Estratto del documento

Dispensa supplementare del corso di semiotica

a.a. 2003-2004

Prof. Costantino Marmo

Prof. Patrizia Violi

La semiotica di Peirce

(Schemi e citazioni)

Appunti e schemi per le lezioni su Peirce

Semiotica interpretativa o come teoria del segno: rassegna storica di definizioni e classificazioni

Il segno nella storia (e cenni di sillogistica)

1. Aristotele: semantica e semiotica

1.1. Lo schema della significazione di De interpretatione I

Affezioni dell’anima (pathémata tes psyches)

Pensieri (noémata)

Suoni della voce (tà en tè fonêi)

Cose (prágmata)

1.2. Definizione di segno

“Nel caso in cui, se un qualcosa esiste, l’oggetto in questione esista, oppure in cui, se un qualcosa si è verificato, l’oggetto in questione si sia verificato, o prima o dopo, questo qualcosa è il segno dell’essersi verificato, o dell’esistere, dell’oggetto in questione.” (Analitici primi B, 27)

1.3. Il sillogismo

Il contributo fondamentale dato da Aristotele alla storia della logica e della scienza è senza dubbio la teoria del sillogismo, sviluppata negli Analitici Primi. Essa vuol mostrare come date due premesse (due proposizioni cioè che rispondano a determinati requisiti) una conclusione segua necessariamente. La necessità dell’inferenza dipende non dal valore di verità delle premesse, ma dal rapporto che sussiste tra i termini in esse contenuti.

I termini in gioco nel sillogismo sono tre: il termine maggiore, il medio e il minore. Queste denominazioni derivano dalle relazioni che i termini reciprocamente intrattengono nella forma più perfetta di sillogismo (quello noto come sillogismo di primo modo di prima figura o in BARBARA), come nel classico esempio:

  • Ogni animale è mortale (premessa maggiore)
  • Ogni uomo è animale (premessa minore)
  • Quindi ogni uomo è mortale. (conclusione)

Come si può notare, uno dei tre termini (‘animale’) è ripetuto due volte, una volta come soggetto e una volta come predicato: nel primo caso, esso è contenuto nell’altro termine (‘mortale’); nel secondo, esso contiene il termine ‘uomo’. Per questo motivo, probabilmente, Aristotele lo chiama ‘termine medio’: esso si applica ad un insieme di oggetti che ha un’estensione intermedia rispetto a quella degli insiemi di oggetti indicati dagli altri due termini (che saranno detti quindi ‘maggiore’ o ‘minore’ secondo l’estensione dei rispettivi insiemi). Come nel seguente diagramma:

A B C

Come si è detto, Aristotele ritiene che il sillogismo prescinda dalla verità delle premesse. Per mostrare ciò egli sostituisce ai termini delle lettere dell’alfabeto arbitrariamente scelte. L’esempio può essere così trasformato in:

  • Ogni B è A
  • Ogni C è B
  • Quindi ogni C è A.

Si ottiene in questo modo uno schema astratto di ragionamento che può essere applicato con identico risultato a qualsiasi argomento. Possiamo anzi sostituire alle lettere dei termini presi a caso dal lessico italiano, senza inficiare la validità dell’inferenza. Le premesse e la conclusione possono essere false, ma il sillogismo rimane valido:

  • Ogni animale è filosofo
  • Ogni uomo è animale
  • Quindi ogni uomo è filosofo,

(ciò che, naturalmente, è falso).

Oltre alla prima figura del sillogismo, caratterizzata dal fatto che il medio è soggetto nella premessa maggiore e predicato nella minore, ci sono altre due figure, per Aristotele. Nella seconda il medio compare in entrambe le premesse come predicato:

  • Nessuna pietra è animale
  • Ogni uomo è animale
  • Quindi nessun uomo è pietra.

Lo schema che ne risulta è il seguente:

  • Nessun A è B
  • Ogni C è B
  • Quindi nessun C è A.

Nella terza, invece, il medio funge sempre da soggetto:

  • Ogni ateniese è esperto di navigazione
  • Ogni ateniese è uomo
  • Quindi qualche uomo è esperto di navigazione.

Lo schema che ne risulta è il seguente:

  • Ogni B è A
  • Ogni B è C
  • Quindi qualche C è A.

Dopo Aristotele fu riconosciuta la possibilità di una quarta figura in cui il medio appare come predicato nella maggiore e come soggetto nella minore:

  • Ogni uomo è un essere ragionevole
  • Ogni essere ragionevole è animale
  • Quindi qualche animale è uomo.

Lo schema che ne risulta è il seguente:

  • Ogni C è B
  • Ogni B è A
  • Quindi ogni C è A.

(È equivalente alla prima figura, ma ha le premesse invertite).

Importanti sono anche i tipi di proposizione che entrano nei sillogismi. Si tratta in ogni caso di proposizioni di tipo categorico, formate cioè da un soggetto, una copula e un predicato. Esse inoltre devono essere o universali, in cui il soggetto è preceduto dagli aggettivi ‘ogni’, ‘tutti’ o nessuno’, oppure particolari, in cui il soggetto è preceduto da ‘qualche’ o ‘alcuni’. Le premesse, infine, possono essere affermative o negative. Sul tipo di premesse si fonda la suddivisione di ciascuna figura in modi (alcuni dei quali vedremo più avanti).

