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Sentenza Köbler, Traghetti del mediterraneo, Lucchini, Asturcom per l’esame di diritto dell’unione europea con la professoressa G. Vitale Unime

Con tali appunti sulla sentenza Köbler, traghetti, Lucchini e asturcom, si può rispondere in maniera completa ed esauriente ai fini dell’esame di diritto dell’Unione europea, per quanto concerne la parte speciale del programma. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. G. Vitale

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ESTRATTO DOCUMENTO

Secondo l’Austria, inoltre, non c’è responsabilità in quanto la norma sul rinvio pregiudiziale non

attribuisce diritti ai singoli. ( in realtà il giudice non aveva commesso alcuna violazione inerente al

rinvio pregiudiziale, perché la questione l’aveva sollevata anche se poi l’aveva ritirata, ma viola

norme sulla non discriminazione e sulla libera circolazione lavoratori> prevalenza norme.

comunitarie su interne).

Inoltre, un’azione di risarcimento andrebbe a indebolire e pregiudicare autorità e potere

giudiziario.

GIUDIZIO DELLA CORTE

Sul principio della responsabilità dello stato ( risposta al primo quesito)

Antecedenti storici di K.> sentenze Francovich ( prima sentenza con cui si è elaborato tale

principio, la causa nasce però per il fine dell’effetto diretto, ma per la corte di giustizia la direttiva

non era incondizionata> necessario però tutelare la signora F.> rimedio risarcitorio) e Brasserie>

responsabilità stato per danni causati ai singoli da violazioni del diritto comunitario.

La corte ha dichiarato che questo principio ha valore in riferimento a qualsiasi ipotesi di violazione

del diritto comunitario, a prescindere dall’organo statale che ha posto in essere la violazione ( lo

stato risponde nella sua unitarietà)

A maggior ragione, deve rispondere della violazione sopratutto il giudice di ultimo grado, in

quanto se quel grado di giudizio viola il diritto non potrà esserci uno successivo> almeno almeno

risarcimento danno!

!Occorre considerare che il riconoscimento della responsabilità risarcitoria statale per la decisione

di un organo giurisdizionale di ultimo grado NON ha come conseguenza quella di rimettere in

discussione l’autorità della cosa giudicata!

Un procedimento intesi a far dichiarare la responsabilità non ha lo stesso oggetto e non

necessariamente ha le stesse parti del procedimento che ha dato luogo alla decisione sulla cosa

giudicata> il ricorrente ottiene, infatti, in caso di successo, la condanna al risarcimento, ma NON

la revisione della cosa giudicata

Non possono nemmeno essere accolti gli argomenti basati sulla indipendenza e autorità del

giudice. La responsabilità risarcitoria NON riguarda quella personale del giudice, bensì quella

dello stato.

Non si pregiudica l’autorità del giudice e il suo potere perché la riparazione migliora la qualità di

un ordinamento.

Risposta al secondo quesito

Spetta all’ordinamento giuridico interno designare il giudice interno e le modalità procedurali dei

ricorsi intesi a garantire la tutela dei diritti spettanti ai singoli in forza del diritto comunitario, in

mancanza di una disciplina processuale comunitaria uniforme.

Sulle condizioni di responsabilità statale

Norma preordinata ad attribuire diritti ai singoli, violazione grave e manifesta, nesso di causalità.

Stesse condizioni per giudice di ultimo grado.

Per capire se la violazione è grave e manifesta: grado di chiarezza e precisione della norma

violata, carattere intenzionale della violazione, mancata osservanza dell’obbligo di rinvio

pregiudiziale. In ogni caso violazione caratterizzata> quando la decisione interviene ignorandi la

giurisprudenza della corte sulla materia.

Riparazione avviene tramite norme nazionali al danno provocato (59/60)

Sulla terza questione

La norma interna viola o non viola i parametri comunitari?, ma la corte formalmente può solo dire

se l’interpretazione delle norme comunitarie osta o non osta all’applicazione della norma interna.

L’indennità speciale austriaca, così come regolamentata nell’ordinamento austriaco, può

ostacolare la libera circolazione dei lavoratori sotto un duplice aspetto: i lavoratori migranti

vengono lesi sia in entrata che in uscita> ostacolati nella loro libertà di movimento.

Sulla quarta e quinta questione

Osservazioni presentate alla corte

L’Austria afferma che non è necessario rispondere alla quarta questione, essendo stata posta in

modo poco chiaro.

Inoltre afferma che il giudice di ultimo grado è obbligato solo se lo ritiene a sollevare un quesito

pregiudiziale, ha una piena discrezionalità al riguardo.

