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Semiotica

Capitolo 1. Comunicazione

“Non si può non comunicare” è il primo assioma della comunicazione. Per la semiotica sarebbe meglio dire “Non si può non interpretare”.

Significazione: ricchezza di senso. Tutte le cose del mondo hanno senso per noi, il mondo ci appare “sensato”.

Emittente (lavora per dare al msg un formato accessibile) ---- Messaggio ---- Destinatario (colui che deve ricostruire il msg).

Abduzione: per Peirce è una specie di scommessa sul fatto che il mondo funzioni in modo sensato. Nel capitolo 6: sono congetture, ipotesi fallibili.

Tabella riassuntiva

La comunicazione vera e propria si capisce per via di un codice e il lavoro comunicativo è svolto dall'emittente. La significazione invece si capisce per via di regole/abduzione e il lavoro è svolto dal destinatario.

Informazione: capacità di ridurre l'incertezza sullo stato del mondo (scelte binarie dette BIT, è il principio della cibernetica).

Ridondanza: informazioni ripetute e ribadite in diversi modi, in modo da renderle più convincenti o meno sensibili ai disturbi della comunicazione, disturbi chiamati “rumore”.

La comunicazione può avvenire senza emittente ma mai senza ricezione. Alle volte può esserci un ricevente virtuale (ad esempio anche quando uno grida solo nel deserto).

Ricettore

Il ricettore ha diversi compiti:

  • Decide i confini
  • Contestualizza il testo alla sua enciclopedia
  • Colma i buchi del testo con la sua attività figurativa

Lettore modello: simulacri della ricezione virtuale. Il lettore modello ha un certo bagaglio enciclopedico. Nessun testo può fare a meno del lettore modello.

Esiste anche un destinatario rappresentato, che è una figura che “sta” nel testo, ad esempio il pubblico in studio.

La complessità della ricezione è data dalla dimensione, dai canali e dai codici usati e dal contenuto dei messaggi.

Canale, codice e contesto sono elementi chiave della comunicazione.

Dimensioni

  • Sintattica: organizzazione interna del msg
  • Semantica: il modo in cui il msg si rapporta col suo contenuto
  • Pragmatica: lega il msg a emittente e destinatario

Roman Jakobson ha sistemizzato le funzioni della comunicazione:

  • Emotiva (o espressiva): capacità dell'emittente di esprimersi
  • Fatica (accento sulla prima a!): lavoro per garantire il contatto
  • Poetica: organizzazione interna del msg
  • Metalinguistica: codice in uso
  • Referenziale: permette al msg di mettersi in rapporto col mondo
  • Conativa: quella per cui si cercano effetti sul destinatario (esempio gli ordini e i consigli)

Ogni atto comunicativo contiene in potenza tutti i fattori e le funzioni. È quindi necessario, come affermerà sempre Jakobson e il circolo di Praga, ricorrere al concetto di dominante. Cioè la diversità dei msg si fonda sul diverso ordine gerarchico tra le funzioni.

Capitolo 2. Segno

Segno:

  • Definizione classica di Peirce: ALIQUI PRO ALIQUO (cioè “qualcosa sta per qualcos’altro”). Per segno si intende l’elemento minimo cui si possa attribuire una relazione di rimando. Per Peirce un segno è “qualcosa che sta a qualcuno per qualcosa sotto qualche aspetto o capacità”.
  • Per De Saussure: relazione che lega significante (è un modello generale, fondato su codici e convenzioni culturali. Può essere riassunto in espressione) a significato (insieme di tutti i possibili sensi che una parola può avere. Può essere riassunto in contenuto).

Il segno non è una cosa, ma una relazione sociale e culturale. Gli oggetti reali non significano nulla finché non vengono percepiti dall'interprete.

Interpretante: è un secondo segno che interpreta un altro segno. È una qualunque altra rappresentazione riferita allo stesso oggetto.

Il significato di un segno sta quindi in un altro segno che lo interpreta e ciò dà origine alla catena infinita della semiosi illimitata. Pensare è quindi collegare dei segni.

Segni

  • Iconici: l’espressione è sotto un certo aspetto simile al proprio contenuto (ritratti, caricature). L’iconicità di un segno si accompagna sempre a un certo margine di convenzione. Solo ad esempio le copie di un giornale sono davvero identiche. Quindi non si può dire che esistono segni iconici veri e propri ma solo segni complessi in cui l’aspetto iconico è predominante: UMBERTO ECO nel '75 li ha definiti IPOICONE.
  • Indicali: si basano su una connessione fisica o una traccia (firme, calchi, per certi aspetti anche le fotografie). Anche qui ci sono convenzioni. Possono anche mentire (vedi i fotomontaggi), quindi non c’è garanzia a priori di verità, ma a questi segni viene comunque assegnato un potere di credibilità.
  • Simboleici: è il tipo di relazione segnica più importante, e in sua assenza non ci sarebbe legame tra significante e significato. Sono arbitrari, e ci obbligano a un regime grammaticale molto stretto. Il campo per eccellenza è quello dei codici.

Arbitrarieta: ci sono due aspetti.

  • Arbitrarieta verticale: in ogni segno arbitrario significante e significato sono legati solo in maniera storica. Ad esempio il codice dei semafori.
  • Arbitrarieta orizzontale: i significanti servono solo a differenziarsi reciprocamente.

Denotazione: rapporto significante-significato semplice e diretto.

Connotazione: quando invece il significante vuole esprimere qualcosa di più ampio e vago. Secondo l’analisi semiotica la connotazione è un effetto di una certa configurazione. Avviene quando un segnale denotativo diventa significante di un altro segnale connotativo (ad esempio una colomba vuol dire anche pace, non è solo un animale).

Accade però anche che un intero segno diventi non più significante, ma significato di un altro segno: si parla di metasegni. Possono trasmettere “istruzioni per l’uso” del segno stesso. Ci sono segni particolari, detti paratesti, che sono ad esempio i titoli e gli indici dei libri, che appunto delimitano il msg e forniscono istruzioni sulla sua natura. Nel capitolo 3 si dice che il paratesto è un meta segno che serve a suggerire al lettore come ritagliare un testo e secondo che modalità leggerlo. Si dividono in peritesti (messaggi che si trovano nel volume stesso del testo) ed epitesti (messaggi esterni, ad esempio le recensioni di un libro).

Capitolo 3. Strutture

Asse sintagmatico (del processo): serie di tutti gli elementi congiunti. C’è contiguità spazio-temporale tra gli elementi comunicativi. Va segnalato che ogni singolo processo risponde comunque a norma e vincoli. La struttura è a caselle o slot (pagina 40), è una concezione strutturalista.

Asse paradigmatico (del sistema): c’è possibilità di interscambio tra gli elementi della comunicazione. Funziona per somiglianze, la struttura è a ramificazione.

La “forma” imposta dai due assi su un certo campo comunicativo è la struttura di questa.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Emanuel6985 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Jachia Paolo.
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