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SEMANTICA E PRAGMATICA 2019 prof. MAURI

30 settembre 2019

INTRODUZIONE

Soprattutto nella propaganda politica si parla di opposizioni

nominando l’opposto di quello che si vuole dire.

Il punto di vista della comprensione

Capire le parole dette o scritte ci appare come cosa normale. Non capire ci appare

come cosa eccezionale

Capire non equivale a essere consapevole di cosa capiamo: spesso elaboriamo più

informazioni di quelle che ci vengono comunicate in modo esplicito

In linguistica, la comprensione di parole e frasi è stata oggetto di analisi in misura

assai minore che la produzione

Capire ci appare scontato mentre non capire ci appare eccezionale.

Non è così: siamo in grado di interpretare anche al di là di ciò che ci

viene detto.

Siamo abituati a dare sento/ significato ad ogni cosa, il bisogno di

comprensione guida l’apprendimento. Ma capire non significa

sempre essere consapevoli di farlo.

Si utilizza più spesso un’analisi di produzione rispetto a chi la

comprende, mentre noi in questo corso cerchiamo di stare di più

dalla parte di chi comprende.

Anche nel modello di Jakobson (modello postale) il ricevente ha un

ruolo un po’ passivo. Le lingue naturali però nel loro modo di

lessicalizzare le due sfere, non sembrano essere d’accordo!!

Le lingue lessicalizzano hanno dei termini per nominare le azioni

linguistiche. TULLIO DE MAURO “capire le parole” : in italiano

esistono 360 verba dicendi e noi siamo consapevoli di questi.

1 - Verbi che colgono il dire nella sua generalità di attività semiotica (es. comunicare,

esprimere)

2 - … e nella sua specificità linguistica (es. parlare, discorrere)

3 - Verbi distintivi di modalità fonetiche del dire (es. sussurrare, urlare, balbettare)

4 - … di modalità discorsivo-testuali del dire (es. polemizzare, chiaccherare)

5 - … di modalità e conseguenze illocutive e giuridiche del dire (es. minacciare)

Leggere è l’unico termine certo che si riferisce alla recezione

linguistica mentre tutti gli altri sono semanticamente molto generici

e ambigui o riferiti alla produzione verbale. Per la recezione siamo

effettivamente più passivi o comunque meno consapevoli. I verba

reciprendi tendono ad essere ambigui rispetto alla comprensione e

tendenzialmente vengono associati oltre che alla lingua anche ad

apparato uditivo e cognitivo.

indicano un’attività generale dell’intelligenza, con poche sfaccettature di modo.

Nell’ambito della ricezione/comprensione le lingue non individuano con lessemi

specifici la ricezione/comprensione linguistica rispetto alla generale attività di

ricezione (acustica) e intelligenza.

Ma:

La COMPRENSIONE è legata ai processi di recezione acustica.

La COMPRENSIONE è un ambito strettamente complesso della

condizione umana.

È importante anche l’ (IN)COMPRENSIONE legata all’ambiguità

Fanno parte delle incomprensioni anche :

-parole comuni e espressioni idiomatiche

Aprire

A – Non ha aperto bocca, dopo aver aperto il nuovo conto in banca

- modi di dire

A - Mi ero persa: tra mappe e TomTom ero andata nel pallone

-i deittici ( che per essere capiti devono essere visti all’interno di un

contesto)

Lui, lei, qui, là, questo, quello

- senso letterale e senso figurato

A – Hai fatto proprio una bella frittata!

B (orgoglioso) – Grazie!!

Nella comunicazione quotidiana ordinaria ci troviamo a

comprendere correttamente innumerevoli enunciati potenzialmente

ambigui, senza neanche rendercene conto!

Ogni atto di ricezione linguistica implica una continua

connessione tra il materiale linguistico registrato e l’insieme di

conoscenze extralinguistiche che abbiamo a disposizione, in un

processo complesso e non lineare.

Un modo per aggiungere nel modello di Jakobson il punto di vista di

chi comprende potrebbe essere rendendolo un flusso ininterrotto ∞ .

CODE MODEL

lingua è una sistema di segni la cui funzione primaria è esprimere il pensiero;

La

significato preesiste alla sua codifica e alla sua decodifica;

Il senso globale è ricavabile dall’unione dei significati parziali.