Inoltre afferma che non c’è nesso di causalità> se il giudice non avesse ritirato il quesito, come

poteva il singolo avere la certezza che la corte avesse emanato una data sentenza interpretativa e

la reazione al riguardo dal giudice di rinvio?

K., invece, che art 48> direttamente applicabile e fa sorgere per i singoli diritti soggettivi.

Giudizio della corte

La corte risponde di tutti gli elementi per valutare la responsabilità dello stato membro ( risposta al

quinto quesito)

Risposta al quarto quesito:

C’era stata, per la corte, una violazione di norme attributive di diritti ai singoli> libera circolazione

dei lavoratori.

Ma la violazione era stata sufficientemente caratterizzata?

Il giudice interno aveva spostato l’attenzione dalla violazione delle norme comunitarie alla

riqualificazione della indennità, per vedere se in questo modo poteva esserci una deroga alle

norme comunitarie e potesse essere giustificata in qualche modo.

Il giudice, infatti, aveva tenuto conto della sentenza S., ma riteneva che la qualificazione della

indennità fosse da fare autonomamente sul piano interno come premio di fedeltà, in quanto la

corte in questa sentenza non si era espressa se a quali condizioni potesse essere giustificato un

ostacolo alla libera circolazione che un premio di fedeltà comporta.

Il giudice quindi, NON poteva non avere il dubbio, in quanto la corte ancora non aveva ancora

qualificato quella norma in termini di premio di fedeltà, e se quindi fosse giustificata una deroga

alla libera circolazione dei lavoratori in virtù di un premio di fedeltà, quindi avrebbe dovuto

mantenere il quesito e non ritirarlo.

Il giudice, infatti, non poteva ritenere che la soluzione risultasse da una giurisprudenza

consolidata.

! Secondo la corte di giustizia, il giudice nazionale, nel momento in cui aveva sollevato la

questione e poi l’aveva ritirata, nel ritirarla e nello statuire, aveva commesso una erronea

interpretazione della sentenza S, e inoltre era sempre in torto in quanto avrebbe dovuto

mantenere il quesito pregiudiziale.!

La violazione, però, non viene ritenuta grave e manifesta, l’errore di interpretazione viene infatti

considerato scusabile, in quanto non era chiara la giurisprudenza della corte sul punto.

Essendo la violazione non grave e neppure manifesta, anca uni dei requisiti fondamentali affinché

K. potesse pretendere un risarcimento del danno.

SENTENZA TRAGHETTI DEL MEDITERRANEO

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sul principio e sulle condizioni per la sussistenza

della responsabilità extracontrattuale degli Stati membri per i danni arrecati ai singoli in virtù di

una violazione del diritto comunitario, quando imputabile ad un organo giurisdizionale nazionale.

Domanda proposta nell’ambito di una causa intentata contro la repubblica italiana dalla Traghetti

del Mediterraneo spa, impresa di trasporti marittimi, in quanto la corte di cassazione italiana con

sentenza passata in giudicato aveva commesso errori di interpretazione del diritto della Unione

( concorrenza e aiuti di stato) e aveva omesso di sollevare una questione pregiudiziale che doveva

sollevare essendo giudice di ultimo grado.

La legge n117/1988 > limitava la responsabilità civile del giudice ai casi di dolo e colpa grave, e in

ogni caso il giudice non rispondeva se il comportamento rilevante è consistito nella

interpretazione di norme, valutazioni di fatti o di prove.

Primo procedimento

TDM aveva agito contro la Tirrenia perché riteneva di aver subito un danno dal comportamento

della Tirrenia la quale, in virtù di presunti aiuti di Stati illegittimi, avrebbe posto in essere violazioni

di norme interne e comunitarie in materia di concorrenza ( cita norme di divieto di aiuti di stato e

abuso di posizione dominante), cosicché aveva potuto praticare dei prezzi più bassi in materia di

abuso della propria posizione dominante

I giudici nazionali ritennero che la TDM avesse torno ma, ritenendo che le due sentenze fossero

viziate di errore di diritto> ricorso in Cassazione contro la sentenza della corte di appello di Napoli,

nell’ambito del quale si invitava la Corte di cassazione a sollevare una questione pregiudiziale di

interpretazione ma > Corte non ha accolto tale istanza, decidendo di non sollevare la questione.

Secondo procedimento

La decisione di rigetto, quindi giudicato, è alla base del procedimento pendente innanzi al giudice

del rinvio, nell’ambito del procedimento del risarcimento del danno.

