Semantica e lessico – Prof.ssa Strik Lievers
Primo nucleo tematico - Semantica lessicale
- Bibliografia : Jezek, E. (2011). Lessico. Classi di parole, strutture, combinazioni.
Seconda edizione. Bologna : il Mulino (Capitoli 1, 3, 5, 6).
- Studieremo il significato delle parole e l’architettura interna del lessico mentale L’idea in
linguistica è che le parole abbiano delle relazioni tra loro. Ad esempio, la parola “moglie” fa
pensare a “matrimonio, marito ecc.”
Secondo nucleo – Lessico e metafore
- Bibliografia: Deignan, A.(2005). Metaphor and corpus linguistics, Amsterdam : Bejamins
(capitoli 1 e 2)
- Il linguaggio figurato e il suo ruolo nell’estensione del significato delle parole.
- Metafore in lingue diverse e sfide per la traduzione.
- Parleremo anche di diversità linguistica.
Terzo nucleo – Lessico e diversità linguistica
- Bibliografia: Moravcsik 82013), Introducing Language Typology. (Parti selezionate del
capitolo 2 su aulaweb)
- Come la struttura del lessico sia diversa a seconda delle lingue. Tratteremo di tipologia
lessicale e il dibattito secolare sul rapporto fra lingua e pensiero. 1
Primo nucleo - Semantica lessicale
Quando si studiano le parole, ci sono tanti punti di vista da considerare. Il nostro interesse sarà il
rapporto tra parole e significato.
Il rapporto tra parole e significato non è 1:1, perché non solo le parole sono portatrici di significato,
ma lo sono anche le strutture sintattiche e i morfemi grammaticali.
Una stessa categoria semantica può essere espressa con mezzi lessicali (parole) o grammaticali:
Es.: Categoria semantica del Genere:
- It. Commesso / commessa la di erenza di genere è espressa da mezzi morfologici perché
varia il singolo morfema.
- Ingl. Salesman / saleswoman La di erenza di genere è espressa da mezzi lessicali perché
abbiamo 2 parole diverse.
- Anche nella stessa lingua possono esistere strategie di espressione di opposizione diverse,
come nel caso dell’italiano moglie e marito.
- Es.: Tempo futuro: Farò una torta mezzi morfologici / Domani faccio una torta Mezzi
lessicali perché anche se “faccio” è presente, la parola “domani” indica futuro.
Dunque, la semantica lessicale si occupa delle parole e del loro significato.
Ci sono due macro-classi di parole:
- Parole contenuto:
Esprimono significati lessicali in base al loro contenuto e sono autonome dal punto di
o vista semantico.
Sono un insieme aperto perché nel lessico possono sempre entrare neologismi.
o Sono tendenzialmente nomi, verbi, avverbi e aggettivi.
o 2
- Parole funzioni:
Esprimono significati grammaticali e hanno la funzione di mettere in relazione tra loro
o le parole contenuto. Se noi in una frase togliamo queste parole, riconosciamo
comunque il significato delle parole contenuto, mentre se leviamo tutte le parole
contenuto non capiamo più niente.
Sono tendenzialmente un insieme (più) chiuso e sono tendenzialmente articoli,
o preposizioni e congiunzioni.
Tuttavia, alcune parole considerate contenuto possono anche essere considerate
o funzione, come i verbi ausiliari o copulativi.
Altra distinzione importante – Significato denotativo e connotativo:
- Significato denotativo (referenziale) “proprietà di una parola di poter indicare o di potersi
riferire non soltanto a un singolo oggetto, ma genericamente all’intera classe degli elementi
che condividono le caratteristiche di quell’oggetto (…) costituisce la parte “oggettiva” del
significato di una parola, quella parte cioè che e’ condivisa dai membri di una comunità
linguistica” (Jezek 2011, p.50) Si riferisce a un referente e al significato referenziale
primario (quello oggettivo delle parole).
- Significato connotativo: “Riguarda quegli aspetti del significato che hanno carattere di
attributo”.
- Es. Micio e gatto hanno lo stesso significato denotativo (oggettivo di gatto come felino), ma
hanno un significato connotativo diverso (micio è un vezzeggiativo, esprime tenerezza). 3
La nozione di parola:
- La parola è di icile da definire rispetto ad altre unità linguistiche come i fonemi o i morfemi.
