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Invenzione e i primi anni del cinema (1880 – 1904)

Introduzione

La cultura del diciannovesimo secolo (1800), l’era industriale offrirono i mezzi per duplicare un gran numero di lastre per lanterne magiche, libri di fotografie e di narrativa economica illustrata. Le classi medie e proletarie potevano visitare elaborati diorami - fondali dipinti con figure tridimensionali che raffiguravano importanti avvenimenti storici - mentre circhi, spettacoli di freaks, parchi di divertimento ecc. offrivano svaghi a buon mercato. Negli Stati Uniti molte compagnie drammatiche andavano in tournée, recitando su palcoscenici e teatri d’opera, ma trasportare intere produzioni teatrali di città in città era costoso.

Il cinema, invece, offrì alle masse uno spettacolo visivo economico. Le performance registrate degli attori potevano essere mostrate al pubblico di tutto il mondo; i film diventarono la forma d’arte visiva popolare della tarda età vittoriana. Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’Ottocento (1890 ca.) in seguito alla rivoluzione industriale e divenne un meccanismo tecnologico alla base di una grande industria, ma anche una nuova forma di intrattenimento e nuovo mezzo artistico.

L'invenzione del cinema

Presupposti per la nascita del cinema

  • L’occhio umano riesce a percepire il movimento quando gli vengono messe davanti, in rapida successione, una serie di immagini, leggermente diverse fra loro, a una velocità di almeno sedici immagini al secondo. Vennero messi in commercio strumenti ottici che davano l’illusione del movimento, grazie a disegni diversi l’uno dall’altro. Nel 1832 Plateau inventò il fenachistoscopio, composto di un disco rotante di figure che lo spettatore vede attraverso una fessura e che dà l’illusione del movimento. Lo zootropio del 1833, ideato da Horner, conteneva una serie di disegni su una sottile striscia di carta dentro un cilindro rotante.
  • La capacità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie venne risolta con l’adozione delle lanterne magiche, per proiettare su lastre di vetro, anche se gli operatori non erano riusciti a mettere in successione molte immagini abbastanza velocemente da creare l’illusione del movimento.
  • Venne usata la fotografia per riprendere le immagini una successivamente all’altra su una superficie chiara. Per anni la fotografia su lastre di vetro o di metallo, senza l’uso del negativo, permetteva di ottenere solo una copia di ciascuna immagine, con tempi molto lunghi. Nel 1839 Talbot introdusse i negativi su carta, e divenne possibile stampare immagini fotografiche su lastre di vetro per lanterne e proiettarle.
  • Per impressionare le fotografie su una base flessibile in modo da poterle scorrere rapidamente attraverso una macchina da presa, Eastman nel 1888 ideò un apparecchio, Kodak, che impressionava i rulli di carta sensibile e successivamente introdusse il rullo di celluloide trasparente. La pellicola fu concepita per le macchine fotografiche ma lo stesso materiale poteva essere usato per la proiezione di un film.
  • Il meccanismo a intermittenza, per le macchine da presa e i proiettori era l’ultimo problema, anche se fortunatamente nel diciannovesimo secolo c’erano già invenzioni, come la macchina da cucire, che richiedevano un meccanismo ad intermittenza.

