Appunti sulla base del Bessone e delle lezioni del Prof. Piraino a cura di Riccardo Di Pasquale
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SENTENZE
Argomento Titolo sentenza 2
Sentenza Granitàl 170/1984
Contrasto tra La controversia riguardava un regolamento tributario italiano del 1978 che prevedeva delle
agevolazioni fiscali sui dazi doganali pagati per l’importazione di cereali dal Canada, al
regolamento
interno e contrario di quanto stabilito da precedenti regolamenti comunitari i quali non prevedevano
regolamenti alcuna agevolazione fiscale in materia di agricoltura.
europei in Il Tribunale di Genova (giudice a quo) chiamato ad applicare quel d.P.R. ne constata la
materia di difformità rispetto al regolamento europeo e, perciò, solleva la questione di illegittimità
invocando la violazione dell’art. 11 della
agricoltura; costituzionale, Costituzione.
disapplicazione La Corte Costituzionale, chiamata a giudicare questo conflitto, dichiara che non vi è alcuna
della norma violazione della Costituzione e che, in questo caso specifico, prevale il diritto europeo sul
interna a favore quello nazionale.
della norma
comunitaria La motivazione data dalla Corte Costituzionale si articola in 4 punti:
1. L'ordinamento italiano e quello comunitario sono due sistemi normativi distinti e
autonomi, ognuno dotato di proprio sistema di fonti (teoria dualista).
2. Nonostante questo, i due ordinamenti sono coordinati con una ripartizione di competenze:
il legislatore italiano riconosce, per determinate materie, la competenza alla Comunità
Europea di emanare norme giuridiche che si impongono direttamente nell'ordinamento
italiano.
3. Tuttavia, la normativa comunitaria non entra a far parte del diritto interno dello Stato,
ogni norma è valida e efficace nel proprio ordinamento.
4. Di conseguenza, se si crea un contrasto su materie di competenza europea, la norma
italiana non può essere resa inefficace (abrogata, modificata o derogata), piuttosto la
norma italiana permane in vigore ma nelle parti in contrasto si applica la norma europea,
disapplicando quella italiana per quello specifico caso.
In definitiva, i conflitti sorti vanno risolti applicando il criterio della competenza e non più
quello cronologico o gerarchico: la norma ritenuta competente viene applicata e non abroga
né annulla quella non applicata, che viene soltanto accantonata in quello specifico caso, ma
può esse usata in altri casi.
Sentenza 10741/2009
La controversia riguardava un errore terapeutico compiuto in sede di gravidanza: ad una
Errato gestante era stato somministrato un medicinale che si scopre poter produrre danni ai feti. Il
trattamento neonato nasce affetto da una patologia grave che è strettamente riconducibile alla
terapeutico sulla somministrazione di quel medicinale. I genitori agiscono per ottenere il risarcimento di due
gestante; tutela tipi di danni: quello subito dalla gestante e consistente nel non essere stata messa a
del concepito. conoscenza delle controindicazioni del medicinale; e quello subito dal concepito.
La Corte di Cassazione motiva il risarcimento del danno alla salute del concepito grazie ad
alcune disposizioni normative, tra cui:
l’art.
- 1 del c.c., che riconosce la possibilità del concepito di essere destinatario di diritti;
- la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita che si pone a tutela della vita sin dalla sua
origine; sull’interruzione di gravidanza
- la legge 194/1978 che attesta che il concepito è protetto
dal 90° giorno in poi dal suo concepimento.
Per quel che riguarda il mancato esercizio dell’interruzione di gravidanza, non può
configurarsi un danno al nascituro, poiché significherebbe definire un “diritto a non nascere”.
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1 Come parlare delle sentenze: caso concreto, regola enunciata dalla corte, giustificazione di questa regola.
2 Questa sentenza venne emanata nel 1984 ma il caso è di ben 12 anni prima: infatti, nel 1972 l'impresa italiana Granitàl ebbe una
vertenza con la dogana italiana, in merito all'importo da pagare per l'importazione dell'orzo canadese.
3 Infatti un ipotetico diritto a non nascere sarebbe un diritto sorto prima che il titolare venga ad esistere, e inoltre sorgerebbe già
leso al momento della nascita; poiché nessun diritto si acquisisce già leso, il “diritto a non nascere” non esiste. 1
Appunti sulla base del Bessone e delle lezioni del Prof. Piraino a cura di Riccardo Di Pasquale
Sentenza 9700/2011
Morte del padre La controversia riguardava la morte di un uomo per incidente stradale, sposato con una
per incidente moglie incinta. La moglie agisce in giudizio e ottiene il risarcimento del danno per perdita
stradale; tutela del congiunto, e agisce anche in nome e per conto della figlia perché questa è stata privata
del concepito. del rapporto col padre. La Corte di Cassazione ammette il risarcimento del danno a favore
anche della figlia, reputando che si tratta di un danno che si è verificato nel momento in cui
lei è venuta ad esistenza, perché non appena nata è diventata un soggetto privo di uno dei due
genitori.
