Steven Simkin v Laura Blank
Corte suprema dello Stato di New York - 4 gennaio 2011
Due facoltosi signori di New York, un avvocato e una professoressa universitaria, dopo un lungo periodo di matrimonio (dal 1973 al 2001) si separano, e nel giugno 2006 raggiungono un accordo contrattuale per dividere la proprietà.
In ragione della durata del loro matrimonio hanno convenuto di suddividere il patrimonio più o meno a metà, sulla base di una valutazione fatta al 1o settembre 2004, il c.d. cut-off day. Il marito riceve una casa e 3 automobili, mentre la moglie riceve l’appartamento di Manhattan e un'altra automobile; il Signor Simkin (attore) paga alla moglie (convenuta) anche 6.250.000$ e le trasferisce altri 368.000$ per parificare i loro fondi pensione. Ciascuna parte dà atto che i beni e le proprietà che sta ricevendo o trattenendo in virtù del presente articolo rappresenta una ragionevole parte dei beni coniugali.
Tra i beni suddivisi c’è però anche un conto intestato al marito e gestito da Madoff, ciò che di più significativamente aveva trattenuto il marito, che si scopre essere un fondo totalmente fittizio. Nella divisione fatta tra i coniugi il marito tiene infatti per sé il conto investito nei fondi Madoff e dei 6.618.000$, che dà alla moglie, almeno 2.700.000$ era calcolato sul conto complessivo dei fondi Madoff: egli aveva quindi trasferito quella cifra per compensare il fatto che si era trattenuto il conto.
Ovviamente il marito sostiene di aver agito per errore e chiede l’annullamento del contratto con cui le parti avevano affermato che quella parte rappresentasse la metà del patrimonio. V’è innanzitutto da dire che i coniugi hanno sottoscritto un accordo in cui si impegnavano reciprocamente a non avanzare più pretese sulle proprietà l’uno dell’altro.
Inoltre, per modificare il contratto, come richiesto dal marito, sulla base di un “mutual mistake” questo deve ricadere su un aspetto essenziale del contratto, ma nel caso di specie non è così, in quanto nell’accordo nulla è detto circa la volontà di dividere equamente il conto Madoff, che non viene nemmeno menzionato. Anche secondo la teoria maggioritaria la richiesta dell’attore è infondata, per il fatto che il “mutual mistake” deve essere presente nel momento in cui le parti concludono l’accordo.
Il marito sostiene infatti che per errore i due coniugi credevano che ci fosse un conto di 5,4 milioni di dollari che in realtà non esisteva proprio: tuttavia questa affermazione è in contrasto con il fatto che egli ha prelevato da questo “conto inesistente”.