I precursori del cinema

  • Muybridge: Per fotografare i cavalli durante la corsa, per permettere lo studio del loro passo, posizionò in fila dodici macchine fotografiche, ciascuna con il tempo di esposizione di un millesimo di secondo, e costruì poi una lanterna magica per proiettare le immagini dei cavalli in movimento.
  • Marey: Nel 1882 studiò il volo degli uccelli e i movimenti veloci di altri animali, grazie al fucile fotografico, che impressionava in un secondo dodici fotogrammi posti intorno al bordo di un disco di vetro.
  • Reynaud: Nel 1887 costruì il praxinoscopio, un tamburo girevole, simile allo zootropio, dove le immagini potevano essere viste su una serie di specchi invece che attraverso delle fessure.
  • Edison: Decise di costruire macchine per riprendere e mostrare immagini in movimento, con il suo assistente Dickson. Nel 1891 il kinetografo e il kinetoscopio erano pronti per effettuare una dimostrazione. Il kinetoscopio era un apparecchio con uno spioncino, all’interno del quale la pellicola scorreva intorno a una serie di rulli. Gli spettatori la facevano funzionare mettendo una moneta in una fessura. La pellicola 35mm con quattro perforazioni laterali è il modello usato tutt’oggi. Inizialmente, però, la pellicola veniva impressionata a circa quarantasei fotogrammi al secondo, una velocità maggiore rispetto a quella del cinema muto. Edison e Dickson avevano bisogno di un repertorio di film e costruirono un piccolo teatro, Black Maria, dove realizzarono film di 20 secondi circa, che erano brevi estratti da numeri eseguiti da famosi personaggi, ballerini, acrobati ecc.
  • Skladanowsky: Inventarono il bioskop, che conteneva due nastri di pellicola larghi 53 mm che scorrevano da una parte e dall’altra dell’apparecchio; i fotogrammi di ognuno venivano proiettati alternativamente.
  • I fratelli Lumière: Il cinematografo, intorno al 1894, utilizzava la pellicola 35mm e un meccanismo ad intermittenza, come quello della macchina da cucire. Veniva montato davanti a una lanterna magica e diventava una parte del proiettore. I fratelli Lumière girarono i loro film alla velocità di sedici fotogrammi al secondo, invece di quarantasei come Edison. Il primo film realizzato con questo sistema fu La sortie des usines Lumière (l’uscita dalle fabbriche Lumière): era un’unica inquadratura fatta fuori dalla fabbrica e conteneva gli elementi essenziali dei primi film: il movimento di persone prese dalla realtà. Nel 1895 in una delle sale del Grand Café di Parigi ebbe luogo una delle più famose proiezioni della storia: venticinque minuti di film, ciascuno dei quali di circa un minuto. Fra questi film, uno riprendeva Auguste e la moglie che davano da mangiare al loro bambino, L’arroseur et arrosé (l’innaffiatore innaffiato).
  • Casler: Nel 1904 sviluppò il mutoscope, una specie di peep-show, che funzionava a monetine e che prevedeva una manovella che lo spettatore girava per far ruotare un tamburo che conteneva una serie di fotografie. Casler consultò Dickson che, insoddisfatto del suo lavoro da Edison, accettò di collaborare e insieme ad altri soci fondarono l’American Mutoscope Company.

Le prime produzioni e proiezioni cinematografiche

La maggior parte dei soggetti erano temi di cronaca e non di finzione, che potevano essere “vedute” e “panorami”, o brevi resoconti di viaggio. Nel 1898 i produttori americani usarono modellini di navi e panorami in miniatura per ricreare l’affondamento di una nave.

Sin dall’inizio della storia del cinema i film di finzione ebbero grande importanza, come Arroseur et arrosé dei Lumière che mostrava un ragazzo che si prendeva gioco di un giardiniere calpestando la canna con cui stava innaffiando. Alcuni di questi film erano girati all’aperto, ma presto venne introdotto l’uso di fondali dipinti.

La maggior parte dei film delle origini era composta da una sola inquadratura. La macchina da presa rimaneva sempre nella stessa posizione e l’azione si svolgeva nel tempo di un’unica ripresa.

Lo spettacolo tipo era generalmente accompagnato dalla musica: nelle sale più modeste era suonata da un solo pianista; nei teatri se ne occupava l’orchestra.

Nella prima decade della storia del cinema si proiettavano i film in molte parti del mondo, ma la loro realizzazione avveniva principalmente nei Paesi in cui la macchina da presa era stata inventata: Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

Lo sviluppo dell’industria cinematografica francese

I fratelli Lumière mandarono operatori in giro per il mondo a proiettare i film e alcuni di questi, girati dai loro operatori, introdussero importanti innovazioni tecniche. Promio, inventò il movimento della macchina, ad esempio. Le prime cineprese infatti, erano sorrette da treppiedi fissi che non permettevano alla macchina di ruotare o fare panoramiche, ma nel 1896 Promio introdusse il movimento in una ripresa di Venezia, mettendo il treppiede su una gondola, insieme ad altri operatori, perfezionò questa tecnica posizionando la macchina su navi e treni.

I fratelli Lumière incominciarono a vendere il loro cinematografo nel 1897, ma durante una proiezione al bazar de la Charité di Parigi, una tenda prese fuoco e l’incendio uccise 125 persone. I fratelli continuarono a produrre film, ma vennero gradualmente esclusi dal mercato da rivali più innovativi.

