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Evoluzione e caratteristiche dell'ordine internazionale

Per poter iniziare lo studio dell'evoluzione e le caratteristiche dell'ordine internazionale si deve cominciare dall'analisi cronologica della sua storia, a partire dalla Pace di Westphalia ai giorni nostri. Si può affermare che è, infatti, a partire dal 1648, con la Pace di Westphalia, che si costruiscono le basi originarie dell'ordinamento giuridico internazionale. Il sistema sviluppatosi alla fine della guerra dei trent'anni si fondava, infatti, su di una pluralità di Stati nazionali affermanti la propria sovranità, volta a garantire la pace. Questa 'alleanza' tra Stati sovrani creò un equilibrio fragile stravolto attraverso una nuova guerra da Napoleone, che eliminando la sovranità degli stati e delegittimando, secondo un'alterata interpretazione dell'universalismo kantiano, il potere delle classi dirigenti aristocratiche europee creò un proprio impero universale.

Il congresso di Vienna e la Santa Alleanza

Con il congresso di Vienna del 1814 e la restaurazione nasce un nuovo ordine mondiale, la Santa Alleanza, in cui la pace non veniva garantita dalla paura degli stati della guerra come in Westphalia, ma era assicurata da un reale progetto di governo internazionale congressuale e dalla costituzione di un organo, guidato dal direttorio delle grandi potenze, che agiva 'per il bene del mondo'. La Santa Alleanza trovò fine a causa delle numerose differenze ideologiche tra gli stati che ne aderirono, da una parte il legittimismo dinastico prussiano, russo e austriaco e dall'altra i nuovi ideali nazionali e liberali che provenivano dalla Gran Bretagna.

Nel trovare un punto di equilibrio internazionale tra l'ordine legittimista in declino e le nuove sensibilità nazionali e risorgimentali, indiscusso fu il ruolo del cancelliere prussiano Otto Van Bismarck che sconfitta l'Austria a Sadowa nel 1866 e la Francia di Napoleone III a Sedan nel 1871 si fece garante di un nuovo modello di ordine mondiale non sottoscritto ufficialmente dalle parti, ma sostanzialmente più efficace, dominato da una 'Real politik' che privilegiava la ricerca continua di un equilibrio strategico alla formalità dei trattati. Con l'intervento del cancelliere l'Europa si trovava in una situazione di stabilità sotto il supremo controllo prussiano: bisogna ricordare che l'Europa non fu campo di battaglia, ad esclusione del focolaio balcanico, fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale.

La creazione della Società delle Nazioni

Alla fine del primo conflitto mondiale, nei trattati di Versailles, i vincitori della guerra, Wilson, George, Clemenceau e Orlando prepararono le basi per un altro sistema internazionale: la Società delle Nazioni venne istituita del 1919 con lo scopo di regolare i rapporti internazionali, di impedire guerre future e di garantire la pace, la giustizia e la protezione internazionale dei diritti e della democrazia. Un primo tentativo, sotto l'egida dell'idealismo wilsoniano, di istituzionalizzare e porre fine all'anarchia nelle relazioni internazionali.

Al contrario della Santa Alleanza la nuova organizzazione post-bellica era un'effettiva organizzazione internazionale dotata di organi specifici, come l'assemblea, il consiglio, il segretario permanente e la corte di giustizia: era il primo esempio di organo indipendente dotato di una relativa autorità sugli stati. A causa dell'esclusione della Germania sconfitta e della Russia rivoluzionaria, e della sconfitta del partito democratico statunitense di Wilson alle elezioni presidenziali del 1921 da parte del partito repubblicano di Harding che abbraccia una politica di isolazionismo, l'illusione di un sistema internazionale regolato da un'organizzazione indipendente ebbe vita breve. L'aggressione all'Etiopia da parte dell'Italia fascista nel 1936 e l'invasione tedesca della Polonia nel 1939 furono soltanto l'apice dell'impotenza del sistema wilsoniano.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite

Con la fine del secondo scontro mondiale ancora una volta i vincitori principali, già prima della conclusione del conflitto, con le dichiarazioni di Dumbarton Oaks, Teheran, Yalta e infine nell'aprile del 1945 a San Francisco, decisero le sorti del mondo, sia dal punto di vista geopolitico che giuridico internazionale. Sulle orme della società delle nazioni, le cinque potenze vincitrici, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Cina nazionale (sostituita nel 1972 dalla Cina popolare) e l'Unione Sovietica (sostituita nel 1991 dalla Federazione Russa) strutturarono l'Organizzazione delle Nazioni Unite. Istituita a San Francisco il 26 giugno del 1945, il suo compito consisteva nel mantenimento della pace e della sicurezza nel mondo. Gli organi fondamentali dell'organizzazione sono l'assemblea generale, alla quale partecipano tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, il segretario generale, il consiglio di sicurezza e la corte di giustizia. L'assemblea ha soltanto funzioni consultive, come studiare e dibattere i problemi e fare delle proposte. Il consiglio di sicurezza è l'organo che ha la facoltà di prendere decisioni all'interno dell'ONU, attraverso l'approvazione di risoluzioni. Oggi il consiglio di sicurezza è costituito da quindici membri, dieci dei quali eletti ogni due anni dall'assemblea e da cinque membri permanenti e fondatori, questi ultimi attraverso il diritto di veto hanno il potere d'impedire l'approvazione o annullare le decisioni non gradite. Il consiglio di sicurezza, infatti, può approvare una risoluzione a maggioranza qualificata che deve includere il voto favorevole dei cinque membri permanenti.

Nel clima politico del dopoguerra le istituzioni onusiane non riusciranno a imporsi nella regolazione dei conflitti internazionali. Già nel marzo del 1946 l'ex primo ministro britannico Winston Churchill nel suo celebre discorso tenuto a Fulton (Missouri) pone per la prima volta i confini creati dalla Guerra Fredda: “Da Stettino sul Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente”.

Il periodo della Guerra Fredda e il ruolo dell'ONU

Per l'ONU si presenta un lungo periodo di paralisi: dai primi anni '50, con il bipolarismo USA-URSS che, di fatto, governa il mondo, il “fuoco incrociato” dei diritti di veto degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica ha ostacolato l'operatività delle Nazioni Unite che si vedevano impotenti dinnanzi alle tensioni. Nel 1989 con la caduta del muro di Berlino e la rottura del patto di Varsavia cresceva la speranza che l'ONU potesse finalmente imporsi come governo mondiale.

Ma la caduta dell'Unione Sovietica ha veramente aperto le porte ad un nuovo progetto di pace? Sono in molti a pensare che l'ONU sia una regressione alla Santa Alleanza: un potere accentrato nelle cinque grandi potenze con il sistematico uso e abuso del diritto di veto. Si sostiene anche che il sistema di Westfalia sia tutt'altro che in crisi. Il professor Danilo Zolo parla di un “modello cosmopolitico della Santa Alleanza”, di un progetto di una città universale pacifica, gerarchica, monocentrica ed eurocentrica. Ogni progetto di pace universale dipende quindi da ciò che la superpotenza vincitrice ritiene più vicino ai propri interessi. L'ONU sempre secondo il professor Zolo è oggi uno strumento a uso discrezionale degli Stati Uniti finalizzato a soddisfare i suoi interessi, come ad esempio la guerra del Golfo del 1991, che, autorizzata in circostanze confuse dal consiglio di sicurezza è considerata come il trionfo del diritto internazionale. Definita inizialmente “guerra giusta”, dopo pochi anni l'accento si è spostato su quella che chiamiamo ancora oggi “guerra umanitaria”.

Danilo Zolo spiega, nel discorso sulla criminalizzazione della guerra, in ambito politico-militare e giurisdizionale, come l'ordinamento internazionale non riesca a imporre alle grandi potenze il rispetto di regole volte a garantire e stabilizzare le distensioni nel mondo. I continui interventi illegittimi da parte dell'Occidente e la violazione dell'ordine internazionale radicano nell'opinione pubblica diversi interrogativi sull'effettiva autorità dell'ONU e sulla certezza del diritto da essa posto.

Dall'analisi dell'evoluzione del diritto internazionale appena presentata è...

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del Diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Zolo Danilo.
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