Saepe iam , mater
(avverbio “spesso”) (avverbio “ormai”) (vocativo femm sing da
optima
mater, matris, terza declin) (vocativo femm sing,attributo di mater, da ,
optimus,a,um aggettivo della prima classe di grado superlativo da bonus,a,um)
impetum
(accusativo masch sing da impetus,us, 4° declin, complemento oggetto)
cepi (indicativo perfetto attivo 1° pers sing, da capio,is,cepi,captum,capere)
consolandi te
1
(gerundio al caso genitivo di consolo,as,avi,atum,are) (accusativo
, saepe
sing del pronome personale di 2° pers, complemento oggetto) (avverbio
continui
“spesso”) (indicativo perfetto attivo, 1° pers sing, da contineo,es,
.
continui,contentum,continere)
Spesse volte ormai, oh ottima madre, ho sentito l’impulso di consolarti e
molte volte (lo) trattenni.
Ut auderem
2
(ut+congiuntivo= proposizione finale (congiuntivo imperfetto attivo,
multa
1° pers sing, da audeo,es,ausus sum, audere) (nominativo neutro plur
me
dall’aggettivo multus,a,um, soggetto) (accusativo sing del pronome personale di
inpellebant
prima persona, complemento oggetto) (indicativo imperfetto attivo, 3°
pers plur da inpello,is,inpuli,inpulsum,inpellere)
Parecchie cose mi spingevano a osare (lett: “spingevano affinchè osassi”):
primum uidebar
(avverbio “per prima cosa”) (indicativo imperfetto passivo, 1°
depositurus
pers sing da videor, videris, visus sum, videri ) (nominativo
3
maschile singolare del participio futuro di depono,
deponis,deposui,depositum,deponere. Complemento predicativo del soggetto)
1 GERUNDIO: nome verbale, ovvero una forma del verbo che assume la funzione e l’aspetto
di un nome. Esso infatti si declina come un sostantivo, costituendo la declinazione
dell’infinito.
2 PROPOSIZIONE FINALE: esprime il fine dell’azione espressa nella reggente. È introdotta da
ut (o da ne se negativa) e il modo è sempre il congiuntivo secondo le norme della consecutio
temporum. Si rende in italiano con “perché/affinchè”+congiuntivo o con “per/a”+infinito.
3 VIDEOR: verbo copulativo, richiede una costruzione personale in cui la cosa/persona che
sembra va in nominativo, seguita dal verbo videor concordato con il soggetto e poi l’infinito
del verbo retto da videor. La persona a cui sembra quella cosa va in dativo. Ad es: Marcus
mihi videtur beatus esse = mi sembra che Marco sia felice (letteralmente: “Marco a me
sembra essere felice”).
omnia (accusativo neutro plur da omnis,e, complem oggetto)
incommoda (accusativo neutro plur da incommodus,a,um aggettivo della prima
, cum 4
classe, attributo del compl ogg) (cum+congiuntivo= proposizione narrativa
lacrimas tuas
(accusativo femm plur da lacrima,ae, complem ogg) (accusat femm
, etiam
plur dall’aggettivo possessivo tuus, tua, tuum, attributo del compl ogg)
si supprimere
5
(etiam si+congiunt= prop. Concessiva ) (infinito presente attivo di
non potuissem
supprimo,is, suppressi, suppressum, supprimere) (congiuntivo
,
piuccheperfetto attivo 1° pers sing da possum,potes, potui, posse)
interim certe
(avverbio “al momento”) (avverbio “almeno”)
abstersissem (congiuntivo piuccheperfetto attivo, 1° pers sing da abstergeo, es,
abstersi, abstersum, abstergere)
prima di tutto mi sembrava che io mi sarei liberato di tutte le cose
scomode, avendo asciugato le tue lacrime almeno per il momento, per
;
quanto io non potessi porvi fine
deinde plus
(averbio “poi”) (accusativo neutro singolare da plus,pluris, compl ogg)
habiturum
(sottinteso esse, infinito futuro attivo da habeo,es,habui,
6
habitum,habere, proposizione infinitiva oggettiva retta da non dubito)
4 PROPOSIZIONE NARRATIVA: è una subordinata che esprime valori temporali e causali
insieme. Introdotta da cum + congiuntivo secondo le norme della consecutio. Si rende in
italiano o con una causale o con una temporale a seconda del contesto, o più spesso con il
gerundio.
5 PROPOSIZIONE CONCESSIVA: indica la situazione nonostante la quale si verifica l’azione
espressa nella reggente. Introdotta da: etsi, tametsi, quamquam + indicativo, oppure da
quamvis, etiamsi, licet, ut se la concessione è soltanto supposta. Si rende in italiano con
“sebbene, benchè, quantunque” + indicativo.
6 PROPOSIZIONE INFINITIVA OGGETTIVA: Per proposizioni infinitive si intendono le
proposizioni oggettive, soggettive ed esplicative (o epesegetiche) che in latino hanno il
soggetto in accusativo e il verbo all'infinito. Esse appartengono alla grande famiglia delle
completive.
Le proposizioni oggettive fungono da complemento oggetto del verbo reggente e sono
introdotte da:
verba dicendi e declarandi (dico, adfirmo, nego, declaro, demonstro, promitto, iuro,
persuadeo, narro, trado, fero, nuntio, etc.); Esempio: dico te studere = dico che tu studi.
verba sentiendi (credo, puto, cogito, opinor, sentio, animadverto, audio, video, intellego,
scio, fido, confido, etc.); Esempio: scio te studere = so che tu studi.
verba affectuum (gaudeo, laetor, doleo, indignor, miror, admiror,etc.); Esempio: gaudeo te
studere = sono contento che tu studi.
me (accusativo sing del pronom personal di 1° pers, soggetto dell’infinitiva)
auctoritatis (genitivo femm sing da auctoritas, auctoritatis, terza declin,
non dubitabam
genitivo partitivo retto da plus) (indicativo imperfetto attivo 1°
ad excitandam 7
(prop.finale implicita con
pers sing da dubito,as,avi,atum,are) te
ad+gerundivo accusativo femm sing da excito,as,avi,atum,are) (accusativo
, si
sing del pron pers di 2° pers, compl oggetto) (introduce la protasi di un
periodo ipotetico DIPENDENTE di secondo tipo, la cui apodosi è l’infinitiva
prior
con habiturum) (nominativo masch sing da prior,prius, attributo del
ipse
sogg) (nominat masch sing dal pronome determinativo ipse,ipsa,ipsum, io
consurrexissem
stesso”, soggetto
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Seneca, Consolatio ad Helviam matrem
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Traduzione e analisi letterale Consolatio ad Helviam matrem di Seneca
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Seneca, Ad Helviam matrem de consolatione 7,7.10
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Letteratura latina II - Seneca