Charles Pathé acquistò nel 1895 alcune imitazioni di kinetoscopio di Paul e l’anno dopo fondò la Pathé Frères. Così un teatro di posa con le pareti di vetro e cominciò a vendere la sua cinepresa che divenne la più diffusa nel mondo. All’inizio Pathé non era originale, riprendeva le idee di Méliès e di film americani e inglesi. La sua principale rivale era la Francia e la ditta fondata da Gaumont che si occupava di attualità, riprese da Alice Blaché la prima regista donna.

Georges Méliès: il mago del cinema

Méliès era un illusionista e proprietario del Théâtre Robert-Houdin. Dopo aver visto il cinematografo dei Lumière decise di arricchire il suo programma con dei film e chiese un proiettore a Paul. Riuscì a costruire una cinepresa per proiettare film, di tutti i generi, in voga a quei tempi. Il primo film in cui fa uso di trucchi è Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin (sparizione di una signora al Robert-Houdin, 1896), in cui Méliès interpreta un mago che trasforma una donna in uno scheletro; il trucco consisteva nel fermare la cinepresa e sostituire la donna con lo scheletro. Successivamente, usò il fermo macchina e altri effetti per creare scene fantastiche e di magia più complesse. Uno dei suoi film più famosi è Le Voyage dans la Lune (1902), film comico di fantascienza su un gruppo di scienziati a bordo di una navetta spaziale in orbita per la luna, che scappano dopo essere stati fatti prigionieri da una strana razza di creature sotterranee.

La Gran Bretagna e la “scuola di Brighton”

La maggior parte dei film veniva raggruppata insieme e mostrata come un numero unico all’interno del programma di uno spettacolo di Music-hall e seguendo il modello del periodo, i film erano molto semplici come Twins’ Tea Party (il tè dei gemelli, 1896) di Paul, che mostrava due bambini che bisticciavano, poi si baciavano e facevano pace, con un’unica inquadratura girata all’aria aperta con la luce diretta del sole, su un fondo neutro.

Divenne popolare il phantom ride, nato per dare allo spettatore l’illusione di viaggiare, ma i primi film inglesi divennero famosi per i loro effetti speciali, Hepworth, per esempio.

Altri produttori erano sparsi per l’Inghilterra e i più importanti si riunirono nella scuola di Brighton, ed i capiscuola erano Smith e Williamson. The Big Swallow (il grande boccone, 1900) di Williamson presenta un’inquadratura iniziale che ritrae un uomo su un fondo bianco che fa dei gesti e si arrabbia perché non vuole essere ripreso; cammina in avanti avvicinandosi alla macchina da presa e spalanca la bocca come se volesse ingoiarla. Con uno stacco impercettibile la sua bocca viene sostituita da una fondale nero e si vedono l’operatore e la cinepresa cadere nel vuoto. Un altro stacco invisibile ci riporta alla bocca aperta e l’uomo indietreggia, ridendo e masticando in maniera trionfante.

Mary Jane’s Mishap (la disavventura di Mary Jane, 1903) è una commedia grottesca di Smith. L’inquadratura base, una sciatta domestica ripresa a figura intera in una cucina, viene alternata a parecchi inserti di mezze figure che mostrano le divertenti espressioni del suo viso.

Stati Uniti: la concorrenza e la rinascita di Edison

Dopo la prima presentazione del vitascope di Edison a New York nel 1896, le proiezioni di film si diffusero in tutto il mondo, ma il vitascope non era in vendita, anche se imprenditori acquistarono i diritti per usarlo in diversi stati. Dato che i film non erano sottoposti al regime del diritto d’autore e che le copie erano vendute invece di essere noleggiate, quelle di Edison venivano duplicate e vendute. In poco tempo entrarono in funzione centinaia di proiettori e fu possibile assistere alle proiezioni in teatri di varietà, parchi di divertimento ecc.

Negli anni tra il 1895 e il 1897 il cinema rappresenta una grande novità. Lo stupore di vedere immagini in movimento e inusuali riprodotte su uno schermo era il principale richiamo per il pubblico. Un altro tipo di film che contribuì a rivitalizzare il cinema furono le “passioni”: una serie di scene sulla vita di Gesù composte da un’unica inquadratura che somigliavano alle illustrazioni bibliche o a immagini di lanterne magiche.

