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Le deformità del rachide

Struttura del rachide

Nel soggetto non patologico, sul piano frontale, la colonna è verticale, mentre nel piano sagittale presenta due lordosi (cervicale e lombare) e due cifosi (toracica e sacrale). Abbiamo 7 vertebre cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 3 o 4 coccigee. L’unità funzionale è costituita da due vertebre e dal disco intervertebrale interposto.

Con deformità del rachide intendiamo patologie quali: cifosi, scoliosi, ernia del disco, fratture vertebrali, osteoporosi, cervicalgia, lombalgia, spondilosi.

Scoliosi

La colonna vertebrale presenta curvature non solo nel piano sagittale ma in tutti e tre i piani. L’obiettivo sarà generare un momento che vada a rimediare a tale deformità.

La radiografia tradizionale si esegue con il soggetto in posizione ortostatica con talloni uniti e piedi in apertura fisiologica di 30 gradi. Talvolta si chiede anche di alzare il braccio. Nella radiografia è incluso il distretto del bacino, al fine di valutare il segno di Risser: una scala di valutazione del nucleo di ossificazione secondaria della cresta iliaca (0 è assente, 5 è totalmente fuso con la cresta iliaca) che permette di valutare il grado di maturazione ossea del paziente. Minore è il segno di Risser e più è probabile che la deformità sia modificabile.

Nel piano frontale definiamo:

  • GCA (Global Coronal Alignment): offset tra la retta che passa nel centro del corpo vertebrale di C7 e il piatto sacrale.
  • Angolo di Cobb: si traccia una retta in mezzo alle due vertebre maggiormente inclinate e una sul piatto sacrale e si misura l’angolo compreso (in genere tracciando le rispettive perpendicolari per questioni di spazio).

Nel piano sagittale si definiscono invece:

  • Angolo di pelvic incidence (PI, angolo compreso tra perpendicolare al piatto sacrale e retta congiungente la testa del femore e il piatto sacrale). Questo aumenta se il soggetto va in anteversione e diminuisce se va in retroversione.
  • Angolo di tilt pelvico (PT, angolo compreso tra la retta che va dal centro del femore al piatto sacrale e retta verticale). Ha andamento opposto al PI.
  • Angolo di sacral slope (SS, angolo compreso tra orizzontale e l’inclinazione del piatto sacrale). Si verifica che PI=PT+SS.
  • Lordosi lombare (LL, angolo compreso tra le perpendicolari alle rette passanti per T4 e T12).
  • Cifosi toracica (TK, angolo compreso tra le perpendicolari alle rette passanti per la prima e l’ultima vertebra toracica).
  • Lordosi cervicale (CL, angolo compreso tra le perpendicolari alle rette passanti per C2 e C7).
  • SVA (Sagittal Vertical Axis, analogo del CGA nel piano sagittale)
  • SSA (Spino-Sacral Angle)
  • T1SPi, T9SPi, TPA. Si ottiene che TPA= T1SPi+PT.
  • CAM-HA, offset orizzontale tra il centro del meato uditivo e il centro della testa del femore.

Secondo la classificazione di Lenke delle analisi radiografiche, il grado 1 rappresenta la patologia meno grave e il grado 6 rappresenta la più grave. Tale classificazione però si basa unicamente sul piano frontale. La classificazione di Lowe fa riferimento a adolescenti con scoliosi idiopatica (della quale non si conosce l’origine).

La classificazione di Schwab interessa sia il piano frontale, sia il piano sagittale (qui i parametri sono PI-LL, global alignment, pelvic tilt). Si associano valori pari a 0, + o ++.

La radiografia è il primo esame che il clinico offre, ma è seguito da un esame clinico. Viene chiesto di mantenere la posizione ortostatica e valuta le asimmetrie nei triangoli della taglia (tra braccia e tronco) e viene inoltre eseguito il test di Adams, in cui il paziente viene fatto piegare in avanti e si misurano i due gibbi. Nel piano sagittale si chiede di mantenere la posizione ortostatica e si usa il filo a piombo, mettendolo in corrispondenza del punto di massima sporgenza e confrontandolo con il punto di massima lordosi.

Esami strumentali alternativi alla radiografia sono necessari poiché c’è un dosaggio limite di radiazioni per la salute del paziente. Una possibilità è l’EOS, costituito da una scansione laser biplanare effettuata sul paziente all’interno di un cilindro, e questa dà anche informazioni relative agli arti inferiori. Invece Spine 3D permette, con una telecamera, di costruire una mappa colore con individuazione automatica dei punti di repere anatomico e quindi degli indici di deformità. Questo esame utilizza la rasterstereografia, che si basa su una telecamera che emette un raggio luminoso e valuta la deformazione di esso per valutare poi la deformità in confronto ad un modello ideale.

Lombalgia

Il principale test si basa sul segnale elettromiografico e individua pazienti più soggetti a sviluppare lombalgia. Si inseriscono 4 elettrodi al paziente e gli si chiede di flettersi in avanti e poi tornare nella posizione iniziale. Si è registrata l’attività mioelettrica degli erettori spinali e si confrontano i valori con quelli fisiologici. Tale esame può essere utile in ambito lavorativo, per stabilire se una data posizione e un certo carico lombare possa portare allo sviluppo di lombalgia.

Esistono due tipologie di trattamenti: conservativo o chirurgico.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _chiaraf_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione Funzionale e Riabilitazione Motoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Frigo Carlo Albino.
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