Il

Confutazioni:

- È una delle funzioni e non l’unica

- Co-costruiti e non sempre pre-esistenti

- Non è realistico

Ci sono anche altri modelli…

DOMANDA ALL’ESAME: con quale teoria ti trovi più d’accordo?

1/10

Modello postale è basato sul principio di composizionalità ( prima si

individua un referente correlato per ogni nome, una qualità per gli

aggettivi, una relazione per i verbi, così che il significato

complessivo di una frase sia dato dalla sua capacità di descrivere

uno stato di cose nella realtà) dove il messaggio diventa solo un

pacchetto di info che passano dal mittente al destinatario.

L’autput diventa l’input della sezione successiva.

Questo meccanismo è troppo lineare, presenta dei problemi.

Nel 1960 ci si pongono nuove domande, non guardiamo più cosa

ma come la mente elabora i significati. Come funziona la lingua, come

viene usato il codice e perché, come funziona la comunicazione: nuovo interesse per i

Dalla descrizione

processi messi in atto dai parlanti nella comunicazione effettiva.

alla spiegazione. Da una spiegazione statica ad una procedurale.

Dal testo si passa agli attori concreti dello scambio comunicativo

e verso la situazione enunciativa in cui esso avviene: il

contesto.

Ricevere una comunicazione è molto più complesso della semplice

decodifica di un messaggio.

Nel 1990 viene ideato un modello alternativo concentrato più sul

ricevente e la comprensione e nasce dalla scuola francese. La

componente situazionale e l’attenzione al ruolo degli attori

diventano centrali. MODELLO Y dove le relazioni tra i parlanti sono

prese molto più in considerazione. In questo modello la parte

linguistica ed extralinguistica convergono nel momento in cui dalla

frase si passa all’enunciato.

Enunciato situazione

Y

INTERPRETAZIONE

DE MAURO 1994 la percezione linguistica non è un mero ruolo di

passività ed un fatto esecutivo ma un’attività non separabile da

valutazioni di natura semantico-lessicale, sintattica-pragmatica. Che

comprende tutti i campi della lingua. Non è lineare ma

PROCEDIAMO CON UN ANDIRIVIENI TRA PERCEZIONE DI

TESTO/ CO-TESTO E IPOTESI DI SENSO.

Esperimento di ALBANO LEONI intervista di 3 secondi senza

contesto nessuno l’ha capito neanche a livello di fonemi. Invece

con contesto tutti capirono .

Al contesto attingiamo quindi in OGNI LIVELLO.

PARADOSSO DI WITTGENSTEIN capiamo per riconoscimento

“comprenderà forse questo libro solo chi già a sua volta ha pensato

i pensieri ivi espressi”

Grazie agli ultimi due casi capiamo quindi che attingiamo al

contesto per riconoscere, dunque per fare ipotesi.

Es. scacco matto | hamburger

- L’INCONPRENSIONE – attiva tutte le connessioni di co-testo e

contesto possibili pur di riuscire a dare un senso a ciò che si

percepisce. Noi partiamo dal presupposto che un messaggio

abbia SEMPRE un senso. Esigenza di comprensione MOTORE

SEMIOTICO.

Sforzo di comprensione è anche un motore di innovazione

linguistica più che nella produzione. (esempio nei processi di

grammaticalizzazione) .

A volte è necessario comprendere attraverso il contesto.

BENVENISTE: la realizzazione degli atti di parole non è separabile

dal livello formale della langue perché esistono categorie la cui

struttura può essere stabilita solo in riferimento alla concreta

situazione di enunciazione (es. pronomi, dimostrativi)

presenza del soggetto nella lingua :

 fondamento linguistico della

soggettività

pronomi personali, per essere correttamente interpretati,

I

richiedono un riferimento alla situazione di discorso

Alcune parole sono intermezzo tra langue e parole, cambiano

valore a seconda della situazione di discorso e che determinano il

parlante ( io; tu; egli = una persona che non prende parte alla

),

conversazione Lo stesso accade per i pronomi dimostrativi

(questo, quello, etc.), avverbi e locuzioni avverbiali che si

riferiscono a delimitazioni spaziali o temporali (domani, ieri,

presto, già, qui, là, etc.).

Deissi (shifters) : modi in cui le lingue del mondo codificano gli

aspetti dell’enunciato e dell’evento comunicativo, creando una

relazione tra lingua e contesto d’uso. In greco DEIX indicare. Sono

un’insieme di fonemi che esemplificano altri aspetti della

comunicazione. Per comprendere non ci serve solo la grammatica

ma il processo di comprensione necessita anche di altre cose.