Nel 1897 l’America Mutoscope era la più famosa società cinematografica d’America. Nel 1899 cambiò nome in American Mutoscope & Biograph, nome che rifletteva la doppia attività svolta nel campo dei peepshow e dei film da proiettare. L’attività venne intralciata da una causa intentata da Edison, il quale portava in tribunale ditte concorrenti per presunte violazioni delle leggi sui brevetti e i diritti d’autore. Nel 1908 assunse uno dei più importanti registi del cinema muto, Griffith.

Un’altra importante società che cominciò la sua attività è l’American Vitagraph fondata da Blackton e da Smith. L’aumento della produzione della Am&B e della Vitagraph in seguito alla causa vinta contro Edison, costrinse quest’ultimo a girare molti più film per fronteggiare la concorrenza. Una delle tattiche che impiegò con successo fu la realizzazione di film più lunghi con l’appoggio di Porter.

La Edison Company costruì un teatro di posa di vetro dove i film venivano girati usando una scenografia dipinta in stile teatrale. A Porter sono state attribuite tutte le innovazioni del periodico antecedente al 1908, inclusa la realizzazione del primo film narrativo (Life of an American Fireman, 1903) e l’invenzione del montaggio. Porter esaminò Le Voyage dans la Lune di Méliès e decise di riprendere il suo modo di raccontare una storia attraverso le inquadrature, come Life of an American Fireman, che comincia con una lunga inquadratura del pompiere che sogna una donna e un bambino in pericolo durante un incendio; il sogno è reso con la nuvola di un fumetto nella parte alta dello schermo. Uno stacco su un primo piano mostra una mano che tira l’allarme antincendio pubblico e diverse inquadrature mostrano il pompiere che corre in direzione dell’incendio. Il film finisce con due lunghe inquadrature della stessa azione da due punti di vista diversi; nella prima il pompiere entra da una finestra in una stanza da letto per salvare la madre e torna per salvare il bambino; nella seconda vediamo entrambi i salvataggi, ma da una cinepresa posizionata fuori dalla casa.

The Great Train Robbery (la grande rapina al treno, 1903) viene realizzato con undici inquadrature e narra la storia di una banda di ladri che assale un treno. Due sono gli elementi essenziali del film: la tecnica teatrale delle riprese, perché gli attori si muovono come su un palcoscenico e l’articolazione dei fatti in conseguente sviluppo temporale.

Nel The Dream of a Rarebit Friend (il sogno di un diavoletto) Porter usa la sovrimpressione e fa oscillare la macchina da presa per rendere visivamente le vertigini di un ubriaco.

Espansione internazionale del cinema (1905 – 1912)

La produzione cinematografica in Europa

Intorno al 1905 sale permanenti vennero dedicate alla proiezioni di film e la produzione delle pellicole si allargò per soddisfare la crescente domanda. L’Italia e la Danimarca divennero importanti produttori e i film divennero più lunghi, cominciarono a essere composti da diverse inquadrature e a raccontare storie più complesse.

Francia

Le due principali società erano la Pathé Frères e la Gaumont. La Pathé era già una grande società con tre diversi studi. Aveva una concentrazione verticale che comportava il controllo della produzione, distribuzione ed esercizio dei film. Costruiva le sue macchine da presa e i suoi proiettori, produceva film e fabbricava la pellicola su cui stampare le copie da distribuire. Contava sei registi che giravano ognuno un film alla settimana di tutti i generi: documentari di attualità, film storici ecc. nel 1903 la Pathé creò un sistema elaborato di colorazione meccanica del supporto (noto anche come pochoir in francese e stencil in inglese). Le aree da colorare erano ritagliate su copie matrici che venivano appoggiate sulle copie positive; ciascuna tinta era applicata sul film attraverso le sagome così ottenute mediante pennelli o tamponi intrisi di colore.

I maggiori film della Pathé avevano come protagonisti comici famosi: come la serie di Max Linder, che si sentiva imbarazzato in società, frustrato in amore. I vari film di Linder esercitarono una forte influenza sulla cinematografia successiva tanto che Chaplin lo chiamò il suo “professore”.

La Pathé usava anche la strategia della concentrazione orizzontale, ovvero l’espansione di una compagnia all’interno di uno specifico settore dell’industria cinematografica, per esempio con l’apertura da parte di un distributore di nuovi uffici in altre città.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiologia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Paini Luigi.
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