In quanto, in virtù di questo rigetto, la TDM è fallita e pretende di avere un risarcimento del danno,

considerando che la sentenza della corte di cassazione, con la sentenza passata in giudicato,

aveva commesso errori di interpretazione del diritto della Unione.

La repubblica italiana contesta la ricevibilità di tale azione di risarcimento> legge n117/88. In ogni

caso, anche se la responsabilità ci fosse, la domanda sarebbe da considerare irricevibile in virtù

della autorità del giudicata, secondo l’Italia.

La TDM ritiene invece che la legge citata sia incompatibile con il diritto comunitario, (perché

escluderebbe praticamente sempre la responsabilità, anche perché i casi di dolo e colpa grave

sono indicati in modo molto specifico), cioè con quelle norme contenute nella giurisprudenza della

corte di giustizia, dalla sentenza Francovich in poi > sollecita il giudice di rinvio a sollevare una

questione pregiudiziale di interpretazione.

Il Tribunale di Genova sospende il sospende il giudizio e rinvia alla corte di giustizia le seguenti

questioni pregiudiziali:

1. È possibile che sussista responsabilità risarcitoria dello stato per comportamento della

autorità giurisdizionale nazionale?

2. Se risposta affermativa> le norme comunitarie in materia di responsabilità ostano o non

ostano ad una normativa interna che la limiti ai casi di dolo e colpa grave?

Il cancelliere della Corte ha inviato copia della sentenza Köbler al giudice del rinvio, chiedendogli

se, alla luce di ciò, ritenesse utile mantenere la domanda pregiudiziale.

Il tribunale di Genova ha ritenuto che tale sentenza fornisse una risposta esauriente per la prima,

ma ha ritenuto utile mantenere la seconda questione.

La Corte, per la seconda questione, ripropone in parte la K> ( ricordare punti della sentenza K. sul

principio di responsabilità statale e condizioni di responsabilità statale risarcitoria )

!Se si ammettesse la validità di una norma interna che limita la responsabilità del giudice in alcuni

casi e la esclude in altri si andrebbero a frustrare le norme comunitarie in materia della

responsabilità risarcitoria dello stato, e verrebbe meno il suo effetto utile e non si avrebbe alcun

controllo sulla autorità giudiziaria!

La corte di giustizia afferma che le norme comunitarie ostano a quella norma interna, in quanto

questa prevede delle condizioni aggiuntive e restrittive affinché sussista la responsabilità>

aggravata la posizione del singolo e ciò non va bene.

Oggi questa norma interna non viene più contemplata in seguito alla sentenza della corte di

giustizia.

Alla fine la TDM ottiene il risarcimento

SENTENZA LUCCHINI

Casi in cui il giudicato nazionale configgeva con norme di diritto comunitario, scontro tra due

principi> autorità della cosa giudicata vs. primazia diritto dell’Unione sul diritto interno.

Art 2909> la sentenza passata in giudicato fa stato tra le parti, gli aventi causa e gli eredi.

In Lucchini si spazza via il giudicato per lasciare spazio al diritto comunitario> un unicum, infatti la

presa di posizione è, in questo caso, molto forte.

Disciplina aiuti di stato> il trattato prevede il divieto di aiuti di stato. Gli aiuti pubblici alle imprese

falserebbero il gioco della libera concorrenza. Tuttavia, il trattato prevede delle eccezioni a tale

principio in presenza di determinati presupposti, altre eccezioni possono essere previste in via

discrezionale dalla Commissione> competenza esclusiva in questo ambito!

L’impresa chiede aiuto allo stato, lo stato notifica alla commissione la quale istruisce una

procedura volta a verificare che l’aiuto si possa erogare> autorizza aiuto tramite un atto tipico e

vincolante> decisione.

Si può verificare che lo stato eroga l’aiuto senza notificare la richiesta o prima che la

Commissione si pronunci> in questo caso viene ordinato all’impresa la ripetizione delle somme

con tanto di interessi. ( ipotesi patologica)

La Lucchini chiede allo stato degli aiuti, cioè dei finanziamenti. La repubblica italiana notifica tale

richiesta alla commissione, la quale deve istruire una procedura per comprendere se tale aiuto

potrebbe essere o meno compatibile con il mercato considerato.

L’ultimo codice degli aiuti previsto dalla commissione stava scadendo, quindi lo stato italiano

decide di concedere in via provvisoria e parziale le somme richieste, prima che si pronunci la

commissione. Non eroga, bensì concede!


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cherolain di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Vitale Grazia.

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