- Tutti i parlanti di italiano sanno cos’è una parola, ma dal momento in cui si cerca di darle una
definizione che ci permetta di individuare tutte le parole di una lingua abbiamo più di icoltà.
- Es: “Verde” È una parola della lingua italiana.
- Es: “Verde acqua” Graficamente sono 2 parole ma il significato è uno.
- Es: “verdemare” Graficamente è una parola ma con due significati.
- A complicare la questione è il fatto che ci sono oscillazioni nello scrivere le parole,
soprattutto coi composti italiani (verde acqua / verdeacqua).
- Le cose si complicano se andiamo a vedere lingue diverse, ad esempio la parola
“tameynalevtapaytarkan” vuol dire “ho un tremendo mal di testa” nella lingua siberiana
ciucki, che è una lingua polisintetica. All’interno di questa parola ci sono più morfemi lessicali
che nelle lingue fusive come l’italiano sono espresse da più parole.
- Secondo il linguista Matthews non si trova una singola definizione di parola sintetica ed
esaustiva: “It must be said at once that it cannot be encapsulated in a definition, still
less one that will be valid for all languages. It lies instead in a range of characteristics
that words in general tend to have other units tend not to have.” Dunque, la nozione di
parola è fondamentale in linguistica occidentale, ma è particolarmente di icile da definire.
Per questo possiamo definire le parole a seconda di diversi livelli di analisi linguistica Livello
grafematico, fonologico/fonematico, morfosintattico.
1) Livello grafematico (parola grafematica) una parola è una sequenza di grafemi delimitata da
spazi bianchi.
In italiano:
- <la casa> due parole, la e casa.
- <lo mangio> due parole, lo e mangio.
- <mangialo> una sola parola. Tuttavia, “lo” è un clitico che si può mettere prima o dopo il
verbo (qui è messo dopo e si attacca al verbo).
- <pescespada> una sola parola.
- <pesce palla> due parole, pesce e palla.
- <arteterapia> una parola.
- <arte terapia> due parole.
Il criterio grafematico in italiano tendenzialmente funziona bene a livello intuitivo (vedi arteterapia e
arte terapia). In altre lingue questo criterio è molto di icile o impossibile da applicare:
- Cinese In cinese non ci sono spazi bianchi tra i vari segni grafici. Questo fenomeno si
chiama scripto continua.
- Lingue classiche nelle loro prime fasi (latino classico ad esempio) Stesso motivo del
cinese.
- Lingue che non hanno un sistema di scrittura. 4
- Ci possiamo chiedere se parlanti di tali lingue hanno una nozione di parola o
percepiscono la lingua come un flusso indistinto di suoni: Secondo il linguista e
antropologo Sapir la parola ha una realtà psicologica indipendente dal sistema di scrittura. È
prova di questo la sua ricerca sulle lingue solo orali del nord America, in quanto ha
riscontrato che i parlanti di queste lingue erano in grado di dettare parola per parola, isolare le
parole e ripeterle, ma non di isolarne delle parti (come radici e su issi), così come anche i
bambini in età prescolastica sanno ripetere e isolare le parole ma non di individuarne delle
parti.
Anche Saussure scrive poco prima di Sapir che “La parola, malgrado la di icoltà che si ha nel
definirla, è un’unità che si impone allo spirito” Dunque è un’unità che intuitivamente si sa che c’è.
Tuttavia, secondo Packard, per un parlante di cinese la nozione intuitiva di parola non esiste, ma c’è
la nozione intuitiva di “zi”, che può coincidere sia con un morfema che con un carattere. Quindi
secondo Packard non c’è una nozione di parola che si impone allo spirito, ma c’è uno “zi”. 5
Il fatto che la parola possa avere una realtà psicologica non implica che i parlanti abbiano una
conoscenza esplicita di questa nozione. Non tutte le linue hanno una parola per il concetto di
“parola”. Dickson e Aikhenvald sostengono che nella maggior parte delle lingue parlate da piccoli
gruppi tribali non c’è nozione di parole, ma non c’è neanche in altre lingue comuni come l’inglese. La
parola che si usa oggi “word” esisteva anche nelle fasi linguistiche precedenti, ma non significava
quello che significa oggi, faceva riferimento a “speech”, alla lingua parlata.
2) Livello fonologico (parola fonologica o fonematica):
Una parola è una sequenza di parlato che si comporta come un’unità fonologica, e che si raggruppa
intorno ad un solo accento principale.