Dalla considerazione delle premesse derivano anche alcune regole:

  • I termini devono essere usati sempre nello stesso significato, pena la nullità del ragionamento;
  • Almeno una premessa deve essere affermativa;
  • Almeno una premessa deve essere universale;
  • Se una premessa è negativa o particolare, la conclusione deve essere negativa o particolare;
  • Il medio deve essere distribuito almeno una volta, deve cioè essere o soggetto di una proposizione universale o predicato di una negativa (che corrisponde alla seconda delle regole: "o una sola volta o due il medio sia generale").

Legati ad una cultura soprattutto orale, i logici medievali hanno sviluppato anche tecniche di apprendimento mnemonico che facevano leva sulla condensazione in pochi versi di un elevato numero di informazioni. Un esempio viene proprio dalla sillogistica. Sono attribuiti a Pietro Ispano alcuni versi di facile memorizzazione che compendiano tutta la teoria del sillogismo:

  • BARBARA, CELARENT, DARII, FERIO, BARALIPTON
  • CELANTES, DABITIS, FAPESMO, FRISESOMORUM;
  • CESARE, CAMESTRES, FESTINO, BAROCO; DARAPTI
  • FELAPTO, DISAMIS, BOCARDO, FERISON

Le parole non hanno naturalmente alcun significato in latino, ma sono composte di lettere cui è arbitrariamente associato un senso. Senza entrare troppo nei dettagli, le vocali che abbiamo posto in maiuscolo corrispondono ai quattro tipi di premesse e di conclusioni possibili: proposizioni universali affermative (A); universali negative (E); particolari affermative (I); e particolari negative (O). Le prime nove parole indicano i modi validi della prima figura; il secondo gruppo, di quattro parole, i modi della seconda figura; e l’ultimo gruppo, di cinque parole, i modi della terza. Il primo modo della prima figura, di cui si è visto sopra un esempio, è infatti costituito da tre proposizioni universali affermative; il primo della seconda figura, invece, da una premessa maggiore universale negativa (nell’esempio: nessuna pietra è animale), da una minore universale affermativa (ogni uomo è animale) e da una conclusione universale negativa (nessun uomo è pietra): ciò che è contenuto nella parola mnemonica ‘cEsArE’.

1.4. Segni necessari e segni probabili (Rhetorica A, 2-Analitici Primi B, 27)

Segno necessario è riconducibile alla prima figura. L’esempio di Aristotele è il segeunte: “Se questa donna ha latte, ha partorito”

Naturalmente manca una premessa, implicita, che una volta esplicitata ci permette di ricostruire un sillogismo in BARBARA:

  • Chi ha latte (B) ha partorito (A) (= ogni essere che ha latte ha partorito)
  • Questa donna (C) ha latte (B)
  • Quindi questa donna (C) ha partorito (A)

Segni probabili sono riconducibili agli schemi della seconda e della terza figura (con alcuni importanti variazioni, relative alla qualità – affermaiva o negativa – delle premesse e della conclusione). Gli esempi di Aristotele sono:

“Se questa donna è pallida, è gravida”

Esplicitando la premessa mancante (Chi è gravida è pallida), si ottiene lo schema della seconda figura:

  • Chi è gravida (A) è pallida (B) (= ogni essere gravido è pallido)
  • Questa donna (C) è pallida (B)
  • Quindi questa donna (C) è gravida (A)

Una caratteristica della seconda figura – il fatto di avere almeno una delle premesse negative e di conseguenza anche la conclusione – manca completamente nell’esempio citato: ciò rende il ragionamento non solo probabile ma addirittura fallace (o, come dice Aristotele, asillogistico). È sufficiente riportare le relazioni tra i termini al seguente diagramma (dove C è l’insieme che ha per unico elemento questa donna) per rendersi conto che la conclusione non può essere tratta da quelle premesse:

B A C

Il problema è più correttamente di tipo logico: la struttura del sillogismo può essere ricondotta al cosiddetto modus ponendo ponens, che si può schematizzare come segue:

p q; p ergo q (se p allora q; ma p, quindi q)

Nel caso nel segno riconducibile alla seconda figura il ragionamento è invece:

p q; q ergo p

La premessa maggiore esprime una legge universale in cui si indica nello stato interessante di un essere di sesso femminile la causa del pallore; la premessa minore constata il pallore (ovvero l’effetto) e ne deriva la causa (ipotetica) (N.B.: se la conclusione fosse presa come premessa minore e viceversa, avremmo di nuovo un corretto sillogismo in BARBARA).

Un discorso analogo vale per il segno probabile riconducibile alla terza figura. L’esempio di Aristotele è il seguente:

“Se quest’uomo respira rapidamente, ha la febbre”

“Se Socrate è sapiente e giusto, allora tutti i sapienti sono giusti”

Esplicitando la premessa mancante (Chi è gravida è pallida), si ottiene lo schema della terza figura:

  • Socrate (B) è giusto (A)
  • Socrate (B) è sapiente (C)
  • Quindi tutti i sapienti (C) sono giusti (A)

Anche in questo caso si può osservare la violazione di una delle regole della sillogistica sopra riportate: nessuna delle premesse è universale e quindi la conclusione non può essere universale (ragionando in termini di insiemistica, Socrate potrebbe trovarsi, unico o assieme a pochi altri, all’intersezione tra l’insieme dei sapienti e quello dei giusti, nessuno dei quali sarebbe perciò incluso nell’altro).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Marmo Costantino.
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