Tipi di deissi:

DEISSI DI PERSONA: pronomi

DEISSI SPAZIALE: collocazione dei parlanti “è lì” “dove? Qui? Ah

questo qui”

DEISSI TEMPORALE: relativa al momento “ torno subito”

DEISSI DEL DISCORSO, CONTESTUALE: non dirLO a Maria

DEISSI SOCIALE: differenze sociali “lei lo sa bene”

DEISSI EMPATICA: distanza emotiva “vai a QUEL paese” “ma chi è

QUESTO bel bambino?”

L’atto linguistico viene visto come azione ed in quanto tale noi

agiamo.

Se la semantica si concentra sull’interpretazione della frase, delle sue proprietà e

dei suoi componenti, la pragmatica studia l’intero processo comunicativo, con i suoi

riferimenti alle variabili extralinguistiche (parlanti e contesto di enunciazione) .

Semantica e Pragmatica per tradizione vengono viste molto

separate. Il confine in realtà è debolissimo. Comprendere il

significato che senza la lingua è impossibile e viceversa.

Gli esempi di ambiguità linguistica sono se estratti dal contesto, è

raro che li abbiamo quando parliamo.

AMBIGUITA’ SEMANTICA abbiamo omonimi assoluti che sono

pochissimi e tipicamente legati a lessici specifici

AMBIGUITA’ STRUTTURALE dove troviamo omonimi relativi

ovvero che cambiano i lemmi, che cambiano classe.

AMBIGUITA’ PRAGMATICA dove abbiamo gli elementi deittici

( legati al contesto) e gli atti linguistici indiretti (es. riusciresti a

passarmi il sale?)

Ruolo di co-testo e con-testo sui vari livelli:

Morfemi ruolo centrale del co-testo

Parole ruolo centrale del co-testo

Frasi ruolo centrale del co-testo se c’è, ruolo centrale del con-testo

Enunciati ruolo centrale del con-testo.

Più si sale di livello linguistico, più è necessario ricorrere a elementi

extralinguistici per la comprensione

MA IN REALTA’ : contesto e co-testo comprendono tutti i livelli:

morfologia- parole- frasi- enunciati.

TO SUM UP:

1 – Perché analizzare la comprensione linguistica?

produzione vs. comprensione, verba dicendi e verba intelligendi

Asimmetria

Necessità di modelli e analisi specifiche per la comprensione linguistica

2 – I modelli della comprensione linguistica

postale, modello a Y

Modello complesso, non lineare a tappe di De Mauro

Modello

3 – Comprensione di elementi e livelli linguistici diversi

Morfemi, parole, sintagmi, frasi, enunciati

 Ambiguità semantica, strutturale/funzionale, pragmatica

2/10

Comprensione dei significati lessicali e grammaticali e delle ambiguità semantica e

strutturale: SEMANTICA

Comprensione delle intenzioni comunicative, dell’informazione extra-linguistica e

dell’ambiguità situazionale: PRAGMATICA

La differenza tra semantica e pragmatica dipende da che peso si

da al contesto.

Quando consideriamo una situazione enunciativa dobbiamo

tenere in considerazione la comunicazione.

La comunicazione è impostata al 90% sul non urtare l’altro;

controllare il messaggio è davvero un’azione e in quanto tale

raramente è vera o falsa ma felice o infelice, efficace o

inefficace. Non essere capiti significa che la comunicazione è

stata inefficace, mentre vero o falso è più in ambito di logica.

L’ATTO LINGUISTICO o speech act è l’unità minima che ci

consente di compiere, con mezzi linguistici, una azione sociale.

Austin nel 1992 pubblicò 12 lezioni “come fare cose con le

parole”

Il parlare è un modo di agire sociale, tramite cui influenziamo gli atteggiamenti e i

comportamenti degli altri. Ogni atto d’azione ha delle conseguenze e l’atto

linguistico in quanto azione anche.

Poi Searl suo allievo affermò che tramite il parlare influenziamo i

comportamenti.