Questo funziona bene per le lingue ad accento fisso, dove l’accento ha valore demarcativo, ovvero
che demarca il confine tra parole.
Esempio: Italiano caposala:
- 1 parola dal punto di vista grafematico. 6
- 2 parole dal punto di vista fonologico perché ci sono due accenti, uno su “capo” e uno su
“sala”, infatti qui la -s è il primo fono della parola “sala” e non si pronuncia come una tipica -s
intervocalica settentrionale.
Esempio La rana:
- 2 parola dal punto di vista grafematico.
- 1 parola dal punto di vista fonologico perché “la” è una parola clitica (senza accento) e si
appoggia alla parola seguente.
Esempio Des enfants:
- 2 parole dal punto di vista grafematico.
- 1 parola dal punto di vista fonologico perché “de” si appoggia al resto, e il suono “z” si attacca
ad enfants; infatti, la divisione in sillabe è de.zan.fants.
3) Livello morfosintattico (parola morfosintattica):
Una parola è un elemento linguistico caratterizzato da:
- Coesione interna 1) Una parola non può essere interrotta da altro materiale linguistico, ad
esempio “ferro” non può essere “*fterro”, non è una forma accettabile. 2) L’ordine dei
morfemi all’interno della parola è fisso, ad esempio “ferro” non può diventare “*oferr”. Altro
esempio la parola arteterapia/arte terapia non può diventare *terapiaarte/*terapia arte.
- Mobilita Una parola può spostarsi all’interno della frase, in base alle regole sintattiche di
una data lingua, ad esempio posso dire “Il materiale con cui è fatta la torre Ei el è il Ferro” /
“Il ferro è il materiale con cui è fatta la torre Ei el.”
- Enunciabilità in isolamento Una parola può costituire da sola un enunciato, ad esempio
“Di cosa è fatta la torre? Ferro.
- NB! Alcune parole sono “parole” solo per alcuni di questi criteri ma non per tutti! Esempio
Canna da pesca:
Coesione interna La canna nuova da pesca (strano ma forse abbastanza coeso).
o *Pesca da canna (non posso spostare i morfemi).
Mobilita’ *La canna si è rotta da pesca.
o 7
- Il caso delle Parole polirematiche: Le unità polirematiche (o parole sintagmatiche) sono
“elementi lessicali formati da più di una parola, che hanno una particolare coesione
strutturale e semantica interna e possono appartenere a varie categorie lessicali” (Masini, F.
(2011)). Esempi:
Nomi Avvocato del diavolo, letto a castello.
o Verbi fare fuori, buttare li (una risposta) verbi sintagmatici.
o Avverbi piu o meno, a rotta di collo.
o Aggettivi fuori luogo, su misura.
o Preposizioni di fronte a, nell’arco di.
o
- Diverse polirematiche presentano diversi gradi di coesione semantica e sintattica,
evidenziabili tramite test (Jezek).
Coesione:
o Cavallo di battaglia / *cavallo purosangue di battaglia.
Veleno per topi / ?veleno micidiale per topi.
Stare male / stare di nuovo male / *stare per tutto novembre male (parola
polirematica meno coesa).
Ordine fisso:
o Cavallo di battaglia / *è di battaglia quel cavallo?
Veleno per topi / è per topi quel veleno?
Sostituibilità con sinonimi Se una parola polirematica è molto coesa non si
o può sostituire con un sinonimo:
Cavallo di battaglia / *destriero di battaglia.
Coesione semantica: Cavallo di battaglia non è a atto un cavallo, vuol dire
o un’altra cosa, non basta sapere cos’è il cavallo per sapere cos’è il cavallo di battaglia.
- Le parole polirematiche sono importanti perché:
Sono tante, nel lessico di molte lingue.
o Sono problematiche, in varie branche applicate della linguistica, ad esempio possono
o essere di icili per l’apprendimento da parte di apprendenti stranieri ma non solo, e
per il trattamento automatico, ad esempio nella traduzione.
In base a tutti i criteri visti, ci sono parole piu o meno tipiche.
Cos’è quindi una parola? Secondo Haspelmath “We do not have a good answer to the question
of how to define the notion of word in a clear and consistent way”. Dunque, abbiamo diverse
definizioni a seconda della prospettiva o livello di analisi, e ci sono parole piu o meno tipiche.
Esercizio: Come possiamo segmentare in parole la seguente frase?
