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Seminario doping e-Campus (riassunto-concetti chiave)

Definizione di doping

Il fenomeno del doping è stato definito per la prima volta nel 1963 dal Consiglio d'Europa: "Il doping è l'amministrazione o l'utilizzo da parte di un individuo sano di qualunque agente o sostanza, normalmente non presenti nel corpo e/o di qualsiasi agente fisiologico o sostanza introdotta in quantità anomala e/o da un percorso anomalo e/o in modo anomalo, con lo scopo e l'effetto di aumentare artificialmente ed in modo sleale la prestazione di tale soggetto durante il periodo di competizione". Dato il fenomeno molto difficile da definire, sono state formulate diverse definizioni. Si fa riferimento comunque a livello internazionale alla definizione contenuta nel codice mondiale antidoping elaborato dalla World Anti-Doping Agency (WADA).

World Anti-Doping Agency (WADA)

La WADA-AMA è il massimo referente a livello mondiale della lotta al doping, sia per i comitati olimpici che per le federazioni sportive internazionali. La WADA nel 2003, dopo la firma di un protocollo d'intesa, ha proposto una definizione più ampia e completa del fenomeno del doping; viene considerato doping uno o più dei seguenti eventi:

  • La presenza di una sostanza vietata o dei suoi metaboliti o di un suo marker nel campione biologico dell'atleta;
  • Uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito da parte di un atleta;
  • Eludere, rifiutarsi od omettere di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici;
  • Mancata reperibilità;
  • Manomissione o tentata manomissione in relazione a qualsiasi fase dei controlli antidoping;
  • Possesso di sostanze vietate e ricorso a metodi proibiti;
  • Traffico illegale o tentato traffico illegale di sostanze vietate o metodi proibiti;
  • Somministrazione o tentata somministrazione ad un atleta durante le competizioni, di una qualsiasi sostanza vietata o metodo proibito, oppure somministrazione o tentata somministrazione ad un atleta, fuori competizione, di una sostanza o di un metodo che siano proibiti fuori competizione;
  • Fornire assistenza, incoraggiamento e aiuto, istigare, dissimulare o assicurare ogni altro tipo di complicità intenzionale in riferimento a una qualsiasi violazione o tentata violazione delle norme o violazione dell'art. 4.12.1 da parte di altra persona;
  • Divieto di associazione.

Il Codice mondiale antidoping

Il Codice mondiale antidoping è un documento chiamato anche "codice WADA" realizzato dalla medesima agenzia. Il Codice racchiude una lista delle sostanze e dei metodi proibiti e l'esenzione a fini terapeutici, uniforma le procedure investigative, codifica il procedimento disciplinare nelle sue varie fasi. Il Codice inoltre stabilisce le pesanti sanzioni sia a livello individuale per l'atleta che per l'intera squadra qualora vengano violate le norme antidoping. Il Codice WADA è diviso in tre macro parti:

  • Definizione di doping e la presentazione dei principi generali delle relative violazioni delle norme e delle sanzioni individuali o di squadra fino alla squalifica a vita.
  • Aspetti disciplinari dei controlli e delle investigazioni che comprende: la pianificazione dei controlli antidoping, la loro esecuzione, la raccolta del campione, gli eventi successivi controlli e infine l'elaborazione raccolta dei dati.
  • Aspetti disciplinari per l'esenzione a fini terapeutici che comprendono le modalità di presentazione e accettazione della domanda e tutte le complessità del meccanismo.

Le sostanze e i metodi vietati per doping

La WADA aggiorna ogni anno la lista delle sostanze vietate per doping, la quale viene successivamente recepita dal Consiglio d'Europa e tradotta e modificata dal Ministero della Salute. Le sostanze vietate in tutti gli sport sono classificate con la S, le sostanze che sono vietate solo in alcuni sport sono classificate con la lettera P, mentre i metodi vietati sono indicati con la lettera M. La lista è suddivisa in tre parti:

  • Le sostanze che sono sempre vietate sia in competizione che al di fuori di essa e i metodi vietati per doping;
  • Le sostanze vietate solamente in competizione;
  • Le sostanze vietate solo in alcuni sport.

Sostanze non approvate

Tra le sostanze non approvate troviamo tutti quei farmaci che sono in fase di sperimentazione oppure sono destinati solo ad uso veterinario. Queste sostanze non si conoscono ancora gli effetti sulla salute umana e per questo sono proibite.

Agenti anabolizzanti

In questo gruppo troviamo gli anabolizzanti e altri agenti con effetto anabolico e vengono suddivisi in due gruppi:

  • Steroidi esogeni, endogeni e anabolizzanti androgeni: sono i farmaci più utilizzati per il doping a livello non professionistico, comprendono il testosterone e i suoi derivati o precursori. Essi possono essere endogeni ovvero prodotti naturalmente dal nostro organismo oppure prodotti sinteticamente;
  • Agenti anabolizzanti che svolgono delle azioni simili a quelle degli androgeni anabolizzanti come ad esempio il clenbuterolo chiamato anche bruciatore di grassi poiché attraverso recenti sperimentazioni si è capito che favorisce un aumento della massa muscolare scheletrica e quindi una riduzione del grasso corporeo ma sull'uomo non sono ancora stati chiaramente dimostrati.

Il nostro organismo gli ormoni steroidei derivano dal colesterolo che attraverso varie reazioni, viene trasformato in testosterone. Il testosterone nell'uomo raggiunge un livello di quasi 20 volte superiore a quello presente nelle donne ed è il più importante composto naturale con una doppia attività androgena ed anabolizzante: la prima controlla e stimola lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili, mentre la seconda stimola la formazione di molecole complesse come polisaccaridi, proteine, lipidi a partire da molecole semplici come aminoacidi, acidi grassi e monosaccaridi.

Ormoni peptidici, fattori di crescita, sostanze correlate e mimetici

Questo gruppo di farmaci comprende sostanze che non necessariamente hanno effetti simili dal punto di vista farmacologico ma hanno tutte un legame con un ormone fisiologico; le più importanti sono:

  • Agonisti del recettore dell'eritropoietina;
  • Stabilizzatori del fattore ipossia inducibile: cobalto, argon, xenon;
  • Gonadotropina corionica e ormone luteinizzante (LH);
  • Corticotropina;
  • Ormone della crescita.

Eritropoietina

È una glicoproteina prodotta a livello dei reni e del fegato, che ha come principale funzione la regolazione dell'eritropoiesi ovvero la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo.

Stabilizzatori del fattore ipossia inducibile

Sono un insieme di sostanze in corso di studio, in grado di far aumentare i livelli sierici di eritropoietina mantenendo attivo il fattore di ipossia inducibile. Il fattore d'ipossia inducibile è una proteina sensibile all'attenzione di ossigeno che in caso di diminuzione di ossigeno entra nel nucleo delle cellule e promuove l'espressione di eritropoietina endogena.

Gonadotropina corionica e ormone luteinizzante

La gonadotropina viene prodotta dalle cellule trofoblastica della placenta durante la gravidanza e anche dal Cunnie tipi di cellule tumorali stimolando il corpo luteo e favorendo la produzione di sostanze.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher setdomande di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Seminario doping e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Mercatelli Neri.
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