Cenni dal seminario della prof. A. Orlandi (LCE Unimore)
24/04/2015
Ambito dei significati
Essa è l'ambito che si occupa dei significati del contenuto di parole, sintagmi, frasi semplici e periodi: è un concetto non scontato, messo in discussione dai linguisti di pragmatica perché essi partono dall'enunciato (frasi di un contesto comunicativo, quindi è contestualizzato). Per loro il significato non esiste perché varia al variare del contesto.
Esempio: "Il gatto dov'è?" "La finestra è aperta!" è un enunciato. Apparentemente non c'è pertinenza ma in un contesto comunicativo c'è collaborazione nella ricerca della risposta.
Significato e messaggio
≠ significato messaggio. Funziona come un indice di interpretazione. È il processo e il valore comunicativo della frase che la frase costruisce. Quanto le strutture della lingua sono in grado di costruire il significato? La lingua plasma i concetti o essi sono indipendenti e costruiscono la lingua.
Teorie linguistiche
Teorie formaliste: considerano la lingua come strutture che si impongono, in grado di plasmare i concetti. (De Saussure)
Teorie funzionaliste: approccio con cui si dice che la lingua serve per esprimere concetti che esistono indipendentemente dalla struttura della lingua (vedi Jacobson).
Lessicologia e lessicografia
La lessicologia studia il lessico dal punto di vista dei significati, la lessicografia indica il modo in cui si forma il dizionario. Il riferimento al lessema è di tipo convenzionale.
Leggi e impatti sulla lingua italiana
05.05.2015
- La Legge Casati e dopo il 1923 la Legge Coppino sono il riferimento per stabilire il numero di italofoni.
- Nel primo biennio si imparava a scrivere e leggere (il tutto a malapena): più o meno si leggeva per sillabe e si faceva la propria firma.
- Divaricazione tra chi proseguiva gli studi e chi veniva avviato subito al lavoro.
- Dal punto di vista politico nel 1868 era stato istituito, ad opera del ministro Broglio, una commissione per proporre a tutti la BUONA LINGUA. Era presieduta dal Senatore d'Italia Alessandro Manzoni. Era dislocata su due sedi: Milano e Firenze, con vari componenti quali Tommaseo e Lambruschini.
- "Nuova antologia": rivista che pubblicava, sempre nel '68, la relazione sulla buona lingua, senza però informare l'Accademia della Crusca. Nella relazione era messo in luce che Manzoni non faceva differenze tra lingua e dialetto, per lui erano entrambe lingue.
- La "lingua" è un tutto omogeneo, organico. La lingua deve rispondere al criterio di funzionalità. La lingua fiorentina risponde al tutto ma non alla funzionalità, ma tale posizione cambia dopo il 1868. Manzoni si oppone.