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Appunti per l'esame di semiotica del professor Giulio Facchetti, corso di laurea in scienze della comunicazione. Il documento presenta l'analisi del sonetto di Baudelaire Les Chats secondo le teorie della comunicazione di Jacobson e Strass, con studio della punteggiatura e della struttura grammaticale..

Esame di Semiotica docente Prof. G. Facchetti

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Le due quartine hanno questa regolarità tranne la sesta in cui la parola ténèbres invece di essere un

aggettivo, in quanto rima femminile, è un sostantivo, gli autori spiegano questo sostenendo i versi

sei e sette, irregolari entrambi, costituiscono un’unità a se stante all’interno della poesia, una marca

formale che unisce i due versi.

Il sonetto comprende tre frasi complesse delimitate da un punto, un primo modo di dividere il testo,

non solo con la divisione formale tipica del sonetto, il punto divide tre macrofrasi, due nelle

quartine, una nella due terzine.

Gli autori identificano una progressione aritmetica, si ha un solo verbo coniugato nella prima frase,

due verbi coniugati nella seconda, tre verbi coniugati nella terza; questo mostra l’azione del verbo

definito che aumenta mano a mano che si procede nella lettura.

Le regolarità sono importanti perché hanno un significato proprio, ma anche perché se c’è

un’eccezione significa che essa ha un significato in più rispetto alla regolarità.

Il sonetto ha una divisione ternaria in base ai punti, implica un’antinomia tra le unità strofiche a due

rime e a tre rime: le rime fanno emergere un’opposizione tra più elementi, la divisione in tre parti,

contrasta con l’opposizione che si ha tra strofe a quattro rime e a tre rime, nelle quartine si hanno

quattro rime, nelle terzine invece tre.

Inoltre si ha un parallelismo sintattico, ossia su come si costituiscono le frasi, tra la coppia delle

quartine e tra la coppia delle terzine: la prima quartina e la prima terzina contengono due

proposizioni subordinate, la seconda quartina e la seconda terzina contengono due proposizioni

coordinate.

L’uso della punteggiatura è marcante, ha un significato voluto dal poeta.

L’aspetto del significato rafforza il parallelismo, i soggetti della prima quartina e della prima terzina

designano esseri animati, mentre uno dei soggetti della seconda quartina e tutti i soggetti della

seconda terzina sono esseri inanimati. Il tratto semantico animato prevale nella prima quartina e

nella prima terzina, il tratto semantico dell’inanimato prevale nella seconda quartina e nella seconda

terzina, con una disposizione alternata per dare un’idea della metamorfosi in atto, come qualcosa di

lampeggiante, che pulsa.

Per quanto riguarda la struttura grammaticale, l’inizio e la fine del sonetto si trovano due soggetti

con un solo predicato, le due strofe esterne sono le sole ricche di aggettivi, mentre le strofe interne

hanno tre aggettivi in tutto, questo carattere deve essere stato per forza voluto dall’autore

nell’intento di marcare l’aspetto della metamorfosi, sia all’inizio che alla fine, nelle strofe interne si

descrive la metamorfosi. L’elevato numero di aggettivi presenti nella prima e nell’ultima strofa

sono voluti per ottenere la comparazione tra che cos’era e cos’è diventato, invece il processo,

descritto più da verbi che da aggettivi, è posto nelle strofe interne.

Il testo è inaugurato da due termini denominali, coloro che sanno e coloro che amano, ossia che

derivano da verbi, mentre alla fine si ha un verbo che deriva da un sostantivo, deverbale, etoilent, a

marcare il capovolgimento, la trasformazione.

Si possono dividere i quattordici versi in sei-due-sei, al centro c’è un distico che è caratterizzato sia

per il contenuto che per la forma, una separazione tra un qualcosa di precedente e di successivo.

Tutte le forme verbali personali sono al plurale in tutto il sonetto, tranne nel settimo verso, la

regolarità ha valore proprio in opposizione alla irregolarità del settimo verso.

Il settimo verso è marcato da diverse irregolarità, oltre a quello citato, si hanno, nell’intero sonetto, i

sostantivi accompagnati sempre da epiteti (nome o un aggettivo che si riferisce ad un altro nome

come qualificazione) o da complementi, nel settimo verso no, tutti gli epiteti della prima quartina e

delle terzine sono aggettivi qualificativi, nella seconda quartina non ci sono altri epiteti che

l’aggettivo del settimo verso. Il settimo verso rovescia l’ordine animato-inanimato tra soggetto e

oggetto.

La poesia, divisa sulla base dei punti, forma una tricotomia asimmetrica, si ha una prima parte

composta da quattro versi, una seconda ancora da quattro, l’ultima da sei, questa tricotomia si

sovrappone alla divisione sei-due-sei creando una strofa centrale che si oppone alle altre per

differenze marcate.

Autori Sergio de Simone e Erika Giorgetti


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AUTORE

Menzo

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DETTAGLI
Esame: Semiotica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Facchetti Giulio.

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