“Giovanni e Anna, sua anima gemella, si sono incontrati di fronte a scuola”.
- Criterio grafematico:
Giovanni / e / Anna / sua / anima / gemella / si / sono / incontrati / di / fronte / a /
o scuola.
- Criterio fonologico:
Giovanni / eAnna/ sua / anima / gemella /sisono / incontrati / difronte / ascuola.
o 8
Le parole unite come “eAnna” sono unite perché la prima non ha accento proprio e si
o appoggia a quella dopo, formando un’unità fonologica.
- Criterio morfosintattico:
Giovanni / e / Anna / sua / anima gemella / si / sono / incontrati / di fronte a / scuola.
o “Anima gemella” dal punto di vista morfosintattico funziona come se fosse un’unica
o parola, è una parola polirematica coesa dal punto di vista sia morfosintattico che
semantico, perché non è composto dai significati di “anima” e “gemella”.
“Di fronte a” funziona come un’unica parola, come fosse un’unica preposizione.
o
Quali informazioni contiene una parola?
“Insieme di informazioni che si suppone siano contenute in una parola” (Jezek).
“Un’entrata lessicale elenca un pezzetto di fonologia, di sintassi e di semantica” (Jekendo ).
Una parola contiene:
- Proprietà semantiche:
Es: Gatto Dizionario “animale domestico dell’ordine dei Felidi”. Enciclopedia
o Tantissime altre informazioni su “gatto”, oltre la definizione del dizionario.
In semantica, il dizionario è l’insieme delle conoscenze strettamente linguistiche che
o costituiscono il significato delle parole. L’enciclopedia invece è descritta come
l’insieme delle conoscenze extralinguistiche relative a ciò che esse indicano.
Questa distinzione tra informazioni linguistiche ed enciclopediche non ha un confine
o chiaro, e ci sono diverse posizioni teoriche:
Nessuna informazione enciclopedica nel significato linguistico della
parola.
Nessun confine tra conoscenze linguistiche ed enciclopediche (linguistica
cognitiva). Questa posizione è problematica perché se consideriamo che
tutto è significato, il confine diventa infinito. 9
Modelli intermedi: “Possiamo definire linguistiche le conoscenze che
qualunque parlante deve possedere per il solo fatto di parlare una certa lingua
(…), e definire enciclopediche le conoscenze meno convenzionali e meno
di use nella comunità linguistica, che non possono essere date per scontate
per ogni parlante” (Casadei).
- Proprietà fonologiche Es. <scioper> (significante grafico) /trascrizione di sciopero/
(significante fonologico).
- Proprietà morfologiche Es: Parole complesse, parole col su isso -tore, parole della prima
declinazione ecc.
Informazioni sulla classe lessicale Verbi, nomi, aggettivi ecc. In base al
o comportamento morfologico e sintattico, capiamo se la parola sarà un nome, un
aggettivo o un verbo. Es.: un/quel gatto vs. *un/quel correva, *bello correva, *gattava
vs correva.
N.B. ci sono parole con piu classi lessicali, es. Dubbio può essere sia nome che
o aggettivo. Per trattare questo tipo di parole possiamo usare la conversione, ovvero
considerare o che una parola abbia una classe lessicale principale ma che può
cambiare, oppure che una parola non abbia classe lessicale predefinita e cambia a
seconda del contesto.
Per i predicati (che ci danno informazioni su determinate proprietà di una parola):
o Le entità su cui il predicato ci dice qualcosa sono dette argomenti.
Struttura argomentale (valenza) “Informazione che specifica lo schema
minimo di argomenti necessario per completare il significato del predicato”
(Jezek). Alcuni verbi come “piove” sono zerovalenti e non hanno argomenti,
alcuni sono monovalenti e altri bi- o plurivalenti. Si ritiene che un predicato
contenga anche informazioni circa la sua struttura argomentale.
Aktionsart (azionalità) “Modo in cui i predicati presentano l’evento, in
relazione alle fasi temporali che lo costituiscono” (Jezek). Es. Il verbo
“rimanere” è un verbo stativo, ovvero che ha una durata e non implica nessun
cambiamento. Implicano invece una trasformazione i verbi trasformativi o
istantanei come “esplodere”, evento puntuale che non ha durata (non si può
esplodere per due ore ad esempio).
Struttura argomentale e Aktionsart sono informazioni che fanno parte dei
predicati.
