Seminario diritti umani
Diritto internazionale dei diritti umani
Individuo soggetto del diritto internazionale? Dipende a seconda del punto di vista con cui si guarda il diritto internazionale. Se si guarda da un punto di vista classico, no: solo stati e organizzazioni internazionali sono soggetti del diritto internazionale, unici law making in grado di partecipare al processo di per il diritto internazionale. Possono concludere trattati ed emanare norme con diritto derivato (es. soluzioni del consiglio di sicurezza che sono vincolanti). L'individuo non c'entra perché non produce norme vincolanti in rapporto con gli stati.
Secondo una concezione moderna, il soggetto del diritto internazionale è colui che ha diritti e obblighi senza guardare la capacità di making. Quindi l'individuo ha diritti e obblighi nel diritto internazionale? Il diritto internazionale attribuisce sia diritti che obblighi. I diritti derivano dai trattati conclusi dagli stati con cui gli stati riconoscono determinati diritti in capo agli individui. Gli obblighi che derivano dal diritto internazionale derivano dal diritto penale internazionale (norme che individuano crimini internazionali che prendono in considerazione dei divieti di condotte, ad esempio crimini di guerra, genocidio, etc).
Se si usa la visione moderna, allora esso ha soggettività anche se moderata, soggettività parziale, in quanto non è capace di concludere trattati. La dottrina afferma che comunque è lo stato a dare diritti e obblighi e quindi l'individuo è comunque subordinato ad esso. Si potrebbe dire che è vero, ma i diritti umani derivano anche dalla consuetudine e non più dalla scelta di aderire o meno a un trattato. I diritti più importanti sono sanciti dal diritto consuetudinario.
Tipologie di norme che hanno garantito diritto agli individui
- Norme OIL (Organizzazione Internazionale sul Lavoro): Inizio '900. L'individuo è analizzato in base al suo rapporto con il suo stato. Non protetto come individuo in quanto tale, ma con la sua cittadinanza. Attribuiscono diritti ai lavoratori (es. divieto di impiegare certe fasce, tot di ore, etc). Ma la ratio della norma non è di tutelare l'individuo, proteggere il lavoratore, poiché gli stati vogliono competere economicamente su un livello parificato con gli altri stati. Il fine è quindi quello di proteggere l'interesse economico degli stati.
- Norme trattamento stranieri: Norma non scritta, consuetudinaria e forse anche antecedente al '900, teoricamente molto antica. Oggi non c'è convenzione, sono consuetudinaria. Esse tutelano lo straniero (individuo con cittadinanza diversa) da ingerenze (qualsiasi forma di maltrattamento sia sociale che economico) da parte dello stato ospite. La ratio: se si maltratta lo straniero è come se si stesse ledendo l'onore dello stato di cittadinanza (interessi statali). Secondo le norme, lo stato maltrattato può intervenire con protezione diplomatica. La protezione diplomatica può essere fornita dallo stato di cittadinanza in caso di maltrattamenti da parte di uno stato terzo; si fanno valere i diritti dell'individuo, si chiede allo stato estero di riparare i danni. Non è obbligo, quindi il cittadino non ha diritto di richiederlo visto che è una scelta discrezionale. Ci sono due requisiti affinché ci sia protezione diplomatica: legame di cittadinanza (fra straniero e stato che lo deve difendere verso lo stato terzo) e previo esaurimento di ricorsi interni (bisogna aver finito tutte le vie di ricorso interno prima di agire in via diplomatica purché essi esistano e siano effettivi, cioè siano efficaci e in termini).