psicosociale, nonché l'uso di tecniche specifiche (colloqui, visita dom..) capaci di dare identità al ruolo professionale.
- L' azione per il cambiamento delle situazioni disfunzionali personali e ambientali mediante l'uso integrato delle forze positive presenti nella società, per il raggiungimento di nuovi equilibri vitali in senso evolutivo.
Fenomeni nel servizio sociale italiano
Alcuni fenomeni verificatisi nel tempo nel SS italiano:
Il movimento a spirale che si è prodotto nella...
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