Parole e significati:
Di icoltà:
- Molte parole hanno piu di un significato, es: “Mi si è scaricata la batteria del telefono” / “Io
suono la batteria” /Ho comprato una batteria di pentole nuova” La forma è la stessa ma i
significati diversi. 10
- Spesso il significato delle frasi o dei sintagmi non è dato dalla somma del significato delle
singole parole, es: “vuotare il sacco” L’espressione non si riferisce all’oggetto del sacco e
non è la somma di “vuotare” e di “sacco”.
Nozione fondamentale Contesto: È l’insieme di elementi linguistici adiacenti a una parola;
quindi, l’insieme degli elementi che la precedono o la seguono” (Jezek).
- Contesto linguistico:
Sintattico “Insieme degli elementi adiacenti a una parola visti dal punto di vista
o delle loro proprietà sintattiche”. Es: (Articolo_aggettivo): Contesto nominale.
Semantico “Insieme degli elementi adiacenti a una parola visti dal punto di vista
o delle loro proprietà semantiche”. Es: Saltare un fosso vs. saltare un pasto.
- Contesto situazionale:
Guarda alla situazione del mondo reale in cui usiamo le parole (campo della
pragmatica). Es: “Il bambino ha due mesi di vita” / “Il signore anziano ha due
mesi di vita”.
Nozione fondamentale Omonimia e polisemia: Forma lessicale con piu di un significato
(quando una forma lessicale ha piu significati si può avere un caso di omonimia oppure di
polisemia):
- Omonimia Due lessemi distinti con stessa forma (significante) ma diversi significati, non
in relazione fra loro. Stesso significante ma significato diverso. Abbiamo diversi casi di
omonimia:
Omografi Parole che si scrivono allo stesso modo ma si pronunciano in modo
o
diverso. Es. Accetta (verbo, -e aperta) / accetta (oggetto, -e chiusa).
Omofoni Parole che si pronunciano allo stesso modo ma si scrivono in modo
o
diverso. Es: it. Ceco (abitante Rep. Ceca) / cieco (non vedente). Le due parole sono
omofone ma non omografe, hanno la stessa pronuncia ma si scrivono in modo diverso.
In italiano abbiamo pochi omofoni perchè abbiamo una grande corrispondenza tra
fonemi e grafemi.
Omonimi perfetti Sono sia omografi che omonimi. Es. Piano (superficie) / piano
o
(progetto) / piano (pianoforte).
- Polisemia Uno stesso lessema con piu significati, connessi fra loro (in modo piu o meno
stretto).
Es. Collo di una persona o di una bottiglia. La relazione tra i due significati è data dalla
o forma del referente.
Es. Penna di un volatile o penna per scrivere. La relazione qui è che una volta si usava
o la penna del volatile per scrivere.
Il significato dei lessemi polisemici si determina in base al contesto. Es. “Ho rotto il
o bicchiere” / “Ho bevuto un bicchiere”. Anche il contesto situazionale può aiutare, ad
esempio “Il parcheggio è riservato ai veicoli verdi” (qui non si intendono i veicoli di
colore verde ma i veicoli ecologici, tipo quelli elettrici). 11
Un tipo particolare di polisemia è la polisemia regolare (Apresjan, 1974) Le
o
parole polisemiche regolari riguardano classi intere di parole e ci sono diverse
alternanze:
Contenitore/contenuto Bicchiere contenitore vs. bicchiere contenuto (ho
bevuto un bicchiere).
Prodotto/produttore Ho comprato una Toyota (prodotto) / La Toyota ha
licenziato dieci dipendenti (produttore).
Pianta/frutto Ho piantato un limone (pianta) / Ho spremuto il limone (frutto).
Processo/risultato Il lavoro durerà sei mesi (processo) / Il lavoro è venuto
bene (risultato).
Luogo/persone o istituzione Sto andando in università (luogo) / l’università
ha eletto il rettore (persone o istituzione).
Evento/cibo
Per quanto riguarda i verbi:
Uso letterale/figurato Ho divorato il panino/ho divorato il libro.
Uso causativo/incoativo La terapia ha guarito il malato (causativo) /
Il malato è guarito (focus non sulla causa
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Comunicazione verbale
-
Linguistica Generale - Appunti
-
Appunti di Linguaggi di programmazione
-
Programmazione procedurale - Appunti completi