Anemia
L'anemia è la riduzione dei livelli sierici di emoglobina con o senza diminuzione del numero di globuli rossi. Ciò che definisce quindi un paziente anemico sono i livelli sierici di emoglobina, che rappresentano l'unico parametro da valutare. L'emoglobina è una proteina che trasporta ossigeno. I livelli normali dell'emoglobina sono in linea di massima, in un soggetto normale (senza fare distinzioni di sesso), 12 g/dL. I valori superiori sono considerati normali, mentre i valori inferiori sono considerati anormali ed il paziente si dice anemico.
L'anemia è tanto più grave quanto più bassi sono i livelli sierici di emoglobina: al di sotto di 10 g/dL si parla di anemia moderata, al di sotto di 8 g/dL si parla di anemia severa.
Sintomi dell'anemia
I sintomi di un paziente anemico sono diversi. Innanzitutto, abbiamo la dispnea, inizialmente da sforzo, poi progressivamente ingravescente fino a diventare una dispnea a riposo, tanto più basso è il livello sierico di emoglobina. La dispnea, che è sintomo caratteristico dell'anemia, è tanto più marcata quanto più rapido è l'instaurarsi dell'anemia. Dunque, se un paziente si anemizza improvvisamente, avrà, a parità di livelli sierici di emoglobina, più dispnea rispetto ad un paziente che si anemizza più lentamente. Ad esempio, se un paziente arriva ad avere livelli di emoglobina pari a 9 g/dL molto lentamente può avere una scarsa dispnea; mentre se questo paziente si anemizza improvvisamente, per un incidente o un trauma avrà una dispnea molto più marcata.
Oltre alla dispnea, il soggetto anemico avrà un'astenia (anche se il prof preferisce la definizione di ipostenia). Quali sono gli altri sintomi? I soggetti anemici solitamente vengono trasfusi, principalmente per evitare danni agli organi interni. In particolare, un organo che può soffrire subito delle conseguenze dell'anemia è il cuore. Il paziente anemico può presentare quindi sintomi legati alla sofferenza ischemica miocardica tanto più grave è l'anemia. Proprio per questo motivo, un soggetto cardiopatico viene trasfuso quando i livelli di emoglobina sono inferiori a 9 g/dL, mentre un paziente senza cardiopatie associate viene trasfuso se l'emoglobina è inferiore a 8 g/dL.
Quindi oltre a tutti i sintomi classici legati alla ridotta concentrazione di emoglobina, ci può essere anche l'insorgenza di sintomi legati all'ischemia miocardica, che sopraggiungono soprattutto quando un paziente è sottoposto ad uno stimolo fisico, si muove o fa sport. Oltre a questi sintomi potrebbe esserci anche una difficoltà aspecifica della concentrazione.
Segni dell'anemia
I segni dell'anemia sono il pallore della cute e delle mucose (la prima mucosa ad essere valutata è quella della congiuntiva). Il paziente presenterà inoltre tachicardia (compensatoria, per far arrivare ossigeno a tutti gli organi) e tachipnea. Altri segni caratteristici sono la maggiore perdita di capelli e quindi l'alterazione degli annessi cutanei. Nella donna un altro segno tipico dell'anemia è la mancanza del ciclo mestruale, che rappresenta un meccanismo di difesa.
Come già detto, il meccanismo di compenso del cuore consiste nell'aumento della frequenza cardiaca. A livello cardiaco, però, il sangue, povero in globuli rossi a causa dell'anemia, passa attraverso gli osti valvolari tanto più velocemente quanto più è grave l'anemia stessa. Quindi in tutti i pazienti anemici si sviluppa un soffio sistolico prevalentemente a livello della valvola mitralica. Vi sono poi segni più specifici come ad esempio la glossite di Hunter, una caratteristica alterazione della lingua tipica delle anemie da carenza di ferro.
Valutazione dell'anemia
La prima cosa che dobbiamo fare per valutare un'anemia è vedere se questa insorge in maniera acuta o in maniera cronica: sono differenti infatti la prognosi e la sintomatologia. In genere è anche differente la causa che sta alla base dell'anemia: in genere un'anemia acuta è dovuta ad una patologia da perdita.