In questo caso il nascituro va risarcito, ma questo risarcimento non presuppone di riconoscere
al concepito lo status di centro di imputazione giuridica, perché quello che conta è che il
danno si verifica concretamente quando il concepito viene all’esistenza.
Sentenza 16754/2012
Risarcimento del La controversia riguardava il caso di una madre che aveva esplicitamente chiesto al sanitario,
in servizio presso l’Unità Sanitaria Locale di Castelfranco veneto, di fare
danno per tutti gli accertamenti
malformazioni diagnostici necessari per escludere patologie gravi del feto, condizionando ad esse la
pre-esistenti non prosecuzione della gravidanza. Il medico, invece di prescriverle un farmaco che avrebbe
diagnosticate; permesso di scoprire la sindrome di Dawn (da cui era affetto il nascituro), le aveva prescritto
lesione del un altro, senza informarla della scarsa debolezza statistica.
diritto ad
interrompere la La gestante, se fosse stata a conoscenza della sindrome di Dawn, non avrebbe proseguito la
diritto di “autodeterminazione
gravidanza; gravidanza. Chiede il risarcimento del danno per la lesione del
della gestante”.
lesione del
“diritto a non
nascere” La Corte di Cassazione stabilisce che:
a) per il danno cagionato al feto (es: per somministrazione di un farmaco tossico per la
salute del feto), possono agire per chiedere il risarcimento del danno:
- la madre, per lesione del diritto ad interrompere la gravidanza (tutelato dalla legge
194/1978 sull’interruzione di gravidanza, che attesta che il concepito è protetto dal
90° giorno in poi dal suo concepimento);
- il concepito, in virtù della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, che si pone a
tutela della vita sin dalla sua origine.
b) per il danno cagionato per malformazioni pre-esistenti non diagnosticate, possono
agire per chiedere il risarcimento del danno:
- la madre, per lesione del diritto ad interrompere la gravidanza;
lesione del “diritto a non nascere”
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- il concepito, per .
Sentenza 500/1999
La Corte di Cassazione a sezioni unite ha riconosciuto che il cittadino ha diritto, nel caso di
Lesione lesione dell’interesse legittimo, non solo a chiedere l’annullamento dell’atto amministrativo
dell’interesse ma anche a ottenere il risarcimento del danno, secondo le regole della responsabilità
legittimo extracontrattuale.
Dunque, anche nel caso dell’interesse legittimo è possibile subire un danno ingiusto.
Sentenza 174/1971 (o sentenza Meroni)
Lesione del La controversia riguardava la mancata prestazione sportiva di un calciatore del Torino Calcio,
diritto di credito Meroni.
da parte di un Il calciatore in questione morì dopo essere stato investito da un auto; la società Torino Calcio
dell’investitore per la lesione del suo diritto di credito, nel caso
soggetto terzo, e agì in giudizio nei confronti
successivo specifico il diritto di ottenere dal calciatore la sua prestazione professionale calcistica.
risarcimento del La morte del calciatore ha leso in maniera irreversibile questo diritto di credito, e la Corte di
danno subito dal Cassazione ha condannato il terzo al risarcimento del danno nei confronti della società
creditore da sportiva per lesione del suo diritto di credito.
a quanto previsto dall’orientamento consolidato della dottrina, secondo il quale al concepito non si può
4 In opposizione rispetto
riconoscere un diritto a non nascere se non sani. Tra l’altro, la stessa Corte di Cassazione (a sezioni unite) nel 2015 ha ritenuto
quell’orientamento consolidato contrario all'ammissibilità
corretta proprio della legittimazione ad agire del nascituro. 2
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parte dello A partire da questa storica sentenza la distinzione tra diritti assoluti (che tutti devono
stesso terzo rispettare) e diritti relativi (nei quali invece la tutela è solo nei confronti della controparte)
svanisce, e il creditore ha così diritto alla tutela non solo nei confronti dell’inadempimento,
ma anche nei confronti di atteggiamenti di terzi che impediscono la realizzazione
dell’interesse del creditore.
Sentenza Scordino del 2006
Indennità di La sentenza Scordino del 2006 ha abbracciato due temi molto importanti: la quantificazione
dell’indennità di espropriazione e l’occupazione acquisitiva della Pubblica Amministrazione.
espropriazione
ingiusta; La controversia riguardava l’ammontare dell’indennità di espropriazione stabilito dal
occupazione comune di Reggio Calabria per un territorio all’interno de
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