Austin nel 1962 fa una classifica degli atti DEFINIZIONE

linguistici: Enunciato = frase in un

una macro distinzione tra contesto

ATTI CONSTATIVI (dove constato qualcosa e ci

tengo a farlo sapere; e possono essere veri o falsi)

ATTI PERFORMATIVI (ne veri ne falsi; sono azioni e chi ascolta puo’

solo constatare. Non si può negare un atto nel momento in cui viene

compiuto).

Per questi atti ciò che è importante è la presenza di circostanze

(condizioni di felicità o infelicità). Si attuano anche negli atti

constativi ma in quel caso determinano la verità o la falsità.

Nelle lezioni 7,8,9 di Austin si tratta la dimensione verticale dell’atto

linguistico. Ma comunque sono dimensioni compresenti (meno

adeguatamente chiamate livelli).

A livello LOCUTORIO : produco una sequenza di foni

A livello LOCUTIVO (aggiunto dopo) : esprimo significati con un

certo contenuto referenziale, sequenza di foni già segmentati

A livello PERLOCUTIVO: parlando provoco delle conseguenze sul

mio interlocutore o l’assenza di conseguenze

A livello ILLOCUTIVO: manifesto una intenzione uno scopo

Il modo in cui compio un atto linguistico sta tutto nell’ intenzione.

Dunque quando si accede al livello illocutivo IO COMPRENDO.

A volte si può comprendere accedendo al livello illocutivo senza

accede agli altri livelli, ma se accedo agli altri e non al livello

illocutivo la comunicazione fallisce.

L’illocuzione è convenzionale, Austin ha provato a fare una prima

classificazione dei tipi di atti in base al livello illocutivo ma lui stesso

non è stato soddisfatto.

SEARL (alunno di Austin) fa una classificazione degli atti linguistici

basandosi sul principio di esprimibilità secondo cui qualunque

cosa significata può essere detta e dunque data una qualsiasi forza

illocutoria, deve esistere un verbo performativo tale da esprimerla

esplicitamente. Va a vedere i verbo che possono nominare tutte le

azioni e li distingue in base a

1)Scopo

2)Direzione del vettore d’adattamento tra parole e mondo

3)Stato psicologico espresso

4)Energia, o intensità

5)Necessità di istituzioni extra-linguistiche

1. RAPPRESENTATIVI (quello che per Austin erano i constativi)

SCOPO: impegnare il parlante all’effettiva realizzazione di qualcosa

DIREZIONE D’ADATTAMENTO parole mondo

:

STATO PSICOLOGICO credenza

:

2. DIRETTIVI

SCOPO: indurre l’ascoltatore a fare qualcosa (anche le domande

perché richiedono una risposta)

DIREZIONE D’ADATTAMENTO: mondo parole

STATO PSICOLOGICO: volere

3. COMMISSIVI ( coincidono con le promesse)

SCOPO: il parlante si impegna a fare qualcosa

DIREZIONE D’ADATTAMENTO: mondo parole

STATO PSICOLOGICO: volontà di fare

4. ESPRESSIVI

SCOPO: esprimere il proprio stato psicologico

DIREZIONE D’ADATTAMENTO: nulla

STATO PSICOLOGICO: sincerità della condizione essenziale, la verità

viene data per scontata.

5. DICHIARAZIONI (coincidono con i performativi di Austin)

SCOPO: azione – dire è fare

DIREZIONE D’ADATTAMENTO: duplice

STATO PSICOLOGICO: nullo, ma è necessaria la condizione di felicità

È una classificazione un po’ rigida ma dobbiamo fare conto che

siamo in pieno periodo strutturalista dove abbonda l’uso del + e - .

A noi interessa sapere che ci sono azioni illocutive diverse che si

basano sullo scopo, sul mondo e sulla condizione psicologica del

parlante.

1. Fermati a pranzo! voglio azione

2. Ti fermi a pranzo? voglio risposta

3. Ti fermassi a pranzo..! desiderio

contenuto proposizionale, diversi atti illocutivi

Stesso

prometto che non verrò a pranzo

Ti ti prometto che verrò a pranzo

Non

Posso negare separatamente i due livelli

Test della negazione mi serve per tenere distinti i livelli, per vedere dov’è l’atto

illocutivo.

Gli indicatori di forza illocutiva sono :

- La prosodia (che non è sempre volontaria)

- Le marche interrogative

- Modi verbali: indicativo vs imperativo

- Avverbi : pa

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Juls_99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di semantica e pragmatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mauri Caterina.
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